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Frontespizio dell'atlante di Janssonius. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Joannes Janssonius, figlio dell'editore di Arnhem Jan Janssen, sposò Elisabeth Hondius, figlia di Jodocus Hondius, ad Amsterdam nel 1612. Dopo il suo matrimonio, si stabilì in questa città come libraio ed editore di materiale cartografico. Nel 1618 si stabilì ad Amsterdam accanto alla libreria di Willem Jansz. Blaeu, entrando in una seria competizione. Le sue attività non riguardavano solo la pubblicazione di atlanti e libri, ma anche di mappe singole e un vasto commercio di libri con filiali a Francoforte, Danzica, Stoccolma, Copenaghen, Berlino, Koningsbergen, Ginevra e Lione. Nel 1631 iniziò a pubblicare atlanti insieme a Henricus Hondius. Nei primi anni 1640 Henricus Hondius lasciò l'attività di pubblicazione di atlanti completamente a Janssonius. La concorrenza con Joan Blaeu, figlio e successore di Willem, nella produzione di atlanti spinse Janssonius ad ampliare il suo Atlas Novus finalmente in un'opera di sei volumi, in cui furono inseriti un atlante marino e un atlante del Vecchio Mondo. Dopo la morte di Joannes Janssonius, il negozio e la casa editrice furono continuati dagli eredi sotto la direzione di Johannes van Waesbergen (c. 1616-1681), genero di Joannes Janssonius. Le matrici degli atlanti di Janssonius furono in seguito vendute a Schenk e Valck. Title page of Atlas Novus. Copperplate, in good conditions. Joannes Janssonius (Arnhem, 1588-1664), son of the Arnhem publisher Jan Janssen, married Elisabeth Hondius, daughter of Jodocus Hondius, in Amsterdam in 1612. After his marriage, he settled down in this town as a bookseller and publisher of cartographic material. In 1618 he established himself in Amsterdam next door to Blaeu’s book shop. He entered into serious competition with Willem Jansz. Blaeu.. His activities not only concerned the publication of atlases and books, but also of single maps and an extensive book trade with branches in Frankfurt, Danzig, Stockholm, Copenhagen, Berlin, Koningsbergen, Geneva, and Lyon. In 1631 he began publishing atlases together with Henricus Hondius. In the early 1640s Henricus Hondius left the atlas publishing business completely to Janssonius. Competition with Joan Blaeu, Willem’s son and successor, in atlas production prompted Janssonius to enlarge his Atlas Novus finally into a work of six volumes, into which a sea atlas and an atlas of the Old World were inserted. After the death of Joannes Janssonius, the shop and publishing firm were continued by the heirs under the direction of Johannes van Waesbergen (c. 1616-1681), son-in-law of Joannes Janssonius. The copperplates from Janssonius’s atlases were afterwards sold to Schenk and Valck.
