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br. Pubblicato postumo nel 1831, il testo che qui presentiamo, insieme a lettere e testimonianze del periodo 1802-1843, è un documento raro e insostituibile per comprendere la vita di Hölderlin negli anni della follia. L'autore, Wilhelm Waiblinger (1804-1830), fu il primo biografo di Hölderlin ed ebbe modo di raccogliere per esperienza diretta le testimonianze della sua vita. Acuto osservatore, dotato di una fantasia vivissima e di una intelligenza non comune, Waiblinger seppe entrare in sintonia con l'esistenza devastata, inavvicinabile di Hölderlin, riuscendo a individuare le fila sottili che collegavano l'oscuro presente del poeta al suo passato fecondo e geniale. E lo stesso Hölderlin testimoniò al giovane una considerazione e un affetto che non manifestò per nessun altro nel periodo della sua follia; a sua volta Waiblinger viveva negli incontri con il poeta una sorta di trasposizione ideale e di immedesimazione, considerandolo la più alta testimonianza di vita spirituale del tempo. Così Waiblinger scrive nel suo diario: «Uno spirito come quello di Hölderlin, che da una innocenza celeste è caduto, a causa di una crisi spaventosa, nella più tremenda devastazione, è ben superiore allo spirito dei deboli, che permangono eternamente sugli stessi binari. Hölderlin è certo l'uomo che cercavo. La sua vita è il grande, terribile, enigma dell'umanità. Questo spirito elevato doveva soccombere - o non sarebbe stato tale».
br. Quando, intorno al 1822, il diciottenne Wilhelm Waiblinger comincia a frequentarlo, Hölderlin vive ormai da oltre vent'anni recluso nella "Torre" in riva al Neckar, obnubilato, isolato dal mondo - non è più, insomma, "da considerarsi tra i vivi". Va su e giù come "le fiere ... nelle loro gabbie", suscitando in Waiblinger un brivido di orrore, recita giorno e notte un monologo incessante, e rivolge ai rari ospiti un profluvio di parole sconnesse in una lingua inventata. Mosso da un'ardente devozione, Waiblinger scruta con amorevole pietas la vita quotidiana del poeta, ma, soprattutto, riesce a penetrarne il delirio, parlando con lui di poesia, di musica e del passato, facendo in sua compagnia lunghe e rasserenanti passeggiate in riva al fiume o nella pace delle vigne. Di questa intensa frequentazione Friedrich Hölderlin, che Waiblinger scrisse tra il 1827 e il 1828 in Italia - dove si era trasferito per sfuggire alla miseria e all'autodistruzione -, è il frutto: un ritratto fra novella romantica e dramma del destino, in cui il lettore troverà delineati la giovinezza di Hölderlin e i suoi studi, le passioni e gli amori infelici (come quello per Susette Gontard, la sua Diotima). Ma, al tempo stesso, molto di più: Waiblinger fu il primo a intuire la grandezza di Hölderlin, a cogliere il valore dei suoi manoscritti, a interrogarsi sul tormentato processo della sua scrittura, sicché questa testimonianza assume il peso di un precoce, essenziale gesto di fondazione critica.
