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An anthology of great writers and artists of the Yellow Book period. With a note on the period by Holbrook Jackson. 94 pages. Orange cloth covers with purple title on spine. Dust jacket price clipped, small tear and loss to lower front corner, small tear to top of front edge.
Mm 105x195 Collana "Tuttaunaltrastoria" - Brossura originale, 192 pagine. Copia in buone condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Per millenni e millenni, gli esseri umani l'hanno chiamato "Dio". Poi ha preso anche altri nomi: "Nazione", "Classe", "Razza". Oggi molti non si riconoscono più in queste forme religiose o politiche, e tuttavia continuano a inseguire l'assoluto. Una delle strade che si possono intraprendere in questa ricerca è l'arte, l'aspirazione alla bellezza. Al centro della vita di Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke e Marina Cvetaeva c'è proprio questa ossessione: questi tre grandissimi scrittori non si sono accontentati di creare opere d'arte sublimi, ma hanno posto la loro intera esistenza al servizio del bello e della perfezione. Fino alle estreme conseguenze: per Wilde, questo ha portato alla decadenza fisica e psichica; Rilke ha avuto come compagna costante la depressione; la Cvetaeva è arrivata addirittura al suicidio. Tzvetan Todorov racconta i loro destini, così appassionanti e tragici. E si interroga sul senso più profondo della loro esperienza di "avventurieri dell'assoluto". Per chiedersi in che cosa consista davvero una vita bella e scoprire il segreto dell'"arte della vita".
1 Vol. In-16 pag. 196 (Disponamo anche di edizione Cres del 1920) PROG 4037 CATT_ATT 45
Paris, Editions G. Crès & Cie, Collection " Anglia ", 1920. In-12, broché, 196 pp.
No inscriptions or marks. Slight creasing to corners of front cover only. A clean tight copy with bright covers and no bumping to corners. Small tear (two cm) near top of spine. First page not price clipped.
ill., ril. Una volta, si dice, Oscar Wilde rifiutò un medicinale per via del suo colore «marrone sporco»: per convincerlo a curarsi, il farmacista dovette sostituirlo con un flacone di bellissimo liquido «rosso-rosa» e pastiglie che «splendevano come l'oro». Un'altra volta, agli amici preoccupati per il suo pallore mattutino rivelò, esausto: «Il fatto è che ieri ho colto una primula in giardino, dopo stava così male che ho dovuto passare la notte sveglio al suo capezzale». Il più classico dei problemi per un biografo è trovarsi con poco materiale di partenza. Ma esiste un altro, speculare problema: averne fin troppo. Così è per Wilde, di cui già in vita si moltiplicavano aneddoti, battute, aforismi, fanfaronate, miti e leggende: riverberavano dalle colonne dei giornali al cicaleccio dei circoli letterari, si amplificavano di bocca in bocca in una gara a chi la sparava più grossa, gara che spesso era vinta da Oscar stesso, suo primo mitologo e ufficio stampa, creatore del personaggio che si trovava a impersonare ogni giorno, fino a restarne forse imprigionato. Un paradosso? Certo, ma per chi aveva eletto il paradosso a stile e l'ironia ad arma non restava che vivere una vita all'altezza: genio della commedia, si ostinava a scrivere tragedie; dandy di natali aristocratici, si dichiarava a favore di un individualismo "socialista"; dissacratore di ogni autorità e norma morale, si appellò alla legge per proteggere la relazione con Lord Alfred Douglas, dando così inizio al processo che avrebbe decretato la sua rovina; mattatore dei più eleganti salotti, precursore del futuro culto della celebrità, morì solo e dimenticato - al funerale si presentò appena una manciata di persone. A lungo i biografi sono rimasti vittima di questo incantesimo: non riuscendo a districare in lui la vita dall'opera, anche perché in un'opera d'arte suprema aveva trasformato la vita stessa, hanno schiacciato l'una sull'altra, confondendo i piani e faticando a restituirci la verità dei fatti. Riportando alla luce nuovi documenti, tra lettere inedite e atti del processo, Matthew Sturgis penetra nella complessità romanzesca del tardo Ottocento attraverso una delle sue personalità più geniali e discusse.
