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In-8, plein veau marbré de l'époque, dos à 5 nerfs orné de caissons fleuronnés, pièce de titre de maroquin rouge, roulette dorée sur les coupes, tranches rouges, (1) f., (6), 127 p. Edition originale de l'une des pièces principales dans la querelle philosophique qui opposa Malebranche, Arnauld et Bayle et qui enflamma le milieu intellectuel de l'époque. Arnauld critiqua violemment la proposition de son ancien ami Malebranche qui affirmait que "les plaisirs des sens rendent heureux". Bayle, dans un compte rendu des "Nouvelles de la République des Lettres", prit parti pour Malebranche. Il tenta de démontrer contre Arnauld que la propriété de "rendre heureux" attribuée par Malebranche aux plaisirs sensibles a pour fondement leur spiritualité: les plaisirs des sens ne sont pas matériels. Arnauld réplique et développe sa pensée. L'adresse serait fictive, l'ouvrage aurait été imprimé à Bruxelles, par E.H. Fricx, d'après le matériel typographique. (Barbier, I, col. 1079. Pour le lieu de parution: Weller, 2, 42). (Cf. Denis Moreau, 'Deux Cartésiens: la polémique entre A. Arnauld et N. Malebranche', Vrin 1999). Reliure épidermée, mors fendillés. Dos légèrement frotté. Reliure solide. Très bon état intérieur.
GUIDA 2004 242 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Parole e frasi comuni alcun assoluto Auschwitz banalità del male Baum Carl Schmitt compito comunità concezione coscienza costituisce costruire Cracovia crisi Cristo dell'Olocausto dell'uomo dice diritto domanda ebraica ebraismo ebrei Eckardt Eichmann Elie Wiesel esiste esso etica f1glio fascismo fede filosofia funzione Germania Gerusalemme Gesù ghetto Giobbe guerra Gumplovicz Hannah Arendt headship Hegel Heidegger Hitler Ibid ideologica Ihid interpretazioni interrogativi Israele Judenrat Judenriite Kafka l'ebreo L'Olocausto l'uomo lager Lévinas liberalismo Lissa lotta male naturale mente Metz mistico mondo morte Movimenti giovanili nazista nemico notte nulla nuovo parlare parola passato Paul Celan pensare poema poesia politica anti - ebraica possibile potere problema processo proprio questione radicale Raul Hilberg razze realtà Reich religiosa responsabilità resurrezione Ruether ruolo sembra senso Shoah signif1cato silenzio situazione sociale sofferenza Sombart storia storico sviluppi tedesco Tel Aviv teodicea teologia cristiana termini Terzo Reich totalitario totalmente tradizione tratta trova umano vuol dire XX secolo
In 12° (15,2x8,5 cm); due tomi in un volume: (10), 237, (1 b.) pp. e 218, (6) pp. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata. Titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli ed ai nervi. Legatura a cinque nervi. Qualche strofinatura al piatto posteriore. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati in rosso. Prima rara edizione di questa celebre opera, finita nell'indice dei libri proibiti nel 1690, del grande filosofo e scienziato francese, Nicolas Malebranche (Parigi, 6 agosto 1638 – Parigi, 13 ottobre 1715) che appartenente alla congregazione dell'Oratorio di Gesù e Maria Immacolata di Francia, fu studioso di Agostino d'Ippona prima e della filosofia cartesiana poi arrivando ad essere considerato, insieme all'olandese Arnold Geulincx (1624-1669) il più importante esponente dell'occasionalismo. Esiste un'edizione di quest'opera datata 1683 ma in realtà, come ben dimostrato da Sauvy a pagina 85 della sua nota opera “ Livres saisis à Paris entre 1678 et 1701”. Sauvy infatti ricostruisce come l'opera qui presentata fu scritta nel 1683, senza dubbio su insistenza di alcuni suoi amici con il quale aveva dibattuto l'argomento, arrivando a finirla intorno alla fine di ottobre dello stesso anno e appoggiandosi anche agli studi di Lelong analizza questa falsa edizione come falsa sia nella data, 1683 che nel luogo di stampa, Colonia che in realtà dovrebbe essere Rouen. L'opera che ottenne un notevole successo, attirò ben presto gli strali del mondo cattolico che ben presto inserì il volume nell'Indice dei Libri Proibiti facendo sì che l'opera divenisse molto rara a reperirsi. Malebranche superò il dualismo cartesiano fra anima e corpo asserendo che fra anima e corpo non vi sia nessun rapporto e altrettanto, nessun collegamento fra di esse sia possibile e se è vero che l'anima può pensare il suo corpo ciò non toglie che l'anima, in sé, appartiene