Leipzig, Insel Verlag, 1922, in-8, cartone editoriale, pp. 84. Con una tav. in b.n. e facsimili.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE CONDIZIONI GENERALI: SEGNI DEL TEMPO, LIEVE SCOLLATURA DELLA COPERTINA, LIEVE BRUNITURA E DORSI RIGATI, VOLUMI INTEGRI. Descrizione bibliografica Titolo: La lirica di Hoelderlin VOLUME 1: Riduzione in versi italiano: saggio biografico e critico; 326 pagine VOLUME 2: Commento; 260 pagine Autore: Vincenzo Errante (1890-1951) Editore: Firenze: Sansoni, Giugno 1943 Edizione: Seconda, 2 Collana: Le opere di Vincenzo Errante Soggetti: Friedrich Hölderlin, Critica letteraria, Classici, Poetica, Analisi, Studi letterari, Poesia tedesca, Letteratura, Settecento, Ottocento, Vita, Opere, Biografia, Testi, Diotima, Natura, Versi, Liriche, Reno, Istro, Temi, Heidelberg, Patria, Pace, Odi, Tempo, Cristologia, Germania, Danubio, Palinodia germanica, Scardanelli, Bibliografia, Edizioni critiche, Württemberg, Filosofia, Teologia, Schiller, Fichte, Goethe, Novalis, Herder, Hyperion, Sämtliche Werke und Briefe, Gesammelte Werke, Iperione, Eremita, Grecia, Empedocle, Inni, Elegie, Antologie, Poeti tedeschi, Libri rari, Literary Criticism, History Parole e frasi comuni anelito Araldi avverte beata bimbo Bordeaux canto celeste cielo componimento Cristo cuore Danubio umanità demenza Denkendorf destino Dioniso Diotima Divino elegie Ellade ellenica entro Eroi Età dell'oro Etere eterno evocazione fantastica Festa d'Autunno figli fiori fiume Francoforte Germania gioia Grecia grembo gruppo Hauptwyl Hellingrath Homburg Hyperion Iddio supremo immensa Iperione anima L'Arcipelago Iddio inno lirica di Hòlderlin lirica hòlderliniana luce madre Maulbronn mitica mito mondo mortali Natura Neckar Notte novella Numi nuovo Nurtingen occhi pace di Lunéville padre paesaggio Pane e Vino Patmos patria poesia hòlderliniana poeta poetico potenza prodigio proprio religiosa Reno ritorno sacra santa Sinclair sogno soltanto spirito spirituale Stoccarda strofa Suzette Gontard tedesco tema terra nativa tramonto transustanziarsi Tubinga Ultima Cena ultimi inni umano uomini verso vivere Waltershausen Zink Mich Zinkern Zinkernagel
Mm 130x195 Brossura originale muta con sovraccoperta incamiciata, 246 pagine. Solo una leggera, inevitabile brunitura al dorso, firma di precedente proprietario. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 140x225 Collection "monographies". Brossura originale, 135 pagine di testo in lingua francese - french text. Copia in buone-ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Friedrich Holderlin (1770-1843), di cui qui si indaga l'opera, è unanimemente considerato grandissimo poeta. Permangono tuttavia giudizi contrastanti sui testi scritti nel suo tardo periodo creativo, segnato dalla schizofrenia. Ciò che comunque sorprende è la loro levità/felicità espressiva. Colpisce la sconcertante pacatezza delle strofe, quasi l'uomo lacerato dalla psicosi avesse davvero raggiunto la Vollkommenheit, la compiutezza cui fa cenno l'ultima splendida poesia del cantore folle.
br. Nella sua opera Friedrich Hölderlin (1770-1843) ha posto al centro una condizione di lacerazione ed estraneità, che si ribalta continuamente nella nostalgia di un altrove. Negli studi raccolti in questo volume, l'autore indaga con rigore filologico e amore per il dettaglio temi, motivi e figure di un complesso filosofico-letterario immenso e seducente, mostrandone le relazioni intertestuali, le connessioni storiche, gli interrogativi di fondo.
In-8 (cm. 22), tela editoriale, sovracoperta (sgualciture), pp. (4), 456, (2). In buono stato di conservazione (good copy).
formato 24X19,5. Brossura editoriale pagine. Tiratura numerata su carta Alfa da 351 a 2850 (557) Bella copia
br. "La ricostruzione sensibile e partecipe di alcuni momenti decisivi della poesia e della riflessione hölderliniane consente a Otto di farne il paradigma del tentativo più alto e più religiosamente ispirato di riafferrare l'antico in seno alla modernità ma, al tempo stesso, il paradigma anche del suo ineluttabile fallimento. La definizione di ciò che è il «tragico» dell'esperienza hölderliniana, dietro la quale s'intravede l'ombra lunga dello scacco per molti versi analogo di Nietzsche, è la premessa dell'ultima mossa dell'indagine di Otto. Essa consiste nella riproduzione, dinanzi al fallimento del naturalismo goethiano col suo anarchico individualismo così come dinanzi al fallimento della mistica cultualità hölderliniana, della religiosità olimpica come autentica, eterna creazione del genio greco, nell'ambito di una Kulturkritik radicale, senza nostalgia né utopie. Tale è dunque la linea ispiratrice del libro, che si risolve nella constatazione dell'incapacità della poesia moderna di rivivere l'esperienza della grecità olimpica, di rifarsi epos eroico." (Dallo scritto di Gianni Carchia)
Mm 110x180 Collection "Agora". Brossura editoriale di pp. 285 con a colori fuori testo. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
Mm 150x210 Brossura cucita di pp. 762. Piccola abrasione al piatto inferiore della copertina. Opera in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 150x210 Volume cartonato rigido di pagine 764,sovracoperta editoriale con piccolo strappo, dorso e carte un po' ingiallite. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. La personalità di Hölderlin, poeta-folle, per il suo carattere eccezionale esige che in un unico movimento si comprenda la sua opera e la sua evoluzione verso la follia. In più di un momento si propone ad Hölderlin la via più diretta della psicosi, dell'essere-psicotico, ma il Poeta riapre, apre la questione. Sicuramente è la questione del padre, di cui tenta di raccogliere i frammenti "caduti da un disastro oscuro": un fenomeno non sconosciuto nella schizofrenia. Riapre l'assenza del padre? Sì, ma non per designare in questa assenza l'origine dei suoi mali; bensì per indicare che solo questo "difetto" può "aiutarlo". La poesia e il mito hölderliniani tentano disperatamente di instaurare questa sorta di terzo polo, come carico di una energia negativa. Funzione molto precaria, ma che per un certo tempo mantiene aperto ciò che nella maggior parte degli psicotici si è chiuso in un modo di essere. Hölderlin, poeta perché apre la schizofrenia come questione, apre questa questione perché poeta.
