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Mm 135x210 Collana "Storia e Società" - Volume rilegato in tela con sovraccoperta, 348 pagine. Opera in ottimo stato, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine
Broch?. 159 pages.
Mm 150x215 Volume in copertina rigida, sovraccoperta originale, xvi-753 pagine. Leggere, inevitabili ingiallimenti dei margini, peraltro buona copia con legature ben salde.
in-8°, 279 pages, broche, couv. Tres bel exemplaire, tres frais. [NV-29]
in-8, 377 pp., broche, couv.- 9782226028372 Bel exemplaire. [NV-38]
Reli?. 226 pages. Jaquette.
Singer Isaac Bashevis La morte di Matusalemme. , Longanesi 1989, Libro in condizioni discrete, presenta pagine interne ingiallite e copertina leggermente usurata Mediocre (Poor) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 224<br> 9788830409026
brossura Ecco un testo che chiarifica i significati e il percorso delle raffigurazioni macabre, sviluppando con linearità la metamorfosi dell'icona della morte, dalla "Peste nera a cavallo", alle raffigurazioni: "Incontro dei tre scheletri con i tre cavalieri", dal "Trionfo della Morte", alla "Danza macabra" degli scheletri, i maggiori referenti di riflessioni per l'uomo medievale, nel colloquio con la società e la religione".
Jean Pierre Delarge 1975, In-8 broché, 222 pages. Bon état
Broch? 155 pages.
brossura Questa monografia, che tratta essenzialmente del declino della mortalità verificatosi nel corso degli ultimi secoli nel comune di Modena, ha un duplice scopo: da un lato invogliare i ricercatori ad impiegare, nella realizzazione delle tavole di mortalità, un metodo di ricostruzione nominativa che, nato tra molte perplessità, si sta rivelando fecondo; dall'altro far conoscere ai funzionari che si occupano di igiene e sanità pubblica un sistema di monitoraggio che, se applicato alle generazioni recenti (con la dovuta attenzione alla riservatezza dei cittadini),può fornire informazioni importanti anche dal punto di vista della prevenzione delle patologie e dell'implementazione delle terapie mediche.
ill., br. Da sempre il pensare alla morte ha generato inquietudine, paura. Questo è il retaggio della nostra educazione occidentale, la quale, attraverso i secoli, si è infiltrata nel pensiero comune, contribuendo a generare un atteggiamento di repulsione nei confronti della morte e dell'elaborazione del lutto. La perdita di una persona cara provoca dolore e abbattimento, gli adulti quasi sempre posseggono gli strumenti per analizzare e con il tempo metabolizzare la mancanza, ma quando tutto questo riguarda da vicino un bambino, la questione diventa molto delicata: è necessario procedere con molta attenzione e razionalità. Questo elaborato I bambini e la morte di Monica Truffa è frutto di una minuziosa ricerca e di un grande impegno, di anni di studio e di documentazione, strutturato e pensato come valido supporto per gli adulti e i bambini in difficoltà. Il testo è articolato in tre parti distinte: l'approccio filosofico iniziale pone la relazione tra essere ed universo, la seconda parte elabora, genera strategie e risposte al problema di fondo, e l'ultima sezione è dedicata ai bambini, al loro punto di vista. L'autrice, tramite collaboratori preziosi, ha potuto realizzare svariati progetti correlati alla moderna concezione della psicologia dell'età evolutiva, cercando, attraverso la narrazione, di rendere il concetto di lutto molto naturale e inserirlo nel contesto generale della deperibilità delle cose, della natura, degli animali e di tutti gli esseri viventi.
ill., ril. Una toccante storia sulla perdita del cane di famiglia. Un valido aiuto per affrontare il tema della morte con i bambini. Età di lettura: da 5 anni.
19683124254Chicago: Franciscan Herald Press 1968. 23 Seiten. Mit vereinzelten Abbildungen. 4° (25-35 cm). Illustrierte Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
br. Ogni percorso di cura è una elaborazione del lutto. Il lavoro del lutto è uno snodo centrale del continuo rimodellamento del funzionamento psichico in cui consiste lo sviluppo. L'autrice lo interpreta come l'attività dell'apparato psichico tesa a dare significato alle vicende dell'esistenza, particolarmente necessaria e vitale per il compito, che coinvolge ciascun individuo e ciascun gruppo, di trasformare i traumi, individuali e collettivi, come la pandemia che stiamo vivendo in questi giorni. L'individuo, come il gruppo, e la comunità hanno necessità di modellare e rimodellare il proprio funzionamento in vista della elaborazione dei traumi, pur attraverso le continue oscillazioni tra stallo melanconico e reazione violenta e rabbiosa. Il lavoro del lutto è a fondamento tanto della soggettivazione quanto del nesso sociale, infatti può contenere un'astiosa reazione immunitaria e avviare la pensosità, può restituire al singolo la parola, forse perfino quella politica, e al gruppo le sue risorse trasformative. Postfazione di Antonello Correale.