alla natura eterna di Dio. Nell'opera qui presentata, Malebranche elabora la sua teoria morale basata sul concetto di “ordine” arrivando a costruire un sistema dove l'obbedienza alla legge e l'amore per l'ordine concepito come un omaggio alla ragione sono un mezzo attraverso gli spiriti eletti operano per la gloria di Dio. Dopo aver studiato per tre anni teologia scolastica alla Sorbonne a partire dal 1656, senza particolare interesse per la materia, iniziò ad avvicinarsi alla Congregazione dell'Oratorio fondata da San Filippo Neri, dove poi entrò nel 1660. La Congregazione, con i suoi ritmi scanditi da regole precise e la grande attenzione allo studio e alla riflessione, gli permise di dedicarsi in modo continuativo alla sua ricerca filosofica, in particolare a quella cartesiana. Dopo aver pubblicato diverse opere di basilare importanza per il pensiero filosofico occidentale, nel 1699 fu nominato membro onorario dell'Académie des sciences. Nell'ultima parte della sua vita, il suo interesse si concentrò sugli studi matematici e particolarmente su quelli legati al calcolo infinitesimale che gli permisero di correggere le leggi cartesiane sul moto. Il suo interesse per la matematica nasce dalle idee immutabili ed eterne, come quelle matematiche, che secondo Cartesio sarebbero proprie dell'uomo in quanto innate nella sua coscienza. Malebranche, anche in questo caso, arriva in realtà a superare Cartesio arrivando a dimostrare che tali idee fanno parte della sapienza divina. Pensatore instancabile e geniale,arrivò ad elaborare una “teoria dei colori” basata sulle vibrazioni che in base alla loro differenza, darebbero origine alla percezione di colori differenti. La sua opera sulla morale rappresenta una delle tappe fondamentali dell'elaborazione del pensiero di Malebranche. Come scritto nel Dictionnaire des œuvres, VI, p. 486 “La première [partie], sur la “Vertu”, pose comme fondement de la morale la vertu essentielle : “l’amour habituel et dominant de l’ordre immuable”. L’ordre est la hiérarchie de l’Etre, la loi que Dieu lui-même suit dans l’exécution de ses projets. Les qualités de l’esprit nécessaires pour acquérir la vertu sont : la force, qui nous commande d’être attentifs à la vérité et nous empêche de nous distraire du travail méritoire de l’intellect, et la liberté qui nous permet de nous éloigner des biens finis pour ne regarder que vers l’Infini lui-même. Malebranche considère ensuite les causes occasionnelles des bons sentiments, sans lesquels on ne saurait acquérir l’amour de l’ordre, puis les causes occasionnelles de certains sentiments contraires à la grâce, et qui en diminuent l’efficacité, afin de permettre qu’on puisse mieux les éviter. La seconde partie, étroitement liée à la première, traite des “Devoirs”. Ceux-ci sont subordonnés à l’objet de l’obligation : ceux envers Dieu et ses attributs, puissance, sagesse et amour, viennent en premier. La règle pour bien les satisfaire est de se conformer à la loi, à la structure, à l’action divines, de suivre les raisons mêmes de la Trinité. On passe ensuite aux devoirs envers la société humaine, dont il ne faut considérer que la destinée éternelle des membres. Le livre s’achève sur la considération des devoirs qu’on a envers soi-même ; ceux-là consistent à travailler à son perfectionnement et à son bonheur propres.Issue du rationalisme cartésien, la morale de Malebranche reprend la dualité science-vertu, pour la transposer dans la vision totale de la réalité transcendante, en orientant toutes les exigences humaines vers leur fin éternelle. L’œuvre fait ressortir l’aspect le plus authentique de l’intellectualisme de Malebranche : l’obéissance à la loi et l’amour de l’ordre conçus comme un hommage à la raison […] Les corps sont faits pour les esprits, pour les servir ou pour les mettre à l’épreuve en vue de biens d’un ordre supérieur ; les esprits sont faits pour Dieu, la vie présente pour la vie future ; la société temporelle pour la société éternelle qui la suivra. L’ordre exige que les intérêts actuels soient subordonnés et souvent sacrifiés à ceux de la vie future. […] L’ordre de la morale repose sur une immobilité d’être, une clarté de raison, qui en constituent la première et la plus authentique valeur.”. Bellissima prima edizione in legatura coeva. Rif. Bibl.: Brunet, III, 1336 ; Barbier, Dictionnaire des ouvrages anonymes, IV, 772.
