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(Collana : Biblioteca universale (A) - n. 454) Opuscolo della collana periodica "Biblioteca Universale"; prefazione di Victor Meric.
Roma, 1954, 18 luglio, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 24 de “La Tribuna Illustrata".
Roma, 1960, 7 agosto, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di, pp. 32 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1954, 19 settembre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 24 de “La Tribuna Illustrata".
br. Sedicesimo secolo, la Riforma dilaga in Europa, sui roghi bruciano sia eretici protestanti che cattolici, c'è peró chi propugna ideali di tolleranza e non violenza. Tra di essi spicca Fausto Socini. Discendente da una ricca famiglia senese di eretici, professori e alchimisti, a trent'anni Fausto organizzava feste all'università, scriveva poesie e non pensava lontanamente a laurearsi, fino a quando si trovò inaspettatamente a capo della più improbabile setta religiosa mai vista in Europa. Tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo i discepoli di Socini, i Sociniani, dettero scandalo con le loro dottrine non ortodosse, ma furono anche molto amati da scienziati e filosofi come Newton, Locke, Jefferson. Ormai dimenticato, Fausto Socini ha però gettato le basi filosofiche della nostra società contemporanea.
br. Bellissimo in volo come l'Airone, e come l'Airone inadatto alla terra. Di qui il dramma di Fausto Coppi, la sua scissione, l'essere stato predisposto da una bizzarra natura a vivere una vita da ciclista e non da uomo, con le sue debolezze e le sue passioni. Così, quando fu travolto dalla passione come un uomo qualsiasi, quando incontrò la sfolgorante Giulia, i suoi tifosi e il mondo intero non gli perdonarono quel momento di debolezza: il Campionissimo non poteva vivere da comune mortale, non poteva essere innamorato, non poteva lasciare la moglie e la figlia per correre dietro a una donna sposata. E allora nessuna pietà: per lui e per Giulia il reato di adulterio, presente nel nostro codice penale di allora, fu applicato con rigore. Una macchia vergognosa li imbrattò per sempre. In un susseguirsi di pagine emozionanti, Giancarlo Governi racconta la semplice e onesta formazione famigliare e culturale del ciclista, l'adolescenziale ammirazione per Girardengo e i suoi esordi; i primi successi spezzati dalla guerra e il mitico record dell'ora (con soli venti giorni di allenamento); i tristi e dolorosi giorni del fronte e della prigionia di guerra, il rapporto di amicizia e di rivalità con Bartali, i grandi trionfi (cinque Giro d'Italia, due Tour de France, un Campionato del Mondo), la tragica morte del fratello minore Serse (identica a quella di Giulio, fratello di Bartali), lo scandalo della sua relazione extraconiugale e la sfortunata e misteriosa morte in giovane età. A cento anni dalla nascita di Fausto Coppi, ripercorriamo le pagine elettrizzanti della sua vita. Una lettura commovente della vita di un uomo che ha rappresentato il nostro Paese negli anni della ricostruzione, e che ancora oggi rimane il simbolo di un'Italia drammatica, onesta e vincente.
Sedicesimo secolo, la Riforma dilaga in Europa, sui roghi bruciano sia eretici protestanti che cattolici, c’è peró chi propugna ideali di tolleranza e non violenza. Tra di essi spicca Fausto Socini. Discendente da una ricca famiglia senese di eretici, professori e alchimisti, a trent’anni Fausto organizzava feste all’università, scriveva poesie e non pensava lontanamente a laurearsi, fino a quando si trovò inaspettatamente a capo della più improbabile setta religiosa mai vista in Europa. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo i discepoli di Socini, i Sociniani, dettero scandalo con le loro dottrine non ortodosse, ma furono anche molto amati da scienziati e filosofi come Newton, Locke, Jefferson. Ormai dimenticato, Fausto Socini ha però gettato le basi filosofiche della nostra società contemporanea. Autori: Duccio Fabbri.
