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Bologna, Marsigli, 1810, foglio a stampa ("Relazione") di cm. 23,5 x 15, posto in cornice di legno con passepartout e vetro (cm. 37 x 28)
Amsterdam, 1726 circa. Dal “ Novum Theatrum Pedemontii et Sabaudiae, sive accurata descriptio ipsorum urbium, palatiorum, templorum” (seconda edizione del “Theatrum Sabaudiae”). Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 52,8 x 61,2 (alla lastra) più margini. Titolo lungo il margine superiore, stemma in alto a sinistra; in basso, lungo la parte incisa “Eridanus Flu. Vulgo Il Po” e in basso, sulla destra, fuori dalla parte incisa, il numero di tavola, XLVIII. Intorno alla metà del XVII secolo, per il Ducato dei Savoia, attento al proprio ruolo politico, si imponeva la diffusione di un'immagine magnifica che solo un’opera editoriale di grandiose proporzioni avrebbe potuto assicurare: un libro figurato, ove immagini e testi risultassero reciproco completamento per la celebrazione della dinastia. Nasceva così, presso i Blaeu, intorno al 1661, il “Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis Pedemontii Principis Cypri Regis”, manifesto politico del Duca di Savoia e diretto a tutte le altri corti europee, opera che si sarebbe conclusa soltanto nel 1682. L'opera riproduceva grosso modo lo schema di precedenti imprese editoriali realizzate dai Blaeu (è chiaro il riferimento al "Teatro delle città principali delle Fiandre…”) e nei due volumi in folio di cui essa si compone, le incisioni fanno da testimonianza ed esaltazione alla grandezza del sovrano: nel primo tomo, alle antiporte, ritratti, dediche e carte geografiche, fanno seguito le vedute della città capitale, con le sue piazze, i suoi più insigni edifici civili e religiosi, le certose e le abbazie, i castelli e le altre strutture di difesa dello Stato, tutti attributi di decoro e magnificenza; seguono quindi le vedute delle principali città del ducato. Il secondo volume descrive le terre della Savoia, del Vercellese e del Monferrato, i monumenti storici e archeologici del ducato. Importante veduta del borgo di Castiglione Torinese dominato dal suo imponente castello, al margine inferiore il fiume Po animato da imbarcazioni. Il colle di Castiglione è una punta avanzata delle colline del Monferrato che si protende al centro della valle del Po: posizione ideale per un castello da cui dominare le terre circostanti e controllare l’intera piana fin dove si spinge lo sguardo. Tutto attorno si estende la valle col suo Rio Maggiore, lungo il quale correva una antica via romana che congiungeva la pianura fluviale torinese con la piana chierese. Tra la riva destra del Po e questa valle, nei secoli è cresciuto il paese di Castiglione che prese il nome dal vasto castello che dominava il borgo. Foglio con un uniforme ingiallimento e con alcuni piccoli strappi marginali, buono l’inciso.
in folio, pp. 133, leg. m. pelle coeva. Rara ediz. della biografia di S. Luigi, impreziosita da numerose xilogr., la maggior parte delle quali raff. vedute di Castiglione e altre località legate agli episodi della vita del Santo. Lieviss. fioriture ma bell’esempl.
Manifesto cm. 43 x 31 con stemma xil. in data 7 agosto 1795. Importante e rara sentenza relativa ad un importante gruppo di congiurati di uno dei primi moti giacobini avvenuti in Piemonte. Cherrise (Cerise) fu uno dei capi della conventicola repubblicana di cui facevano parte anche Junod, Bonafous, i fratelli Chantel ecc. nata con l'intenzione di favorire l'invasione francese. In realta' l'insurrezione fu soffocata sul nascere a causa di una serie di delazioni, in particolare quella del medico Barolo che, consegnatosi il 25 maggio denunzio' almeno trentacinque giacobini. Di questi alcuni come Chantel G. B. e Francesco Junod vennero impiccati e affrontarono con stoica determinazione il martirio, altri, come appunto quelli nominati in questa sentenza, riuscirono a fuggire e vennero impiccati in effige.
