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(Codice MD/1501) In 16° 316 pp. Alcune tavole fotografiche fuori testo. Romanzo-denuncia: le realtà della DDR. Brossura editoriale, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico.
br. Winchester, 1817. Jane Austen è affetta da un'oscura malattia. La sua vicina di casa, la giovane Angelica, scrive all'amica Jane Mary, che vive a Londra, perché convinca suo padre, medico di fama a Londra, a intervenire in favore della nota e amatissima autrice. Sir Addison accetta di recarsi a Winchester dove si prodiga per aiutare la scrittrice, assistito dai fratelli di lei, Cassandra e Henry. Con l'aiuto del collega Hodgkin, il dottore riuscirà a scoprire le cause della malattia di Jane ma non riuscirà a curarla; in più, la scrittrice rifiuterà ogni ricovero, preoccupata unicamente di portare a termine il suo nuovo romanzo. Nel frattempo, tra medico e paziente nascerà dapprima un'amicizia, poi l'amore. La morte di lei, però, metterà fine a tutto portando alla disperazione il dottore.
brossura Breve racconto dello scrittore svizzero. Massone, fu dapprima membro per vari anni della Loggia "Zur Edlen Aussicht" di Friburgo in Brisgovia e nel 1811 fondò con quattro confratelli la loggia di Aarau "Zur Brudertreue".
62 S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel. Leicht berieben, guter Zustand.
brossura "Questa è la storia in chiave comica della nascita, e della vita, delle divinità da noi conosciute con i nomi di Zeus, Dio e Manitu. Spero non ci sia niente di volgare e di offensivo per nessuno, nemmeno per le divinità menzionate. Siamo convinti, che il nostro 'Dio' viva nel paradiso con i santi, le anime dei nostri cari e gli angeli. Sarà così? Chi può dirlo. Non abbiamo testimonianze che attestino che le cose siano davvero così. Io ho presentato queste divinità, in modo fantasioso, nelle loro dimore come comuni mortali, intrecciando, di volta in volta, personaggi della storia e della letteratura di diverse epoche, come un dipinto, dove i colori, anche quelli più sbiaditi, trovano la loro collocazione".
brossura Quando la vita decide di metterti al tappeto lo fa con la forza devastante di un placcaggio. Con arroganza, quasi con disprezzo ti lascia in terra, dolorante, ad assaporare il gusto acre del fango. Atletico Speranza racconta la storia di un uomo, Carlo Balti, i traguardi sportivi e un vissuto alquanto sofferto. Depressione, solitudine, rassegnazione alla vita, fino al giorno in cui decide di reagire. In un contesto di profondo degrado urbano egli vorrà impegnarsi a servizio di coloro i quali gridano nel silenzio le proprie difficoltà. Nasce così Atletico Speranza, una squadra di rugby, un progetto di recupero sociale il cui messaggio è rivolto agli ultimi, gli esclusi, i reietti che vivono i bassifondi, a coloro i quali la vita giocò qualche brutto scherzo ed ora, al pari del rugby, placcati duramente si trovano riversi in terra. Carlo vorrà insegnare loro la forza di rialzarsi. Recuperarli sarà un po' come riabilitare se stesso, la sua vita, allontanare definitivamente i rimorsi del passato. E quando tutto sembra andare per il meglio, ecco alcune criticità, le stesse che porteranno Carlo a fare un passo indietro. Ancora una volta ci si dovrà rialzare dal fango per ricominciare.
(Codice SW/0102) In 8º (21,5 cm) 331 pp. Prima edizione. Brossura editoriale. Data e firma. Buon volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. In una piccola città di confine ai piedi del Carso si fanno visibili i primi segni del miracolo economico. Sandro, giovane operaio in un grande cantiere navale, vive con la moglie Fausta nell'unico quartiere risparmiato dall'ombra delle gru che sovrastano le carene in costruzione. Il suo tempo è diviso tra i turni massacranti nelle stive e le serate al Bunker, l'osteria dove ci si ritrova dopo il lavoro. Ammira i suoi compagni, è ben voluto da tutti: un gruppo eterogeneo ma affiatato di personaggi straordinari e ferrigni; molti hanno combattuto in guerra e nella Resistenza. Una routine che si interrompe bruscamente quando Paolicchi - tornato ai posti di comando dopo essere stato nel ventennio un ardente fascista - convoca Sandro nel suo ufficio per comunicargli una decisione che gli cambierà la vita. "La tuta gialla" è una storia di disincanto, un racconto intenso, ma scanzonato e privo di retorica, uscito per la prima volta nel 1971 e tradotto quattro anni dopo in russo da Progress.