Galatina, Editrice Salentina, 1989, in-8, br., pp. 165, (3). Con facsimili, 60 ill. in b.n. e 4 a col. f.t.
ill., br. Il racconto della storia di Fausto Coppi, filtrato da Giorgio Martino, attraverso i ricordi da bambino dei fatti che hanno suscitato particolari emozioni portandolo a una grande passione per il ciclismo e per la professione di radio-telecronista, e che, intanto, costruivano la leggenda del Campionissismo. Una leggenda che, per la morte prematura, ha conservato intatto il volto e il ricordo di un campione eternamente giovane e vincente come in una moderna versione del "Ritratto di Dorian Gray". Seguendo un ordine principalmente cronologico, vengono ripercorsi i momenti e gli episodi più significativi non solo della carriera sportiva, ma anche della vita di colui che ha caratterizzato, con la sua figura e le sue imprese, un'epoca storica contraddittoria del nostro Paese che, mentre si risollevava dalle macerie della guerra, cercando il riscatto anche nello sport con i successi di Coppi, portava ancora i segni di un'arcaica arretratezza di pensiero e di costume di cui proprio Coppi fu vittima esemplare col clamoroso processo per adulterio, autentico trionfo del meschino perbenismo dei tempi.
br. Il 2 gennaio 1960, nell'ospedale civile di Tortona, si spegne il più grande sportivo italiano del Novecento, «forse il più grande di sempre», ucciso a quarant'anni da una malaria non diagnosticata e divampata in un corpo usurato da troppe fatiche. Dell'epopea di Fausto Coppi, della sua rivalità con Bartali, della prigionia e degli scandali si sa tutto, o quasi. Ma il Coppi meno conosciuto, meno raccontato, è proprio quello del 1959. È il suo ultimo anno di uomo e campione, di industriale e manager. Una giostra di ingaggi, passerelle, sconfitte. Un lungo, frenetico addio al mondo del ciclismo, ma anche un silenzioso addio alle mogli, ai figli, ai tifosi, alla gente e alle case di Castellania, «una muta punteggiatura del paesaggio e dell'umanità». L'ultima Roubaix, l'ultimo Baracchi, l'ultimo Tour - non disputato, ma vinto dal suo discepolo migliore -, fino a quell'ultimo viaggio, «inatteso» e fatale, nell'Alto Volta. Un Coppi stremato, esaurito, sfinito eppure ancora curioso, incapace di scendere dalla bici, dove continua a esibirsi con uno stile impeccabile - una perfetta fusione di «muscoli e telaio» -, portando a spasso la propria leggenda a due ruote. Un Coppi inedito, raccontato in mille storie minime ed esemplari - un mito, tutt'altro che ultimo.
br. A cento anni dalla nascita, i trionfi, le sconfitte, gli amori, le tragedie di Fausto Coppi raccontati con la voce dei personaggi che gli sono stati vicini: dai famigliari ai fedeli gregari, dalla dama bianca all'amico-rivale Bartali. A ognuno di loro Maurizio Crosetti affida un pezzo di storia, e attraverso di loro affresca l'avventura sportiva e umana di un'anima inquieta che ha incarnato l'essenza stessa di un'Italia fiaccata dalla guerra ma in cerca di nuovo entusiasmo. Una società in vorticoso cambiamento, con le sue ipocrisie e le sue nobiltà, sfila in bianco e nero accanto alla leggendaria bicicletta dell'Airone, del Campionissimo. Che avrà, infine, l'ultima parola.
1 Vol. In-8 p.tela, tit.oro su tass.al d. Copt.orig.ill.cons. Alc.fioriture pag. 137 Ex-libris PROG 25712 CATT_ATT 37
ill., br. Avremmo potuto intitolare questo libro "Il Campionissimo e il maestro elementare" ma del primo, Fausto Coppi, famosissimo nel mondo intero, tutti sanno già tutto; del secondo, Cosola Giuseppe, forse nessuno, a eccezione di chi lo conobbe personalmente, uomo buono e onesto lavoratore, avrebbe interesse. Eppure fra il Campione e il maestro c'è qualcosa in comune; entrambi hanno riscattato con tenacia e spirito di sacrificio una vita iniziata nelle difficoltà, superando il trauma della guerra e la prigionia in Africa (Campo di Medjez el Bab, Tunisi, maggio 1943) e utilizzando ogni risorsa del proprio carattere al fine di ottenere il massimo dalla vita, ognuno nel proprio campo. Ma c'è di più. C'è l'idea che nessun uomo è solo, neppure chi vola alto, oltre le possibilità dei comuni mortali come il Grande Airone. Dove c'è il corridore che sfreccia sui pedali ci sono anche le ali di una folla anonima che lo incita, dove c'è un vincitore che solleva esausto una coppa, una massa di volti ignoti esulta insieme a lui. E in quel momento insieme a lui vincono anche tutti coloro che hanno lavorato per il suo successo e coloro che lo hanno sostenuto. (...)