280pp., couv.cartonnée d'éditeur, 22cm., dans la série "Corpus des oeuvres de philosophie en langue française", bon état, F78257
182pp., 24cm., dans la série "Europaea Memoria. Studien und Texte zur Geschichte der europäischen Ideen. Reihe I: Studien" vol.14, br., très bel état, ISBN 3-487-11229-9, F70912
viii,244,139 pp., cart., dos en toile, qqs.rousseurs, 22cm., bel état
in-8°, 367 pp, broche, couv. Petits manques a la couverture et aux dos, papier jauni. [NV-34]
LIGUORI 1983 273 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
pp. 312, cm 18x11, brossura, I Filosofi.
cm. 17 x 24, 262 pp. Corrispondenze (le) letterarie, scientifiche ed erudite dal Rinascimento all'et? moderna - Subsidia Vengono chiariti i motivi che indussero la Congregazione dell?Indice a proibire alcune opere fondamentali del filosofo cattolico (un ruolo primario ? attribuito all?intransigenza del papato tridentino, refrattario a qualsiasi innovazione). Tutti i documenti dell?Archivio della Congregazione per la dottrina della fede, atti a fare luce su questa tormentata vicenda, sono fedelmente riprodotti per la prima volta nei testi originali e ampiamente illustrati con riferimento alle polemiche di quei tempi e agli studi moderni sul pensiero di Malebranche. This clarifies the reasons inducing the ?Congregazione dell?Indice? to prohibit some fundamental works of the Catholic philosopher (a primary role is attributed to the intransigence of the Tridentine papacy, refractory to any sort of innovation). All the documents from the Archive of the ?Congregazione per la dottrina della fede? capable of throwing light on this tortuous matter are accurately reproduced here for the first time in their original texts, fully illustrated with reference to the controversies of the time and to modern studies on Malebranche?s thought. 473 gr. 262 p.
547pp., 4e édition, 18x12cm., reliure cart.avec dos en cuir (plats marbrés, titre et nerfs dorés au dos), feuilles de garde marbrées, cachet, qqs. rousseurs dans le texte, bel état, dans "Oeuvres de m.Victor Cousin" 3e série tome III, [contient des études sur le cartésianisme, Descartes, Huygens, Spinoza, Leibnitz, le père André (e.a. sa vie et correspondance inédite) & Malebranche], F38835
Mm 130x205 Biblioteca di Cultura Moderna Laterza. Brossura di complessive pp. 366, priva di piatto anteriore. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
Mm 110x180 Serie: Storia della Filosofia. Collana "Universale Laterza". Brossura originale, 306 pagine. Opera in buone condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
xxxi + 341pp., 23cm., belle reliure moderne en toile rouge (titre doré au dos, br.orig.conservée), bel état, F78252
in-8°,, 313 pp., broche, couv. Bel exemplaire, complet de sa bande pub. [MI-3] Analyse de l"oeuvre de romanciers et de philosophes tels que Dostoïevski, Kafka, Graham Greene, Malraux, Koestler, Malebranche, Kant, Hegel, Jaspers, etc.
