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ca. 20 x 21 cm. (28)S. Original photoillustrierter Karton mit Deckeltitel. Guter Zustand, kleiner Eigenvermerk auf Innrndeckel unten. Mit zahlreichen sw Abbildungen nach Photographien und einer handschriftlichen, signierten Widmung von Anne Brommann auf dem Innendeckel.
Format (Blattgröße): 32,5 x 50 cm. Doppelblatt aus einer Illustrationsfolge. Graphiken de
22 x 14 cm. Blatt: 38 x 27 cm. *Willi Geiger (* 27. August 1878 in Schönbrunn bei Landshut, Niederbayern; † 11. Februar 1971 in München) war ein deutscher Maler, Graphiker, Exlibriskünstler des Expressionismus und frühes Mitglied des Deutschen Künstlerbundes. Er besucht die Kunstgewerbeschule, die Technische Hochschule und die Akademie in München, seine Lehrer sind u.a. Franz von Stuck und Peter Halm. Nach einem Zwischenspiel in Berlin kehrt er zurück und wird Professor an der Kunstgewerbeschule. Die Nazis entlassen ihn, 1946 kann er seine Lehrtätigkeit wieder aufnehmen. Graphiken de
Format (Blatt): 49,5 x 35 cm. *Geboren am 10.12.1948 in Salzberg/Berchtesgaden und aufgewachsen in Schönau am Königsee, 1967 Ausbildung und Arbeit im graphischen Gewerbe als Tiefdrucker und Colorretuscheur sowie Nyloprinter, ab 1986 freischaffender Künstler, heute in München. Graphiken de
Format (Platte): 25,5 x 22,5 cm. Blattgröße: 35 x 28 cm. *Sehr schöne Arbeit voller Anmut. - Tadellos erhalten. Graphiken de
br. Quattro ragazzi neolaureati, prima di buttarsi a capofitto nel complicato mondo del lavoro, decidono di vivere un'avventura che li porterà lontano da casa per qualche tempo: un viaggio da Milano all'Estremo Oriente, che condurrà i giovani protagonisti a riscoprire se stessi e a mettere in discussione i loro rapporti e modelli di vita. Lavinia e Alberto sono una giovane coppia. Lei, di padre italiano e madre bosniaca rifugiata in Italia, avverte la necessità di conoscere più da vicino quei luoghi balcanici dalla quale la madre, per proteggerla, l'ha sempre tenuta lontana. Lui, proveniente invece da un'operosa famiglia brianzola, è alla ricerca di una risposta sul suo futuro, sia per quanto riguarda la carriera lavorativa che il delicato rapporto con Lavinia. Anche Alice e Massimo, i loro più cari amici, stanno insieme. Lei, molto estroversa e perennemente connessa sui social, è alla costante ricerca di quel calore familiare che i suoi genitori non hanno mai saputo darle. Lui, in apparenza tranquillo e succube della fidanzata, utilizza il viaggio non solo per arricchirsi culturalmente, ma anche per capire veramente se stesso. Il viaggio si snoda fra Bosnia, Turchia, Penisola Arabica, India e Maldive, Thailandia e Cina, fino al Giappone, meta, ma anche prova, finale. Strada facendo, i quattro, fuori dal loro ambiente e a contatto con realtà diverse e persone stimolanti, si trovano costretti ad affrontare difficoltà inaspettate e crisi sia individuali che di coppia. Le loro complesse vicende alternano, in un susseguirsi di colpi di scena, momenti allegri, meravigliosi, tristi e sorprendenti fino a culminare, alla fine del viaggio, nel dramma e nella tragedia.
ill., br. Il libro nasce dall'incontro di professionisti impegnati a incontrare giovani adolescenti intrappolati nel disagio affettivo e relazionale. Il testo denuncia la crisi della relazione umana e sociale e l'eccessiva distanza tra i ragazzi e le istituzioni. Attraverso la forma narrativa del romanzo, il libro si rivolge ad un pubblico di adolescenti, ma è un ausilio prezioso per genitori, insegnanti e professionisti del settore psicoeducativo.