br. Ogni percorso di cura è una elaborazione del lutto. Il lavoro del lutto è uno snodo centrale del continuo rimodellamento del funzionamento psichico in cui consiste lo sviluppo. L'autrice lo interpreta come l'attività dell'apparato psichico tesa a dare significato alle vicende dell'esistenza, particolarmente necessaria e vitale per il compito, che coinvolge ciascun individuo e ciascun gruppo, di trasformare i traumi, individuali e collettivi, come la pandemia che stiamo vivendo in questi giorni. L'individuo, come il gruppo, e la comunità hanno necessità di modellare e rimodellare il proprio funzionamento in vista della elaborazione dei traumi, pur attraverso le continue oscillazioni tra stallo melanconico e reazione violenta e rabbiosa. Il lavoro del lutto è a fondamento tanto della soggettivazione quanto del nesso sociale, infatti può contenere un'astiosa reazione immunitaria e avviare la pensosità, può restituire al singolo la parola, forse perfino quella politica, e al gruppo le sue risorse trasformative. Postfazione di Antonello Correale.
brossura Più che elogio del suicidio, elogio della libertà di scelta, anche di quella più estrema. Oggi nel mondo ogni 40 secondi una persona commette suicidio: circa un milione di morti all'anno. La maggior parte di queste persone è costretta da una società ipocrita a ricorrere a metodi incerti e strazianti, perché quelli per ottenere una morte rapida e indolore non sono messi a disposizione di tutti, ma tenuti nascosti e resi illegali. La società si fregia della propria mancanza di compassione negando a chi non vuole più vivere il diritto di scegliere una morte più dolce, in nome di un rispetto della vita che si traduce in sopraffazione del più debole. Non si preoccupa di quelle vite, e ben poco può per prevenire quelle morti, si preoccupa solo di rendere inaccessibili tutti i mezzi in grado di garantire un trapasso certo e sereno, rendendo le sofferenze di chi si uccide un trofeo alla propria ipocrisia. Forse è giunta l'ora di infrangere il tabù del suicidio e di accoglierlo come uno dei tanti fatti della vita.
1976149140Paris: Francois Maspero 1976. IV, 246 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Klappenbroschur. [Softcover / Paperback].
br. Bauman esplora in questo saggio come la cultura contemporanea si atteggi davanti al tabù della morte, come la consapevolezza del morire porti a elaborare determinate strategie di vita. Una prima strategia individuata dall'autore consiste nella "decostruzione della morte", ossia nello spostare l'attenzione dalla morte alle sue cause (malattie, incidenti), che sono sempre contingenti, evitabili, razionalmente aggredibili. In un certo senso, nella società contemporanea non si muore, si è uccisi da qualcosa. Una seconda strategia consiste viceversa nella "decostruzione dell'immortalità", ossia nell'annullamento dell'idea di eternità in un presente fatto di momenti, dove transitorio e duraturo si confondono, dove prima e dopo, storia ed eterno non contano più.
br. Occuparci della nostra nascita per noi è impossibile, il prima ci è sconosciuto. Ma di certo, da vivi, possiamo riflettere sulla nostra morte, anche se il poi ci è ignoto. Edoardo Boncinelli racconta di avere avuto consapevolezza della morte a cinque anni, mentre a Bologna nell'immediato dopoguerra, ospite di un centro profughi allestito alla meglio in una caserma, parlava con la mamma di persone che non c'erano più. Di colpo si rese conto che anche i nonni erano destinati ad andarsene, e pianse. Da allora la morte per lui è diventata un concetto acquisito, ma non angosciante. E proprio questo gli ha facilitato l'intensa meditazione che ci regala in questo libro. Da scienziato e pensatore profondamente libero e onesto qual è, Boncinelli ne indaga tutti gli aspetti e le possibili interpretazioni con una serenità di animo e una acutezza di analisi che restituiscono a questo evento la sua naturalità, privandolo delle sovrastrutture negative. Discute con argomentazioni lucide e stringenti le consolazioni della religione, dai miti delle origini al paradiso cristiano, alle credenze più diffuse. Esamina con passione e generosità divulgativa le risorse della scienza, fino a metterci a parte delle ultime ricerche della genetica e della biologia. Infine affronta l'autentico mistero dell'universo, la coscienza, nostra assoluta unicità, sintetizzando così il suo sentimento: «Verrà la morte e non chiuderò i miei occhi».
