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br. Un "romanzo moderno", come lo definisce lo stesso autore, che ripercorre le vicende personali e politiche successive alla scarcerazione del 2003. Ci sono tutte le donne che ha conosciuto in questo periodo: la ventenne Nastja che attendeva la sua liberazione, ragazze occasionali, Ekaterina Volkova - l'attrice famosa e di trent'anni più giovane che gli darà due figli - e la grottesca spogliarellista Lola Wagner. Sullo sfondo la radicale trasformazione della decadente zona industriale dove figli e nipoti degli operai abbandonano il quartiere per l'estrema periferia mentre le strade si riempiono di auto di grossa cilindrata, negozi e uffici. La società consumistica avanza inesorabilmente e inghiotte anche Syry.
(Codice SW/1714) In 8º (21 cm) 407 pp. La cessione della zona di Capodistria alla Jugoslavia, cronache parlamentari. Con una carta. Brossura editoriale, lievemente usata, interno ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Gr.8°. 79 S. Original Englische Broschur mit Original Umschlag mit Deckeltitel und Deckel-Vignette. Umschlag hinten etwas eingerissen, sonst guter Zustand. Mit zahlreichen farbigen Abbildungen nach Zeichnungen.
brossura Diventare adulti oggi. Un viaggio onirico e al contempo perfettamente reale attraverso il silenzioso rumore della crescita ai tempi della crisi. Un percorso che serpeggiando tra le nebbie di Londra e i paradisi vergini del mare delle Antille, insegue le ambizioni, le incertezze, le delusioni e la rabbia dei nuovi giovani; la loro voglia di non abbandonare i propri sogni e la certezza che, prima, bisogna scoprire quali sono davvero.
br. "Zoe" è la storia di un segreto. Racconta di una prostituta Keniota, di come sia stata rapita da bambina, nel parco Lambro a Milano, di come sia stata "addestrata" a prostituirsi e abituata a non dire mai "no" ad un uomo. Racconta della sua solitudine e della totale mancanza di alternative e di riscatto. Racconta di una gravidanza non voluta, figlia della violenza, e della voglia incontrollabile di maternità, di far nascere a tutti i costi "il bene dal male". Racconta anche di un passato lontano, di un soldato rimasto prigioniero degli inglesi, per cinque anni, presso il campo n° 27, a Kisumu, un piccolo villaggio sulle sponde del lago Victoria. Racconta della storia di quest'uomo, oggi in punto di morte, venuta a galla perché annotata sopra una dozzina di fogli di carta velina che, in prigionia, nascondeva tra la suola e il cuoio delle scarpe. Racconta di come, a volte, il cerchio della vita si chiuda in maniera talmente inaspettata e amara e dolce insieme. Di come il destino possa avere infinita fantasia. Di come ogni vicenda, in fondo, abbia un suo senso. Racconta di Zoe e di un segreto.
br. Ci sono proprio tutti, i segni zodiacali, persino il tredicesimo, il blasonatissimo Ofiuco, in questa antologia frutto della fantasia di decine di scrittori che hanno dato il meglio di loro in 'Zodiaco', concorso unico nel suo genere, durato due anni circa e curato dallo staff dell'associazione culturale Scrittori Per Sempre (SPS). Il risultato è un'antologia altrettanto unica, che prende ogni singolo segno zodiacale e lo rivolta dentro e fuori, sotto ogni possibile interpretazione e sfaccettatura e sotto ogni genere letterario. Siamo orgogliosi di presentarvi Zodiaco. L'antologia, un libro che non può mancare la vostra libreria, se non volete essere mutati in pesci o rincorsi da un capricorno. A nome di tutta SPS, vi auguro buona lettura.
