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br. Lucy a 16 anni è una brillante pianista, enfant prodige già affermata sulla scena internazionale. Concerti, gala, concorsi si susseguono in un crescendo di aspettative famigliari: i Beck-Moreau, facoltosa famiglia di San Francisco, sono musicisti da generazioni, e Lucy e il fratello Gus sono destinati a seguirne le orme. Nulla sembra poter scalfire questa convinzione, non pare esservi possibilità di fare altro che non sia stabilito da Nonno Beck, presenza ingombrante che tutti sovrasta, e per tutti decide. Ma qualcosa s'incrina: durante un prestigioso festival a Praga, Lucy abbandona il palcoscenico lasciando il pubblico allibito e il nonno furioso. Che cosa è successo? Lucy non vuole più essere strumentalizzata né dover seguire una strada decisa da altri. L'abbandono del pianoforte vuole dire per lei staccarsi - da soffocanti dinamiche famigliari, ritrovare gli amici, la scuola, la vita di una adolescente qualunque. Ma soprattutto significa capire che suonare le piace davvero, per se stessa, non per il pubblico né per soddisfare i sogni di gloria altrui. Il nuovo insegnante del fratello la riavvicina allo strumento che lei ama e al quale Lucy si rende conto di non poter rinunciare. Ma lo fa a modo suo, senza risparmiare un colpo di scena finale che spiazzerà tutti - i genitori, l'insegnante, il fratello.
brossura Quindici racconti ambientati in una Cuba "di strada" che si alternano ad un percorso soggettivo di bevute perfette e periferie esistenziali. Un luogo che non è soltanto geografico ma anche e soprattutto uno stato d'animo ed un sottotesto delle vite di tutti. Strade diverse tra infinite possibili per raggiungere un approdo che in fin dei conti è un'isola e, come tutte le isole, raggiungibile da infinite rotte.
br. Antropometria: misurazione dell'essere umano, del corpo e delle sue componenti; ma anche, come suggerisce Paolo Zardi, misurazione di esistenze, di relazioni, di micro mondi dentro cui ogni suo racconto si muove per coglierne le fratture, i cambiamenti, le trasformazioni inattese. È l'evento inaspettato il fulcro attorno al quale ciascun personaggio tenta di riscrivere i contorni della propria vita e dei propri rapporti: una donna accecata dall'odio quando improvvisamente si scopre affetta da una malattia rarissima, un'improvvisa richiesta d'aiuto che pone due cugini di fronte ad una scelta impensabile, una donna avanti negli anni che scopre un amore imprevisto, un padre che, suo malgrado, capisce cosa significa essere madre. Vite, accenni, spaccati, desideri accomunati tutti da piccoli o definitivi cedimenti. Con uno stile ed uno sguardo che qualificano un personalissimo verismo massimalista, Paolo Zardi costruisce storie in cui qualcosa "improvvisamente" salta, si altera, deflagra.
br. "Qual è il giorno in cui siamo diventati umani? Quale l'attimo in cui questa vitale e spossante consapevolezza ci ha invaso? Paolo Zardi usa storie e personaggi per raccontare questo momento e ad ogni pagina spinge il lettore a porsi questa domanda. I suoi sono racconti folgoranti, capaci di fotografare in uno stile lucido e rigoroso quello che siamo, senza orpelli né sottolineature, ma con un senso di pietas di rara bellezza".