formato 22X14. Legatura editoriale tutta tela con sovraccoperta pagine 200. Bella copia
Minuit, Arguments, 1970, 242 pp., broché, couverture légèrement défraîchie, coiffe supérieure fendillée, état très correct.
Gutes Exemplar. - Unveränderter fotomechanischer Nachdruck der 1. Auflage 1944. - Einzelband. - Johann Christian Friedrich Hölderlin (* 20. März 1770 in Lauffen am Neckar, Herzogtum Württemberg; † 7. Juni 1843 in Tübingen, Königreich Württemberg) war ein deutscher Dichter, der zu den bedeutendsten Lyrikern seiner Zeit zählt. ... (wiki) // INHALT : ... Der Wanderer ---- An einen Baum ---- An Diotima ---- Diotima Ältere Fassung ---- Diotima Mittlere Fassung ---- Diotima Jüngere Fassung ---- An die klugen Ratgeber ---- Der Jüngling an die klugen Ratgeber ---- Sömmerrings Seelenorgan und das Publikum ---- Sömmerrings Seelenorgan und die Deutschen ---- Gebet für die Unheilbaren ---- Guter Rat ---- Advocatus diaboli ---- Die Vortrefflichen ---- Die beschreibende Pogsie ---- Falsche Popularität ---- An Diotima ---- Diotima ---- Einladung an Neuffer ---- Einladung Seinem Freund Neuffer ---- An Neuffer ---- Die Muße ---- Die Völker schwiegen, schlummerten ---- Buonaparte ---- Empedokles ---- An die Parzen ---- Diotima ---- An Ihren Genius ---- Abbitte ---- Stimme des Volks ---- Ehmals und jetzt ---- Lebenslauf ---- Die Kürze ---- Die Liebenden ---- Menschenbeifall ---- Die Heimat ---- Der gute Glaube ---- Ihre Genesung ---- Das Unverzeihliche ---- An die jungen Dichter ---- An die Deutschen ---- Die scheinheiligen Dichter ---- Dem Sonnengott ---- Sonnenuntergang ---- Sokrates und Alcibiades ---- An unsre großen Dichter ---- Vanini ---- Der Mensch ---- Hyperions Schicksalslied ---- Da ich ein Knabe war ---- HOMBURG 1798-1800 ---- Achill ---- Meiner verehrungswürdigen Großmutter ---- Götter wandelten einst ---- Hört ich die Warnenden itzt ---- Abschied ---- Emilie vor ihrem Brauttag ---- Die Launischen ---- Der Tod fürs Vaterland ---- Der Zeitgeist ---- Abendphantasie ---- Des Morgens ---- Der Main ---- (u.v.a.)
