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19451171861945 La Presse Française & Etrangère / O. Zeluck, Paris - 1945 - Petit in-8, broché - 202 pages
26595P., Zeluck, 1945, in 12 broché, 203pp. ; non coupé ; couverture illustrée aux couleurs du drapeau américain. Bel exemplaire.
OTTIME CONDIZIONI
Mm 115x185 Collana "Problemi attuali". Brossura editoriale di 242 pagine in ottimo stato. Etichetta di biblioteca privata dismessa in apertura. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Fine English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 247, [10] p., b/w ills. Oldugu gibi Rus biçimi sosyalizm. Translated by Mesude Gülcüoglu. Çikardigi Tan gazetesinin bir provokasyon sonucu yakilmasinin ardindan yurtdisina çikan ve uzun yillar Sovyetler Birligi'nde yasayan Sertel'in, basta Azerbaycan, Asya cumhuriyetlerine iliskin ilginç gözlemleri. Sertel Sovyet deneyini tarim, kolektiflestirme, ekonomik büyüme, cumhuriyetler üzerinde kurulan baski, din, aile, kadin, egitim gibi konular açisindan degerlendiriyor, proletarya diktatörlügü uygulamasi üzerine basit ama ilgi çekici yorumlar getiriyor.
16°, 19 cm, pp. 244, brossura editoriale, titolo al piatto e dorso, esemplare ottimo
In-16° pp. 245, bross. edit.
(I nuovi testi).<BR>16°, pp.244 (4), br. edit.
in 16° br. dig. (dorso rinf.) pp.399 con ill.ni
Opuscolo di 47 pp con foto dell'autore. Sottolineature a lapis blu e rosso. Copertina con piccola rottura al vertice.
In-8°, pp. 48 con le prime 10 pp. a numerazione romana. Bross. edit. con piccoli guasti d'uso e diffuso ingiallimento del tempo e alone d'umido sui bordi inferiori della bross. e delle pagine interne. Timbro di possesso sul piatto anteriore.
Illustrazioni in bianco e nero Ottimo stato.
Buona copia con normali segni d'uso
br. Alla fine della seconda guerra mondiale, Stalin riuscì a forgiare i regimi comunisti dell'Europa orientale ad immagine e somiglianza dell'Unione Sovietica. Dopo dieci anni di duro stalinismo sovietico, con i cambiamenti introdotti dal XX Congresso del PCUS, le dirigenze di questi partiti comunisti rischiavano di essere rovesciate dalle altre fazioni interne. In Romania, dal 1956, il segretario generale Gheorghe Gheorghiu-Dej convertì il regime in un sistema guidato da romeni, mantenendo la sua struttura stalinista. La ricetta romena per prevenire il cambiamento prevedeva il recupero degli intellettuali e dell'elite nazionale precedentemente ostracizzata. Pur definendosi comunista, il regime usò sempre più il nazionalismo per la creazione del consenso interno in funzione anti-sovietica. Nicolae Ceausescu, giunto al potere nel 1965, continuò e portò all'esasperazione questa strategia, ampliando a dismisura la macchina della propaganda, che inondava incessantemente la vita quotidiana dei romeni. In particolare, fu il discorso sulla storia nazionale ad essere strumentalizzato, falsificato, piegato a mere esigenze politiche, e declinato in ogni tipo di prodotto culturale, tanto nei testi universitari quanto nella letteratura e nelle arti. Questo libro racconta la storia di come la cultura romena fu asservita al mantenimento di un regime politico per oltre quarant'anni e delle conseguenze di questa regimentazione forzata dopo l'abbattimento del muro di Berlino.
Bologna, Abes, 1951, 8vo pp. 47 con 3 ill. f.t.
Bologna, ABES, 1951, 8vo pp. 47 con 3 ill. f.t.
1975100136582Oxford University Press 1975 76 pages 16 92x4 32x24 21cm. 1975. Cartonné jaquette. 76 pages.