br. Anna sussurra una frase: "sotto ogni cuscino c'è un Dio". Lo dice senza un motivo apparente, quasi sovrappensiero, prima di lasciare una sua amica. È una considerazione tanto vasta quanto intima. L'improvvisa consapevolezza che dietro ogni cosa ci sia una sorta di grazia, come un nucleo primigenio, nascosto e inafferrabile. Ognuno dei racconti qui raccolti sembra una tappa verso questo svelamento; i personaggi, protagonisti inconsapevoli di questa ricerca squisitamente terrena e laica. Una voce si muove tra ombrelloni e corpi distesi al sole, ne coglie il chiacchiericcio ingombrante, i movimenti ,imperscrutabili. Coinquilini di un condominio si cercano come fossero l'ultimo avamposto di un'umanità che scompare. Un uomo riceve mail da una misteriosa ragazza russa e decide di credere all'amore più finto che possa esistere. Due fratelli scoprono nella vecchiaia della madre un segreto capace di cambiare le loro vite. Significati da dare a attimi o a intere esistenze che Paolo Zardi racconta con una levità apparente per poi fare affondi che toccano il cuore e aprono la mente. La sua scrittura indaga un tempo sempre più confuso, in cui il passato stenta a resistere mentre il presente si carica di indizi paradossali, a volte raggelanti. La gente non esiste dice l'autore. Esistono gli uomini, i loro insopprimibili desideri, le speranze insondabili, le misteriose direzioni che tessono ogni vita.
br. Una telefonata sveglia Matteo all'alba mentre è in vacanza con la sua famiglia. All'altro capo la voce di un uomo che conosce appena. Suo padre lo sta chiamando da un passato rimosso. Gli chiede di incontrare la sorellastra e insieme raggiungerlo in una remota città ucraina. Come nell'opera di Bach, è l'umano il fulcro di questo romanzo. Un umano dimenticato, fatto di debolezze e rancori, di pulsioni e desideri, di una grazia terrena e scabrosa capace di contemplare dentro di sé il proprio contrario. Paolo Zardi consegna al lettore una storia di rara intensità. La sua scrittura si immerge nella misteriosa sostanza degli affetti, ne percorre le profondità fino a toccare quel nucleo fondativo in cui le scelte hanno il peso delle colpe. «Fino a che punto sei disposto ad amare?» chiese il padre.
br. Lui è un uomo che vive di espedienti e raggiri e, proprio causa di uno dei mille nomi falsi che usa, la polizia lo scambia per un criminale e lo arresta. Due mesi dopo esce dal carcere, ma ormai ha perso tutto: la sua casa e lo studio dentistico dove praticava la professione di cavadenti abusivo sono stati, sempre abusivamente, occupati. Come se ciò non bastasse, deve 70.000 euro a un usuraio e due robusti criminali gli danno la caccia per riscuoterli. Ha solo qualche banconota in tasca e tre settimane per procurarsi il denaro - in caso contrario perderà i suoi attributi! Decide così di ripresentarsi a casa di Marta, la moglie che aveva abbandonato insieme alle loro due figlie, Elisa di sedici anni e Lucia di quasi nove. Conta sulla sua compassione per convincerla a farsi dare dei soldi, nonostante lei fatichi a mantenere se stessa e le figlie, e nello stesso tempo spera che il padre, gravemente malato (e con il quale non ha rapporti da anni), muoia e gli lasci l'eredità che lo renderebbe ricco. Nell'attesa, inizia a svolgere qualche lavoretto - estorsioni, per lo più - per un tale che ha conosciuto in galera, ma quello che riesce a recuperare è sempre troppo poco. Ci vorrebbe un colpo grosso, l'aggancio giusto, che un giorno arriva davvero... Passerà sopra i sogni delle figlie pur di portare a termine la sua missione e salvare la pelle? Zardi ci mette davanti a un protagonista incorreggibilmente scorretto, sempre curioso e quasi candido nel perseguire il proprio tornaconto, i propri bisogni e desideri. Un "cattivo simpatico", con cui ci troviamo, nostro malgrado, a solidarizzare.