Gutes Exemplar; Einband mit kl. Lagerspuren u. stw. berieben. - NUR Kommentarband. - Die Notwendigkeit, von der mit lauterer Stimme zu sprechen ist, wenn der Aufwand steigt, erscheint hier, jenseits der ehernbürgerlichen Argumente, als umgewendetes Buch; in der materialen Gestalt eines Handschriften-Konvoluts, in welchem die Notwendigkeit der alten Geschichte sich wendet und vorauseilend eintritt in die Freiwilligkeit einer neuen, die immer noch nicht begann. Der scharfe Schrei des Vogels, der den Accent rufet, ist sichtbar in dem schrägen, von Blatt zu Blatt abnehmenden Einschnitt des Federmessers, der die Zäsur jener kategorischen Umkehr im Moment ihrer dichterischen Antizipation festhält. Diese Antizipation ist dem bürgerlichen Bewußtsein unmöglich; es muß die notwendige Wendung ins Neue als Ende von Etwas erleiden und der befreienden Einsicht sich erwehren, wie Ödipus oder Kreon der Rede des Tiresias. Als bewußtloses Bewußt-sein muß es vor dem Erwachen solange sich scheuen, bis das geträumte Entsetzen die Realität des Traumes zerreißt. Dennoch erhellt sich das Zeitliche, in welchem das Wissen seine nächtliche Straße zieht, immer an jenem Ort des Bogens, an welchem der Reichtum sich selbst zur Not wird. Im tragischen Moment des Gleichgewichts neigt sich die Waage nach der anderen Seite. Von jetzt an überwiegt das Gewordene die vorher unerschöpflich scheinende Möglichkeit des Werdens. Nach diesem Gesetz senkt sich das Los des Jupiter, und mit ihm das Vernunftreich der abendländischen Zivilisation. Dieser Augenblick ist mit historisch-kritischen Mitteln und aus exzentrischem Gesichtspunkt sichtbar zu machen. Im Licht der dialektischen Wahrheit zeigt sich das anscheinend Ungeordnete des Konvoluts als kühnere Ordnung, als Metapher der heiligen Wildniß, über welcher der Himmel zerreißt und das Zeichen des Blitzes die phänomenologische Vollständigkeit des Werks bis dahin erhellt. Vor Augen ist alles vorhanden: Gebirge und Ströme, Inseln und Halbinseln, Wolken und exterritoriale Monde; der Orbis der vermessenen Erde in ptolemäischer und kopernikanischer Ansicht. … (S. 11) ISBN 9783878773153
In 8o, pp. 200, t. tela rossa con titoli neri, firma di proprietà, ottimo (10031/ HOLDERLIN - LETTERATURA TEDESCA)
qualche leggerissimo alone sulla copertina
brossura
Gutes Exemplar; Einband berieben u. mit kleinen Läsuren. - EA. - Friedrich Gundolf, eigentlich Friedrich Leopold Gundelfinger (* 20. Juni 1880 in Darmstadt; † 12. Juli 1931 in Heidelberg), war ein deutscher Dichter und Literaturwissenschaftler. Spätestens sein Goethe (1916) machte ihn über Fachgrenzen hinweg bekannt; er war der wohl meistgelesene Germanist der Weimarer Republik. ... (wiki) // Meine Vorträge über Hölderlin und über George sind hier wieder abgedruckt, vereinigt mit einem Aufsatz, dessen erster Teil im »Jahrbuch für die geistige Bewegung" 1912 erschien. Alle drei gehören zusammen und dienen demselben durch den gemeinsamen Titel bezeichneten Gedanken. (Impressum) // INHALT : HÖLDERLINS ARCHIPELAGUS (1911) ----- DICHTER UND HELDEN (1912) ----- STEFAN GEORGE IN UNSRER ZEIT (1913). // … In seinen vielen literaturwissenschaftlichen Arbeiten vertrat Gundolf eine neue, geistesgeschichtlich orientierte Literaturbeobachtung, in der die lebensphilosophisch geprägte Erfassung des Dichters im Mittelpunkt steht. Die großen Künstler wie Shakespeare, Goethe - den er besonders verehrte - oder Heinrich von Kleist sah er als Symbolgestalten ihrer Epoche. Das Ziel seiner wissenschaftlichen Forschung war die Darstellung des Künstlers und die Wirkung seines Werkes. Besonders hervorgetan hat er sich als Übersetzer und Interpret Shakespeares. Während der Weimarer Republik zählte Gundolf zu den prominentesten Gelehrten in Deutschland; seine Bücher wurden ungewöhnlich häufig aufgelegt. 1930 erhielt er als Erster den Lessing-Preis der Freien und Hansestadt Hamburg. … (wiki)