Frontespizio della serie Palazzi di Roma de' più celebri architetti designati da Pietro Ferrerio pittore et architetto. L'opera fu progettata e iniziata da Pietro Ferrerio nel 1638 circa; il secondo libro, Nuovi disegni delle architetture e piante dei palazzi di Roma de' più celebri architetti..., fu realizzato da G. B. Falda, che ne fu anche l'intagliatore, e venne pubblicato nel 1655 da G. G. De Rossi. Riguardo al primo libro non si conosce il nome dell'incisore: il Ferrerio firma le tavole solo in qualità di disegnatore. Le più importanti tipologie edilizie romane sono illustrate dal Ferrerio sia in alzato sia in pianta, a partire dall'età d'oro di Bramante, Raffaello, Peruzzi e Michelangelo per poi passare a Vignola, Ammannati, Ligorio, Della Porta, dedicando infine un modesto spazio agli architetti del nuovo secolo, quali Bernini, Borromini o Domenico Fontana: segnale evidente, questo, di quanto l'orientamento della cultura e del gusto del Seicento maturo tendesse verso un recupero ed una preferenza nei riguardi del classicismo cinquecentesco o del tardo manierismo controriformato. Ogni tavola è corredata da un'iscrizione di carattere storica che riporta sempre, tra le altre notizie, il nome dell'architetto che progettò l'opera, e l'anno di inizio della costruzione. Le incisioni si caratterizzano per la precisione del disegno, l'attenzione verso il particolare e la nitidezza dell'immagine. L'opera costituisce una sorta di guida all'architettura romana tra cinquecento e seicento, di grande valore storico-documentario. Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, in buono stato di conservazione. Plate from the series Palazzi di Roma de' più celebri architetti designate da Pietro Ferrerio pittore et architetto. The work was projected and begun by Pietro Ferrerio in about 1638; the second book, Nuovi disegni delle architetture e piante dei palazzi di Roma de' più celebri architetti..., was done by G. B. Falda, who was also the engraver, and was published in 1655 by G. G. De Rossi. Regarding the first book we do not know the name of the engraver: Ferrerio signs the plates only as a draftsman. The most important Roman building typologies are illustrated by Ferrerio both in elevation and in plan, starting from the golden age of Bramante, Raphael, Peruzzi and Michelangelo and then moving on to Vignola, Ammannati, Ligorio, Della Porta, finally dedicating a modest space to the architects of the new century, such as Bernini, Borromini or Domenico Fontana: This is an evident sign of how much the orientation of the culture and taste of the mature seventeenth century tended towards a recovery and a preference for sixteenth-century classicism or late counter-reformed Mannerism. Each panel is accompanied by a historical inscription that always reports, among other information, the name of the architect who designed the work, and the year in which construction began. The engravings are characterized by the precision of the drawing, the attention to detail and the sharpness of the image. The work constitutes a sort of guide to Roman architecture between the sixteenth and seventeenth centuries, of great historical-documentary value. Etching, printed on contemporary laid paper, in good condition.
Litografia, inciso mm. 522 x 730 su foglio di mm. 660 x 870 ca.. Bella litografia con allegoria della morte di Giuseppe Garibaldi contornata da episodi della vita militare dell'Eroe dei due mondi. Lievi arrossature ma ottimo esemplare. Rara.
Opera tratta dall’Isolario dell’Atlante Veneto del P. Coronelli, In Venetia MDCXCVI. Coronelli visse un periodo di straordinaria fecondità editoriale a partire dal 1689, quando ebbe la cattedra di geografia presso l'Università alle Procuratie, con la pubblicazione, nel 1690, del primo volume dell'Atlante Veneto. In effetti sotto il nome di Atlante Veneto va tutta la raccolta di tredici opere composte nell'arco del decennio successivo, dall'Isolario allo Specchio del mare. L'Isolario mira, con una barocca e minuziosa ricerca del dettaglio, alla celebrazione dei possedimenti della Serenissima. Monumentale raccolta di carte e vedute di isole, rappresenta l'ultimo degli “isolari” concepiti, che, tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, vennero progressivamente soppiantati dagli atlanti di moderna concezione, opere a stampa caratterizzate da crescente precisione scientifica e da sempre minore pregio artistico. Sulla scia delle nuove conquiste coloniali le rappresentazioni cartografiche vennero ad assumere un carattere sempre più tecnico, fino ad allora piuttosto arbitrario. Incisione in rame, in perfette condizioni. A finely engraved allegorical frontispiece by the eminant cartogapher Vincenzo Maria Coronelli.This highly attractive composition features the Royal Arms of England, including a garter featuring the motto: 'Honi Soit Mal Qui Pense' (Evil to him who thinks Evil). Below is the allegorical figure of Hercules bearing a tablet with another English royal motto: 'Dieu et Mon Droit' (God and my Right). To the right is the personification of the Enlgish Empire, 'Britannia', bearing the sceptre and orb of royal authority. To the right is St. George, the patron saint of England, slaying a Dragon. Likwise, Britannia and Hecules are shown to be vanquishing Britain's enemies below. The rhetoric is one of unadulterated Anglo power during a period when England was engaged in a long series of wars with Louis XIV's France. The map is taken from Isolario dell’Atlante Veneto del P. Coronelli, In Venetia MDCXCVI. Coronelli lived a period of extraordinary editorial fecundity starting from 1689, when he had the chair of geography at the University at the Procuratie, with the publication, in 1690, of the first volume of the Atlante Veneto. Under the name of Atlante Veneto goes the entire collection of thirteen works composed over the next decade, from the Isolario to the Specchio del mare. The Isolario aims, with a baroque and meticulous search for detail, to celebrate the possessions of the Serenissima. Monumental collection of maps and views of islands, represents the last of the "isolarios" conceived, which, between the end of the seventeenth and the beginning of the eighteenth century, were gradually supplanted by modern atlases, printed works characterized by increasing scientific precision and less and less artistic value. In the wake of the new colonial conquests, cartographic representations came to assume an increasingly technical character, until then rather arbitrary. Copperplate in very good condition.
