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II edizione, traduzione di Clara Di Zoppola, presentazione di Paolo De Benedetti, introduzione dello stesso A., pagine in buonissimo stato di conservazione, qualche leggera ombratura ai tagli, brossura editoriale illustrata, flessibile, ingiallita al dorso, qualche leggera ombrature e segni di usura dovuti soprattutto a scaffalatura. Numero pagine 234 USATO
Opera incompleta, solo un volume, il vol.II, traduzione di Nino Tonna, firma appartenenza a matita all'occhiello, pagine in buonissimo stato di conservazione, brossura editoriale in cartoncino flessibile, con alette, a tratti scolorita e con segni di usura dovuti a scaffalatura. Numero pagine 575 USATO
I edizione, prefazione di Mons.José Maria Arancedo, rilegatura editoriale rigida, cartonata, bianca con titoli d'oro al solo dorso, sovraccoperta con lievissimi ed inevitabili segni di usura, con fascetta editoriale, pagine in buonissimo stato di conservazione. Numero pagine 262 USATO
N.90 della collana, traduzione di Cristina Franzero, brossura editoriale in cartoncino flessibile, illustrata, ruvida, con lievissimi ed inevitabili segni di usura, all'interno pagine in ottimo stato di conservazione. Numero pagine 117 USATO
I edizione, brossura editoriale in cartoncino flessibile, ruvida, con ombrature, qualche impronta, tracce di polvere, qualche leggera abrasione ed usura da scaffalatura, volutamente con un solo risvolto al posteriore, pagine leggermente ingiallite ai bordi restando comunque in buonissimo stato di conservazione, con alcune illustrazioni in nero nei testi. Numero pagine 223+LVIII+XI USATO
N.94 della collana, introduzione di Luigi Ciotti, postfazione di Paolo Naso, pagine appena ingiallite ai bordi restando comunque in buonissimo stato di conservazione, brossura editoriale illustrata, flessibile e ben preservata. Numero pagine 127 USATO
L'autore è stato ministro degli affari europei. Il volume presenta un'inesorabile dissezione del Sarkozismo da parte di uno dei principali dirigenti del PS, che ha la volontà di rinnovarlo. Copertina leggermente stanca agli angoli, lievemente usurata alla cima del dorso. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine, lievemente macchiati i tagli. Presenti mancanze a pagina 18, 20 e 74. Numero pagine 282. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile, illustrata, con alette, piega da lettura al piatto anteriore ed alcuni superficiali segni da sfregamento al dorso, all'interno pagine pulite ed in ottimo stato di conservazione. Numero pagine 183 USATO
N.7 della collana, prefazione di Paolo Naso, in appendice 3 documenti su chiesa e società, pagine appena ingiallite ai bordi, con qualche sporadico segno con penna nera ai margini ed alcune frasi evidenziate con colore verde alle pagine 45 e 46, copertina editoriale in cartoncino flessibile, ingiallita e con qualche abrasione al dorso ed usura alle punte. Numero pagine 128 USATO
Coperta cartonata, allentata alla costa, imbrunita, illustrata a colori al piatti anteriore e con segni d'usura, irregolarità e mancanze da fattore tempo ai margini, alle punte, alle cerniere e soprattutto alle cuffie. Legatura allentata alle pagine iniziaili, tagli imbruniti ed irregolari, pagine con imbrunitura, alcune con accenni di crescente fioritura, libro completamente fruibile, presenti tavole a colori fuori testo, note a piè di pagina, numero pagine 166; da segnalare: presunta dedica autografa dell'autore al foglio di guardia USATO
Coperta illustrata in nero al piatto anteriore, leggermente imbrunita e con ordinari segni del tempo ai margini, alle punte e alle cuffie. Tagli regolari ed imbruniti, pagine ben salde alla costa e con imbrunitura, libro completamente fruibile, appartenente alla collana "Saggi Rizzoli", traduzione di Enzo Peru, numero pagine 314 USATO
17958867Hambourg, Benjamin Gottlob Hoffmann, 1795. In-8 de [6]-326-[2] pages, demi-veau brun, dos lisse orné de filets et fleurons dorés, pièce de titre rouge.
Due volumi legati in uno di cm. 22, pp. (8) xv (1) 311 (1); 370. Con un ritratto all'antiporta di ciascun volume raffigurante Maria Luisa, Infanta di Spagna, e Carlo Lodovico di Borbone. Gli 80 capitoli in cui e suddiviso il testo sono inoltre tutti preceduti da una graziosa incisione a mezza pagina. Solida legatura coeva in mezza pergamena con piccole punte e titoli su tassello al dorso. Qualche macchietta sparsa e poche tracce d'uso, complessivamente buono stato di conservazione generale. Stimata traduzione italiana dell'opera di Andrés Mendo: "El Principe Perfecto y Ministros Ajustados. Documentos politicos y morales. En Emblemas" apparso nella metà del '600.