br. Verona, giugno 1941. Vittorio è un ragazzo di ventisei anni che parte per il fronte russo. Non immagina neanche lontanamente quello che sta per accadergli: sarà per lui un lungo viaggio, che attraverso la guerra, lo porterà all'amore della sua vita. Nella gelida steppa Russa conosce, infatti, Yelena, una splendida ragazza della quale s'innamora perdutamente. Il destino crudele, poi, li divide: lei costretta a partire per sfuggire dalla guerra, lui costretto dagli eventi a incamminarsi nella tragica ritirata. Ma quando tutto sembra perduto, un inaspettato evento cambia ancora il destino di Vittorio, il quale si ritrova per amico Vova, un bambino russo che intraprende insieme con lui un lunghissimo viaggio verso gli Urali, alla ricerca di Yelena. Il viaggio porterà i due a diventare inseparabili, come padre e figlio.
br. Alla fine degli anni sessanta, migliaia di giovani hippie hanno intrapreso il loro viaggio via terra verso l'India. La strada era la stessa percorsa dalla ragazza di cui qui si racconta la storia. Dall'Italia fino ad Atene o a Istanbul, attraversando la Turchia centrale, per raggiungere l'Iran in autobus. A Herat, attraversato il confine, ci si inoltrava in Afghanistan per giungere in Pakistan e proseguire fino al confine indiano. In India, le spiagge di Goa erano una tappa obbligata, e non di rado, oltrepassato il confine con il Nepal, si sostava a Katmandu. Come questi giovani, attratti dal mito dell'India e delle droghe, affascinati da un'esperienza priva di vincoli, o in fuga dai loro fantasmi, anche Paglì percorre le tappe della sua vita. Dall'incontro con un amore derivano un ulteriore viaggio alla volta del Giappone e quattro figli. Il ritorno alla realtà in Italia avrà il prezzo altissimo della perdita dei suoi bambini, resi adottabili dal Tribunale per i Minorenni.
Broché. 24 pages. Rousseurs.
br. Una vicenda agrodolce a base di scolopendre, formiche, scarafaggi, farfalle... E una mantide, religiosa proprio per niente, una libellula eroe poco eroica e altre bestie, tra cui un unico umano, il padrone, elevatosi al rango di divinità creatrice del piccolo mondo. I suoi prigionieri coltivano ambizioni personali e teorie universali, convinti di vivere in una realtà eterna, solo per ritrovarsi un giorno di fronte a nuovi arrivati, portatori, sani o malati, dei germi di una verità finora sconosciuta: il grande mondo oltre il vetro. Il terrario è una prosopopea narrata con prosopopea, perché fa parlare gli animali come se fossero uomini e abbonda di una retorica a volte grottesca, volutamente nemica delle parole, per far la guerra alle parole con le parole. Attraverso esserini che non mancano d'amor proprio, troppo umani poiché allevati dal padrone, viene tracciato un affresco, a volte ironico, a volte tragicomico, ma sempre cinico e sprezzante, di argomenti del tutto secondari quali la vita, la morte e tutto quanto vi è nel mezzo.
br. Piegata da una crescente miseria, approdo di migliaia di profughi provenienti dalla Siria e stremata infine da una guerra - quella per il Nagorno-Karabakh che a oltre vent'anni dal suo inizio pare sempre più lontana dal trovare una soluzione, l'Armenia lotta oggi per la sua sopravvivenza. Attraverso agili capitoli, il volume accompagna il lettore alla scoperta di questo Paese ancora poco conosciuto. Non per raccontarne il passato - una memoria tenace, ma non pacificata, anche a causa del negazionismo che pesa sul primo genocidio del XX secolo - bensì un presente carico di sfide. Prefazione di Antonia Arslan.
