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(Codice BV/0309) In 8º 253 pp. Testi degli interventi nelle lingue originali. Firma, lieve alone al bordo inferiore della copertina, fresco volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Molti osservano che le relazioni umane hanno subito nel corso degli ultimi decenni un processo di imbarbarimento e di degrado quasi inarrestabile. Tuttavia le denunce e le deplorazioni di tale fenomeno, che si manifestano in modo costante e puntuale tanto nell'opinione pubblica quanto nella teoria critica, non hanno portato ad una inversione di tendenza e sono rimaste per lo più inefficaci, sia quando sono ispirate dal rimpianto di un mondo passato, sia quando sono animate da propositi riformatori e progressisti. Conservatori e rivoluzionari hanno in comune una concezione massimalistica della civiltà e della virtù. Agalma, fin dalla sua fondazione nel 2000, si è mossa in un' altra direzione ed ha fatto propria, più a meno consapevolmente, l'analisi del filosofo scozzese Alasdair MacIntyre, secondo il quale il linguaggio della morale sta in uno stato così catastrofico da aver perduto ogni credibilità, tanto che nessuno può arrogarsi il diritto far prediche o di proporre mutamenti sociali radicali (Dopo la virtù, Armando Editore, 2007).
569213P., Gallimard, 1988. 2 tomes en 2 volumes in-8 br., 165-167 pp.
brossura
Volume pubblicato con il concorso dell'Unesco. Testi raccolti in sei sezioni corrispondenti in altrettante epoche storiche sono quasi tutti in lingua francese. In ottimo stato
4033janvier 1933 - revue in 4 (34X27) environ 50 pages - nombreuses photographies - publicités
<p>24 cm, brossura editoriale, p. XI, 295, 12. Ordinari segni del tempo ai margini della brossura, interni ottimi.</p>
in-8°, da p. 97 a p. 144. Bross. muta recente.
20031264342003 Editions Taschen - 2003 - 4 volumes in-8 broché, couvertures illustrés dans une boite cartonnée illustrée - Chaque volume fait 190 pages - Nombreuses illustrations en couleurs et en N&B hors texte
br. «Nella pluralità dei fenomeni e delle relazioni dialettiche che danno vita, nelle diverse epoche e civiltà, alla complessa realtà del teatro, emerge con costanza il vincolo fra la teoria e la prassi, la cui disamina, in tempi recenti, ha conosciuto nuova fortuna critica in Italia e all'estero. In una prospettiva non normativa, bensì di approfondimento degli orizzonti estetici e concettuali, il presente numero della rivista "Filosofia" offre un contributo plurale, a più voci, su temi e linee di indagine diversificate entro l'ampio campo dei rapporti fra filosofia e teatro. Il dossier si apre con un saggio di Franco Perrelli dedicato allo sguardo di Theodor W. Adorno sul teatro di Samuel Beckett, in una linea estetica ideale nella quale si incontrano, prima del drammaturgo irlandese, Schònberg e Kafka. Nell'ottica di Adorno Beckett esprime un'idea dell'arte come parodia dell'autenticità, di matrice fenomenologica e heideggeriana, e come rifiuto di qualsiasi forma di seriazione nei confronti dell'angoscia. L'Assurdo emerge così come progetto di smascheramento delle illusioni di verità e, contestualmente, di deposizione del prestigio dell'Arte, verso un'aspirazione di tipo critico e negativo tendente piuttosto all'ascesi e alla condanna della volontà. In questo, secondo Perrelli, la teoresi di Adorno rivela interessanti affinità con alcune osservazioni svolte in Italia da Franco Fanizza nei primi anni Sessanta. Se anche il teatro di Beckett attraversa una filosofia del pessimismo di stampo schopenhaueriano, esso ritrova affinità specifiche con la musica, in quanto "grammatica delle arti", e con la dodecafonia in particolare, con la sua negazione della tonalità e conseguente svuotamento di senso: di Schònberg e della sua scuola Beckett riflette mezzi espressivi nelle sue partiture drammatiche. Tra le "relazioni musicali" che organizzano, a scapito del senso, le opere di Beckett emerge la ripresa. Perrelli legge il concetto in parallelo a quello di Gjentagelsen in Kierkegaard, il cui pensiero estetico era stato oggetto di un importante studio di Adorno negli anni Trenta. Con Furio Jesi l'autore intende la ripresa come rivelazione e tensione dell'io verso uno stato di liberazione e di grazia, in modo opposto ad Adorno che l'aveva collegata alla disperazione, in chiave kafkiana ante litteram. Ma resta il fatto che, per Adorno, Beckett mette in scena la distruzione del soggetto e con ciò decreta l'infondatezza del punto di vista esistenzialistico...» (Dall'Introduzione)
(Codice FS/1449) In 8° (25 cm) 184 pp. In questo numero: Filiasi Carcano P., Cultura ed esistenza; Lamanna E.P., San Tommaso; Patella G.A., La percezione, III; Guzzo A., Uppsala, il VI Congresso internaz. di Estetica; Guzzo A., Hyppolite, Troilo, Maria Grazia Benedetto Porrone; ecc. Brossura editoriale. Ottimo, intonso. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
cm. 17,5 x 25,5, xx-228 pp. Centro di studi umanistici ?Angelo Poliziano? 444 gr. xx-228 p.
1931013760Paris Editions Albert Lévy 1931 In-4 En feuilles, couverture imprimée
193820379Paris L'âge Nouveau 1938 In-8 carré 128 pp
193820380Paris L'âge Nouveau 1938 In-8 carré Paginé 130-241
193820381Paris L'âge Nouveau 1938 In-8 carré Paginé 130-241 sur beau papier
193820382Paris L'âge Nouveau 1938 In-8 carré Paginé 259-382
193820383Paris L'âge Nouveau 1938 In-8 carré 128 pp
193820384Paris L'âge Nouveau 1938 In-8 carré Paginé 259-384 pp sur beau papier
193920385Paris L'âge Nouveau 1939 In-8 carré Paginé 132-253 pp sur beau papier, epaisseur double d'un numéro sur papier ordinaire