Luciano Nicastro Allegorie (con disegni di Alberto Casarotti). Milano, Tipografia Confalonieri 1960 italian, 76 1960. "Piccola Collana Nivea. Secondo volumetto". Opera con copertina morbida in brossura e sovraccoperta. Illustrazioni in b/n ft. N155bis
Frontespizio dell' “Atlas” di Reiner e Joshua Ottens, pubblicato ad Amsterdam nel 1730.Incisione in rame, incisa da J. van Munnikhuysen e disegnata da L. Webbers. Title page from the "Atlas" by Reiner e Joshua ttens, published in Amsterdam in 1730.Copper engraving, engraved by J. van Munnikhuysen after L. Webbers.
Frontespizio del "Atlas Novus" di Janssonius. Joannes Janssonius, figlio dell'editore di Arnhem Jan Janssen, sposò Elisabeth Hondius, figlia di Jodocus Hondius, ad Amsterdam nel 1612. Dopo il suo matrimonio, si stabilì in questa città come libraio ed editore di materiale cartografico. Nel 1618 si stabilì ad Amsterdam accanto alla libreria di Willem Jansz. Blaeu, entrando in una seria competizione. Le sue attività non riguardavano solo la pubblicazione di atlanti e libri, ma anche di mappe singole e un vasto commercio di libri con filiali a Francoforte, Danzica, Stoccolma, Copenaghen, Berlino, Koningsbergen, Ginevra e Lione. Nel 1631 iniziò a pubblicare atlanti insieme a Henricus Hondius. Nei primi anni 1640 Henricus Hondius lasciò l'attività di pubblicazione di atlanti completamente a Janssonius. La concorrenza con Joan Blaeu, figlio e successore di Willem, nella produzione di atlanti spinse Janssonius ad ampliare il suo Atlas Novus finalmente in un'opera di sei volumi, in cui furono inseriti un atlante marino e un atlante del Vecchio Mondo. Dopo la morte di Joannes Janssonius, il negozio e la casa editrice furono continuati dagli eredi sotto la direzione di Johannes van Waesbergen (c. 1616-1681), genero di Joannes Janssonius. Le matrici degli atlanti di Janssonius furono in seguito vendute a Schenk e Valck. Incisione in rame, coloritura coeva, in buono stato di conservazione. Title page of Janssonius' "Atlas Novus". Joannes Janssonius (Arnhem, 1588-1664), son of the Arnhem publisher Jan Janssen, married Elisabeth Hondius, daughter of Jodocus Hondius, in Amsterdam in 1612. After his marriage, he settled down in this town as a bookseller and publisher of cartographic material. In 1618 he established himself in Amsterdam next door to Blaeu’s book shop. He entered into serious competition with Willem Jansz. Blaeu.. His activities not only concerned the publication of atlases and books, but also of single maps and an extensive book trade with branches in Frankfurt, Danzig, Stockholm, Copenhagen, Berlin, Koningsbergen, Geneva, and Lyon. In 1631 he began publishing atlases together with Henricus Hondius. In the early 1640s Henricus Hondius left the atlas publishing business completely to Janssonius. Competition with Joan Blaeu, Willem’s son and successor, in atlas production prompted Janssonius to enlarge his Atlas Novus finally into a work of six volumes, into which a sea atlas and an atlas of the Old World were inserted. After the death of Joannes Janssonius, the shop and publishing firm were continued by the heirs under the direction of Johannes van Waesbergen (c. 1616-1681), son-in-law of Joannes Janssonius. The copperplates from Janssonius’s atlases were afterwards sold to Schenk and Valck. Copperplate with fine original colouring, very good condition.
Decorativa allegoria pubblicata nell'opera di Heinrich Scherer Atlas Novus exhibens orbem terraguem per naturae opera, historiae navae acveterus monumenta, artistique geographicae leges et praecepta edita in 8 parti, stampate tra il 1702 e il 1710 a Monaco di Baviera. Heinrich Scherer, professore di matematica a Monaco di Baviera, era un gesuita devoto la cui opera sottolineava la gerarchia cattolica e la diffusione delle missioni gesuite in tutto il mondo. Il suo Atlas Novus contiene mappe di tutte le altre parti che mostravano la diffusione del cattolicesimo e delle missioni gesuite. Le 180 mappe incluse in questo lavoro sono state preparate tra il 1699 e il 1700 e sono state incise da Leonard Hecknaeur, Joseph Montelegre e Matthus Wolfgang; ogni volume è introdotto da splendidi frontespizi allegorici dagli stessi incisori. Incisione su rame, in ottimo stato di conservazione. Decorative allegoric title page by Heinrich Scherer for his Atlas Novus exhibens orbem terraguem per naturae opera, historiae navae acveterus monumenta, artistique geographicae leges et praecepta...published in eight volumes from 1702-1710 in Munich. Scherer, a devout Jesuit, produced this geographical compendium to depict the Catholic hierarchy and the spread of Jesuit missions throughout the world. The 180 maps included in this work were prepared between 1699 and 1700 and were engraved by Leonard Hecknaeur, Joseph Montelegre or Matthus Wolfgang with each volume introduced by fine allegorical frontispieces by the same engravers. Copper engraving, in very good condition. Interesting and original engraving; devoted allegorical attention to sea-going nations at a time when much of the world had been discovered and Europeans were swarming out like bees to learn details of hitherto unknown continents, taking possessions and bringing back whatever was new to them as well as not only taking blessings to the people they met on their adventures.
In-8 (cm. 24.40), brossura (tracce d’uso), pp. XXX, (2b.), 114, (2b.). In buono stato di conservazione (good copy).
Mm 240x310 Catalogo delle mostra della Galleria nazionale del Grand Palais di Parigi e della mostra del Museo d'Arte di Philadelphia. Volume cartonato rigido di 406 pagine, sovracoperta editoriale illustrata, ricco apparato iconografico in bianco e nero e a colori. Esemplare in ottimo stato. Testo in francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Frontespizio inserito nel famoso itinerario del Lonschoten, edizione del 1638 curata da Evert Cloppenburgh. Incisione in rame, rifilata al margin destro, per il resto ottime condizioni. Title page of the famous Itinerario, voyage ofte schipvaert van J.H. van Linschoten naar Oost ofte Portugaels Indien. This plate appeared in Linschoten's book in 1596, once he came back from the Indies. The engraver for this map was Baptista van Doetechum. Published by Cloppenburgh in 1638. Trimmed al the right edge, otherwise good conditions. Schilder, Gunter, Monumenta Cartographica Neerlandica, vol VII.
Legatura editoriale illustrata, ottima copia. Prima edizione con 91 tavole fuori testo a fine volume. Sc. U.
