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Spes 1959, In-8 broché, 338 pages. En grande partie non coupé. Trés bon état.
32259P., Editions Sociales, 1952, in 8° broché, 92 pages ; en partie non coupé.
in-16°, pp. 124-(1) con una ill. in antiporta. Bross. edit. Leggere tracce del tempo sui piatti, buono l'interno.
Mosca - Leningrado, 1953, in-4 piccolo, legatura editoriale in mezza tela con ritratto di Lenin adolescente sulla copertina anteriore, pp. 38, [2]. Con ritratto di Lenin bambino in antiporta e numerose altre illustrazioni n.t. Testo in caratteri cirillici. Ottime condizioni.
EDITIONS DU PROGRèS MOSCOW 1970 403 PP PICCOLO STRAPPO ALLA SOVRACCOPERTA, SEGNI DEL TEMPO, VOLUME IN OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
19821162781982 Edition des Presses Universitaires de France (PUF) - 1982 - Fort in-8, cartonnage toilé sous jaquette illustrée de l'éditeur, dans son coffret cartonné - 941 pages
192461111924. Hambourg Verlag Carl Hoym Nachf. 1924 - Broché 14 5 cm x 22 cm 244 pages - Texte en allemand de G. Sinowjew - Bon état
RUSCONI 1992, 144 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PERFETTO. E' giunto ormai il momento di dimenticare Marx? Di considerarlo un terzo incomodo tra destra e sinistra, dato che la sinistra ha perduto la fiducia in lui e la destra il gusto di combatterlo? Il dilemma ha una portata storica, eppure pochi hanno presente la complessa rete di conseguenze che derivano sia dal dimenticarlo sia dal conservarne il richiamo. Questo libro aiuta a guardare in faccia la realtà del problema senza il filtro di un partito o di un antipartito. E qui, in questo rovesciamento dei luoghi comuni, il romanzo mostra la sua originalità. tore, si lascia a sua volta morire nell'autunno piovoso che segna anche la fine di un'epoca.
1972za892Editions du Progrès, Moscou, Editons Sociales Broché 1972 In-12 (11 x 17,5 cm.), broché, 246 pages ; dos jauni, coiffes et coins légèrement frottés, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
19731202521973 Editions François Maspero, collection "Cahiers libres" N° 194-195 - 1973 - Deuxième édition revue et augmentée - In-8, broché couverture à rabats - 313 pages
Milano, Edizioni del Maquis, 1975, 16mo brossura editoriale, pp. 212.
Milano, Edizioni Del Maquis, 1976, 16mo brossura editoriale, pp. 212 con una tavola nel testo (sottolineature a matita) .
Milano, Edizioni del Maquis, 1976, 16mo brossura editoriale, pp. 212 (I classici del marxismo, 17).
in-8°, 270 pages, broche, couverture illustree a rabats. Bel exemplaire. [NV-25]
prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
1976021090Moscow: Progress Publishers. 1976. 1st thus. Hardcover. Minutes and Documents. 758pp very good. . Progress Publishers hardcover books
1966G107891Moskou, Progres 1966 152pp., 21cm., linnen uitgeversband met goudopdruk, goede staat, G107891
1980F57944s.l., bij de auteur 1980-1982 327 + 917pp.met enkele ills., enkele onderlijningen in 1ste deel, zoniet in goede staat, deel I is gesigneerd met opdracht door auteur
152pp., 21cm., linnen uitgeversband met goudopdruk, goede staat, G107891
327 + 917pp.met enkele ills., enkele onderlijningen in 1ste deel, zoniet in goede staat, deel I is gesigneerd met opdracht door auteur
19501200771950 Editions du Seuil - 1950 - Deux volumes in-8, brochés, couvertures illustrées en couleurs - 438 pages + 637 pages
LA CITTà DEL SOLE 1999 268 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO.
EDITORI RIUNITI 1966 TRADUZIONE DI GIUSEPPE GARRITANO. PICCOLISSIMI STRAPPI AL MARGINE SUPERIORE DELLA SOVRACOPERTA, PER IL RESTO PERFETTO, CON ANCORA PAGINE IN FOLIO E NON TAGLIATE.
LENIN I giorni della rivoluzione. Opere complete XXVI. settembre 1917 - febbraio 1918. Roma, Editori Riuniti 1966 italian, 550 Opera con copertina morbida in brossura e sovraccoperta. B.2.
Mendrisio : Tipografia Marazzi, 1945. 'Partito Operaio e Contadino Ticinese : Pubblicazione N. 2'. 8vo (cm. 20,5), cucito editorialmente con tre punti metallici in piano, brossura a stampa; p. 102 (2). Lievi tracce d'uso alla brossura (qualche sgualcitura, in particolare alle punte; tenui macchioline in prima di copertina; uno strappetto ai capi del dorso); sgualcita la punta inferiore delle pagine; tuttavia, nel complesso, buona copia. Conferenze fatte all'Università Sverdlov al principio d'aprile 1924.