405pp., 25cm., dans la collection "Bibliothèque d'histoire de la philosophie", br., bon état, F70910
In 8° (17,5x11 cm); 3 tomi in un volume: (12), 280 pp., (8), 248, (2 b. ) pp., (2), 202, (2 b.) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Antico timbretto di appartenenza privata al frontespizio. Tagli spruzzati. Qualche macchiolina di foxing in poche pagine dovute alla qualità della carta napoletana utilizzata per la stampa. Prima edizione italiana, completa, stampata a Napoli dallo stampatore partenopeo Giovanni di Simone, di questo scritto del noto filosofo e frate gesuita, Rodolphe du Tertre. L'opera, qui in prima edizione italiana si presenta nella traduzione nella traduzione di un "Duca napoletano". L'opera è una delle più celebri dissertazioni contro gli illuministi e le loro teorie ateiste. Composta sotto forma di dialogo nella prima parte si tratta di Dio e dell'anima degli uomini contro gli atei, nella seconda parte della divinità del cristianesimo contro i deisti, pagani, giudei, maomettani e tutte le false religioni. La storia di Du Tertre e delle sue opere è del tutto particolare. Appartenete all'ordine dei gesuiti, fu nella sua giovinezza un appassionato "Malebranchista" ed "occasionalista" (le cause naturali non sono altro che mere "occasioni" in cui si manifesta la volontà divina). Du Tertre, alla condanna della filosofia di Malebranche da parte dell'Ordine dei Gesuiti, cambiò completamente direzione nei suoi scritti, arrivando a condannare la "nuova filosofia" del Malebranche che tanta parte aveva avuto nello sviluppo di parte delle teorie dell'Illuminismo. Attraverso una condanna della filosofia dell'ex maestro, Du Tertre attacca in verità l'Illuminismo stesso ma anche le altri grandi religioni monoteiste come quella ebraica e quella mussulmana, citandole e richiamandole più volte nell'opera come esempi negativi. Fra i capitoli, particolarmente interessanti sono quelli che rielaborano e confutano il concetto di miracolo e profezia di Malebranche, portando questi due avvenimenti ad esser base stessa della dimostrazione della correttezza e verità della religione cattolica: Della natura del miracolo e delle regole per difendere il vero dal falso; Dimostrazioni regolari della Divinità del Cristianesimo per mezzo de' Miracoli; Delle altre Testimonianze che Dio ha rese alla Divinità del Cristianesimo per mezzo delle Profezie. Opera assai rara ed in prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BA1E\000917.
xxiii + 189pp., 24cm., hardback (cloth), VG, ISBN 0-8093-1603-X, F70917
Moretti & Vitali 2002. LIEVI SEGNI DEL TEMPO Quale spazio può essere oggi allestito dall’etica? Quali sono le condizioni per ricostituire un luogo dove il soggetto possa dimorare al di fuori di ogni pretesa di fondazione ontologica? La filosofia viene convocata con la psicoanalisi per un ripensamento delle categorie fondative, a partire dall’assunto che la centralità del linguaggio non è segno individuante il genere umano e non lo esaurisce nella sua “fisionomia” di animal rationale, limitato in un’etica puramente valoriale oppure affondato nella solitudine di un’etica tragica. Al vettore del linguistico inteso come ciò che marca la discontinuità con “il resto dell’accadere universale” (Freud) non si tratta però di contrapporre 1′”altro dal linguistico”, come risulta, per certi versi, da alcune delle posizioni filosofiche discusse in questo libro. Occorre piuttosto riprendere a percorrere, sulla scorta del lavoro teorico di Sergio Finzi e di Virginia Finzi Ghisi, “la via lunga e discensionale delle forme”, attraverso cui il soggetto si costituisce coestensivamente al resto dell’accadere universale. Da quest’angolazione, il linguaggio non ha più la funzione di differenziare “l’uomo dall’animale” ma di esplicitare “i legami che intercorrono tra i due” (V. Finzi Ghisi), e diventa punto di arrivo “di un processo silenzioso di metamorfosi della luce e del colore” (S. Finzi). Attraverso questa via lunga e discensionale si dischiude, in virtù del fondamentale e inaugurale passo costitutivo di ogni soggettività che è l’invenzione del luogo della fobia, l’etica della verità del soggetto. Per la preminenza che in tale luogo ha la dimensione rappresentativa, quest’etica si configura come un’etica della rappresentazione. Riconosciuto ed elaborato con le sue “prime invenzioni” (teorie sessuali infantili e romanzo familiare) il proprio fondo psicotico (“l’espandersi disordinato del godimento paterno da cui si nasce”), il soggetto articola il proprio esserci in continuità con quel mondo delle forme da cui discende e ritrova, per questa via, il proprio posto nella grande politela della natura.
