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Bologna, Edizioni Capelli, 2006, in 8vo. Brossura editoriale, 207 pp. Edito in occasione del 150mo anniversario della nascita di Giovanni Pascoli. 920 - Ba Ottimo (Fine) Ottimo. <br> <br> <br> (0000000010821)
In-16 gr. (mm. 186x118), primo volume (su 2), cartonato muto coevo (spacchi alle cerniere), tit. oro su tassello al dorso, pp. XLVIII,512, con 5 pregevoli tavole f.t., inc. in rame e più volte ripieg., relative a: 1 pianta di Venezia, 2 vedute (Chiesa e Palazzo Patriarcale - esterno dell’Arsenale) e 2 prospetti architettonici (facciata della Chiesa di S. Francesco della Vigna - facciata delle Carceri). Nell’opera “tutte le pubbliche Architetture, Sculture e Pitture della Città di Venezia ed Isole circonvicine. Divisa in sei Sestieri, con la Serie de’ Patriarchi, Primicerj di S. Marco, Dogi, Procuratori e Cancellieri Grandi”. L’A. si proponeva di descrivere dettagliatam. tutta la città e invece, come precisa il Cicogna,4483: “Non vi sono a stampa che i due Sestieri di Castello e di S. Marco”. Di quest’opera, molto rara, disponiamo del solo "Sestier primo" cioè il "sestiere di Castello". Con qualche fiorit. o lieve alone per lo più margin., ma discreto esemplare.
In 8° br. sov. fig. pp. 324, con tav. b/n f/t, ben tenuto
in-16, pp. 46, (2), bross. edit. Con tavv. e piante. [117]
Dedica manoscritta sul frontespizio e timbro della Croce Rossa. In ottimo stato
<p>26 cm, brossura editoriale con titolo e fregi in oro impressi al piatto, protetto da velina, in cofanetto in cartone editoriale, p. 172. Con 169 illustrazioni in nero n.t. e 2 tavole f.t. </p>
buono stato 62 tavole f.t.
buono stato 51 tavole f.t.
<p>24 cm, brossura editoriale, p. 25. Con LI tavole in nero fuori testo. </p>
In 8, cm 17 x 25, pp. 48 con illustrazioni fotografiche nel testo. Brossura editoriale.
(Codice PD/2915) In 8° 168 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
buono stato tavole f.t.
Mm 185x265 " Istituto Nazionale di Economia Agraria, Studi e Monografie ". Brossura originale con titolo in rosso e fascio littorio al piatto, copertina con tracce d'uso, testo in ottime condizioni.. (6)-98 pp. con 61 illustrazioni in nero e XXXVI tavole, anche più volte ripiegate, di esempi progettuali. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Milano-ed. Oberdan Zucchi, 1939 in 16° pp. 116, (8). Leg. tutta pl. edit. con fascio littorio.
Mm 170x240 Brossura editoriale di pagine 219 con illustrazioni in bianco e nero nel testo, dedica dell'autore. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Nessuno, ch'io sappia, ha finora scritto di proposito e con quella ampiezza che si conviene, la storia del borgo insigne di Lomello. Solo pochi cenni sparsi qua e là nei molti scrittori di cose Lomelline, incidentalmente, confusamente, senza nesso, senza metodo, e, quel che è più, senza critica; onde l'improba fatica di racimolarli, di coordinarli, di vagliarli, e soprattutto di riempirne le grandi lacune col trarre in luce il copioso materiale storico che giace inesplorato nei pubblici archivi. Lomello è, senza dubbio, sotto l'aspetto storico, il borgo più importante di quell'ampio tratto di territorio situato tra il Ticino ed il Po, che, fino dagli antichi tempi, prese dal suo capoluogo il nome di Lomellina. L'uno e l'altra hanno comuni gli avvenimenti civili e politici, dai primi secoli dell'era volgare fino ai tempi nostri; onde fu creduto talora da me opportuno illustrare ed integrare la storia di Lomello con quella della Lomellina, quando così esigeva il nesso logico degli avvenimenti.
In 4, pp. 118. Br. ed. con leggero danno al d. Dedica aut. dell'aut.
Cm.20x28, pp. Da 305 a 364, brossura muta. Ottimo. Estratto dalla Miscellanea di storia italiana edita per cura della Regia Deputazione di Storia Patria del 1912.
molte illustrazioni a colori nel testo
brossura
br. Nel corso del Settecento la "Merope" del veronese Scipione Maffei non è stata soltanto investita del ruolo di tragedia di riferimento per la creazione di un canone drammaturgico italiano, ma ha costituito anche il motore fondamentale di una discussione, di rilievo europeo, sulla funzione del teatro in età moderna. Allo straordinario successo dell'opera, tuttavia, fece seguito sin dal XIX secolo un rapido oblio, da parte sia del pubblico che della critica. In questo senso, i due versi pronunciati da Merope e scelti come titolo del convegno "Mai non mi diero i Dei / Senza un ugual disastro una ventura" sintetizzano al meglio la contrastata fortuna della tragedia maffeiana, di cui il presente volume offre una rilettura critica in occasione del terzo centenario dalla sua prima messa in scena (Modena, 1713).
br. Nel corso del Settecento la "Merope" del veronese Scipione Maffei non è stata soltanto investita del ruolo di tragedia di riferimento per la creazione di un canone drammaturgico italiano, ma ha costituito anche il motore fondamentale di una discussione, di rilievo europeo, sulla funzione del teatro in età moderna. Allo straordinario successo dell'opera, tuttavia, fece seguito sin dal XIX secolo un rapido oblio, da parte sia del pubblico che della critica. In questo senso, i due versi pronunciati da Merope e scelti come titolo del convegno "Mai non mi diero i Dei / Senza un ugual disastro una ventura" sintetizzano al meglio la contrastata fortuna della tragedia maffeiana, di cui il presente volume offre una rilettura critica in occasione del terzo centenario dalla sua prima messa in scena (Modena, 1713).
A cura della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi.<BR>Fonti e Studi - Serie Prima - X.<BR>In 8°; pp. 118; brossura editoriale; cucito.<BR>NUOVO, condizioni ottime.