IN-24°, PP. (2) 587-1009 (1) NUM. CONTINUA, 91 ILL. IN NERO SU TAVV. F.T., BROSS. EDIT., COP. ILL. IN NERO (LIEVI TRACCE D'USO), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F), (REPRINT ANTICHI MANUALI HOEPLI). 468
Fine English Dogu mitolojisinin edebiyata etkisi. Karsilastirmali edebiyat metinleri., Prof. Dr. Hellmut Ritter, edit by: Mehmet Kanar, Ayrinti yayinlari (Schola dizisi), Ist., 2011. Paperback. Pbo. Demy 8vo. 240 p. Fine. A study on effect of Middle-Eastern mythology to literature. =[Texts comparative literature.]
New English Paperback. Pbo. Mint. Demy 8vo. (21 x 14 cm). In Turkish. 240 p. A study on effect of Middle-Eastern mythology to literature. =[Texts comparative literature.] Dogu mitolojisinin edebiyata etkisi. Karsilastirmali edebiyat metinleri. Edited by: Mehmet Kanar
Collana Libri illustrati Mondadori - '...intende offrire, un po' sul filo della nostalgia, un po' su quello dell'ironia, un panorama vasto e colorito del pianeta donna visto attraverso oltre mezzo secolo di quello straodinario veicolo di messaggi chiamato cartolina' 1 26x21 cm., legatura in piena tela, sopraccoperta con illustrazione, pp. 197 (2), riccamente illustrato con centinaia di cartoline, complete di didascalie, prima edizione, in italiano, buone condizioni.
In-8°; pp. (16), 174, (1), frontespizio illustrato inciso su legno; nel testo ritratto e 1 xilografia a piena pagina, 15 vignette incise su legno nel testo (tra cui una curiosa immagine i un giullare che cavalca un’aragosta; suddiviso in tre parti ciascuna con il titolo in cornice xilografica architettonica, all’ultima carta marca tipografica. LEgatura in piena pergamena unghiata. Un timbro a inchiostro al verso del frontespizio, un piccolo foto di tarlo alle ultime carte.
Frontespizio del terzo volume dell'Atlas Major di Blaeu. Willem Janszoon Blaeu, avviò nel 1599 la sua attività di costruttore di globi e strumenti astronomici ad Amsterdam. Nel 1630, dopo aver comprato alcune lastre dell’atlante del Mercator da Jodocus Hondius II, fu in grado di pubblicare un volume di 60 mappe con il titolo di Atlantis Appendix. Cinque anni dopo, pubblicò i primi due volumi del suo atlante Atlas Novus o Theatrum Orbis Terrarum, in sei libri. Dopo la sua morte, Joan (Johannes) continuò l’opera paterna, completando l’intera serie di sei volume dell’Atlas Novus intorno al 1655. Fu inoltre autore di un Atlas Maior sive Cosmographia Blaviana, in 12 volumi pubblicati nel 1662 -72. Incisione in rame, bella coloritura coeva, in ottimo stato di conservazione. Title page from Blaeu's Atlas Major. Willem Janszoon Blaeu, started in 1599 his business as a builder of globes and astronomical instruments in Amsterdam. In 1630, after buying some plates of the Mercator atlas from Jodocus Hondius II, he was able to publish a volume of 60 maps under the title Atlantis Appendix. Five years later, he published the first two volumes of his atlas Atlas Novus or Theatrum Orbis Terrarum, in six books. After his death, Joan (Johannes) continued his father's work, completing the entire six-volume Atlas Novus series around 1655. He was also the author of an Atlas Maior sive Cosmographia Blaviana, in 12 volumes published in 1662 -72. Copperplate with fine original hand colour, in very good conditions.
