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Autori: Pierre V. Zima.
Jacques Derrida Il fattore della verità . , Adelphi 1978, Piatti e dorso con segni del tempo. Tagli con gore. Interno in buono stato. Buono (Good) . <br> <br> <br> 177<br> 9788845903472
EDITORI RIUNITI 2002 FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. Un libro che esplora il rapporto fra religione e postmodernità, partendo da una metafora molto forte e seduttiva, quella di Gesú a Disneyland. Molti gruppi religiosi hanno usato Disneyland come luogo per convention ed eventi, mentre i personaggi di Disney sono oggi nel mondo piú noti di molte figure bibliche. Muovendo da questa constatazione, ma attento a non proporre semplici parallelismi e automatiche sostituzioni, Lyon spiega come questa metafora sia in grado di rivelare aspetti profondi e caratteristiche durature dell'attuale ricerca di spiritualità. A fronte di una perdita nelle capacità di attrazione di molte istituzioni religiose, il campo della fede si sta sviluppando in una grande varietà di forme e direzioni. Un'analisi incrociata degli aspetti piú salienti della modernità, dei movimenti religiosi e della nuova spiritualità.
Mm 130x200 Brossura editoriale di 158 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
BOLLATI BORINGHIERI 2008. TIMBRO COPIA OMAGGIO ALL'ULTIMA BIANCA, PER IL RESTO COME NUOVO. La contrapposizione sempre più marcata tra vecchi e nuovi media è un luogo comune che, dopo la definitiva affermazione della rivoluzione digitale, appartiene ormai al patrimonio delle certezze collettive. L’espansione della virtualità prodotta dai nuovi media sembra relegare tra le reliquie del passato quelle pratiche comunicative, come la letteratura, attraverso le quali la civiltà occidentale ha scandito il suo progresso. Ma è un’impressione di superficie. Considerata fuori dalla retorica che ancora l’avvolge in numerose sedi istituzionali, sgombrata da ipoteche etico - pedagogiche o estetiche, proprio la scrittura letteraria rivela oggi una insospettabile contiguità con l’universo dei media elettronici, mostrando il suo originario, costitutivo, carattere virtuale. È quanto esibiscono senza falsi pudori alcune tra le esperienze letterarie più vitali e innovative dell’ultimo ventennio: da Calvino, Celati e Tondelli a Kundera, Ballard, DeLillo, Ellis, Marías, Amis e Houellebecq. Grazie a loro – come tenta di mettere in luce questo libro – gli incroci che si vengono a stabilire tra la letteratura e la videoarte, o il cinema digitale, i videogame e i videoclip diventano tutt’altro che uno scenario avveniristico. Parole e frasi comuni Amélie Nothomb Amis Ballard Beckett Bill Viola Body Art Bolter Borges Bret Easton Ellis Calvino casa della narrativa comune concettuale connessioni consistenza corso Cortàzar creativa cyberspazio decenni Deleuze e Guattari DeLillo digitale dimostra dispositivo diventa Don DeLillo Eden-Olympia Einaudi elettronici Ellis eventi flusso Foucault galassia Gutenberg giocatore gioco Glamorama Grusin Henry James imma immagini immateriale incrocia infatti interattivi intrecciano James Jean-Marc Kundera Lauren letteratura Lévy Lezioni americane libro linguistica lungo luogo Marias Martin Amis Mary McLuhan Michel Gondry Milan Kundera molteplici Myst nuovi media oramai pagine palla da baseball pallina da tennis Palomar parole passato percettiva percezione Perec personaggi Pier Vittorio Tondelli possono postazione potenzialità presente processo proprio protagonista punto di vista realtà rete globale rimane risorse rivela romanzo scenario schermo scivolare scrittura letteraria semantica sembra sequenza sistema Sklovskij slittamenti spazio tecnologie temporale Tondelli tradizione traiettorie trasforma trova Underworld velocità videoclip videogame virtuale vuoto
Davide Zoletto Il doppio legame. Bateson Derrida. , Bompiani 2003, piatti e dorso lievemente segnati dal tempo. tagli bruniti, con qualche piccola gora. interno brunito, saltuariamente si trovano segni e sottolineature a matita. Buono (Good) . <br> <br> <br> 197<br> 8845253589
LATERZA 1989. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PRESSOCHé PERFETTO. La sociologia, messa radicalmente in questione dal pensiero 'post-moderno', sembra finita in un vicolo cieco. E' la tesi di uno dei maggiori sociologi italiani, che in questo libro conduce una riflessione critica serrata sulle principali correnti sociologiche e filosofiche del Novecento, e un confronto con le punte più avanzate della ricerca scientifica di oggi. Ardigò giunge a proporre la fondazione di una nuova teoria sociologica, capace di comprendere le società complesse contemporanee senza dimenticare il soggetto-uomo, la sua vita di relazione, la sua interazione con gli altri e con l'ambiente.