brossura Un viaggio nel Kosovo, a ridosso dei bombardamenti del 1999, per ricordare i crimini che vi si sono consumati, sotto i nostri occhi indifferenti. Il traffico di organi, quello della droga, la tratta degli esseri umani, gli scomparsi, le torture. La dimensione letteraria non toglie nulla alla realtà e ci interroga sul nostro paese, geograficamente e politicamente coinvolto, su questo commercio che passa attraverso il sequestro e l'omicidio di persone alle quali gli organi vengono espiantati. Un crimine che si aggiunge a quelli "ordinari", come la costrizione a lasciare la propria casa, il proprio lavoro, la propria terra, mentre la Nato si espande verso Est impiantando nuove basi militari. Le storie di Jovan, di Milan, di Dragan, di Dejan, di Srdjan, i loro cuori, ci accompagnano in un viaggio che vuole essere occasione per accorciare la distanza tra noi e i crimini di cui siamo complici.
brossura Questi racconti (come definirli altrimenti, tanto per tentare di intenderci: fantacronache, rapporti, resoconti, miti, apologhi, dialoghi, parabole, allegorie o fabulae?), compresi dentro il racconto del raccontare, sono un imbroglio. Zisa e Zòsima è germogliato da due parole musicalmente amabili e gradevoli: la prima è il nome di un celebre palazzo e di un quartiere di Palermo di origini arabo-normanne; la seconda di una presunta schiava del filosofo neo-platonico Damascio, di età ellenistico-bizantina, vissuto tra il V e il VI secolo dopo Cristo. Assieme al racconto-giocattolo che dà il titolo al libro, una specie di trattatello prêt-à-porter pseudo-filosofico-teologico, e che forse è una preghiera o un'apologia della filosofia come meraviglia e medicina dell'anima, questo volumetto, contiene quattro racconti metafisici, surreali e in parte autobiografici, scritti in volgare dialetto siciliano, una sorta di collage e pastiche linguistico, che, tra cuore e ragione, mescolano greco, latino, italiano e dialetto, hanno identico orizzonte filosofico e vanno intesi come metafora onde «ingannare il Carnefice», nonché come meditazione sul fine di ogni fine e sulla fine prima della fine.
36 x 27 cm. Blattgröße: 50 x 35 cm. *"Benno Walldorf (* 26. April 1928 in Gießen; † 9. Juni 1985 in Bad Homburg vor der Höhe) war ein deutscher Maler und Grafiker, der auch als Jazzmusiker und Fotograf tätig war. Weitgehend autodidaktisch ausgebildet, gelangte er in den 1960er-Jahren zu einer eigenständigen farbenfrohen Bildsprache, die Elemente eines magischen Realismus mit Einflüssen von Surrealismus und Pop Art verband, und schuf zahlreiche Wandbilder im öffentlichen und halböffentlichen Raum" (Wikipedia). - Sauber und gut erhalten. Graphiken de
[12], 277 pages. List of abbreviations. Glossary of Jewish and Zionist organisations. Footnotes. Index. "Searches through the Zionist record - and finds evidence that it sought the patronage and benevolence of avowed anti-Semites and, ultimately, the collaboration of the Fascists and Nazis. In a carefully researched and closely reasoned work, Brenner shows how from the beginning Zionism's leaders were prepared to go to almost any length to achieve the goal of a separate Jewish homeland." - back cover. Unmarked with average wear. Binding intact. A sound copy of this controversial work. Book
br. Con questo libro, il suo più personale sino a oggi, Oliver Sacks apre le porte della grande casa edoardiana di Londra in cui viveva un ragazzino timido e introverso con la passione per la chimica: di fronte al multiforme e al caotico, all'incomprensibile e al crudele, la purezza del metallo ha per il piccolo Oliver un valore simbolico, quasi la materializzazione di "idee chiare e distinte" e di un ordine stabile. Il tramite naturale verso questo mondo fantastico è Dave, zio Tungsteno, quello che fabbricava le lampadine. Guidati dai filamenti di luce, seguiamo l'evoluzione di quel ragazzino curioso e appassionato: e sarà come ricapitolare alcune tappe essenziali nella storia della scienza.