Ritratto, in ovale, del celebre cartografo Gerard Mercator (1512-1594).Probabilmente è una copia di un'incisione attribuita a Hendrik Goltzius o a Frans Hogenberg. Il ritratto è uno dei numerosi realizzati per i due volumi di Isaac Bullerts "Académie des Sciences et Arts contenant les vies et éloges his. des hommes illustres qui ony excellé en ces professions depuis environ quatre siècles", editi a Brussles nel 1682 da François Foppens.Molti dei ritratti furono incisi da Nicolas de Larmessin I (1638-1694) e/o II (ca. 1645 - 1725).Alcune lastre furono anche utilizzate per stampe separate dal volume, che si distinguono per il verso bianco, come nel caso del presente esemplare.Bulino, rifilato alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Portrait engraving of the cartographer Gerard Mercator (1512-1594), bust directed to left, wearing a flat cap and buttoned jacket; in an oval;Gerard Mercator.Probably copied after the engraving attributed to Hendrik Goltzius or Hogenberg.This print is one of the portraits engraved for the two volumes of Isaac Bullerts's "Académie des Sciences et Arts contenant les vies et éloges his. des hommes illustres qui ony excellé en ces professions depuis environ quatre siècles" (François Foppens: Brussels, 1682). Most of the engraved portraits are by Nicolas de Larmessin I and II.Some of the portraits were also printed seperatly, and have a blanc verso, as the present example.Engraving, blanc verso, trimmed to the platemark, in very good condition New Hollstein (Dutch & Flemish) 36 (Frans Hogenberg; copy undescribed); New Hollstein (Dutch & Flemish) D8 (Hendrick Goltzius; doubtful attributions; copy undescribed)
(Berlin), 1902, in-4, copertina fittizia, pp. 24. Con una tav. in b.n. e 2 a col. e oro protette da velina, e 15 ill. in b.n. Estratto.
I Millenni 53 - Prefazione - XXXI racconti - Ultimo lavoro dell'A. 1 21x13 cm., legatura in piena tela rossa al dorso e bianca ai piatti, cofanetto in tela con applicate pagine manoscritte, pp. XVI, 515 (2), prima edizione italiana, buone condizioni, solo piccoli segni d'uso e tempo al cofanetto. Allegata scheda editoriale.
Affascinante incisione che mostra strumenti cartografici e simboli allegorici, con un Globo Terrestre orientato verso il Polo al centro. Esemplare tratto dall’ Atlante Veneto, Nel quale si contiene la Descrittione Geografica, Storica, Sacra, Profana e Politica degli Imperi, Regni, Provincie, e Santi dell’Universo […] In Venetia MDCXC. Coronelli visse un periodo di straordinaria fecondità editoriale a partire dal 1689, quando ebbe la cattedra di geografia presso l'Università alle Procuratie, con la pubblicazione, nel 1690, del primo volume dell'Atlante Veneto. In effetti sotto il nome di Atlante Veneto va tutta la raccolta di tredici opere composte nell'arco del decennio successivo, dall'Isolario allo Specchio del mare. L'opera era intesa come un'estensione dell'Atlas Maior di Blaeu. Non è una semplice raccolta di mappe, ma piuttosto "un compendio di informazioni geografiche, cosmografiche e scientifiche... sulla scienza e la geografia italiana contemporanea" (Scammell). Oltre alle mappe, il primo volume include molte delle celebri tavole navali di Coronelli, molte con i bordi "farnesiani" stampati separatamente e commissionati appositamente dal patrono di Coronelli, Ranuccio II Farnese, duca di Parma. Incisione in rame, magnifica prova con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Bibliografia Ermanno Armao, Vincenzo Coronelli (Firenze, 1944), nn.59-60, p.237. Fascinating engraving showing cartographic instruments and allegorical symbols, with a globe oriented toward the Pole at the center. Example taken form Corenelli’s Atlante Veneto, Nel quale si contiene la Descrittione Geografica, Storica, Sacra, Profana e Politica degli Imperi, Regni, Provincie, e Santi dell’Universo […] In Venetia MDCXC. Coronelli lived a period of extraordinary editorial fecundity starting from 1689, when he had the chair of geography at the University at the Procuratie, with the publication, in 1690, of the first volume of the Atlante Veneto. Under the name of Atlante Veneto goes the entire collection of thirteen works composed over the next decade, from the Isolario to the Specchio del mare. The work was intended as an extension of Blaeu’s Atlas Maior. It is no mere collection of maps, but rather “a compendium of geographical, cosmographical, and scientific information... on contemporary Italian science and geography” (Scammell). As well as maps, the first volume includes several of Coronelli’s celebrated naval plates, many with the separately-printed “Farnese” borders especially commissioned by Coronelli’s patron, Ranuccio II Farnese, Duke of Parma. Copperplate, with full margins, very good condition. Very rare. Literature Ermanno Armao, Vincenzo Coronelli (Florence, 1944), no.59, no.60 and p.237.