In folio; 177, (3) pp. Esemplare in perfetto stato di conservazione, come nuovo. Cofanetto editoriale illustrato in mezza-pelle, magnifica legatura editoriale in piena pelle con titolo e editore, impressi in oro al piatto anteriore ed al dorso ai tasselli. Al piatto anteriore ricchi fregi botanici a secco. Dorso a 4 nervi. Monumentale opera uscita nella collana Editalia "Collana Piccole Patrie" in tiratura limitata di 999 esemplari (il nostro è l'esemplare numero 634). Esemplare stampato su speciale carta marcata appositamente realizzata dalla cartiere Milani di Fabriano. Le dorature della custodia, e dalla legatura sono realizzate in oro zecchino da "Arte del Libro" di Todi. L'opera raccoglie, oltre ad un importante testo critico dedicato alla storia maremmana e dei suoi borghi, 73 tavole in bianco e nero e 45 tavole a colori. Fra i territori trattati: Castiglione, Roccastrada, Massa, Carrara, Gavorrano, Scarlino, Barbanella, Albarese, Orbetello, Argentario, Grosseto, Rosselle, Siena, ecc. Prima edizione in perfette condizioni di conservazione, come nuovi
in folio, pp. 268, leg. t. tela azzurra con impress. in oro ai piatti e tit. oro al d. Ritr. del Principe in antip. e stemma dei Gonzaga inc. in litogr. su dis. di Dolfino. La biografia del Principe nato a Dresda nel 1799, le vicende familiari sullo sfondo della città di Mantova e documenti al fine. Perfetto esempl. [103]
Grosseto, [s.n.], 1884, carta topografica manoscritta su lino, in inchiostro nero con corsi d'acqua acquerellati in celeste, mm. 525x710. Firmata in basso a sinistra: "per copia conforme all'originale esistente in Archivio, dall'Ufficio Tecnico di Finanza di Grosseto, li 26 giugno 1884. Il Disegnatore Berlia Bernardino". Restauri reintegrativi (solo ai margini bianchi), lievi ingialliture, ondulazioni. Presente anche Puna Ala. Conservata in cornice moderna nera con vetro.
In 8° (19×12,5 cm); XXXII, 368 pp. Bella legatura coeva in tutta pelle marmorizzata con dorso a 5 nervi (qualche strofinatura e piccola mancanza alla pelle in corrispondenza dei bordi). Fregi e titolo impressi in oro ai tasselli del dorso. Tagli rossi. Frontespizio in rosso e nero. Antica firma settecentesca di appartenenza nobiliare al margine bianco del frontespizio. L’opera si apre con la dedica a Maupertius. PRIMA RARISSIMA EDIZIONE di questo celebre scritto del grande astronomo, matematico e filosofo originario di Castiglione del Valdarnol’11 gennaio del 1704 e morto a Berlino l’11 ottobre del 1791. Salvemini, nato da nobile famiglia pisana fu personalità eclettica e dotato di una profonda cultura matematica ma anche umanistica. Studiò diritto e matematica all’Università pisana ed insegnò nelle più prestigiose università europee come quella di Utrecht di cui fu anche rettore o in Svizzera dove insegnò retorica, discipline umanistiche, e matematica e partecipò a curare le edizioni di varie opere newtoniane. Fu membro delle principali accademie scientifiche europee. tanto per capire quanta fama aveva in vita basti ricordare come nel 1763 Federico il Grande, re di Prussia, lo invitò a a Berlino offrendogli la posizione di professore di matematica presso la Scuola di Artiglieria. Fu tra i principali esperti settecenteschi di sezioni coniche, equazioni di terzo grado e di artiglieria. E’ conosciuto con i nomi di Castillon o Castiglione perchè sotto questo pseudonimo pubblicò tutte le sue opere e firmò i suoi articoli. Salvemini pubblicò l’opera che qui presentiamo in risposta all’omonima celebre opera di Rousseau ma sostenendo, sulla scorta degli illuministi inglesi, il progresso della civiltà moderna. Quest’opera ebbe notevole successo tanto da vedere diverse ristampe. Questa è la PRIMA RARA edizione stampata da Jolly. All’interno in buono-ottimo stato di conservazione. Bellissima l’elegante e curata veste grafica. GOOD COPY.