2007215425Aus dem Hebräischen von Mirjam Pressler. Hildesheim, Gerstenberg, 2007. Quer-4to. 22,5:28 cm. Durchgängig farbig illustriert von Batia Kolton. 38 S., 1 Bl. Farbiger Or.-Pp. [4 Warenabbildungen]
br. Nella suggestiva cornice della Sicilia Orientale, lungo le nere coste frastagliate, alle pendici del Vulcano, Celeste costruisce la sua vita, cercando di realizzare il sogno di diventare scrittrice, accompagnata dall'amore della nonna materna e dal suo mondo onirico. Il ritrovamento di un prezioso scrigno e il segreto che custodisce porteranno una ventata di energia nella sua vita. Da qui si snoderanno una serie di vicende, attraversate da ricordi risalenti alla seconda guerra mondiale, guidate dalle coincidenze del destino e dal firmamento in cui l'incontro con Marco, romano di origine e milanese di adozione, aprirà nuovi orizzonti. In un viaggio interiore, nell'intimo dispiegarsi dei propri sogni, incertezze e sofferenze, il lettore sarà avvolto dall'intreccio della trama, dall'energia del Mediterraneo e dalle emozioni che ne scaturiranno.
br. Spesso si scrive per dovere, altre volte per puro piacere, per cercare e armonizzarsi con il mondo dei ricordi, per fissarli, per alleviarne i dolori o per cercare momenti felici. L'autore, chiuso nel silenzio di una camera, passa in rassegna gli anni giovanili e l'incontro con una città, Genova.Un libro che manifesta una necessità vitale, quella di una ritrovata voglia di raccontarsi.
1. Auflage. 55 S. Original-Karton mit Deckeltitel. Minimale Gebrauchsspuren, gut erhalten. Erstausgabe. - Mit handschriftlicher Autorenwidmung auf Vortitel an den Berliner Dramaturgen "Kurt Beyer in freundschaftlicher Verbundenheit..."
brossura In un immaginario museo di Parigi è custodita una misteriosa bottiglia che proviene dagli anni Venti. Al suo interno un roseo bagliore attira i visitatori più incuriositi. Di quel segreto tanto grande in pochi ne sanno qualcosa e fra loro c'è Pablo, il narratore di questa storia. Sarà lui a guidarci nel Musée de l'Or du Passé, per scoprire cosa si cela dietro quell'oggetto e ritrovare il proprio oro del passato. E poi Almunda Delgado, una donna di famiglia e di fede, attenta e diligente, che forse non è soltanto quello che da a vedere. C'è anche un padre che fa il cowboy, un anziano burbero, una donna con la pettinatura pessima e un ukulele magico. Sono loro e molti altri gli ingredienti scelti per questa raccolta di racconti. Un'insieme di storie ambientate in svariati luoghi, periodi storici e contesti sociali, nei quali ricorre e sembra unirli idealmente il tema del sogno."
ill., br. Dopo "Sein, una virgola sull'acqua. Ritratto di un'isola bretone leggendaria", la saga continua seguendo il filo conduttore dei fari di Bretagna. Una lettura del lato "oscuro" dei fari, che per lungo tempo sono stati punti di riferimento vitali per le navi in balia dell'immensa furia del mare. Le pagine svelano il racconto affascinante delle origini dei fari più belli di Francia, alcuni dai nomi mitici; un itinerario che si snoda tra paesaggi magnifici e austeri che mutano a seconda della luce e delle maree. La voce del faro si mescola ai presagi della tempesta e narra i terribili eventi e i piacevoli ricordi che riemergono durante le violente mareggiate. Si svelano le sensazioni più intime del guardiano del faro, che si stemperano in un'atmosfera di drammatici scenari; si riporta a galla la storia, racconti in via di estinzione avvolti da un'aura di romanticismo. Il faro: un luogo di pietra che richiama energia; un punto d'incontro per esplorare e meditare, testimone perenne dell'illustre mare.