Cm. 35, pp. (8) 591 (1). Con grande marchio xilografico al frontespizio, testate e capolettera ornati. Solida legatura antica (settecentesca) in piena pergamena rigida. Una porzione di carta (bianca) mancante al termine dell'epistola preliminare ed una gora chiara all'ancolo alto di poche carte, un timbro privato di possesso al frontespizio, peraltro esemplare marginoso, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Edizione originale di questa trattazione che è da ritenere il primo tentativo, condotto con perizia storiografica, di gettare luce sugli avvenimenti italiani tardomedievali. Non disgiunte dalla narrazione storica sono le ampie notizie sulle famiglie nobili d'Italia, duchi, principi, marchesi, conti, vescovi, abati, ecc.
24162Amsterdam, Antoine Michels, 1661. In-12 (130x80mm) relié en plein vélin d'époque ; (23) - 384 p. Très bon état intérieur, malgré quelques claires mouillures et légères rousseurs. Reliure très bien conservée. Bon exemplaire. Jean de Silhon, littérateur français né à Sos près de Neirac vers 1596, mort à Paris en 1667. Un des premiers membres de l'Académie française.
In 8° (cm. 20,00) legatura in cartone rustico azzurro coevo con due antiche etichette al dorso; pp. XV+1 bianca+ 219+ 1 bianca. L'autore, scrittore politico (Tassullo 1733 - ivi 1802), dopo gli studî compiuti in Germania, visse (1758-67), salvo brevi intervalli, a Trento. Nel 1767, in seguito alla condanna delle sue opere da parte dell'Inquisizione, si trasferì all'Aia; poi passò a Coira (dove fondò un Giornale letterario), a Venezia, a Berlino, finché, ritornato a Trento, prese viva parte alla lotta contro il principe vescovo. Quando Bonaparte occupò il Trentino (1796), si schierò contro i Francesi. Appassionato assertore della libertà religiosa e del progresso civile, permeato di cultura italiana e francese (Montesquieu soprattutto), impersonò quel movimento massonico che dall'Austria si infiltrò in Italia, recandovi l'impronta della politica giuseppina e delle dottrine febroniane. Su questa edizione dell'opera di Carlo Antonio Pilati, cfr. Illuministi italiani. Tomo III: Riformatori lombardi, piemontesi e toscani, a cura di F. Venturi, Milano-Napoli, Ricciardi, 1958, p. 565 e seguenti: "Da questa volontà di rinnovamento nacque l'opera più importante di Pilati ... Di una riforma ...Avez -vous lu la Riforma d'Italia? - Scriveva Voltaire - il n'y a guère d'ouvrage plus fort et plus hardi; il fair trembler tous les pretres et inspire du courage aux laiques ..." . Minime manc. al dorso, qualche fioritura per il tipo di carta e dei forellini alla pag. 213 che ledono due sillabe del testo, ma bell'esemplare in barbe, a larghi margini. Edizione poco comune, la prima vide la luce a Villafranca nel 1767. Manca al catalogo Einaudi. Solo 11 copie nelle biblioteche italiane. - IT\ICCU\IEIE\001070
31,2x24 cm per il Don Pirlone originale, Legatura coeva in tutto cartoncino rigido foderato con bella carta marmorizzata blu coeva. Prima edizione. Opera completa di tutti i 234 numeri pubblicati. All’interno i numeri si presentano ad ampi margini, in parte in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Su ogni numero, al frontespizio, la celebre immagine della Maschera del Don Pirlone con il cappello a falda larga a sovrastare il motto “Intendami chi può, ch’i’ m’intend’io” ispirata da una maschera senese del 1711 che voleva raffigura l’ottuso benpensante. Opera assai rara a trovarsi completa di tutti i numeri. Le tipografie che pubblicarono il giornale, uscito dal 1 settembre del 1848 al 2 luglio del 1849, cambiarono più volte durante i mesi di uscita passando da Natali a Pallade e da Bertinelli a Pierra. Il Don Pirlone è passato alla storia in quanto fu il primo giornale che attaccò senza remore e con uno stile satirico estremamente graffiante il governo pontificio e numerosi suoi alti funzionari. In modo particolare, dopo la fuga del pontefice da Roma, allo scoppio dei moti rivoluzionari, il Don Pirlone contribuì ad attizzare il clima politico romano. L’opera presenta in ogni numero un grande disegno satirico a piena pagina realizzato dal celebre pittore, disegnatore, incisore, litografo, illustratore e caricaturista italiano nato ad Aviano nel 1813, Antonio Musatti. Il giornale nacque nel 1848 ad opera dei liberali dell'Epoca che ne andarono a costituire il gruppo redazionale. Tra essi quello che ne divenne il direttore, Michelangelo Pinto. La fama del giornale fu tale che all’epoca del suo maggior successo arrivò a toccare i 1.200 abbonamenti, numero altissimo per un giornale cittadino dell’epoca anche se nel Don Pirlone non mancano numerosi articoli inerenti a fatti di interesse italiano. Gli articoli in esso contenuti, come anche il nome dell’autore delle vignette rimasero a lungo anonimi. Il giornale, si ritiene oggi, ebbe un ruolo fondamentale d’ispirazione per la maggior parte dei giornali risorgimentali. Già dopo i primi numeri il giornale attirò l’attenzione del ministro degli interni Pellegrino Rossi, che tentò più volte di farlo chiudere tramite l'intervento del Consiglio di censura. La sua uscita si concluse nel 1849 con la fine della breve ma intensa esperienza della “Repubblica Romana” dopo averne anticipato l’avvento ed averne accompagnato la nascita e lo sviluppo. Bibl. Rif.: Molinari, La Stampa periodica romana dell'Ottocento, I, pp. 317-18.