LIGUORI 2007, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO L'artista allo specchio è un viaggio nell´universo interiore di tre autori del Novecento inglese – W. B. Yeats, Virginia Woolf e Stephen Spender – che rappresentarono se stessi utilizzando le forme autobiografiche più diverse, dal saggio al diario, dai memoirs al romanzo, nel tentativo di comporre un io autentico nel quale potessero riconoscersi. Ma l'autoritratto è soggetto agli inganni dello specchio, e l'immagine che ne risulta riflessa è rovesciata: è l'immagine dell'Altro. Un percorso, questo, proprio della scrittura autobiografica del Novecento, ove l´io perde il suo statuto ontologico per mutarsi in un pronome personale fragile, dagli incerti contorni. La scrittura autobiografica può però diventare fertile terreno di sperimentazione trasformandosi, di volta in volta, in maschera stilistica dell´io, come accade nelle Autobiographies di Yeats, oppure in meta-autobiografia – ed è il caso dei Moments of Being della Woolf – o ancora in biografia collettiva, come dimostra World Within World di Spender. Introduzione Capitolo primo Yeats e le riscritture dell'io Forme autobiografiche e mascheramenti dell'io. Ritratti dell'artista da giovane. John Sherman:, il Bildungsroman come smascheramento dell'io sociale. The Speckled Bird: un Kunstlerroman infinito. Reveries over Childhood and Youth: ritratto dell'artista da giovane. Riscritture dell'io. First Draft: memorie postume. La ripetizione e la differenza: da First Draft a The Trembling of the Veil. Il diario e l'autobiografia: dal Journal a Estrangement e The Death of Singe. La drammatizzazione dell'io. Dramatis Personae: l'eclissi dell'io e la messa in scena delle maschere. The Bounty of Sweden: l'autobiografia come iscrizione monumentale. Capitolo secondo La scrittura della vita: i Moments of being di Virginia Woolf Autobiografico ed autobiografia: la rottura dei confini di genere . Formazione della scrittura e scrittura della formazione: Reminiscences e The Voyage out. L'io allo specchio: gli scritti autobiografici per il Memoir Club. A Sketch of the Past: finzione autobiografica e meta-auto-biografia. Capitolo terzo Stephen Spender e le strategie della sincerità Il processo di revisione come autobiografia dell'autore. The Temple: tra romanzo autobiografico e autobiografia romanzata. Le scissioni dell'io e la storia: World Within World. Strategie della sincerità: l'antologizzazione dell'io in The Thirties and After e Journals 1939-1983.
Mm 250x250 Catalogo della mostra realizzata al Barbican Gallery, Barbican Centre, London nel periodo 5 ottobre - 14 gennaio 2001. Brossura editoriale di 143 pagine, illustrazioni in bianco e nero e a colori interne al testo. English text. Esemplare in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
pp. ix, 109. Title page printed in red and black. Printed by Smith & Sale on Van Gelder paper. Uncut. Inked manuscript poem "The Garden of Eros" by Oscar Wilde on front end paper. Stamped ownership number on end paper. Small 8vo. Original stiff wraps, decorated and lettered. Yapp fore edges. Binding slightly soiled. Limited Edition of only 925 copies. Third Edition. Old World Series. Nice copy. PRESS/W39.