Dal “Viaggio Pittorico della Toscana” di Francesco Fontani, pubblicato per la prima volta a Firenze dall'editore Giuseppe Tofani, tra il 1801 e il 1803. Incisione in rame all'acquatinta disegnata e incisa da Antonio Terreni ("Ant. Terreni dis. e inc." in lastra in basso a sinistra), b/n, cm 26 x 36 (alla lastra) più margini. L'opera è considerata uno dei più importanti e suggestivi libri figurati sulla Toscana, sia per la qualità grafica delle incisioni, sia per la grande quantità delle località ritratte. Nei tre volumi in folio che compongono questa ponderosa pubblicazione sono infatti inserite duecentonove tavole, finemente incise all'acquatinta e stampate a inchiostro bruno dai fratelli Antonio e Jacopo Terreni (attivi a Livorno e Firenze tra la fine del diciottesimo e l'inizio del diciannovesimo secolo), da Giovanni Pera e da altri. Nove di queste tavole sono stampate a doppia pagina, raffigurando la carta della regione, una pianta e la veduta delle città principali: Firenze, Siena, Pisa, Livorno; tutte le altre sono stampate a foglio singolo e raffigurano architetture o paesaggi relativi sia alle principali località che ai centri minori della Toscana. Notevole fu il successo del “Viaggio Pittorico della Toscana”, anche per il seguito di riproduzioni e di rifacimenti cui fu sottoposto il suo corredo grafico, in Italia e all'estero. Moltissimi altri libri furono infatti illustrati in seguito con incisioni derivanti dalla grafica dei fratelli Terreni, mentre una seconda edizione dell'opera venne alla luce, in formato ridotto, tra il 1817 e il 1818. Esemplare fisiologicamente ingiallito dal tempo e con alcune ordinarie imperfezioni della carta ma in buono stato di conservazione. .
Acquaforte misure: mm 239 x 192 Pittore e incisore italiano fra i massimi esponenti della scuola barocca genovese. La prima formazione avviene a Genova presso la bottega di G. B. Paggi, Giovanni Andrea de Ferrari e Sinibaldo Scorza. A Genova si confronta anche con gli artisti fiamminghi presenti in città quali Jan Roos, pittore di animali, e Antoon Van Dyck (Anversa 1599-Londra 1641) dai quali mutua un cromatismo caldo e vibrate. A 25 anni è a Roma, è un artista già apprezzato tanto da poter accedere all’Accademia di San Luca. Lavorerà tra Roma e Genova, quindi a Mantova dove presterà i suoi servizi per il Duca Carlo II Gonzaga. É importante ricordare che egli ebbe un ruolo decisivo nell’affermazione e nello sviluppo dell'incisione d’invenzione -quale strumento di espressione con un linguaggio proprio- sia nel contesto genovese, sia in quello romano dove è sicuramente entrato in contatto con un altro noto incisore: Pietro Testa detto Il Lucchesino (Lucca 1612-Roma 1650). Il Grechetto è stato un grande sperimentatore animato dallo spirito di ricerca di effetti tonali in fase di stampa. Ha spesso ambientato le sue composizioni di notte per incrementare gli effetti di chiaroscuro. E inoltre ad oggi considerato l'inventore del monotipo. I temi più cari che ha affrontato sia in pittura che nelle incisioni sono temi a soggetto biblico o mitologico, spesso le scene sono affollate da animali. Inizialmente considerato come un baccanale davanti alla statua del dio Pan, a partire dal 1677 (Indice dello stampatore De Rossi) viene invece riconosciuta come la statua del dio Termine, divinità sabina protettrice dei confini nazionali e delle proprietà private. All'interno di una paesaggio bucolico caratterizzato da arbusti e alberi dalle ricche fronde, un satiro viene rappresentato semi sdraiato sotto la statua di Termine avvolta da corone. Ad osservare la scena altri due personaggi, una donna nell'angolo a destra seduta con un tamburo in mano e un uomo con un vaso tra le mani. In basso a destra quasi abraso G. BENE.. e in basso Jo. Jac. Rossi form Romae 1642 alla Pace. Il soggetto è stato più volte affrontato da Castiglione: ricordiamo per esempio un disegno conservato a Milano presso il Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni dove in controparte si può riconoscere la donna con lo strumento musicale in mano. Esemplare nel III/III stato con l'aggiunta dell'indirizzo "alla Pace" dopo il nome dello stampatore G. G. De Rossi. Gian Giacomo de Rossi, forse il maggiore stampatore attivo a Roma fra l 1627 e il 1691, proprietario di moltissimi rami ed erede di una fiorente attività, aggiunge l'indirizzo "alla Pace" negli anni ottanta. Impressione eccellente, leggermente tarda, con pregevoli effetti di pulitura visibili nella zona bianca del cielo. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Filigrana: Scritta AMG Serafini Fabriano (Heawood, 3323). Cartiera attiva a Fabriano già nel XVII secolo. Un altro esemplare è conservato presso la Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli. Bibliografia: Bartsch 16; T.I.B. .016; Bellini 10
Veduta generale della città
Carta murale particolareggiata del territorio dei dintorni di Lonato, Castiglione, Montichiari e Castenedolo. La carta, contenuta in astuccio coevo con segni di usura, è divisa in quattro fogli telati e piegati editorialmente, solamente i due fogli di dx. sono colorati