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brossura Hanyun e Lihai sono giovani e innamorati. La loro vita trascorre tra la scuola e gli amici, finché un giorno un evento particolare cambierà le loro vite e li dividerà. Ma l'amore quando è autentico ritorna sempre, e Hanyun e Lihai lo scopriranno. "Ài yong bù mómiè", l'amore non muore mai. Può tornare con un altro nome, in un altro modo, con un altro volto, ma se è vero amore non smetterà mai di esistere. Zhang Hanyun, in questo nuovo romanzo, torna a raccontare un altro spaccato di Cina, toccando temi diversi dai precedenti romanzi, ma alla base dei quali si erge sempre l'amore.
br. Ventisei generazioni fa, nel territorio europeo compreso tra Genova e Lavagna, il potere delle varie Compagne d'Arte stava crescendo e i continui tradimenti fra alleati rendevano consigliabile cambiare spesso cognome. Nel luminoso paesaggio ligure di quel periodo epocale, Maestro Taiten scopre la vita benedettina e offre a Giorgio un valido esempio della disciplina orientale. Fra tanti coraggiosi protagonisti, Ulisse spera di non dover salpare come l'ammiraglio Alberto Spinola e Nicodemo insegna a Carlo ad amare il mare con tutto quello che produce, tesoro incommensurabile di memoria e vita.
brossura Le alluvioni 2.0, il web e la nuova risorsa dei social media per sopravvivere e comunicare. Cosa fare per sostenere le vittime trascorse le prime 2 settimane di emergenza, esaurita la notorietà, terminate le fasi dei primi soccorsi e finite le passerelle politiche.
brossura Frutto della tarda fioritura kiplinghiana - fioritura come offuscata e relegata in secondo piano dall'eccesso di notorietà procurata allo scrittore dalle sue opere maggiori - questi racconti non mancheranno di sorprendere e sconcertare molti lettori: giocati su una mostruosa tastiera di riferimenti, bagnati di malinconia immortale, spaziano dal Sudafrica che non ha ancora conosciuto la guerra boera all'Antiochia dei primi martiri cristiani, dal Medioevo monastico alle trincee della Grande Guerra.
br. "Lo stato libero e democratico è certamente il migliore di tutti". Così Giacomo Leopardi scriveva nello Zibaldone, lo sconfinato palinsesto in cui aveva riversato e ordinato i suoi pensieri filosofici, storici, filologici, letterari. La presente antologia è una selezione dei passaggi più significativi sul piano politico e storico-politico, che si fonda sul lavoro di indicizzazione lemmatica e concettuale realizzato sul corpus da Leopardi stesso. Un ampio apparato di commento ai passi dello Zibaldone completa l'antologia. Trascurando ogni aspetto di politique politicienne, l'attenzione è stata concentrata sull'obiettivo forse più notevole del Leopardi pensatore: la rifondazione della politica dopo la Rivoluzione francese e dopo la Restaurazione. Libertà, democrazia, eguaglianza, conflitto sono solo alcune delle "categorie della politica" di un discorso critico-sistematico che costituisce un unicum non solo per la nostra autocoscienza nazionale, ma per l'insieme della cultura politica e civile della modernità.
brossura Mario, partito in giovane età dal suo paesino del nord della Sardegna, vive il resto della sua vita nella sua amata Basilicata. Coinvolto ingiustamente dalla giustizia contabile, che gli farà perdere la dirigenza, ripercorre la triste esperienza della sua vicenda lavorativa e della sofferenza vissuta dalla sua famiglia. Riesce a trovare la forza per confessare ai suoi amici d'infanzia tutte le sofferenze attraversate e le ingiustizie subite a causa di un complotto politico, pentito per aver trascurato per un decennio sua moglie e i figli, che a suo tempo gli avevano detto: "Io te l'avevo detto." Nutre il desiderio di vendetta... per riabilitarsi. La sofferenza e le umiliazioni ricevute non riescono a demolire la sua voglia di rialzarsi e rivivere il proseguo di una vita serena la cui forza proviene dall'amore per i suoi cari.
br. Norman Spinrad, qualche anno fa, ha raccontato ne "Il Signore della svastica" la storia di Hitler emigrato nel 1918 negli USA. E se lo avesse fatto anche Benito Mussolini? E fosse diventato anche lui uno scrittore di fantascienza? Mongai decide di offrire al lettore di questa realtà parallela la riproposta dei racconti più belli di "Benny" Mussolini, il "galvanized yankee" troppo a lungo dimenticato in favore del suo collega e avversario Adolf Hitler, l'"Unno Pazzo". Ecco quindi una raccolta dei migliori racconti di Benny "da lui stesso curata e pubblicata originariamente con il titolo "Antologia Personale", in occasione del suo novantesimo compleanno."