Raro volume del 1697, uno studio storico politico del bibliofilo abruzzese Andrea Giuseppe Gizzi (Chieti? - 1700) interamente dedicato alla figura del despota nelle sue varie accezioni ma particolarmente incentrata sulla figura dei dogi veneziani. Alcune parti dedicati agli imperi Orientali, caso in cui Despota è inteso come sovrano assoluto. Finissima incisione allegorica in antiporta e ritratto dell'autore alla carta a6 incisa da Teresia del Po'. Dedicatoria al Doge Silvestro Valiero alla quale segue un sonetto di Paolo di Sangro Principe di Sansevero all'autore. Ampia bibliografia: lista degli autori. Tra gli argomenti trattati: Angiò di Sicilia, Appiani di Pisa, Regno di Armenia, Del Balzo, Buondelmonti, Calzari, Cefalonia, Cerimonie usate nella creazione e coronazione del Despota, Dandolo, Delpina, Dusciano, Ferrello, Frangipane, Gambacorta di Pisa, Genova, Lagonessa, Malatesta, Napoli, Orsini duchi di GRavina, Piccolomini, Principi di Taranto, Romania, Famiglia di Tocco, Di Valois, Ventimiglia, Ungheria, Famiglia Zaccaria, Zante, Zenta di Dalmazia ecc... In buone condizioni. Copertina cartonata coeva con titolo manoscritto su etichetta al dorso in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni con rottura alla prima carta. Pagine in buone condizioni con fioriture. In folio. cm 32,5x23. Pp. XXIIX+120. Scarce volume of 1697, an historiucal political study byt he bybliophile from Abruzzo Andrea Giuseppe Gizzi (Chieti? - 1700) entirely dedicated to the figure of despot in its different meaning but particularly focused on venetian doges. Some parts are dedicated to Oriental Empires, in this case the Despot is as an absolute soverain. Very fine allegoric plate in the frontspice and portrait of the author in page a6 engraved by Teresia del Po'. Dedicatory to the Doge Silvestro Valiero and after that a sonnet by Paolo di Sangro Principe di Sansevero to the author. Wide bibliography: list of the authors. The issues treated: Angiò di Sicilia, Appiani di Pisa, Regno di Armenia, Del Balzo, Buondelmonti, Calzari, Cefalonia, Cerimonie usate nella creazione e coronazione del Despota, Dandolo, Delpina, Dusciano, Ferrello, Frangipane, Gambacorta di Pisa, Genova, Lagonessa, Malatesta, Napoli, Orsini duchi di GRavina, Piccolomini, Principi di Taranto, Romania, Famiglia di Tocco, Di Valois, Ventimiglia, Ungheria, Famiglia Zaccaria, Zante, Zenta di Dalmazia ecc... In good conditions. Carton coeval cover with handwritten title on label in the spine in good conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions with crack in the first page. Pages in good conditions with foxing. In folio. cm 32,5x23. Pp. XXIIX+120.
22250Paris, Jacques Du Puys, 1580. Fort in-8, ([24]-1060-[46] pp. sign. : ã- a-z8 aa-zz8 A-Z8, (reliure un peu défraîchie, manque en tête du titre, quelques petites déchirures marginales, pâles mouillures, quelques rousseurs et taches, une plus importante en tranche de gouttière, les deux derniers ff. de tables sont manquants et on été remplacé par un manuscrit, dernier f. débroché).