brossura Il romanzo fortemente autobiografico di una delle protagoniste della stagione della lotta armata in Italia, che i giornali dell'epoca chiamarono "la ragazza con il fucile". Uno spietato diario sentimentale. Tre anni di vita tra "armi e bagagli". Una clandestinità assoluta, condivisa in parte con uno dei fondatori delle Brigate Rosse, Corrado Alunni (che introduce il libro). Relazioni sociali e affetti costretti a concentrarsi nel ristretto circuito di persone appartenenti alla stessa "banda". Le divergenze, le rivalità interne e le scissioni. La continua paranoia di essere individuati, traditi, catturati, torturati. L'angoscia di dare e subire una violenza che inclina inesorabilmente verso la morte.
br. Filippo è un ragazzo benestante che sembra avere tutto quello che la vita può offrire a un giovane: soldi, una bella casa e una macchina potente, compagni di notti brave e ragazze facili. Eterno disoccupato, il ragazzo passa le sue giornate organizzando le uscite del weekend con gli amici. A seguito di un evento traumatico il ragazzo deciderà di cambiare rotta e con molta fatica imboccherà un percorso che lo porterà a seguire di più le sue passioni e meno le vecchie compagnie. Filippo inizierà la propria crescita personale e spirituale, fino a che si ritroverà a dover fronteggiare un passato che cercava di dimenticare, ma che con lui aveva ancora un conto in sospeso.
brossura Il Settemila caffè era tutto per suo padre e questo Andrea, diciannovenne di Lavinio, lo sa benissimo. Ciò che non riesce ad accettare, però, è l'idea che le persone si sono fatte del bar, dimenticandolo e riducendolo a un cumulo di tavolini sgombri, come se fosse morto assieme a suo padre. Andrea non si dà per vinta e tenta di riconquistare la fiducia dei clienti cercando di dimostrarsi, ancora una volta, più grande della sua età. Ma a diciannove anni, si sa, la vita è in continuo movimento. Andy si ritrova quindi a camminare a tentoni in un mondo di cui suo padre, la sua roccia, non fa più parte, mentre cerca di dividersi tra il lavoro, l'amicizia con Elena e Matteo e le questioni di cuore che insorgono all'improvviso quando ai problemi con il suo ragazzo, Tommaso, si aggiunge l'arrivo improvviso di Aiden Marazzi, un nuovo membro dello staff del Settemila caffè.
ril. La cosa peggiore che poteva capitare a Craig è anche la migliore: Amy. Craig e Amy non dovrebbero stare insieme: Craig è un master di Dungeons and Dragons senza piani per la vita; Amy è una studentessa bellissima e intelligente, presidentessa del corpo studentesco. Eppure si mettono insieme. Fino a quando Amy non lo lascia. Poi ritorna con lui. Sette volte, per essere precisi. La relazione di Amy e Craig è un caleidoscopio di gioia e dolore, agitato e coinvolgente, fatto di incertezze verso il futuro e ricerca di sé, che qualche volta coinvolge lo stare insieme e qualche volta no. Sette rotture. Sette riconciliazioni. E il gusto agrodolce dell'esperienza totalmente unica e universale del primo amore.
ril. Scrive Nadia Zoli nella sua nota introduttiva che "Pozzaghere in affitto" «è la storia di un luogo diviso in due paesi: uno grigio, dove si scrive sui muri, dove si barcolla dalla fame, e uno bianco, dove esistono ancora le cose belle, dove i piedi affondano nell'erba fresca»: una splendida sintesi, perché in un giro breve le parole dicono per intero quale sia lo spirito del racconto, tra rendiconto veristico e fuga in un mondo altro, vicinissimo e remoto, capace di darci il senso del vivere, come una nuova ed aspra parabola, genere - come sappiamo - non a caso destinata a svelare il vero mediante le trame di un racconto esemplare.
br. Settimo pannello del ciclo dei Rougon-Macquart, iniziato nel 1871 con "La fortuna dei Rougon" e che si concluderà venti anni più tardi con il "Dottor Pascal", "Lo scannatoio" (1877) è il primo "romanzo sul popolo che non menta, e che abbia lo stesso odore del popolo". Quando inizia a uscire sulle pagine del "Bien publique", nell'aprile del 1876, il romanzo viene immediatamente accusato di oscenità. Il successo è enorme, senza precedenti: trentotto ristampe nel 1877, altre dodici l'anno seguente. Inizia l'era dei bestseller. Per Stéphane Mallarmé, il libro non è solo lo specchio di un'epoca di ricerca e rinnovamento, in cui l'arte si ritrova incapace di rappresentare e assecondare le convenzioni e le ipocrisie della gente perbene, ma è anche "un eccezionale esperimento letterario", in cui la "verità diviene la forma popolare della bellezza".