Cosa resta, oggi, di Derrida? Che tipo di riflessione è oggi possibile sulla sua opera? Questo libro raccoglie tredici interviste inedite a filosofi e intellettuali italiani che ripercorrono il proprio rapporto con la figura e il pensiero di Jacques Derrida, sia da un punto di vista teorico che biografico. Muovendo da acquisizioni, allontanamenti e qualche retroscena, il libro ricostruisce la figura di Derrida mediante una molteplicità di voci, differenti sia per formazione che per età anagrafica: un “ritratto cubista” che restituisce un’immagine tutt’altro che unitaria. Indagando il modo nel quale i protagonisti delle interviste si confrontano e (si) riflettono sull’oggetto rappresentato (Derrida), indirettamente il libro rappresenta anche un'indagine sulla filosofia italiana del secondo Novecento e sulle ragioni della ben nota difficoltà di assimilazione della riflessione derridiana. E sui possibili problemi da ciò sollevati: che cosa accadrebbe se Derrida fosse davvero compreso? Contributi di: V. Adami, S. Agosti, G. Dalmasso, S. Facioni, M. Ferraris, M. Iofrida, R. Panattoni, S. Petrosino, C. Resta, P.A. Rovatti, C. Sini, G. Vattimo, F. Vitale. Autori: Igor Pelgreffi.
Autori: Orietta Ombrosi, Raphael Zagury-Orly.
Jacques Derrida Posizioni. , Bertani 1975, Piatti e dorso segnati dal tempo. Tagli con gore. Interno lievemente ingiallito, complessivamente in buono stato. Buono (Good) . <br> <br> <br> 156<br>
LIGUORI 2008 FONDO D MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PRESSOCHé PERFETTO, ALLO STATO DI NUOVO. Ingenium/ingegno è uno dei termini chiave della storia del lessico intellettuale dell´Europa moderna. L´evoluzione della sua area semantica è parte integrante di quella ‘svolta linguistica´ (come l´ha chiamata una volta Garin) avvenuta a partire dal XV-XVI sec. nella tradizione filosofico-scientifica, attraverso la commutazione del patrimonio terminologico greco-latino in un orizzonte conoscitivo mosso dall´avvento di nuove realtà geografiche, di nuove discipline scientifiche, di nuove pratiche sociali, e intesa alla ricollocazione complessiva della conoscenza umana in un mondo ‘decentrato´ dalla presenza di molti, inediti poli etnico-linguistici, e perfino dall´urgenza di un confronto senza pregiudizi della sua specificità nei rispetti delle specie animali non umane. I contributi raccolti in questo volume derivano dai lavori del Convegno internazionale «Ingenium propria hominis natura», svoltosi a Napoli, presso l´Istituto Universitario Orientale, dal 22 al 24 maggio 1997 e offrono una prima, ma articolata mappa di questa situazione culturale, saggiando i contenuti e le tensioni interne della nozione di ingenium/ingegno in numerosi autori fra Rinascimento e Età dei Lumi: da Cardano a Huarte e Persio, a Descartes, Vico, Herder e Kant; dalla ricerca medica a quella scientifica, dalla retorica alla teoria delle arti e del linguaggio, sullo sfondo delle più rilevanti tradizioni nazionali dell´Occidente europeo.