1848STUD0160Wien vom 24. Juni - 26. Oktober 1848. 8° u. 4°, zumeist 1 Doppelbl. (vereinzelt auch nur 1 Bl.), einige Nummern lose, die meisten jedoch im Block gebunden, in priv. HLn.-Mappe, an dieser stärkere Gebrauchsspuren, die Zeitungen tlw. stockfl., randrissig, gebr., Faltspuren, Nr. 50 auf erster S. mit kl. Loch (Textverlust). Interessante Sammlung politischer Artikel zwischen Pfingstaufstand und Oktoberrevolution. Mir einem Gedicht von Heinrich Heine "Schloßlegende" aus Paris, im März 1848.
Due volumi, 300x200 mm, leg. editoriale in brossura, con titolo incorniciato ai piatti anteriori e titolo ai dorsi; pp. 682, (2); 710, LXVIII, (2), [1] c. di tav.; il secondo volume è stato pubblicato nel 1881. Testo su due colonne. Tavola fuori testo nel secondo volume (p. 324-325), con illustrazione di un Sarcofago marmoreo della Chiesa di S. Giovanni del Toro a Ravello, dis. di Matteo Camera e inc. di G. Fusaro. Interessante e poco comune opera di alto valore storico-diplomatico relativa ad Amalfi e alle località della costiera amalfitana. Prov.: Dedica manoscritta al frontespizio di entrambi i volumi ("A S.E. il Prefetto Carlo Manno per omaggio della Città di Amalfi - 12 ottobre 1936 - XVI - Il Podestà Salvatore Esposito"). Timbro tondo ad inchiostro rosso ("Municipio di Amalfi") al frontespizio e sulla copertina anteriore di entrambi i volumi. Rif.: IT\ICCU\SBL\0727385. OCLC, 603840271. Cond.: Segni d'uso alle legature (abrasioni e piccoli strappi alle carte delle copertine). Carte in barbe, parzialmente slegate, con occasionali fioriture. Esemplare in condizioni generali molto buone.
Prima traduzione italiana. Otto volumi in 8vo (12,5x21 cm) di XCVI-208pp; XII-287pp; XIII-392pp; XXIII-325pp; VIII-387pp; XI-XLIV-391pp; (6)-XXXVI-248pp; VIII.260pp. Qualche fioritura sparsa. Bella legatura coeva in mezza pelle verde, dorso liscio ornato e dorato; piatti con carta marmorizzata (qualche usura ai piatti). Il von Haller, svizzero (1768-1854), è uno dei massimi pensatori in polemica con le idee della Rivoluzione francese. “La sua opera maggiore, La Restaurazione della Scienza politica, rappresenta un originale contributo intellettuale all'elaborazione controrivoluzionaria, in cui l'autore legge le istituzioni tradizionali entro un quadro teorico che riconduce il diritto pubblico al diritto privato. L'argomento cruciale è che i re sarebbero i legittimi proprietari dei beni pubblici: "la sovranità dei monarchi medievali, concetto ben diverso dalla sovranità statuale, non deriva da alcun contratto sociale o delega dal basso, ma è semplicemente lo sviluppo logico di facoltà patriarcali e proprietarie" ( Guglielmo Piombini, "Il diritto naturale nel pensiero controrivoluzionario di Carl Ludwig von Haller"; 2003)
DIV240MPanckoucke, Paris, 1793. Grand in-quarto (238 X 312), reliure cartonnée, pièce de titre grenat; 32 pages de faux-titre, titre et explication des planches, 132 planches (dont 18 formant 36 simples). RECUEIL COMPLET DES 114 BELLES PLANCHES HALIEUTIQUES signées BENARD, dont 18 à double page, formant la XIVe partie des planches d'histoire naturelle de l'encyclopédie PANCKOUCKE.
In 24, pp. (24) + 831 + (4) + (1b). Front. inc. all'acq. 101 simboli incisi all'acq. n.t. Forellino al front. e qualche lieve strappetto ai margg. delle prime 10 cc. Lieve mancanza al p. ant. Legatura in cartonat. coevo. Ed. orig. di quest'opera di emblematica con ricca raffigurazione di emblemi politici e spiegazione di ciascuno di essi. Nell'opera l'A. intende educare il perfetto principe cristiano e spiegare il proprio concetto di autorita', che e' antimachiavellica, nemica di finzioni e di inganni, e in armonia con le idee cristiane. L'opera e' frutto dell'esperienza politica dell'A., supportata da vasta erudizione, unita al gusto barocco di dettare massime trasformandole in emblemi. Diego de Saavedra Fajardo (1584-1648), scrittore e diplomatico spagnolo, fu segretario del cardinale Gaspare Borgia, ebbe importanti missioni diplomatiche a Vienna, Ratisbona, Bruxelles. Verhelst, 371. Landwher, p. 241. Daly-Manning, p. 226. Sampson, p. 15 (II ediz. 1659).
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare. Sigla dell’autore manoscritta in inchiostro blu sl frontespizio. Saggio in cui l’autore si scaglia contro i monopoli e auspica un ritorno dell’Italia al quadro politico prima dell’unità. Raro.