br. Quattro racconti che narrano i nostri tentativi di creare nuovi significati, quando siamo confrontati con una separazione: 1 In un piccolo villaggio di montagna, l'arrivo di un forestiero scuote la routine e il ciondolo che porta al collo lo metterà in grande pericolo. I segreti riaffiorano, e i destini si intrecciano in modo sorprendente; 2 Lo sguardo stupito di una bambina sulla sua famiglia: i genitori ex-sessantottini ma senza pace, i nonni Colombo e America, lui custode del faro, lei la sua scoperta più bella, e l'amico Tobia, col suo inseparabile mattone; 3 In una Lugano crudele, dominata da cinismo e egoismo, la Casa Torre viene destinata alla reclusione dei giusti. Ma la segregazione nulla può contro la dignità e la forza inesauribile della speranza; 4 L'oscillazione interiore tra il subire una perdita e l'innata spinta vitale che porta a ricominciare, prendendo esempio e forza anche dalla natura, dalla sua bellezza, i suoi ritmi e la sua capacità di rinnovarsi.
ill., br. Un ragazzo della Bassa che scopre il Po può essere travolto dal suo respiro selvaggio, ma se vi penetra guidato dall'«uomo del fiume», tutto si rivela per quello che è: vita, bellezza, forza, amicizia. Ora l'autore che è stato quel ragazzo ci racconta come ha potuto apprendere l'arte di vivere sull'acqua da uno di quei personaggi del fiume che non ci sono più. Lo fa anche attraverso le immagini disegnate col suo inconfondibile stile. Questa volta, però, non stanno lì per farci ridere delle miserie umane, ma per dirci che il mondo senza tempo del fiume vive ancora dentro di noi.
brossura La storia parla di tre amici che in un pomeriggio d'autunno vivono, al cospetto di un ippocastano, una sorta d'avventura introspettiva che li porterà ad ascoltarsi e a capire che l'amore non può e non deve avere limiti. Un viaggio d'ascolto con le proprie emozioni e sensazioni, vissute attraverso il coraggio di viverle. In cui il giovane ippocastano interagisce con i tre ragazzi parlando loro della potenza dei sentimenti e dello sguardo sul mondo che deve essere sempre attento e curioso. "Un viaggio quello dell'autrice quasi autobiografico in cui la sua rinascita interiore traspare in ogni bozzetto e pensiero."
brossura Il campanile è fermo e segna le dodici e cinquantanove. Sa sarèn i ur? Specia ca guardi, go da spustas un quei pas. Ul campanin al segna quasi a vuna, ga mancarà un minut, adès al sona. Adès al sona ... No, al sona no. Al ga da ves fermu, se no l'avria giamò sunà. E alura, vist ca le fermu, adès sa fermi enca mi, tant sa go da fa? Sitemas gio chiscì, ohooo dura guera che mi resisti!
br. Con "Il viale degli olmi" si conclude il ciclo romanzesco dedicato da Arturo Zanuso a Emilio Ersego. Il protagonista, originario delle Piccole Dolomiti, tra Alto Vicentino, Alto Veronese e Trentino, dopo alterne vicende come emigrato in Svizzera, a Basilea, e poi di nuovo al paese natale, trova finalmente la sua strada, accanto all'amata Beatrice.
brossura Il protagonista del precedente "La strada delle Piccole Dolomiti", Emilio Ersego, ritorna al paese natale, Valdagno, dopo aver abbandonato gli studi in seminario per problemi di salute. Di Emilio vengono narrate le vicissitudini, le incertezze sul proprio futuro, i sogni a occhi aperti, il primo innamoramento e infine la decisione di diventare contrabbandiere. Ambientato nelle vallate e sui monti al confine tra il Veronese, il Vicentino e il Trentino, tra Ottocento e Novecento, il romanzo di Zanuso (finalista al Premio Letterario Venezia del 1949) offre un ritratto dell'ambiente naturale e della società rurale della montagna del Veneto occidentale.
br. "La strada delle Piccole Dolomiti" è la prima parte del ciclo romanzesco di Arturo Zanuso "Emilio Ersego". Il romanzo narra le avventure del protagonista Emilio Ersego - nato in una famiglia di contadini di montagna - che si svolgono nelle valli, nelle colline e nella montagna della Lessinia, tra Alto Vicentino, Alto Veronese e Trentino, tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento. I personaggi e gli avvenimenti sono raccontati con affetto, ma soprattutto con verità ed efficacia, richiamando alcuni dei migliori risultati della letteratura e della cinematografia neorealistica degli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento.
Broch?. 255 pages.
br. In un futuro non così lontano, i bambini sono creature diafane e solitarie, costrette a ripararsi dal sole perenne e feroce, ricche di una fantasia acutissima, a noi sconosciuta. Pepe è cresciuto in una baraccopoli ai margini di Genova, alle prese con una madre soavemente irresponsabile e un padre smarrito nelle droghe musicali. Per anni sue confidenti sono state le antiche figure borghesi del cimitero di Staglieno e una vecchia zia eccentrica, ultima testimone della scomparsa dei gabbiani. Ma Pepe adesso scruta i cieli, sa che il momento è vicino: tra poco non sarà più solo, dopo anni di calura sta per tornare la grande pioggia. Un evento così catastrofico che la vita ordinaria ne sarà sospesa, gli adulti si rifugeranno in letargo nelle loro stanze e i bambini potranno invece avventurarsi liberi per le strade del mondo. Assieme a Primavera, compagna precoce e ficcanaso, Pepe è finalmente pronto a partire per il viaggio di tutta una vita. Non sa ancora che nella pioggia troverà l'appuntamento struggente e definitivo con Sofia e Petronella, l'amicizia, il mare, la morte, la ribellione, l'amore. Non sa ancora che in quelle poche settimane si giocherà per intero il senso del suo destino. Non solo è il più originale romanzo di formazione di questi nostri anni, dalla rara felicità stilistica e inventiva Bambini bonsai regala a chi lo legga un'esperienza unica, una chiave preziosa per il mistero profondo dell'infanzia. Un'infanzia che è così fragile e prima o poi si scioglie, ma rimane al contempo in ciascuno di noi come l'eternità segreta degli affetti.
br. A Genova, nei primi anni Duemila - o forse gli ultimi Novanta - vivacchia un gruppo di amici prossimi alla "trentennificazione": il compimento del trentesimo anno, presagito come un'apocalisse. Si tratta in realtà di un vero e proprio Club, i cui membri s'immaginano in un mondo di finzione e si sono dati nomignoli disneyani: Età Beta, Gastone, Paperetta, Pluto. Protagonista del libro è il loro sodale Paperoga, la cui storia fatta di lavoretti saltuari, di un padre scomparso in mare e di una madre-medium professionista viene turbata dalla riapparizione, dopo tanto tempo, di Anna-Zenobia, che lui ha amato e continua ad amare forsennatamente. Scomparsa nel nulla anni prima, mai creduta davvero morta da Paperoga, Zenobia sbuca dai caruggi, viene avvistata nei panni di una zingara che ruba i bambini o intravista in brevi inquadrature di filmetti di serie C... "Il testamento Disney" è in parte la storia della ricerca di Anna da parte di Paperoga e i suoi amici, in un proliferare di vicende che sfidano ogni certezza, incrinano la stessa realtà, perché Anna è della sostanza di cui sono fatti i sogni e come tale guizza e riluce ovunque, e ovunque è assente.
br. "Io sono il sogno di qualcun'altro e qualcun'altro è il mio sogno", scriveva l'elusivo psiconauta Lukas Zanotti esattamente un decennio prima del suo definitivo internamento manicomiale. Ingegno bizzarro e sghembo, genio cialtronesco e irriverente per genetica, Zanotti scrisse in quel decennio moltissimi testi poetici ed esoterici di cui il presente volumetto non è che un esiguo estratto ma che comunque ben testimonia la fantasmagorica e psichedelica complessità del personaggio.