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19803241ABSt. Michael, Bläschke, (1980). 8°. 84 S. 2 Bl. OEnglbr.
19803242ABSt. Michael, Bläschke, (1980). 8°. 75 S. 2 Bl. OEnglbr.
19763245ABDarmstadt, Bläschke, (1976). 8°. 119 S. OEnglbr.
19623246ABBayreuth, Baumann, 1962. 8°. 80 S. OHLn. OKlarsichtumschlag.
19803243ABSt. Michael, Bläschke, (1980). 8°. 88 S. OEnglbr.
19763244ABDarmstadt, Bläschke, (1976). 8°. 108 S. OEnglbr.
19633236ABWien, Limpert, (1963). 8°. 150 S. OLn. OUmschl. mit bedruckter Schleife: gewürdigt mit dem Theodor-Körner-Preis 1964.
19633239ABWien, Limpert, (1963). 8°. 136 S. OLn. OUmschl. mit bedruckter Schleife: gewürdigt mit dem Theodor-Körner-Preis 1964.
19633237ABWien, Limpert, (1963). 8°. 132 S. OLn. OUmschl. mit bedruckter Schleife: gewürdigt mit dem Theodor-Körner-Preis 1964.
197497150Ein archäologisches Kinderbuch. Mainz, Philipp von Zabern, 1974. Quer-8vo. Mit zahlreichen Abbildungen. 2 Bl., 26 Tafeln, gegenüber Erläuterungen, 1 Bl. Or.-Pp.; minimal fleckig. [2 Warenabbildungen]
1997127457Nacherzählt von Heinz Janisch. Gossau, Michael Neugebauer Verlag, 1997. 4to. Durchgehend farbig illustriert von Lisbeth Zwerger. 15 Bl. Farbiger Or.-Pp.; oberes Kapital etwas eingerissen. [5 Warenabbildungen]
200735337BBWien, Eigenverlag S. J. Zweig, 2007. 2. Aufl. 24 cm. 469 S. zahlr. Ill. OLwd., mit Schutzumschl. Mit Widmung vom Autor, Su gering bestossen, sauber und schön erhalten. 2
283 S. Original Leinwand mit Original Umschlag, jeweils mit Rücken- und Deckeltitel. Umschlag etwas gerändert und lichtrandig, sonst sehr guter Zustand.
195310776ABerlin:, Aufbau Verlag., 1953. 283 S. Original Leinwand mit Original Umschlag, jeweils mit Rücken- und Deckeltitel. Umschlag etwas gerändert und lichtrandig, sonst sehr guter Zustand.
br. 1938. L'avvocato Walter Redlich emigra in Kenya con la famiglia: da anni in Germania gli viene impedito di esercitare la professione perché ebreo. I Redlich dovranno scontrarsi con la dura realtà dell'esilio africano: mancano le comodità della vita europea e i coloni inglesi sono ostili nei loro confronti. Ma fin dal suo arrivo la piccola Regina vive l'esperienza africana come un'avventura fantastica: grazie all'amicizia con Owuor, che lavora per la sua famiglia, prende confidenza con l'ambiente naturale ancora incontaminato e impara i rudimenti dell'idioma indigeno. Quando le condizioni economiche dei suoi migliorano potrà anche frequentare un'esclusiva scuola per bianchi con ottimi risultati e, ancora acerba adolescente, s'innamorerà perdutamente di un affascinante amico dei genitori. Al termine della guerra l'incantesimo si spezza e Regina, che ormai stenta a comprendere il tedesco, farà ritorno in Germania al seguito del padre.
br. La tragedia del nazismo nella sfida mortale di due uomini davanti alla scacchiera. Nel duello tra il rozzo Czentovic e l'enigmatico e colto dottor B. si condensa la tensione di un conflitto in bilico tra odio e follia, simbolo di un dramma molto più vasto: sulla scacchiera si staglia infatti la disperazione di Zweig per l'oppressione nazista che proprio in quegli anni stava lacerando l'Europa in un'assurda, devastante guerra. Considerata il testamento spirituale dell'autore - morto suicida pochi mesi dopo aver concluso il racconto - "La novella degli scacchi" è costruita su un perfetto meccanismo narrativo, che mossa dopo mossa trasforma il duello dei protagonisti in una lotta per la sopravvivenza tra mondi contrastanti, inconciliabili al pari dei pezzi bianchi e neri che si affrontano sulla scacchiera.