br. La fiaba rappresenta uno degli strumenti essenziali nella riabilitazione nei disturbi psichiatrici. La produzione creativa può sostituirsi alla parola; il paziente, infatti, può esprimere parti di sé e della propria storia senza necessariamente esporsi in prima persona, attribuendo ai personaggi della storia caratteristiche e azioni, di cui inconsciamente e consapevolmente non riesce a parlare. Si tratta, spesso, di racconti immaginari a lieto fine, grazie all'intervento di un eroe che riesce a sconfiggere gli esseri malvagi oppure di racconti che rispecchiano la realtà o la società in cui viviamo, in cui sono presenti intenti morali. Così, le fiabe mettono in luce tutto ciò che ognuno dovrebbe idealmente fare, comunicando in variegate forme che è necessario lottare per superare gli ostacoli e le difficoltà inevitabili della vita. Questo libro è stato realizzato grazie al lavoro, condotto da due terapiste della riabilitazione psichiatrica, di giovani pazienti psichiatrici, ricoverati nel corso del semestre di attività progettuale nel SPDC dell'Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania.
br. Dopo aver attraversato la regina viarum, l'Appia Antica, Valentina e Federica sono di nuovo in viaggio. Questa volta percorrono la via Popilia-Annia, una strada minore che da Capua porta giù in Calabria, nel profondo Sud. Un viaggio più consapevole del precedente, ma che ben presto si rivela un "boccone indigesto" per le emozioni che trasmette. Che cosa cercano le due mineviandanti sulla via Popilia? I resti della storia, quello che siamo stati e che ora non siamo più, ma anche tutto ciò che a quel passato ci unisce, inesorabilmente. Questo libro di Valentina Barile è un diario di viaggio intenso, capace di portare il lettore nell'anima dei luoghi attraversati e descritti con sensibilità. Un invito a riflettere sull'esperienza del viaggio, sulla dimensione dell'homo viator, e non ultimo, sulla condizione dolceamara del nostro Sud.
ril. La scuola è finalmente finita! E ora si va verso Riccione! La crema solare, i locali sulla spiaggia, la musica e cantare a squarciagola fino all'alba, ma... Ops! Questa è un'altra storia! Per Evy, sguardo color nocciola, testa tra le nuvole e passione per la danza, lo scenario sarà ben diverso. Ad aspettarla, via da Milano e soprattutto a troppi chilometri dal mare, ci sono la nonna Lea, un concentrato di saggezza e crostate alla frutta, e Alice, vecchia amica dalla bellezza genuina, sempre convinta di non essere abbastanza. Tra i boschi Evy si imbatte in Chris, il lupo solitario che quando nessuno lo guarda ama tuffarsi nelle acque del lago, cristalline come i suoi occhi. Evy e Chris appartengono a due mondi diversissimi, ma hanno una cosa in comune: sono dei gran testardi, pronti a tutto per difendere i propri ideali. Lo scontro è assicurato e, come se non bastasse, in mezzo alla natura incontaminata non c'è spazio per la tecnologia. Esatto: nessuna connessione internet! Come sopravvivere a un'estate senza social? Senza poter chattare con gli inseparabili Leila e Jhonny, partiti per una vacanza da urlo? In vetta alla montagna dove ha trascorso l'infanzia, per la prima volta Evy alzerà gli occhi dallo smartphone: solo così troverà il coraggio di seguire il suo sogno, e scoprirà un panorama che non ha bisogno dei filtri di Instagram per essere perfetto.
br. "Italians do it better": sono le parole d'ordine lanciate da una maglietta indossata da Madonna, mentre Paolo Rossi diventa il simbolo di un'Italia che vuole lasciarsi per sempre alle spalle stragi e terrorismo. Sono gli Ottanta: gli anni dell'edonismo, dell'arricchimento, quando eravamo un Paese invidiato da mezzo mondo. Gli adolescenti di allora ricordano quegli anni con nostalgia: Nikka Costa, Maradona, Goldrake, gli Europe di The Final Countdown, il tormentone Gioca Jouer, il Cacao Meravigliao di Arbore, Il tempo delle mele, il Ciao della Piaggio, il succo di frutta Billy, il piccoletto del mio amico Arnold, i Puffi, il Tom Cruise di Top Gun... Eppure, a guardar meglio, è il decennio delle mode effimere e classiste, dell'imbarbarimento della politica e della convivenza civile. Di baby pensioni. E debito pubblico al galoppo. Nella Milano da bere ci si spranga per rubarsi Timberland e Moncler, divise d'obbligo dei giovani paninari che alle ideologie preferiscono "cuccare". Mentre si applicano al gioco in Borsa e all'evasione fiscale, gli italiani si confrontano con l'arrivo dei primi "vu cumprà". E dagli scontri in piazza tra fascisti e comunisti si passa a quello Nord-Sud, con l'alba delle Leghe e uno slogan che ancora oggi risuona negli stadi: Forza Etna!