Frontespizio di Heroico Splendore delle Città del Mondo, rarissima pubblicazione stampata per la prima volta a Roma nel 1639, e successivamente, ampliata con l’aggiunta di dieci nuove opere, nel 1642. Giacomo Lauro, fu incisore, stampatore e conoscitore di antichità attivo prevalentemente in ambito romano tra il 1583 e il 1645. Non si conosce la data e il luogo di nascita, ma il fatto che egli firmasse le sue opere come "Jacobus Laurus Romanus" lascia presumere che fosse originario di Roma. Nulla si conosce della sua formazione. La prima testimonianza documentaria che attesta la sua presenza a Roma, in cui è definito "intagliatore di rame romano", risale al 1583; mentre la sua prima stampa conosciuta è un Tiberio con la daga (o Il gladiatore), pubblicata da Claudio Duchetti nel 1585. Nonostante abbia affrontato tematiche storiche, mitologiche, devozionali, il Lauro è noto soprattutto per la produzione di piante e vedute di città, a cominciare dalla veduta a volo d'uccello di Rocca Contrada (Arcevia), realizzata nel 1594 per Angelo Rocca su disegno di Ercole Ramazzani. Negli anni 1630-45, Lauro si dedicò alla pubblicazione di una serie di piante e descrizioni di città italiane e straniere in forma di piccoli opuscoli, alcuni dei quali furono raccolti nel 1639 sotto il titolo di Heroico splendore delle città del mondo. Le piante di Lauro, dunque, furono il frutto di un lungo lavoro di ricerca, basato su fonti primarie, e pubblicato per la prima volta in libri o opuscoli con testo relativo alla storia della città. Scrive Thomas Ashby: “Negli anni 1630-1645 il Lauro pubblicò un numero rilevante di descrizioni di città in tanti opuscoli col testo, tutti in folio piccolo oblungo. Le piante non sono tutte originali […] Molte volte sono state adoperate come fonti, s’intende, le belle tavole dell’atlante del Lafrèry. Ma anche altre piante sono state messe sotto contributo - molto è stato preso o dall’opera di Braun e Hogenberg, Civitales Orbis Terrarum, oppure anche in questo caso da fonti comuni. Non mancano i contatti con Matteo Florimi di Siena, il quale in nessun caso compì di opera propria, ma copiò sempre i lavori degli altri. La pianta di Viterbo, finalmente, è derivata dalla pianta di Tarquinio Ligustri di Viterbo, fatta nel 1596 e dedicata al Cardinale Odoardo Farnese, Alcune di queste piante furono raccolte sotto il titolo seguente, inciso nel 1639; HEROICO SPLENDORE DELLE CITTA DEL MONDO LIBRO PRIMO DI IACOMO LAURO ROMANO Dove si uedono le piante di molte Citta Ill.ri e di molte non più state alla stampa con le loro origini et atti segnalati, et quanto si estende il dominio di esse sino alli presenti tempi in Roma l’Anno di nostra salute 1639” (cfr. Thomas Ashby, L'Heroico splendore delle città del mondo, in “La Bibliofilia”, XXXI (1929), pp. 105-122). L’opera venne ristampata nel 1642 con imprint in Roma l’Anno di nostra salute 1642 /Con priuilegio del somo Pontefice, et d'altri Potent.ti Con licenza de Superiori. Sebbene nel frontespizio si parli di “Libro primo” un secondo volume della raccolta non venne mia pubblicato. Incisione in rame, stampata su carta vergata coeva, con margini, leggerissime ossidazioni, per il resto in ottimo stato di conservazione. Rarissima. Bibliografia Thomas Ashby, Un incisore antiquario del Seicento, I, Note intorno alla vita ed opere di Giacomo Lauro, in “La Bibliofilia”, XXVIII (1926-27), pp. 361-373; II, L'opera "Antiquae Urbis splendor", ibid., pp. 453-460; III, ibid., XXIX (1927), pp. 356-369; IV, L'Heroico splendore delle città del mondo, ibid., XXXI (1929), pp. 105-122. Title page of Heroico Splendore delle Città del Mondo, a very rare publication printed for the first time in Rome in 1639, and later, expanded with the addition of ten new works, in 1642. Giacomo Lauro, was an engraver, printer and connoisseur of antiquities active mainly in Rome between 1583 and 1645. We do not know the date and place of birth, but the fact that he signed his works as "Jacobus Laurus Romanus" suggests that he was a native of Rome. Nothing is known about his education. The first documentary evidence of his presence in Rome, in which he is defined as a "Roman copper engraver", dates back to 1583; while his first known print is a Tiberius with a dagger (or The Gladiator), published by Claudio Duchetti in 1585. Although he dealt with historical, mythological, devotional themes, Lauro is mainly known for the production of plans and views of cities, starting with the bird's eye view of Rocca Contrada (Arcevia), made in 1594 for Angelo Rocca on a drawing by Ercole Ramazzani. In the years 1630-45, Lauro dedicated himself to the publication of a series of maps and descriptions of Italian and foreign cities in the form of small pamphlets, some of which were collected in 1639 under the title of Heroico Splendore delle Città del Mondo. Lauro's plans, therefore, were the result of a long research work, based on primary sources, and published for the first time in books or pamphlets with text related to the history of the city. Thomas Ashby writes: "In the years 1630-1645 the Lauro published a considerable number of descriptions of cities in many pamphlets with text, all in small oblong folio. The plants are not all original [...] Many times have been used as sources, of course, the beautiful plates of the Atlas of Lafrèry. But other maps were also contributed - much was taken either from the work of Braun and Hogenberg, Civitales Orbis Terrarum, or even in this case from common sources. There is no lack of contact with Matteo Florimi of Siena, who in no case did his own work, but always copied the work of others. Some of these maps were collected under the following title, engraved in 1639; HEROICO SPLENDORE DELLE CITTA DEL MONDO LIBRO PRIMO DI IACOMO LAURO ROMANO Dove si uedono le piante di molte Citta Ill.ri e di molte non più state alla stampa con le loro origini et atti segnalati, et quanto si estende il dominio di esse sino alli presenti tempi in Roma l’Anno di nostra salute 1639” (see Thomas Ashby, L'Heroico splendore delle città del mondo, in "La Bibliofilia", XXXI (1929), pp. 105-122). The work was reprinted in 1642 with imprint in Roma l’Anno di nostra salute 1642 /Con priuilegio del somo Pontefice, et d'altri Potent.ti Con licenza de Superiori. Although the title page speaks of "Book one" a second volume of the collection was not published. Copper engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, very light oxidation, otherwise in excellent condition. Very rare. Bibliografia Thomas Ashby, Un incisore antiquario del Seicento, I, Note intorno alla vita ed opere di Giacomo Lauro, in “La Bibliofilia”, XXVIII (1926-27), pp. 361-373; II, L'opera "Antiquae Urbis splendor", ibid., pp. 453-460; III, ibid., XXIX (1927), pp. 356-369; IV, L'Heroico splendore delle città del mondo, ibid., XXXI (1929), pp. 105-122.
A clean, unmarked book with a tight binding. Slight edge wear. 41 color plates. 7 7/8"w x 10 7/8"h.
Fine English Original pictorial cloth bdg. 4to. (33 x 25 cm). In German. 128 p. Color and b/w ills. Hinterglasmalerei aus alter zeit.