in-12, 103 pp., tabl. et graph., 1 depliant en fin d"ouvrage : copie de courts extraits de manuscrits de Voltaire, Bergson, Louis XVI, Wilde.., broche, couv. Bel exemplaire. [CA32-4]
Quando Oscar Wilde fu rilasciato dalla prigione nel 1895, decise di trasferirsi a Napoli sperando che "capolavori di carne e marmo" gli fossero d'ispirazione per la sua ripresa come scrittore. Per Wilde, l'Italia significava molte cose: mitologia, cultura ellenistica, bellezza, storia; ma anche, negli ultimi anni della sua vita, un luogo popolato da bei ragazzi, come quelli fotografati dal Barone Wilhelm von Gloeden, dove poteva vivere apertamente la sua omosessualità e continuare a creare. "Oscar Wilde. Il sogno italiano" è l'insolita ricostruzione di un periodo poco noto della vita leggendaria di un'icona contemporanea. Introduzione di Philip Kennicot. Autori: Renato Miracco. Curatori: Francesca Mazzei, Antonio Ferrieri. Prefazione: Philip Kennicot.
Mm 115x185 Volume cartonato di pp. 238, rilegatura in mezza pelle, titolo su tassello al dorso, cinque nervature. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
No marks or inscriptions. Very minor creasing to covers, none to spine. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. 332pp. An anthgology of three centuries of the appeal of Ireland - its fiction, poems and essays from Irish expatriates like Oscar Wilde and George Bernard Shaw and from visitors like Virginia Woolf and Paul Theroux.
Saggi Einaudi 486
Book is in excellent condition with sun fading around the edges of the covers as the only flaw. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no other blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows sun fading at edges with a little edge wear, no tears, price clipped. 140 pictures, 33 in full color,
8vo. 236p. Limited to 1200 copies. The vivid, elegant, and mildly erotic Satyricon is usually attributed to Nero's friend, Gaius Petronius Arbiter. The surviving portions of the text detail the misadventures of the narrator, Encolpius, and his lover, a handsome sixteen-year-old boy named Giton. Throughout the novel, Encolpius has a hard time keeping his lover faithful to him as he is constantly being enticed away by others. Encolpius's friend Ascyltus (who seems to have previously been in a relationship with Encolpius) is another major character. It is one of the two most extensive examples of the Roman novel, the only other being fully extant Metamorphoses of Apuleius, which is quite different in style and plot. It is also extremely important evidence for the reconstruction of what everyday life must have been like for the lower classes during the early Roman Empire. **PRICE JUST REDUCED! W121
br. Allan Percy raccoglie 99 perle di saggezza da qualcuno che, proprio a causa della sua esistenza incentrata sui piaceri, ben conosceva gli estremi dell'animo umano. E trasferisce questi messaggi alle situazioni di tutti i giorni per insegnarci a superare i momenti di sconforto e affrontare con spirito ogni difficoltà. Brillante scrittore, drammaturgo e polemista, Oscar Wilde è considerato il più grande autore di aforismi della storia moderna. I suoi pensieri incisivi, arguti e ricchi di humour ci accompagneranno in un viaggio alla scoperta di noi stessi. Pagina dopo pagina, passando dai toni leggeri del dandy alle passioni più tormentate del ribelle, emergerà una visione del mondo che esalta il valore dell'individuo, della sua unicità e insieme della bellezza - che aspetta solo di essere rivelata - della nostra vita.
345p. Hardcover Very good condition good
In-8, cartonato editoriale, pp. 389. In buono stato (good copy).
br. Un'esistenza che fu davvero un romanzo, narrata non da un accademico né da un giornalista ma da un attore e regista che affianca alla classica biografia uno studio sulla complessa personalità di Oscar Wilde. Introduzione di Fiorenzo Fantaccini.
Mm 240x240 Collana "La fotografia vista da" - Leonardo Sciascia -- Legatura in tutta tela editoriale con sovracoperta illustrata, 222 pagine riccamente illustrate con 210 foto di scrittori, alcune delle quali a colori. Lievi sgualciture ai margini della sovraccoperta, interno ottimo.
Paris, Gallimard 1933. In-12, broché, 263 pp. Exemplaire du S. P.
formato 20,5X13. Brossura editoriale pagine 218. Terza Edizione. Bella copia
formato 19X12. Legatura editoriale pagine 99. Biblioteca delle Silerchie.Bella copia