br. Un'antologia della prosa italiana contemporanea: racconti brevi e brevissimi di autori istituzionalizzati e nuovi della letteratura italiana di fine Novecento. L'antologia include anche scrittori stranieri in lingua italiana. Il volume contiene una Introduzione di Giuseppe Panella, una Prefazione di Ernesto L'Arab ed una Postfazione di Roberto Pasanisi. In copertina, un quadro di Antonio Berté intitolato "Poesia".
br. Le donne della Val d'Orcia raccontano: la verità della loro vita, tra guerra, povertà e miseria. Bambina, ragazza, madre, nonna. Passione, amore, sofferenza e morte.
brossura Peppe, un bravo ed ingenuo ragazzo, vuole tentare il riscatto sociale e vede, come unica opportunità, la possibilità di entrare a far parte del "Sistema". Ma, per una serie di improbabili equivoci, finisce per andare a fare la domanda al Comune. La narrazione è ambientata a Spaccanapoli, una delle vie più affascinanti e conosciute della città di Napoli. I personaggi sono quelli tipici che s'incontrano nel rione. I protagonisti sono due giovani di diversa estrazione sociale. La storia gioca su una serie di improbabili equivoci. Molte cose sono inventate, altre sono conosciute e già sentite. L'intento è di portare il lettore in un percorso dapprima comico e divertente, poi serio e impegnato. Si mettono in evidenza, con esagerazione, stereotipi della vita quotidiana. I personaggi sono reali, s'incontrano facilmente nella vita quotidiana, e sono frutto di esperienze vissute o ascoltate da racconti di amici e conoscenti. Nella storia intervengono diversi personaggi, pittoreschi e divertenti, tipici della città di Napoli.
br. Un anno della vita di un ragazzino nella Sicilia alla fine degli anni '70. La famiglia, la scuola, gli amici, una quotidianità fatta di piccole cose che restituiscono il gusto di un'infanzia semplice. Nostalgia, tenerezza, sapori, odori e immagini a tinte nitide scorrono nelle pagine di questo libro, portando per mano il lettore in un mondo che non c'è più, ma i cui valori sono quelli di chi crede nell'ottimismo della volontà. Una madre casalinga e ottima cuoca, una nidiata di ragazzini che collaborano ciascuno a suo modo alla vita familiare, poi il prete, il venditore di sarde, il calzolaio, gli insegnanti, i carusi, compagni di scorribande per le strade di San Cataldo, ma soprattutto un padre eroe, minatore in giacca e cravatta, che permea di sé le pagine del libro, e l'anima del protagonista.
br. Smiti vive nella consapevolezza che l'esistenza sia un accadimento continuo e incontrollabile di circostanze. Restare dentro al travolgente flusso di pensieri che scorre nella sua testa è davvero complesso, anche perché Smiti fa un lavoro molto, molto particolare... (Circostanze) è la ricerca, ironica e struggente, di un punto di incontro tra i nostri infiniti pensieri e le parole che possono descriverli con accuratezza infinita. Di un equilibrio tra la conversazione irregolare della nostra mente e l'utilizzo cosciente di tutto il nostro corpo. Di un'armonia tra il dire e il tacere.
br. La trama del romanzo, a metà strada tra realtà e fantasia, si dipana su due piani intersecanti dei moti della terra e del cuore dell'autore, come emblematicamente recita il titolo. Al di là di ogni opportunistico riferimento a situazioni tragiche recenti, dalla intera vicenda scaturiscono situazioni di coincidenze straordinarie. Lo svolgersi delle vicende, a volte tragico-comiche, è accompagnato da spiegazioni sempre nell'ambito dei due piani narrativi, cioè la realtà (terremoti) e le vicissitudini dell'autore (amori). Alla fine si percepisce l'eterna lotta tra morte (tànatos) e vita (eros).
brossura
Broch?. 318 pages.
br. Una raccolta di racconti, una raccolta di pagine di vita. Persone, personaggi; storie, spaccati; parole, dialoghi; emozioni, sensazioni. Tutto questo e molto altro racchiuso in questo libro che racconta, con l'espediente di parlare ad un caro amico, di dinamiche familiari, di rapporti stretti, di vicende passate, di amori e difficoltà, di storia e di luoghi. Tutto riporta alla mente scene vicine all'autore che con eleganza e amorevolezza ha abbracciato il lettore nel suo mondo.
br. Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s'innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un'opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità.
br. Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s'innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un'opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità.