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21 cm, br. originale, p. 19
Due volumi (22 cm) di 259 e 192 pagine, a cura di Fabrizio Beggiato. 1-Testo. 2- Introduzione; Apparato; Note; Indice selettivo delle forme; Indice dei nomi propri. Cartonato editoriale. Ottime condizioni.
2 voll. pp. 505, 504, cm 18x11, brossura, texte etabli et traduit par Jean Dufournet et Andree Meline, introduction, notes, bibliographie et chronologie par Jean Dufournet, collana Garnier-Flammarion.
pp. 458, cm 24x17, brossura.
pp. 538, in 8°, bross., Nuovo
pp. 143, cm 21x15, brossura.
pp. 144, cm 21x15, brossura.
pp. 105, cm 24x17, brossura, tracce del tempo.
pp. 109, cm 24x17, brossura, tracce del tempo.
cm. 18 x 25,5, iv-221 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie II: Linguistica 370 gr. iv-221 p.
pp. 192, cm 24x16, brossura.
8°, br. edit., pp. 12. A cura di E. Monaci.
Roma, Luciano Lucarini Editore indi Edizioni dell'Ateneo, 1979-98, volumi 20 + 2 supplementi, in-8, br.
pp. 271, cm 22x15, brossura.
pp. 167, cm 20x12, brossura, Presentee, annotee et traduite du vieil islandais par Regis Boyer.
pp. 388, cm 24x16, brossura.
242 pagine; 21,5 cm. Brossura editoriale. Buono
124p. Paperback Good condition, some edge-wear Cover illus. of Clark Gable and Mamo by Georgia Warren.
pp. 176, cm 20x13, rilegatura editoriale in t.t.
2 voll. pp. 406, 447, cm 24x16, brossura, Annales de l'Universitè de Toulouse - Le Mirail. Nouvelle serie. Tome XIV. 1978. Numero special.
17x10,5 cm; VIII, 206, (2) pp. Bella legatura ceova in mezza pelle scura con titolo e bei fregi in oro impressi al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Ottimo stato di conservazione. Seconda edizione della versione inglese di questo celebre scritto di Dumas. Second edition, good copy in contemporary fine binding. L'opera venne pubblicata per la prima volta in inglese nel 1837 per poi essere edita in francese solo a partire dell'anno seguente. Pasquale Bruno fu un brigante vissuto tra Bauso e Calvaruso tra la fine del Settecento e l’agosto del 1803, data della sua impiccagione nella Marina di Palermo. Fu proprio questo racconto di Dumas a renderlo famoso oltre i confini siciliani. Alessandro Dumas nel 1837, scrisse appunto il “Pascal Bruno”, quasi la prova generale de “I tre moschettieri” pubblicato sei anni dopo. In Italia il romanzo “storico” di Dumas fu tradotto e pubblicato nel 1841 per i tipi dello “Stabilimento Poligrafico Empedocle di Palermo ma dopo un successo iniziale venne presto dimenticato schiacciato dai grandi successi dei seguenti romanzi di Dumas. Questa seconda edizione, assai più rara della prima (stampata per la prima volta in forma di volume nel 1837 in lingua inglese sulla traduzione da un romanzo d'appendice francese uscito nello stesso anno, in forma di volume in francia uscì solo nel 1838) curiosamente non porta il nome di Dumas ma solo quello del suo celebre editore Theodore Hook. Lo scrittore francese conobbe le vicende di Bruno dall'amico Vincenzo Bellini, il musicista catanese e così racconta: "Ascoltate, mi disse Vincenzo "Bellini, non dimenticate di fare una cosa, quando andrete da Palermo a Messina per mare o per terra. Fermatevi al piccolo paese di Bauso, vicino alla punta di Capo "Bianco. Di fronte ad un albergo troverete una strada in salita che termina a destra con un piccolo castello a forma di cittadella. Alle mura di quel castello si trovano appese due gabbie: una è vuota, nell’altra biancheggia da venti anni la testa di un morto. Domandate al primo viandante che incontrerete la storia dell’uomo a cui appartenne quella testa e avrete uno di quei racconti completi che dipingono tutta una società, dalla montagna alla città, dal contadino al gran signore". Dumas ne rimase così coinvolto che volle venire a Bauso per conoscere i luoghi che avevano visto il bandito, protagonista di una vita alquanto avventurosa. Lo scrittore, giunto a Bauso, si diresse verso il Castello, nelle cui mura vi erano le gabbie di ferro: una era vuota, l'altra, invece, custodiva il teschio di una persona uccisa venti anni prima: era il teschio di Pasquale Bruno. Dumas raccolse tutte le informazioni sulla triste storia e, di ritorno a Parigi, scrisse due romanzi, “Pascal Bruno” appunto e “Pauline. Pascal Bruno. La salle d'armes”. La vicenda inizia molti anni prima e vede primo protagonista e causa di tutte le tragedie il padre di Pasquale, Antonio, detto “Zuzza”. Questi per vendicare l'onore della propria moglie aveva tentato di uccidere il Conte di Castelnuovo che aveva rapito e violentato la donna, Antonio fu condannato a morte e la sua testa fu messa in una gabbia sulle mura del Castello, a monito per tutti gli altri bausoti. La moglie e il figlio, ancora ragazzo, preferirono lasciare Bauso e si rifugiarono sulle montagne di Barcellona Pozzo di Gotto. Alla morte della madre Pasquale torno a Bauso e, secondo la leggenda, durante una gara di tiro a bersaglio colpì la testa del padre, facendola rotolare giù dalla gabbia e mettendo fine a quel triste spettacolo. Iniziarono così le sue disavventure leggendarie e il suo mito varcò i confini del suo paese. Questa seconda edizione è considerata molto rara. Second edition, rare. Good copy.
Bologna, Il Mulino, 1989, 8vo (cm. 21,5 x 14,5) brossura, pp. 384(Strumenti di filologia romanza) .
17,8x10,9 cm; quattro parti in 2 vol.: 516 pp. e 492 pp. Bella legatura coeva in cartoncino molle originale. Piccolo solco di tarlo al margine bianco basso delle prime tre carte del primo volume (assolutamente non fastidioso), strappetto a pagina 25 ma senza perdita di carta, piccola mancanza all'angolo bianco della prima carta del secondo volume e per il resto buon esemplare ancora in barbe di questo celebre romanzo che rappresentò un caso letterario alla sua uscita e sul quale ancora oggi si dibatte. Il titolo definisce l'opera come un edizione postuma del grande romanziere inglese Samuel Richardson che con il suo romanzo Pamela è considerato l'autore del primo romanzo moderno. Ma il dibattito sull'autore reale dell'opera è ancora oggi acceso e vivo. Contraffazione della prima edizione francese stampata ad Amsterdam da D. J. Changuion nel 1772. Francois Grasset sul quotidiano "Nouveau journal helvetique" ne segnava l'uscita nel settembre del 1773 "A Paris, chez Lejai, et à Lausanne chez F. Grasset et Compagnie". L'opera è scritta sotto forma di romanzo epistolare ripercorrendo così la specialità lettearia dl grande stampatore e romanziere inglese. Uscito anonimo nel 1771 l'opera è ancora oggi un mistero letterario. J. Rivero, sembra colui che più si è avvicinato alla realtà sostenendo, dopo profondi studi, che il romanzo fu in verità scritto intorno al 1740 da Anna Meades che ne mandò una copia a Richardson (eseitono lettere di corrispondenza fra i due autori). Quest'ultimo probabilemnte suiggerì od apportò delle correzioni al dattiloscritto originale e l'opera, per volere della stessa Anna Meades, fu pubblicata anonima con l'aiuto dell'attore teatrale e drammturgo, Thomas Hull. Sulle ragioni per le quali la Meades volesse rimanere anonima si sono fatte varie supposizioni. Se fosse vera quest'ultima teoria allora si dovrebbe annoverare il romanzo come una dei primi romanzi moderni scritti da una donna ed affiancare l'autrice ad altre celebri romanziere. OPERA NON COMUNE ed in buono stato di conservazione.
In 8, pp.XX + 143. (Francese e trad. in italiano). Br. ed. ill (xilografia di N. F. Pestarino ai piatti e al frontesp.). Dorso rifatto. Intonso.