EDITORI RIUNITI 1998. Lievi segni del tempo, leggera ondulazione della quarta di copertina, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
traduzione di Giampiero Posani LIGUORI 1978 144 PP. FONDO DI MGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
A CURA DI Fulvio Tessitore GUIDA MICROMEGAS 1990 368 PP. FONDO DI MAGAZZINO: VOLUME IN PERFETTO STATO, PARI AL NUOVO. Parole e frasi comuni allievi allora alsaziano amici Archivisti avevamo avrebbe Berlino Bethmann Biedermeier Bismarck bisogno Boyen c'era casa chiamata città colleghi Costituzione Dahlem Delbruck destino dinanzi divenire docente dovetti ebbi elettorale erano eravamo Erich Marcks Facoltà fece Federico Federico il Grande figlio fondo Friburgo Germania germanistica ginnasio giorno giovane Goethe guerra mondiale Harz Hintze Historische Zeitschrift Hohenfinow idee infatti insieme interesse interiore intorno Karlsruhe Kiihlmann Koser Krauske Lamprecht lavoro lezioni lotta maggiore Max Lehmann Max Weber Meinecke membri mente moglie momento mondo Naumann nuovo oggi parlare parole particolare passato patria personale piccolo politica popolo poteva problema professore profonda proprio Prussia Prussia orientale Ranke ricordo rivoluzione di novembre Salzwedel sarebbe Scharnhorst Scheveningen scienza secolo XIX sembrava semestre seminario sentire sera sociale Spahn spesso spirito spirituale stava storia storico Strasburgo studentesca studenti studi studioso Sybel tardi tedesca tratto Treitschke Troeltsch
GHIBLI 2001, FONDO DI MAGAZZINO ALLO STATO DI NUOVO. Il libro ha cercato uno spazio differente e insolito per la nostra scrittura. La memoria diventa il tessuto nel quale dottrine filosofiche, estetiche, casi politici, forme dell'arte appaiono nell'orizzonte dell'esperienza e della sensibilità. La pagina è dominata dalla figura del tempo: personaggi e pensieri sono visibili in un intreccio di narrativo e teorico tramite una contaminazione di generi letterari. Analisi e ricordo, critica ed emozione appartengono alla medesima pagina. L'autore è solo uno specchio dei suoi dintorni amati in tempi diversi della vita: frammenti di un'autobiografia che è sempre sottesa ma che non c'è mai. Banfi, Sereni, Segre, Musatti, Treccani, Sini e gli altri personaggi del libro appaiono tramite differenti occasioni narrative, variazioni tematiche della sinfonia di un tempo e di uno spazio della nostra cultura. Fulvio Papi, nato a Trieste, vive a Milano e a Stresa. Figura originale della 'scuola di Milano', ha interpretato i classici della filosofia (Bruno, Kant, Hegel, Marx), ha percorso le linee essenziali della filosofia contemporanea e un antico sentiero politico. Nell'ultimo decennio, in controtendenza rispetto al nichilismo filosofico attuale, ha elaborato un disegno interno al fare filosofico come scrittura che configura spazi di mondo e orizzonti di senso. I documenti più prossimi di questo tracciato sono: Il sogno filosofico della storia. Interpretazioni sull'opera di Marx, Milano 1994; Philosophia imago mundi, Comano 1994; La passione della realtà, Milano 1998; Racconti della ragione, Milano 1998; Filosofia e architettura, Como-Pavia 2000. Per i nostri tipi ha pubblicato Lezioni sulla Scienza della logica di Hegel. Dal 1965 ha insegnato filosofia teoretica, estetica ed epistemologia all'Università di Pavia. Professore visitatore al Politecnico di Milano, allo Iulm e in altre università, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Corrente, vice presidente della Casa della cultura, dirige la rivista filosofica "Oltrecorrente". In questo libro dialoga con le sue figure della memoria, dell'intelligenza, dell'affetto.
Mm 135x195 Collana "Il pensiero moderno"; introduzione e note di Augusto Guzzo ed appendice di due Lettere Filosofiche inedite. Brossura editoriale di pagine xii +312. Volume in discrete condizioni, con firma in fondo all'indice; copertina sfilacciata. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2 AGILI VOLUMI Laterza 1973 TRADUZIONE E PREFAZIONE DI BENEDETTO CROCE NOTA BIOGRAFICA GLOSSARIO E INDICE DEI NOMI CITATI A CURA DI NICOLAO MERKER. 600 PP. + INDICE. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, MACCHIE DI LUCE E LIEVI FIORITURE AL DORSO E AI TAGLI, VOLUMI INTONSI, MAI SFOGLIATI.