EDITORI RIUNITI 1992, 274 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE LIEVISSIMA ABRASIONE, VOLUME INTONSO. Teorico dell’arte, critico, scienziato sperimentatore e organizzatore delle più avanzate tecniche e scuole del restauro, archeologo, memorialista: il sapere e il fare di Cesare Brandi presentano a chi s’accosta all’opera sua molte e diverse facce così intimamente collegate da non apparire mai dispersive. Al contrario, ogni interesse e speculazione di questo grande scrittore — ché scrittore fu sempre eccelso per lingua, invenzione, sentimento ben oltre lo specifico della critica d’arte — concorrono a formare una personalità e a istituire un’autorità centrata sulla più alta forma d’indagine filosofica, ossia l’estetica. Brandi appare, in questo senso, quasi il restauratore di quel tipo irripetibile di intellettuale che fu proprio del Rinascimento, quando l’unicità delle forme e delle ricerche era risposta dettata dall’esigenza di sfidare il sapere stratificato delle scuole prigioniere del passato. Un umanista d’altri tempi dunque? C’è sicuramente anche questo nella figura di Brandi; ma ciò che oggi più importa è che attraverso il filtro della speculazione teorica e critica passano i più pressanti interrogativi e le decisive questioni attinenti all’essenza dell’arte e alla posizione che essa assume nella socialità di ogni tempo. Il ricco saggio di Massimo Carboni si propone, a pochi anni dalla scomparsa di Brandi e a molte testimonianze oramai attestate, da Croce a Argan, da Luigi Russo a Gianfranco Contini, e alle migliaia di studenti e studiosi italiani e stranieri che al suo dettato si sono formati, di restituire nella sua interezza l’itinerario teorico e critico di questo maestro del XX secolo. Un compendio che traccia un metodo. La prima parte del lavoro di Carboni è dedicata ai concetti generali sottesi all’opera di Brandi; le altre parti ai singoli versanti in cui la sua critica si esplicò, le ultime allo stile personale che ne ha fatto scrittore e artista lui stesso inconfondibile: nelle lettere, nei libri di viaggi, nella passione e nell’ironia delle polemiche con le scuole contemporanee di cui colse acutamente astrattezze, rigidità, partigianerie, nonsensi. Indispensabile, mai prima tentata, perfettamente indagata, la bibliografia che raccoglie in fondo al volume tutto di Brandi e tutto su Brandi circa sessanta pagine fitte di titoli e indicazioni compilate con amorevole scrupolo, uno strumento unico e necessario al pubblico ampio e vario sempre più interessato a una materia dai confini vasti e inesplorati. Massimo Carboni è nato a Livorno nei 1954. Ha pubblicato ’L’Impossibile Critico. Paradosso della critica d’arte’ (edizioni Kappa, Roma, 1985). Collabora alle riviste «aut-aut», «Artforum», «Prometeo» e ai programmi culturali di RAI-Radio Tre. Indice Nota introduttiva Cesare Brandi. Teoria e esperienza dell’arte I. Realtà pura, semiosi, astanza. Dal «Carmine» a «Teoria generale della critica» II. «Gelso» o della lingua poetica III. L’«archè» dell’architettura IV. Il problema del restauro V. Dal Moderno al Contemporaneo VI. Il rilievo stilistico: la scrittura e i libri di viaggio Note Bibliografia completa degli scritti di Cesare Brandi Indice dei nomi
Neues Exemplar - Die Beiträge dieses Bandes gehen von den Arbeiten des Psychoanalytikers und Autors Michael Turnheim (1946-2009) aus und führen in den psychoanalytischen >Schlaf mit der Vernunft<, zu Hegel, Derrida, Blanchot, sowie in die Klinik von Autismus und Psychose. Turnheim stellte seine Fragen mit einer subjektiven und kontingenten Stimme. Die ‚Trauer', die in einer solchen Stimme Resonanz erhält, ist auch die Trauer über den Verlust der Einheitlichkeit psychoanalytischer Grundbegriffe, wie >Trauer< selbst einer gewesen sein wird. Mit zwei unveröffentlichten Texten von Michael Turnheim. (Verlagstext) // INHALT : Avant-propos Vorwort --- Remerciements / Danksagung --- Michael Turnheim --- Amour, lecture et institution --- Liebe, Lektüre und Institution --- De la lecture au deuil / Vom Trauerlesen --- Franz Kaltenbeck --- Die Entdeckung Derridas oder --- Schrift und Lesen in der Psychoanalyse --- Klaus Ebner --- Einverleibtes Erbe. Zur Lektürestrategie Michael Turnheims --- Francis Capron --- Vers une lisibilite de la lettre --- Susanne Gottlob Versuch übers Erwachen --- Ecritures de pensee / Denkschreibweisen --- Stephane Habib --- Alterations. Ecrire avec Derrida et Lacan --- Joseph Cohen --- Lire dans le texte. De Hegel ä Derrida ä l'autre --- Eva Laquieze-Waniek --- Krypta, Ding und Geschlecht --- Von un/möglicher Trauer zur Diskurskritik --- (u.a.m.) ISBN 9783037342572
Prefazione di Massimo Cacciari, postfazione di Gianni Scalia. MARIETTI 1995 XII-165 PP. SEGNI DEL TEMPO, OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI. Una lunga riflessione sui problemi che concernono i rapporti con l'Altro, la tradizione la scrittura stessa.
MARIETTI 1988 200 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, FRONTE RETRO, OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
Paris, Editions Galilée, 1981. Fort in-8, broché couverture beige illustrée en couleurs et à rabat, 695 pp plus table. Textes de Philippe Lacoue-Labarthe, Jean-Luc Nancy, Jacques Derrida, Sarah Kofman, Louis Marin, J.-C. Lebensztejn, Jean-François Lyotard, etc. Bon exemplaire.
Venezia, Corbo e Fiore / Flammarion, 1976. In-4, broché, couverture imprimée à rabat, 129 pp. Edition originale. Dessins de François Loubrieu. Edition quadrilingue, français, anglais, italien, allemand. Bel exemplaire.