brossura
br. Nel 1742 il matematico Christian Goldbach, tutore del figlio dello Zar, formulò una congettura secondo la quale ogni numero pari maggiore di due sarebbe la somma di due numeri primi. Ma nel corso della sua vita Goldbach non potè trovare una dimostrazione efficace della sua intuizione. Così, per oltre 250 anni, la sua congettura è rimasta tale. Fino a che zio Petros si è messo in testa che proprio lui sarebbe riuscito a dimostrare che Goldbach aveva ragione. Solo suo nipote, come lui appassionato di matematica, è incuriosito dalla figura di quello zio strano, solitario, silenzioso, sommerso dalle sue carte. E sarà proprio il nipote a condividere l'ossessione per la soluzione della congettura e a scoprire il mistero della vita dello zio.
4°. 119 Blatt. Original Karton mit leinenbandverstärktem Rücken. Einband leicht berieben und etwas lichtrandig. Innen sehr sauber und ordentlich. Guter Gesamzustand. Mit Einleitung und Lebenslauf.
brossura Io penso che la storia di ogni bambino della mia generazione e delle generazioni precedenti sia stata costellata da zie: quando ero piccola, non so perché, le zie erano tutte vecchie.
ill., br. "Conobbi Miris Zibellini alla fine degli anni Quaranta quando a Prato i telai già battevano interrottamente cento colpi al minuto, quando i capannoni ricostruiti ospitavano nuovamente filande e cimatrici. Anche se nato in Via Bologna e allevato fra i ragazzi di Piazza Ciardi quando lo conobbi io non era un animale pratese. Alto, distinto, sportivo, accuratamente arruffato si distingueva dalla gioventù nostrale per proprietà di linguaggio e disinvoltura. Forse le passeggiate nell'ombra silente dei boschi del Casentino hanno fatto tornare alla memoria di Miris le vicende della sua vita come agente di commercio ed ecco che ora ci fa leggere questi divertenti racconti sull'argomento. Ma non si è accorto il nostro narratore che (forse non era nelle sue intenzioni) ha scritto una pagina fresca ed efficace della storia tessile pratese. Quella importante e non sufficientemente raccontata della figura del cosiddetto "rappresentante" e dei suoi rapporti con gli imprenditori locali. Gliene siamo grati specialmente ora che a Prato le cose sono cambiate: i mezzi moderni di trasmissione hanno reso meno importante la funzione del mediatore nel commercio, ma soprattutto la crisi, la grave crisi del tessile, ha quasi cancellato la voglia di raccontare." (dalla presentazione di Umberto Mannucci).
brossura L'autrice si riappropria con "Zibbà" del titolo assegnato già a sue precedenti pubblicazioni ad altre sue varie raccolte di blog e ad un suo libro di racconti brevi, pubblicato nel 2010 ma vi accosta un sottotitolo più eloquente: - "Pensare ad occhi chiusi" - Solo così, dichiara la Conti: "potrò vedere altro che i miei pensieri..." descrivendo e narrando di una certa signora, Lady delle stelle, i cui nomi si raddoppiano anzi si triplicano, saltellando, poetando e ne narra con ingenuità, parte del suo mondo di bambina ed oltre..., pur rimanendo sempre se stessa ma lei non se ne accorge e continua a scrivere... Scrive e sogna: Sogna e progetta: "Perché amo scrivere...","La parola magica è Equilibrio", ricerca di distrazione e di comunicazione, rimestando a piene mani nel pozzo delle sue informazioni e della memoria. Lavorare sulla riflessione con buona dose di sensibilità personali sulle quali si erge tutto il suo iter di scrittura introspettiva. Dare valore alla consapevolezza della realtà vissuta. Massima attenzione ai cambiamenti, accettandoli, mai rassegnata ma convinta che siano vitali. Il mondo globale sminuzza le qualità e le mescola. Scrivendo si rimane sempre con i piedi ben saldi a terra perché Pensieri, Sogni e Poesia ci salveranno da una certa confusione.