ill. Siamo in pieni anni venti, nello scenario esclusivo della Costa Azzurra, dove il ritmo placido degli ospiti internazionali di un rispettabile albergo viene di punto in bianco sconvolto da un evento drammatico non meno che scandaloso. Madame Henriette, moglie e madre irreprensibile, fugge nottetempo con un giovane francese appena approdato nell'hotel. Quanto basta a portare scompiglio tra l'affiatata compagine dei villeggianti, con tanto di accalorate dispute e fazioni pro o contro la fuggiasca; eppure non è quest'ultima la protagonista del racconto di Zweig. E le ventiquattro ore preannunciate dal titolo non appartengono alla vita di Madame Henriette, bensì a quella di un'appartata gentildonna inglese, che solo in seguito allo scandalo cederà alla voglia e al bisogno di uscire dalla propria discrezione per raccontare al narratore, a sua volta ospite dell'albergo, l'accadimento ben più imprevedibile e sconcertante che circa trent'anni prima ha sconvolto la sua vita. Poche ore trascorse a Montecarlo in un casinò, un giorno e una notte destinati a sovvertire un'intera esistenza, l'incontro con un giovane devastato dalla febbre del gioco, la riscoperta della vita e il desiderio della morte, e in mezzo il rimescolarsi di tutta la gamma possibile di sentimenti e sensazioni: stupore, gioia, vitalità, vergogna, sdegno, rancore, angoscia. Il volume è illustrato con le tavole di Federico Maggioni.
br. È difficile essere bambini: lo sa bene Edgar, inquieto dodicenne smanioso di lasciarsi alle spalle l'infanzia. Non può dunque che sentirsi lusingato dell'amicizia che, durante una villeggiatura sulle montagne austriache, gli riserva un giovane barone. Con l'ardore e l'ingenuità dei suoi anni, il ragazzino coltiva l'illusione di essere ormai a un passo dal misterioso e inaccessibile mondo dei grandi. Ma ben presto scoprirà che il presunto amico è solo un avventuriero senza scrupoli che si è servito di lui per un gioco di seduzione e che gli adulti sono disposti a mentire per nascondere il loro «bruciante segreto», un segreto di cui Edgar è ormai depositario e che custodirà per sempre nel suo cuore. Con garbo e delicatezza Zweig disegna in questo racconto pubblicato nel 1911 la parabola emotiva del protagonista - dalla fiducia al sospetto, dalla gelosia all'odio, dal disinganno alla complicità - tratteggiando con la consueta maestria il passaggio dall'infanzia all'adolescenza nel quale Edgar ha perso l'innocenza ma ha ricevuto la prima lezione sulla vita e sull'amore.
br. I racconti della "Prima esperienza" (Erstes Erlebnis era appunto il titolo dell'edizione originale, apparsa nel 1913) rappresentano senza dubbio uno degli esiti più alti della narrativa di Stefan Zweig. Tutti e quattro i racconti hanno come tema il mondo dell'infanzia, colto proprio nel momento in cui qualcosa accade e determina il primo, faticoso, e spesso doloroso, passo verso la maturità, verso il mondo dei grandi. Forse nessuno scrittore prima di Zweig ha saputo penetrare come lui l'esigenza e insieme il dramma di questo trapasso, spesso legato all'ancora incerto ma già prepotente istinto erotico dei bambini. Si pensi al più celebre di questi racconti, "Bruciante segreto", in cui il giovanissimo protagonista assiste, senza rendersi conto di quanto avviene, e insieme spinto da una forza più grande di lui, agli approcci amorosi di un estraneo con la madre; un estraneo da cui era stato 'usato' proprio a quello scopo e che gli aveva fatto credere che lui stesso e non la madre fosse al centro dei suoi pensieri. Forse sta soprattutto in questo la grande profondità e originalità di questi racconti: non tanto, cioè, nel mistero che circonda la vita dei bambini, quanto nell'ipocrisia che determina l'atteggiamento degli adulti nei loro confronti, e che nel momento in cui si rivela comincia ad allontanarli, inevitabilmente, dal mondo dell'infanzia; oppure, come nel racconto iniziale "Storia nel crepuscolo", nella difficoltà di accettare una realtà diversa da quella a lungo carezzata, una realtà che si presenta come qualcosa di inaspettato e anche di ripugnante, e che potrà essere accettata soltanto lasciandosi alle spalle quel mondo che fino ad allora li aveva accompagnati.
br. Una riflessione sulla Giustizia e sulla sua impossibilità in una narrazione dal respiro ampio, in cui palpitano il divino e una natura incantata. Un libro amato da Hermann Hesse, che vedeva nella "leggenda indiana" dell'amico Zweig un'opera in sintonia con il suo "Siddhartha".
ril. Che fine ha fatto la Menorah, il simbolo per eccellenza del popolo ebraico che illuminava l'arca del Tempio di Gerusalemme? Dopo la distruzione del tempio e il saccheggio della città, nel 70 d.C., fu portata a Roma, in trionfo da Tito insieme agli altri tesori trafugati agli ebrei, un bottino talmente prezioso da essere raffigurato sull'Arco dell'imperatore. Per anni il candelabro fu conservato insieme con le altre spoglie della prima guerra giudaica, finché a Roma arrivarono i Vandali di Genserico che ne fecero ancora bottino di guerra portandola a Cartagine, di nuovo in trionfo. Ma solo finché Giustiniano non riuscì a recuperarla per trasferirla a Bisanzio, poi chissà... Stefan Zweig racconta il suo vagare come metafora stessa del popolo errante, pochi anni prima di porre fine alla propria esistenza di esiliato, in fuga dall'oppressione nazista. Nella postfazione Fabio Isman si mette a sua volta alla ricerca della Menorah per scoprire che potrebbe trovarsi ancora a Roma...
brossura Composti per la maggior parte durante gli anni della Prima Guerra mondiale, i quattro testi qui raccolti ("Il mondo senza sonno", "Episodio sul lago di Ginevra", "L'obbligo" e "Ypres") fanno rivivere la straordinaria gamma di emozioni e sensazioni che sconvolsero l'Europa intera. L'allerta continua, lo spaesamento radicale e il suicidio, il rifiuto di obbedire e la diserzione, la mercificazione del trauma sono i terreni esplorati da Stefan Zweig.
br. Alla vigilia della Grande guerra, Anton Hofmiller, ufficiale dell'esercito austro-ungarico, conosce Edith, figlia di un ricco aristocratico ungherese. La ragazza, affetta da paralisi, provoca in Anton un ambiguo senso di pietà che lo spinge a farle visita quasi tutti i giorni. Scambiando questo sentimento per amore, Edith, aiutata dal potere persuasivo del padre, convince Anton a chiederla in sposa. Pentito, ma schiacciato dal senso di colpa, il protagonista scivola in comportamenti sempre più incoerenti, mentre sul loro destino si profila l'ombra della tragedia. Stefan Zweig compose questo suo primo romanzo tra il 1936 e il 1938, anni cruciali di cui la storia fatale e drammatica tra Anton e Edith rispecchia, come in una profezia, il tumultuoso e inarrestabile crescendo europeo, la rovina dell'intelligenza e dei sentimenti che in poco tempo avrebbe travolto l'intero continente.
brossura Chi è lo sconosciuto in grado di tenere testa al grande Czentovic, il campione del mondo di scacchi? Dice il vero, quando sostiene di non giocare da più di venti anni? Quale mistero nasconde in realtà quest'enigmatico giocatore? Scritto pochi mesi prima che Zweig si suicidasse nella città brasiliana di Petrópolis, "Novella degli scacchi" è una inquietante favola, "un piccolo contributo - come sostiene con dolorosa ironia il protagonista - a questa nostra epoca cosi grande e soave". "Fra i due si instaurò di colpo un rapporto diverso; una pericolosa tensione, un odio appassionato. Ormai non erano più due persone che volevano mettere alla prova la propria perizia nel gioco, erano due nemici che avevano giurato di distruggersi a vicenda".
br. "Lettera di una sconosciuta" è l'ultimo, disperato grido di una donna innamorata. È la storia drammatica di un amore appassionato, di un sentimento assoluto che sfocia in nevrosi. La protagonista segue come un'ombra devota e ostinata il suo amato, un ricco e facoltoso romanziere viennese. L'adolescente inquieta che lo spiava dalla porta di casa divenuta donna cerca con lui la realizzazione di un sogno impossibile. Quell'amore non ricambiato diventa il perno attorno a cui ruotano i suoi pensieri, le sue scelte, la sua vita. Ma l'amato non sa nulla di lei, non la riconosce: ogni volta fra loro è un primo, surreale incontro. Così per la misteriosa "sconosciuta" la quotidianità si trasforma in un labirinto senza via d'uscita, in un'ossessione senza scampo, come sono tutti gli amori assoluti.