br. È l'estate del 1923 quando in due stanze in un sobborgo di Berlino una nuova coppia dà inizio al suo futuro comune. Lei si chiama Dora Dymant, lui Franz Kafka, e quello è l'ultimo anno della sua vita. Prima di allora ci sono state altre due brave ragazze ebree nella vita di Kafka, Felice e Julie, poi la passionale, anticonformista Milena. Ma lui è già "sposato con l'angoscia a Praga" e un altro matrimonio non ci sta. È solo con la giovane Dora che Kafka, avvicinandosi alla fine, riesce a svincolarsi dalla città nativa e a pensarsi, seppur per poco, libero di amare. E se fosse sopravvissuto alla tubercolosi che lo condusse a morte precoce? Se addirittura fosse scampato all'olocausto che si prese tutte le sue sorelle, rifugiandosi all'estero, magari in America, magari in un'accogliente comunità ebraica? Cosa sarebbe accaduto se il cantore di ogni forma di assoggettamento, vincolo, coercizione fosse riuscito a sfuggire? Quali inediti appagamenti il Nuovo Mondo delle mille possibilità avrebbe potuto riservargli? Philip Roth immagina per noi lo scenario e, incrociando quell'orizzonte letterario e umano al proprio, dà vita a una piccola gemma di lucidità critica e insieme di spassoso estro narrativo.
br. Si tratta di "Storie nella Storia lungo il fluire del 900". Geminella è un piccolo torrente derivato da rivi superficiali che scorrono nelle "Lame" dell'antica "Augusta Bagiennorum" e confluiscono poi in un unico letto nei pressi del "Mulino dei Cornetti" a Narzole. I racconti ruotano attorno ad una storia centrale, filo conduttore di tutte le altre, in un cerchio che si apre in un certo luogo e nello stesso luogo si richiude, la storia di Nino e di Lena, aperti agli altri e al rinnovamento all'insegna del rispetto e di una coscienza religiosa e civile di non poco conto. Il bianco e il nero dell'esistenza vengono descritti senza troppi veli: uno spaccato di vita in un fazzoletto di mondo racchiuso tra cielo, terra ed acqua. Un piccolo contributo alla salvaguardia della memoria storica, alla tutela di un paesaggio che è sempre più a rischio e un gesto d'amore nei confronti del territorio e del suo cuore: la gente.
br. (...) Come per "Se non ci conoscete...", anche questa narrazione è stata pensata e scritta sulla base di episodi autentici, con una differenza: qui i protagonisti storici compaiono nella trama di capitoli dedicati a personaggi che, per quanto "archetipici", sono di fantasia (Mario, Luisa, Franco, Federico, Giulio): nella precedente raccolta, invece, i personaggi del Diciannovismo, ovverossia della "primavera di bellezza"- come Reale ama definire quell'epoca - sono le colonne del fascismo nascente: Leandro Arpinati, Ferruccio Vecchi, Guido Keller, Alessandro Pavolini, Giuseppe Solaro... ed è attorno a loro che i personaggi minori (veri o immaginari) si muovono «sullo sfondo di una temperie storica inimitabile e ormai quasi mitologica più che leggendaria», come abbiamo avuto modo di dire nella nota introduttiva ai Racconti squadristi. (...)
ill., br. Franco Serantini conobbe molte celle: dell'orfanotrofio, del collegio, del riformatorio - senza colpe se non d'essere orfano e povero - sino alla cella numero 7 del carcere Don Bosco di Pisa. Qui morì il 7 maggio 1972. Due giorni prima era stato arrestato ai bordi di una manifestazione antifascista e massacrato da agenti dell'ordine pubblico. Restò ad agonizzare nell'inerzia del magistrato, dei medici, di infermieri, agenti e funzionari della prigione. Poco dopo, alla «vita e morte dell'anarchico Serantini», Corrado Stajano dedicò uno splendido libro. Raccontò la sua storia, si interrogò sul conflitto tra i poteri dello Stato e una persona sola e inerme. Mezzo secolo dopo, questo testo rintraccia le carte dei tribunali e degli archivi degli avvocati di parte civile e di singole persone di buona e integra volontà, la cui azione fu determinante per impedire che i documenti di un omicidio venissero cancellati. Sono ora depositati e consultabili presso l'archivio della Biblioteca pisana che alla memoria di Franco Serantini è intitolata. Là dove si decise per un «non luogo a procedere», l'indagine storiografica e la ricostruzione del contesto politico portano assai lontano dalle conclusioni dei giudici di allora. L'archivio del caso custodisce i riscontri di un crimine e gli indizi sulle responsabilità. Ma le carte hanno serbato anche, nonostante loro, il testamento politico e morale del ventenne anarchico. E con esso un prezioso sguardo sulla ribellione operaia e studentesca in una delle città cruciali del lungo Sessantotto italiano, e sulle sue radici nelle culture eretiche marxiste e libertarie di due secoli. E la vita breve e la lunga agonia di Franco Serantini riconducono al destino di Giuseppe Pinelli e alla tormentosa vicenda giudiziaria e storica che da Piazza Fontana arriva ai processi per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.