ill., br. Nel centenario della nascita di Fausto Coppi, Beppe Conti propone una classifica che sarà un'occasione per far discutere e per raccontare le storie, le avventure ed i trionfi dei dieci più grandi ciclisti di tutti i tempi. La scelta tiene conto della grandezza del personaggio prima ancora dei risultati ottenuti, dell'epoca in cui ha gareggiato, delle imprese realizzate più che il numero delle vittorie. E delle emozioni suscitate fra la gente. Nella seconda parte del libro ventitré personaggi che vivono con passione il grande ciclismo rivelano le loro preferenze, creando classifiche più che mai curiose da leggere: giornalisti celebri, da Gianni Mura a Massimo Gramellini e tanti altri, imprenditori come Alfredo Ambrosetti ed Ennio Doris, medici e manager. In chiusura un omaggio fotografico al Campionissimo per rivivere la sua leggenda.
Mm 230x270 Catalogo della mostra tenutasi a Spoleto presso la Basilica di S. Eufemia e Loggia dei Vescovi l'11 Maggio - 30 Settembre 1998. Brossura nella sua copertina originale di 97 pp. con decine di illustrazioni a colori nel testo. Opera in stato di nuovo.
Mm 200x200 Volume nella sua brossura originale, 167 pagine con tavole a colori fuori testo e illustrazioni in nero nel testo. Copia in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Br. ed. in-4, cop. a colori, pp. 52, ill.ni in nero anche a p. e doppia pag. Interventi di Ormezzano, De Filippis, B. Conti, L. Tarantino e altri. Un bel ricordo del Campionissimo. Ottimo.
pp. 329, cm 19x14, rileg. edit.
Johann Wolfgang Goethe Faust-Urfaust (Vol. 2). , Feltrinelli 1989-01-01, Piatti e dorso segnati dal tempo. Tagli bruniti. Interno brunito, in buono stato. Presenta una firma a penna nella prima pagin Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 824<br> 88-07-80501-4
Mm 195x310 Brossura originale con bandelle senza indicazione delle pagine, ma di circa 120 completamente illustrate in nero e a colori nel testo. Opera in perfette condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Gianni Brera li ha chiamati «i due carissimi nemici». Un ossimoro pertinente e stupendo. Coppi e Bartali, amici e rivali. Due cavalieri in bicicletta in eterno, leale, conflitto. Entrambi sono esplosi a vent'anni, abbaglianti come supernove, ma diversi come Polo nord e Polo sud. E, proprio per questo, la lotta magnetica tra gli opposti li ha sempre attirati l'uno all'altro. Sulle due ruote hanno combattuto battaglie di grande bellezza, tra picchi innevati e fulminee volate, che hanno suscitato un'incredibile passione sportiva, rimasta impressa nella memoria del Novecento. La sfida, però, combattuta tra l'Italia e l'Europa non ancora sgombre dalle macerie, andava molto al di là del nudo fatto sportivo... Claudio Gregori riporta chilometro dopo chilometro Coppi e Bartali sulle strade del presente, scrivendo come un romanzo l'intensa cronaca di quella rivalità, profondamente umana, che ha unito nel ciclismo due vite al di fuori del comune.
Fine German Paperback. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In German and Turkish. [16], 51 p. Goethe im türkischen Bibliographie.= Türkçe'de Goethe. Bibliyografya. Um Goethe anlaesslich seines 150. Todesjahres auch in der Türkei zu gedenken, hatte der derzeitige Leier des Goethe-Instituts in Ankara eine Zusammearbeit mit dem Germanistischen Abteilung der türkischen Universitaeten geplant Ein Teil dieser Taetigkeit war die Erarbeitung einer Bibliographie Goethe im Türkischen. Ferhan Orhon and Mahmure Kahraman haben dieses Thema als Grundlage für ihre Examensarbeiten genommen. In der Nationalbibliothek Ankara haben sie unter meiner Leeitung Studien durchgeführt und diese Bibliographie erstellt.