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FABRIZIO LOMONACO NUOVO CONTRIBUTO ALL'ICONOGRAFIA DI GIAMBATTISTA VICO 1744-1991 GUIDA 1993 389 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ULTIMO FASCICOLO UN PO' LENTO, PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO. Questo Contributo, proseguendo le benemerite indagini crociano-nicoliniane, tenta di dare organico assetto all'iconografia vichiana attraverso l'ordinamento delle fonti, la redazione dell'apparato illustrativo e del relativo commentario. Lungi, però, dall'essere una semplice registrazione di nomi e di immagini, la ricerca ha un interesse specifico non solo nell'ambito dell' arte figurativa, ma anche in quello della storia della fortuna del filosofo napoletano, incrementandone la bibliografia, documentando tempi, luoghi e modalità di fruizione critica dell'immagine Vico in Italia e fuori. Fabrizio Lomonaco (Napoli, 1959) è professore associato di Storia della filosofia moderna nell'Università degli Studi della Calabria. Componente del Consiglio scientifico del «Centro di studi vichiani» del C.N.R. di Napoli, collabora, tra l'altro, al «Giornale critico della filosofia italiana» e fa parte delle redazioni dell'«Archivio di storia della cultura» e dei «Quaderni» dell'«Archivio di storia della cultura». Le sue ricerche si sono prevalentemente concentrate sulla cultura storico-filosofica dell' Europa sei-settecentesca con saggi dedicati a Herder, Kant e, più recentemente, a Gronovio, Huber, Perizonio, Le Clerc, Gravina e Vico. In tale ambito, in questa stessa collana, ha pubblicato il volume Lex Regia. Soggetti: Giambattista Vico, Bibliografia, Studi Vichiani, Consultazione, Riferimenti, Scritti, Opere, Autori, Storia, Storiografia, Filosofia, Filologia, Pietro Piovani, Benedetto Croce, Antologie, Repertori, Recensioni, Segnalazioni, Riviste, Articoli, Fausto Nicolini, Storicismo, Provvidenza, Tessitore, Cacciatore, Universali Fantastici, Gilbert Durand, Scienza Nuova, Gravina, Aniello Montano, Enzo Paci
ill., br. Il volume propone un percorso attraverso gli autoritratti di Fausto Pirandello (Roma 1899-1975), artista apprezzato tanto dalla critica del suo tempo quanto dal pubblico di oggi per la straordinaria capacità introspettiva della sua pittura. Nel corso della sua carriera il pittore romano, figlio del premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello, ha realizzato oltre un centinaio di autoritratti, tra dipinti a olio e opere su carta. Essi documentano il passaggio dal segno analitico degli anni della formazione con Sigmund Lipinsky alla scomposizione cubista del dopoguerra, passando dall'espressionismo intriso di valori tonali del periodo della "Scuola romana", fino al ritorno ad una realtà oggettiva - ma esasperata - della maturità. Con il supporto di opere e documenti inediti (tra cui brani tratti dai diari in cui l'artista annotava il progresso del proprio lavoro), il saggio di Manuel Carrera propone una nuova lettura della figurazione di Pirandello, contribuendo al contempo a rivedere e puntualizzare dati fino ad ora ambigui, quali la datazione di alcuni autoritratti, la cronologia di interventi e ritocchi su importanti dipinti e le ragioni della presenza di più versioni di uno stesso quadro. La Fondazione Fausto Pirandello è la prima istituzione dedicata al lascito artistico del pittore romano. È stata istituita il 23 gennaio del 2011 per volontà di Pierluigi Pirandello e Giovanna Carlino, con il fine di tutelare e promuovere l'opera di Fausto Pirandello attraverso pubblicazioni, collaborazioni con istituti di studio e ricerca e l'organizzazione di rassegne espositive in Italia e all'estero.
grand in-8°, 128 pp., illustrations n/b, broche, couverture illustree. Catalogue des expositions organisees par la Bibliothèque Publique et Universitaire de Neuchâtel et l'Association Pôle Nord, a Bruxelles. Bel exemplaire [DV-7] Bel exemplaire
brossura Il volume introduce e commenta la personalità di Fausto Nicolini, noto editore di Galiani e di Vico, nonché erudito e storico acuto che, fedele al magistero crociano e alla filosofia neoidealistica, seppe articolare il proprio lavoro dal punto di vista etico-politico con esiti assai originali ed autonomi anche dalla prospettiva teorica di riferimento e in sintonia con la tradizione della filosofia civile italiana e meridionale. Lo documentano i testi riprodotti in appendice al presente volume, in cui si pubblicano, dopo un breve profilo autobiografico-bibliografico dell'autore, le voci del Saggio d'un repertorio biobibliografico degli scrittori del Regno di Napoli, dedicate a Vico e a Cuoco in due significative fasi redazionali.