19781141041978 Editions François Maspero, collection "Actes et mémoires du peuple" animée par Louis Constant - 1978 - In-8, broché couverture illustrée à rabats - 301 pages - Premier tirage : 3300 exemplaires
1975120651Toronto-London, Lexington Books 1975 In-8 23,5 x 16 cm. Cartonnage éditeur, bleu-gris, auteur & titre en noir sur le dos et le premier plat, XI-295 pp., notes en bas de page, index, sommaire. Dos passé. Exemplaire en bon état.
Mm 125x205 Collana "Intersezioni". Brossura editoriale di 133 pagine. Esemplare in perfette condizioni, come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in-16°, pp. 221. Bross. edit.piccolo timbro di app. altrimenti ottimo.
brossura Nel 2000 viene pubblicata la prima edizione di "Empire", opera di Antonio Negri e Michael Hardt destinata a diventare pietra miliare della teoria politica contemporanea e nucleo focale di un'elaborazione che si sviluppa tutt'oggi. Con l'intento di «rinvigorire la teoria comunista, o meglio, di scrivere un nuovo capitolo del Capitale», gli autori si propongono di analizzare il mondo globalizzato aggiornando la «cassetta degli attrezzi» di marxiana memoria, traghettando così Marx oltre Marx e il marxismo novecentesco. "Empire" ha avuto una diffusione planetaria e la sua pubblicazione ha scatenato una discussione amplissima che ha interessato le accademie e i movimenti di tutto il mondo. A distanza di circa vent'anni dalla prima edizione dell'opera, il presente saggio si pone come obiettivo l'analisi critica di questo dibattito e una sua ricostruzione tematica, al fine di mettere a confronto il lavoro di Negri e Hardt con le diverse interpretazioni da essi suscitate e così comprendere compiutamente il loro pensiero.
br. "Spiegatemi perché credere in Dio sarebbe ridicolo, mentre non lo sarebbe credere nell'umanità; credere nel regno dei cieli sarebbe stupido, mentre sarebbe intelligente credere nelle utopie terrene" (Aleksandr Herzen). Il comunismo fu una fede tesa a costruire un mondo più giusto, per assicurare la felicità a tutta l'umanità. Il secolo dei Lumi aveva affermato che l'uomo è buono per natura ed è la società che lo corrompe. Di qui la necessità di rimuovere tutto ciò che opprime l'uomo per realizzare il comunismo, "il momento reale dell'emancipazione e della riconquista dell'Uomo" (Marx). Messi alla prova, gli uomini continuarono ad essere imperfetti e inadeguati rispetto alle esigenze di perfezione della ragione e della dottrina. La fede nella capacità dell'uomo di realizzare "il paradiso in terra" si risolse storicamente in un vero e proprio inferno: invece del "sole dell'avvenire" "buio a mezzogiorno". La storia del comunismo invita a riflettere sull'uomo, sui meccanismi della violenza che spesso lo dominano e sul suo inestinguibile desiderio di compimento, che chiede una ragione liberata dalle secche del razionalismo, disposta ad aprirsi alla vastità del reale.
br. La tesi di "Comunismo queer" è che lo sfruttamento e l'esclusione, all'interno delle società capitalistiche, non hanno solo un carattere universale, ma particolare. Di conseguenza, se vogliamo lottare efficacemente contro il capitalismo, dobbiamo fronteggiare ciascuna delle singole matrici di oppressione da cui trae linfa e sostanza per affermarsi e riprodursi. Nel caso dell'oppressione di genere e sessuale, la sua matrice è l'eterosessualità. Ambire alla sovversione dell'eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati o visibili. In ciò consiste la differenza tra ogni altra forma di anticapitalismo e il comunismo queer.
br. La tesi di "Comunismo queer" è che lo sfruttamento e l'esclusione, all'interno delle società capitalistiche, non hanno solo un carattere universale, ma particolare. Di conseguenza, se vogliamo lottare efficacemente contro il capitalismo, dobbiamo fronteggiare ciascuna delle singole matrici di oppressione da cui trae linfa e sostanza per affermarsi e riprodursi. Nel caso dell'oppressione di genere e sessuale, la sua matrice è l'eterosessualità. Ambire alla sovversione dell'eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati o visibili. In ciò consiste la differenza tra ogni altra forma di anticapitalismo e il comunismo queer.