br. La novità è la proposta di un metodo di accompagnamento totale, integrale, completo della persona. Curando gli altri si cura se stessi, ci si "umanizza" così profondamente da restare tali anche oltre la morte! Questo lavoro fa conoscere la bellezza dell'accompagnare, ma soprattutto dell'accompagnare al culmine della vita, condividendo la morte con chi si ama e allora si è compagni, accompagnatori e accompagnati.
br. Il libro analizza - dal punto di vista di un tanatologo di fama internazionale - i significati culturali, le premesse psicologiche e le implicazioni etiche del caso Englaro. In particolare mette in relazione le aspettative dei familiari dei pazienti in stato vegetativo, ovvero desiderio e timore che il paziente muoia o che si risvegli, con i loro atteggiamenti psicologici fondamentali del rifiuto e dell'accettazione dello stato vegetativo. Dal punto di vista della bioetica il caso Englaro, inoltre, riapre la discussione sul concetto stesso di eutanasia e di testamento biologico, ripercuotendosi sulla giurisprudenza e sul valore dei diritti che questi concetti implicano. L'analisi di questo emblematico caso impone nuove riflessioni anche sulla relazione di aiuto medico-paziente, relativamente all'equilibrio tra rispetto della volontà del paziente e libertà di scelta del medico, secondo scienza e coscienza; e, in generale, su tutte le relazioni di aiuto, indagando la legittimità di "interpretare" la volontà di coloro che non possono manifestarla o metterla in atto.
br. Questo è il diario di Maria Stella, la mamma di Francesca, sottratta all'affetto dei suoi cari e alla sua irrefrenabile voglia di vivere da un tumore a soli 28 anni. Coloro che muoiono, però, non sono degli assenti, sono degli invisibili e la morte, secondo il pensiero buddista, è soltanto il punto di partenza verso una prossima esistenza, non spezza i legami d'amore. Se non fosse così, la vita stessa non avrebbe alcun senso. Le persone che hanno conosciuto Francesca e le hanno voluto bene possono riconoscere i segni della sua presenza, ascoltarla attraverso il loro cuore. Lei c'era e continua a esserci, come energia pura d'amore, a dialogare e sostenere ogni giorno i suoi cari, a mandare loro dei segni, dei messaggi. Francesca è nell'aria: è profumo, essenza... e mancanza. Chi l'ha amata, i genitori, il fratello, tanti amici devono imparare a vivere senza vederla fisicamente, ma questo non equivale a dimenticarla o a smettere di amarla, perché la vita e l'amore sono più di quello che possiamo vedere con gli occhi e toccare con le mani.
brossura Alla base del presente studio c'è l'idea che l'abolizione della pena di morte sia stata avvertita prima nel campo letterario e artistico e dopo sul piano della scienza giuridica, essendo la vita umana stata consegnata alla pietà degli uomini e solo successivamente affidata alla fredda logica formale. Nella prima parte sono trattati alcuni aspetti giuridici e filosofici delle teorie della pena di morte e della sua abolizione, resi ancora più inquietanti dall'ansia civile di una lettera di Pietro Ingrao e da altre - inedite - di condannati, del braccio della morte. Nella seconda parte, anche nella necessaria prospettiva antropologica del problema, è analizzata la produzione letteraria di vari autori, come Hugo, Dostoevskij, Tolstoj, Camus e Sciascia. Così, il profilo dei personaggi, la descrizione delle emozioni e degli affetti più intensi della loro vita, fanno apparire l'assurdità della colpa e l'inesorabilità della pena come la strada che conduce all'abisso della disperazione.
ill., br. Il volume concentra l'attenzione su un ciclo pittorico composto da cinque tele realizzate da Vincenzo Campi e conservate in Germania fin dal 1580-1581. Il soggetto principale della serie è il cibo nelle sue diverse e straordinarie declinazioni, dalla frutta alla verdura, ai pesci, ai polli, ai tacchini, ai volatili di vario tipo. Veri e propri trionfi di naturali a che l'"ingegnosissimo Vincenzo" allestisce in mercati con tanto di "singolari" venditori. L'indagine condotta su ciascuno dei singoli dipinti riporta in superficie diversi significati "nascosti"; una volta messi in luce, però, sono capaci di ricostruire una dimensione culturale dell'epoca che il tempo ha sedimentato e via via disperso fino all'oblio e che le opere dell'artista cremonese invece gelosamente custodiscono.