The Magus - legendary magician of superhuman powers. The author considers the anthropological origins and identifies three distinct phases of the development of the myth.
In-8 (cm. 28.10), brossura con sovracoperta, sovracoperta editoriale trasparente, custodia, pp. 12, (4), 18, 20, con numerose illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Prefazione di Mario Schiavone. Testo originale multilungue. Anastatica stampata su carta vergata avorio a bordi intonsi Magnani di Pescia. Edizione di 1000 esemplari. Aloni ad un piatto e minime tracce d’uso ai tagli, sempre della custodia; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
br. Scritti da György Lukács (1885-1971) nel 1940, nel momento più oscuro della nostra storia, questi «Studi sul "Faust"», e gli altri saggi sull'età goethiana poi raccolti in «Goethe e il suo tempo» (1947), gli consentono di contrapporre alla barbarie del nazismo la voce più umana, più illuminata, più europea in cui si sia mai incarnato il magistero della lingua tedesca. Ma è sul «Faust» che Lukács eccelle, consegnandoci sui problemi fondamentali di questa «Iliade della vita moderna», come fu definito da Puskin, un'interpretazione profonda e tuttora valida. Sul significato della vicenda e sull'interpretazione della storia umana che la sottende, sulla scommessa tra Faust e Mefistofele e sul suo discusso epilogo, sull'amore tra Faust e Margherita, sui «problemi di stile» - sul rapporto tra caratteri «epici» e caratteri «drammatici» della tragedia, sulla «laconicità» del tardo Goethe, sul fatto fondamentale che in lui «il fantastico ha le sue radici proprio nel realismo» - Lukács ha scritto pagine esemplari e definitive. Nel caso del «Faust» l'applicazione intelligente delle categorie interpretative ricavate dalle opere giovanili di Marx, lungi dall'essere una gabbia ideologica che irrigidisce l'interpretazione, si trasforma in una leva potente, che permette a Lukács di mettere in luce un elemento fondamentale della visione di Goethe, sfuggito a ogni altro critico: la perfetta convergenza della «magia» di Mefistofele con il «magico» potere del denaro che, nella nascente società del capitalismo industriale, si appropria delle forze essenziali dell'uomo e le sfrutta a proprio vantaggio. (Andrea Casalegno)
Insieme di 12 ritagli di giornale edito tra il 2002 e il 2010. Estratti da riviste e giornali sportivi. Curioso insieme.
<p>cm. 58x42, p. 6 con articoli fotografie del circuito di Copenhagen.</p>
<p>cm. 58x42, p. 4 con articoli fotografie </p>
Torino, 1950, 11 giugno, copertina fotografica in fascicolo originale completo di pp. 16 de “Illustrazione del Popolo" - Supplemento della ”Nuova Gazzetta del Popolo" .
Mondadori - Electa, 2007. 22 cm x 28 cm , 159 pagine. Brossura con bandelle. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Soft cover in fine conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
Fausto Baldassarre La Forestiera, Ida Cassi. , Il Ponte 1993, Libro usato in buone condizioni. Pagine ingiallite lievemente. Tagli regolari impolverati. Copertina flessibile cartonata. Copia di biblioteca estinta. Buono (Good) . <br> <br> <br> 222<br>
Fausto Lechi Paradiso Industrie Grafiche Bresciane Rilegatura brossura Buone condizioni
In 8, pp. 7 + (1b). Dedica autogr. dell'A. al fr. Br. rifatta con carta d'epoca. Studio relativo ad un passo del Faust di Goethe che, secondo l'A., richiama un'aria siciliana popolare menzionata anche dal Pitre'.
J.W.Goethe Faust Grandi classici. , Mondadori 1990, Due volumi in buone condizioni. Pagine ingiallite lievemente. Tagli regolari impolverati. Copertina flessibile cartonata con alette informative, sporca lievemente. Buono (Good) . <br> <br> unknown_binding <br> 1122<br>
In 8°, br. edit., pp. 63. Edizione quindicinale della nuova serie . 6-7 del 20 settembre, 1951. Moltissime ill. in b/n relative al campione.