ril. Specchio di una straordinaria esperienza umana e intellettuale, lo "Zibaldone" è la chiave di lettura di tutta l'opera leopardiana; ma è anche un testo autonomo, che si offre alle indagini più disparate. "Diario meramente interno e mentale", libro "unico probabilmente in tutte le letterature", come ebbe a definirlo Gianfranco Contini, questo sterminato laboratorio (4526 pagine autografe) è il luogo in cui convergono, tra l'estate del 1817 e l'inverno del 1832, sondaggi introspettivi, capitoli di diario, meditazioni filosofiche di folgorante genialità, frammenti di compiuta poesia, riflessioni sociali e politiche, note filologiche, analisi di testi antichi e moderni. Con la scoperta postuma dello "Zibaldone", Leopardi è entrato nel circuito delle grandi correnti del pensiero moderno, collocandosi tra sommi protagonisti come Schopenhauer e Nietzsche.
ril. Lo Zibaldone è un iperlibro. Uno smisurato «scartafaccio», come lo chiamava l'autore, costruito con tecniche diverse nell'arco di un quindicennio, dall'estate 1817 al dicembre 1832, secondo un progetto continuamente mutato. È un'opera indefinibile, fondata su un insormontabile principio di incompiutezza. Leopardi stesso non sapeva a cosa fosse dedicato l'edificio cartaceo che stava erigendo e che prendeva di volta in volta l'aspetto di un trattato sulla lingua, di un dizionario filosofico e filologico, di un diario intellettuale: un vero monumento elevato dal poeta alla propria intelligenza, creatività ed erudizione, che pure rimase quasi sconosciuto fino all'alba del Novecento, quando fu pubblicato per volere di Carducci. Nelle oltre 4500 pagine manoscritte che lo compongono, il definitivo e il provvisorio, l'occasione e la necessità convivono intimamente e si confondono, in una serie di infinite variazioni e accostamenti di elementi eterogenei, attinenti alla poesia o alle culture classiche e moderne, alla filologia o alla linguistica, alla teologia o alla politica, all'estetica o alla storia delle idee. Natura e ragione, felicità e noia, piacere e dolore, spirito e corpo, illusione e vero, Dio e nulla, antichi e moderni, classici e romantici: i grandi temi del pensiero leopardiano si ritrovano in questo specchio della vastità della letteratura spinta ai suoi estremi confini, dove ordine e caos finiscono per coincidere.
br. Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.
br. Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.
br. Dopo la morte della madre, alla porta di Dorothy "Dot" Roth, quarantenne cinica e impantanata in una vita fatta di piccole guerre personali, oltre che figlia ribelle e lesbica di una ricca famiglia di Bel Air, bussa Marvin. I due non si vedono da quindici anni. Dopo tutti quegli anni, la cerca per un motivo: vuole che Dot lo accompagni in Arizona per risolvere una misteriosa questione lasciata in sospeso dopo una rocambolesca rapina finita male che l'ha costretto a rifugiarsi in Messico. L'unico patto è che prima della meta finale non potrà rivelarle altro.
br. Galoppiamo a velocità proibitive dentro ritmi di vita insostenibili, dove non c'è mai tempo e non c'è più tempo per niente, neanche per baciarsi, mangiare e prendersi un raffreddore, dove questo dovrebbe essere normale, ma di normale, questo, non ha nulla. Zia Carmela aveva ragione è una raccolta di racconti brevi che vogliono essere per il lettore possibili piazzole di sosta e utili luoghi di ritrovo, ma soprattutto pause, dove concedersi un tempo per fermarsi a respirare, sorridere, riflettere, emozionarsi e riconoscersi. (...)
br. "Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.