ril. Quando nel 1885 fu pubblicato "Germinal," la Francia gridò furiosa allo scandalo: lo scrittore che aveva "calunniato" gli operai parigini trattandoli da ubriaconi in "L'Assommoir" venne questa volta accusato di calunniare i minatori, protagonisti del nuovo romanzo. Ma tra accuse e consensi ben presto il libro conquistò i francesi. Con Zola il romanzo moderno acquistava un nuovo protagonista, il proletariato, e non a caso. Era infatti inevitabile che uno scrittore che, sulla via indicata da Balzac, aveva saputo dipingere un grande affresco della società borghese del suo tempo, cercasse, da indagatore attento e minuzioso qual era, di aderire alla storia, affrontando il grande tema del rapporto padroni-operai. Introduzione di Ottavio Cecchi.
br. «Ho voluto dipingere il tracollo fatale di una famiglia operaia nell'ambiente appestato dei nostri sobborghi. Dove regnano l'ubriachezza e l'ozio, prima o poi troviamo l'allentamento dei vincoli familiari, le sozzure della promiscuità, il progressivo oblio dei sentimenti onesti; poí, in conclusione, la vergogna e la morte.» Eppure, continua Zola, «L'Assommoir è il più casto dei miei libri. La forma, soltanto la forma ha scandalizzato i critici. Il mio crimine è di aver avuto la curiosità letteraria di raccogliere e di fondere in uno stampo molto elaborato la lingua del popolo». In queste pagine infatti Zola è riuscito a creare una forma narrativa che suscita intensa empatia con i personaggi e al tempo stesso esprime una violenta denuncia sociale, dando vita al primo romanzo che emana davvero «l'odore del popolo».
br. La speculazione internazionale ideata da Aristide Saccard, che Emile Zola racconta in questo poderoso e profetico affresco dell'economia finanziaria globalizzata, è tutt'altra cosa dal disegno di possesso di un avaro: è il sogno di rinascita e distruzione di un visionario assetato di vita. E in questo lo scrittore francese riesce a cavare l'essenza di quell'astrazione capitalistica, il denaro, l'argent (che ironicamente in francese significa anche argento), così come si sublima nel mercato delle borse: con la cui stranezza conviviamo familiarmente e che allora iniziava a prendere la sua forma di impalpabile mostro. Siamo nella Francia del Secondo impero, di Napoleone il piccolo, epoca d'oro per gli affaristi abbarbicati nella Borsa di Parigi, allora mercato del mondo. Un uomo piccolo dalle grandi ambizioni, Saccard, già rovinato da un passato tracollo, immagina un'immane impresa: la Banca Universale, finanziata da una massa di investitori allettati dal boom, e connessa alla costruzione di una rete ferroviaria intorno al recente taglio del Canale di Suez. Suoi compagni d'avventura sono un geniale ingegnere di ideali positivistici e una giovane vedova innamorata. Immediatamente si accende il fuoco speculativo, e Saccard è spinto verso il trionfo dalla crescente ebbrezza dei suoi anonimi finanziatori di varia fortuna. Ma un potente nemico domina meglio le leve dell'illusione e della crisi. Ispirato a una storia vera di euforia e di panico, del 1882, con personaggi costruiti fondendo insieme figure vere di banchieri, questo romanzo del 1891 si inoltra negli ingranaggi più dettagliati del sistema finanziario ed è considerato una precisa prefigurazione di eventi futuri e anche recentissimi. Ma questo quadro è delineato dalle storie minute di moltissimi personaggi, attraverso le loro speranze e i loro progetti di vita. Nella lotta fatale che si svolge tra l'affarista impetuoso e il suo gelido avversario banchiere, non manca il romanzesco e la suspense, il colpo di scena e il comico. E non manca nemmeno il romanzo di idee; i modi di pensare dei personaggi descrivono il nascere, in una società da poco uscita dalla supremazia del ceto sulla ricchezza, dei moderni cliché e dei dogmi correnti sul mondo degli affari.