In-4 (cm. 29.70), brossura illustrata, con alette, pp. 143, (1), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).
br. Il personaggio mitologico di Faust, con tutte le sue sfumature più significative, racconta la parabola dell'uomo nella storia. La celeberrima figura dello studioso, che tanto fascino esercitò su autori quali Marlowe, Goethe, come pure Pessoa, Landolfi e altri, narra l'attuale e inquietante scontro e confronto dell'uomo con Dio e con Satana, con il Bene e con il Male, con il Padre "castrante" e il mefistofelico adulatore. Così Faust diviene strumento di perdizione di un innocente, ma è anche un Dioniso assetato della nietzscheana "volontà di potenza", come pure un genio malato e malinconico. Faust come Mefisto allora, Faust come Simon Mago e come l'Ebreo Errante, ma soprattutto e sempre Faust come uomo.
Il personaggio mitologico di Faust, con tutte le sue sfumature più significative, racconta la parabola dell'uomo nella storia. La celeberrima figura dello studioso, che tanto fascino esercitò su autori quali Marlowe, Goethe, come pure Pessoa, Landolfi e altri, narra l'attuale e inquietante scontro e confronto dell'uomo con Dio e con Satana, con il Bene e con il Male, con il Padre "castrante" e il mefistofelico adulatore. Così Faust diviene strumento di perdizione di un innocente, ma è anche un Dioniso assetato della nietzscheana "volontà di potenza", come pure un genio malato e malinconico. Faust come Mefisto allora, Faust come Simon Mago e come l'Ebreo Errante, ma soprattutto e sempre Faust come uomo. Autori: Paolo Orvieto.
Mm 170x240 Brossura editoriale, 605 pagine con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 230x280 Volume nella sua brossura originale con bandelle, 120 pagine profusamente illustrate a colori. Copia in condizioni di nuovo, brand new in original shrinkwrap. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Prefazione di Aldo Tortorella. Fausto Gullo appare oggi una figura pressoché sconosciuta. Ignoto ai giovani e obliato dalle generazioni più adulte è la dolente metafora di una Calabria colta, garbata, ma velata anch'essa dal pregiudizio e negletta. Eppure nella catastrofe della guerra è stato tra i costruttori dello Stato Nuovo e della rinascita nazionale. Il suo ritratto inghirlandava le povere case contadine tra le fotografie dei parenti e immaginette sacre ed amato come nessuno, ha in quel tempo goduto d'una immensa popolarità. Ma la memoria s'appanna, svanisce e, al disinganno, sovvengono i celebri versi: "Ahi! sugli estinti / non sorge fiore ove non sia d'umane / lodi onorato e d'amoroso pianto". Ed ancorché ammirato nel clima della guerra fredda non fu più riconosciuto in tutto il suo valore. Scrisse di lui Ferruccio Parri: "Leggevo con interesse studi e articoli suoi recenti, deplorando che la sua intatta capacità di intelligenza e perspicacia non trovasse fruttuose applicazioni. Nella memoria delle mie amicizie conservo per Fausto Gullo l'omaggio più affettuoso". E aspetti della sua personalità e del suo agire politico caddero in ombra, soverchiati dalla sua opera incisiva di ministro dei contadini, presto dissolta nella convulsa trasformazione del Paese. Il muro di Berlino sommerse poi ogni cosa ed oscurò anche chi, come lui, non c'era più ma, forse, in tempo aveva intravisto l'errore. La sua formazione intellettuale e politica; la sua sensibilità sociale, meridionalistica e democratica non avrebbero tuttavia lasciato una traccia tanto significativa se, nella disfatta, non avesse incontrato Togliatti e, dileguata la diffidenza per l'antico sodalizio con Bordiga, non avesse svolto assieme a lui il ruolo "risolutivo" che, con la svolta di Salerno, lo proiettò in una dimensione d'eccezionale rilievo. Una storia mai raccontata, dispersa infine nell'emarginazione che, morto Togliatti, l'apparato gli inflisse senza che lui, signore della parola, replicasse all'accusa grottesca d'essere un notabile che tarpava le ali al partito. In verità lo scotto per la sua libertà di giudizio e l'irriducibile dissenso su questione cattolica e rapporto con la DC, non estranei alla fine del PCI. Autori: Giuseppe Pierino. Prefazione: Aldo Tortorella.
GYORGY LUKACS THOMAS MANN E LA TRAGEDIA DELL'ARTE MODERNA FELTRINELLI 1976 181 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, DUE PICCOLI FORI (1 MILLIMETRO: VEDI FOTO ALL'INTERNO DELL'INSERZIONE) ALLA QUARTA DI COPERTINA, CHE SI ESTENDONO ALLE ULTIME 6 PP (SENZA COMPROMETTERE IN ALCUN MODO LA LETTURA DEL TESTO), MA IL VOLUME è INTONSO, MAI SFOGLIATO.