131 S. Original Karton mit Deckeltitel. (=Informationsbrief für Rechtssoziologie). Einband leicht berieben, sonst gut erhalten und ohne Anstreichungen.
92 S. Original Karton mit Deckeltitel. (=Informationsbrief für Rechtssoziologie). Im Randbereich ohne Textverlust gelocht, sonst gut erhalten und ohne Anstreichungen.
183 S. Original Karton mit Deckeltitel. (=Informationsbrief für Rechtssoziologie). Einband leicht berieben, sonst gut erhalten und ohne Anstreichungen.
35 S. Original Karton mit Deckeltitel. (=Informationsbrief für Rechtssoziologie). Im Randbereich ohne Textverlust gelocht, sonst gut erhalten und ohne Anstreichungen.
47(8) Doppelseiten. Original-Englisch-Broschur mit illustriertem Originalumschlag. (=Pfaffenweiler Literatur, 26). Gut erhalten. Erstausgabe. Mit Offsetlithographien von Sascha Juritz. Druck auf Werkdruckpapier der Papierfabrik Scheufelen. Mit handschriftlicher Autorenwidmung, 5.4.90, auf dem vorderen Respektblatt, beiliegend: Programmzettel, DIN A 4, des Buchhändlerkeller Berlin Charlottenburg,1990, verso Autograph des Autors, monogrammiert, mit einem handschriftlichen Verweis auf die umseitiog gedruckte Programmansage seiner Lesung am 5. April 1990.
21,5 x 11 cm. Unpaginiert. Original Karton mit Original Umschlag, Rücken- und Deckeltitel. Sehr guter Zustand. Vom Künstler auf dem Titel signiert. Nummer 111 von 500 numerierten Exemplaren, mit 10 eingebundenen Original Heliolithographien in 4 Farben.
82 S. Original-Karton mit illustriertem Deckeltitel. Einband etwas berieben, leichte Gebrauchsspuren, insgesamt gut erhalten. Von der Autorin signiert, datiert und mit der Widmung: "Zur Erinnerung an unsere schöne, schlesische Heimat" versehen. Mit zahlreichen Abbildungen auf 4 Tafeln.
(ca. 21 x 15 cm). 4 S. zum Aufklappen mit Beilage 4 S. Original-Prospekt zum Aufklappen mit typografisch gestaltetem Deckeltitel. Prospekt etwas gerändert, innen noch gut erhalten. Prospekt wurde gelocht. Insgesamt guter Zustand. Original-Programm zur Aufführung des Films im Jahr 1948 im Filmtheater im Sportpalast, Berlin-Schöneberg (Potsdamer Straße 170-172). Regie: Harald Braun, Schauspieler/innen: Hildegard Knef, Viktor de Kowa, Viktor Stahl, Willy Birgel und viele andere. Der Prospekt enthält Filminformationen und Besetzungsliste, eine ergänzende Beilage (4 S.) beinhaltet eine genaue Inhaltsbeschreibung. Zudem enthält der Prospekt viel zeitgenössische Werbung von Berliner Firmen, insbesondere aus den West-Berliner Stadtteilen Schöneberg, Charlottenburg und Steglitz. Das Filmtheater im Sportpalast wurde 1948 eröffnet, erst ab 1953 fanden auch im großen Saal wieder Kinovorstellungen statt. Das Programm gehört also zu den ersten Film-Aufführungen im Sportpalast seit 1945. Seltenes Filmprogramm und ein kleines Stück Berliner Kino- und Kulturgeschichte der späten 1940er Jahre. - Beiliegend eine Original-Eintrittskarte für das Filmtheater im Sportpalast (5.10.1950).
31,(1) S. Original Karton mit farbig illustriertem Deckeltitel (Willy Hellwig). Deckel etwas stockfleckig Buchschmuck: Ernst Liebenauer ( 1 Anfangs- und 1 Endstück).