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In 8°, br. edit., pp. 124 con alcune foto b/n in tavv. f.t.; coll" Quaderni del Piccolo Teatro, 1", lieve brunitura del bordo delle pp. ma copia molto buona. (L032/d) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 208, prima ed., buon esemplare. (bibl 022/d) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
pp. 227, cm 19x11, brossura.
Mm 170x240 Volume nella sua brossura originale con copertina figurata a colori, xi-576 pagine. Libro pari al nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Completo della sua custodia figurata con normali segni d'uso, interno in perfette condizioni come la sovra copertina in acetato. Opera ben conservata. Prima edizione
Legatura editoriale con bella illustrazione di Munari, lievi segni de tempo (tracce di polvere), buona copia. Volume dedicato quasi interamente a Luigi Pirandello e corredato da illustrazioni in bianco nero n.t. e f.t. Sc. F.
ril. Il successo, per Luigi Pirandello, giunse alle soglie della vecchiaia, travolgente, improvviso, forse nemmeno più atteso. E fu un successo planetario, coronato nel 1934 dal premio Nobel per la letteratura. Il frutto tardivo di centinaia di novelle, racconti, romanzi, saggi, opere teatrali rappresentate sui palcoscenici di tutto il mondo. Ma prima? Com'era la vita prima che si alzasse il sipario? Prima che i personaggi diventassero le «maschere» della condizione umana? Prima cioè che Pirandello diventasse Pirandello? Divorato dall'ansia di emergere e disposto ad annientare se stesso pur di vedere riconosciuti il proprio talento e la propria arte, per quarant'anni lo scrittore siciliano non si risparmiò sofferenze e frustrazioni. Lo testimoniano innumerevoli documenti che consentono di seguire il processo della sua creazione artistica, la messa in prova della «vita che si scrive», dell'io che si narra. Impareggiabile, Pirandello si racconta nelle lettere ai famigliari, un universo impastato di affetti, interessi, dipendenze e ricatti, un groviglio di finzioni e menzogne, di desideri spacciati per realtà in cui l'autore comincia a dare un volto e una voce a quei fantasmi della mente che non lo avrebbero mai abbandonato. Attraverso questi documenti - molti dei quali indagati qui per la prima volta - Annamaria Andreoli ricostruisce gli anni della giovinezza dello scrittore, le tappe della sua formazione a Palermo, a Roma, a Bonn, la sua vicenda intima e sentimentale, le spigolosità del suo carattere, i malesseri tormentosi. Poi gli esordi letterari, l'assidua ricerca di un editore, la scrittura a getto continuo di opere straordinarie e tuttavia misconosciute. Il bisogno di denaro, un matrimonio che presto si rivela una prigione infernale, la grigia routine dell'insegnamento all'Istituto Superiore di Magistero, i contrasti con i committenti. E soprattutto il confronto a distanza - soffertissimo - con d'Annunzio, smagliante protagonista della nascente industria culturale italiana, capace di trasformare come d'incanto ogni parola, ogni gesto in un successo senza precedenti. Il confronto si risolverà soltanto dopo la prima guerra mondiale, quando la fama dello scrittore del Caos varcherà i confini nazionali. Ma a quel punto, gravato dall'«obbligo di vivere», della gloria del suo tempo l'artista sembrerà non curarsi affatto. Un'altra, l'ennesima maschera di un autore che più di tutti sembra "uno, nessuno e centomila".
In-8 (cm. 21.90), brossura editoriale illustrata, pp. (8), 157, (11). Timbri di biblioteca estinta alle prime carte, peraltro ben conservato.
ISBN 8884023173
Il pianeta Pirandello si presta, nella sua multiforme e complessa struttura, a molteplici scavi nelle più varie direzioni, e continua a offrire possibilità di scoperte e nuove interpretazioni. Angelo R. Pupino torna a occuparsi dell'autore girgentino dopo "Pirandello o l'arte della dissonanza" (2008): e torna a farlo assumendo ancora la prospettiva privilegiata dell'umorismo in quanto sindrome di modernità. Il nuovo volume svolge lucidamente, per nuclei tematici cruciali, una serrata analisi della poetica pirandelliana, quale si desume sia dai testi di finzione che da quelli saggistici, soprattutto dal capitale lavoro del 1908, L'umorismo, qui finalmente preso in considerazione nelle sue due edizioni. Gli scarti tra di esse, significativi e cospicui, documentano la dinamicità di una concezione che, esercitata precocemente d'istinto, andò poi definendosi e modificandosi nel tempo, anche per rispondere alle obiezioni (talvolta non senza fondamento) subito avanzate da Croce. L'originale lettura di Pupino illumina la doppia "anima", ambiguamente filosofica non meno che letteraria, ascritta non di rado a Pirandello. Se infatti egli è piuttosto letterato che filosofo, nondimeno ebbe a compiacersi di esser reputato anche filosofo, pur non possedendone appieno le competenze (da cui le molte riserve sul suo pensiero avanzate al tempo da più parti). Autori: Angelo R. Pupino.
Mm 125x195 Brossura editoriale di 131 pagine, alcune tavole fuori testo con illustrazioni in bianco e nero. Lievi segni del tempo, uno strappetto all'ultima carta, per il resto buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
pp. 89, in 8°, bross., timbro biblioteca dismessa
In-8° pp. 89, bross. edit.
"I 'centomila Pirandello' del Convegno Internazionale di Varsavia della primavera del 2013, di cui questo volume pregevolmente produce le risultanze, non sono pura scelta allusiva di un titolo che potrebbe essere considerato accademicamente corrivo. [...] La grandezza di Pirandello, appena avvertita dai contemporanei, sta proprio nell'aver intuito che ogni individuo è persona e quindi organismo unico, irripetibile anche se riducibile ogni momento al nulla. E, insieme, però, personaggio comune della scena del mondo, nell'appartenenza creaturale umana. Insomma, come ha detto il Nostro fin da giovane, 'sicut in theatro item in coelo'. 'Centomila Pirandello', appunto!" (Rino Caputo, Università di Roma "Tor Vergata" Direttore di "Pirandelliana) Curatori: J. Szymanowska, I. Napiorkowska.
Città e campagna, parchi e giardini, luoghi di vivi e luoghi di defunti, reali e simbolici, aperti e chiusi, luoghi di superficie, sotterranei, aerei, cosmici: questo volume passa in rassegna i luoghi che rappresentano la scenografia della narrativa di Pirandello, ed esamina come il Premio Nobel li abbia descritti, o meglio, evocati. Milano, nel "Pascal", appare afflitta da una "triste giornata di novembre", mentre nella novella "In silenzio" è "il Duomo e basta; il Duomo, la galleria Vittorio Emanule, il panettone, e basta". Firenze è evocata dagli Uffizi, Napoli da Chiaia e Posillipo, Venezia è la fine che si avvicina, il Reno simboleggia la terra tedesca.
Curatori: G. Resta.
In-8° (cm. 22,4), pp. 128 (da p. 239 a p.. 366). Cartoncino edit., fascetta edit. Contiene 2 testi di Pirandelllo in ingl. ((an autobiographical Sketch in ingòl. e tede., Baleno - poesia in italiano), Beneath 'Naked Masks', The plausible Absurd, Pirandello e l'esistenzialismo, La morte nelle novelle, i primi critici, linguista, A pirandellian Trilogy by Jacinto Grau, Personajes espanoles en el 'Mattia Pascal'; Pirandello, Costas Uralis e la Grecia; Pirandello a Praga, Zen themes in Pirandello. Inoltre suggerimenti biblogr.
Intonso Fioriture in copertina
pp. 228, in 8°, bross., Publ. dell'Istituto di Studi Pirandelliani, 9
Nella collezione "Discorsi e prolusioni". Brossura editoriale illustrata, pp. 14, in 4°
In 8, pp. 12 con 9 tavv. f.t. in b/n su carta patinata con riproduzioni di altrettanti dipinti. Alcune sottolineature e annotazioni manoscritte n.t. Br. ed. con ill. a colori al p. ant. Monografia dedicata a Fausto Pirandello, primo numero della collana: 'Pittura. Artisti italiani', edita da Edizioni della Fondazione Premi Roma per le Arti. Con un testo di Fausto Bellonzi e alcune note dello stesso Pirandello (1899-1975), figlio del celebre drammaturgo. Tra la fine degli anni Trenta e i primi Quaranta, con la sua forte vena realista e espressionista, diventa certamente tra le voci piu' ascoltate nel panorama della giovane pittura italiana.
br. Pirandello ebbe la sua prima educazione artistica nell'allenamento ad uno sguardo oggettivo e crudo, a un segno di realtà insistita e forzata, di lucidità quasi chirurgica nell'indagare gli aspetti anche scarni e brutali della figura umana, tipico di quella tendenza tedesca. In questa scelta forse atipica, comunque rara per l'Italia del tempo certamente ritroviamo un'indicazione del padre, il grande drammaturgo Luigi, nei confronti del giovane figlio: infatti, come è noto, egli ebbe una lunga e determinante fase di studio giovanile di stampo mitteleuropeo, laureandosi a Bonn, e l'indirizzo di Fausto fu certamente determinato dalle sue simpatie e preferenze culturali. Subito dopo Pirandello segue la scuola di pittura di Felice Carena e dalla sua inquieta ricerca, Pirandello assume un senso di plasticità cromatica solida ma non priva di complicazioni intellettuali. Pirandello dipinge allora soggetti contadini e pastorali, arcaizzanti, sul modello del maestro, ma subito vi infonde una carnalità realistica e "sgradevole", contorta e sofferta, che lo proietta ancora giovanissimo in una dimensione autonoma, quasi un inquietante precursore di Lucian Freud. [...]"
In-8° (cm. 20,9), pp. 44 incl. le copp. Fascicolo edit. a graffe, carta povera, orecchie a molti fogli. Firma d'appart. in cop. In fine, 2 pagine di cronologia pirandelliana. Critica radicale a Pirandello che "mette" il kettore sulle sabbie mobili del relativismo" rendendo "impossibile ... discernere il bene dal male".