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Tractatus Joach. Camerarii, Johann. Fungeri, Arnoldi Clapmarii ... Quos Thomas Crenius conlegit, recensuit, emendavit, in incisa sive commata distinxit - in 8° - pp.10, 595, 21nn - Pergamena - Testatine, finalini e capilettera xilografici - Testo in latino - Pagine brunite
2 tomi in unico volume. In-8° (21 x 14 cm). IX, 1008 pp. a numerazione continua. Mezza tela con titoli oro al dorso. Rara edizione originale. Leroux (1797-1871) fondatore del periodico Le Globe,e seguace del pensiero di Saint -Simon, sostenne in questa celebre opera <<una teoria dell'umanità che procede gradualmente verso l'affermazione dell'uguaglianza e della solidarietà (Esposito-Galli, Enciclopedia del pensiero politico, p. 381)>>.
R300281797Recueil Sirey. 1928-34. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos abîmé, Quelques rousseurs. XXXVII + 670 + 912 + 375 + 511 + 870 + 443 + 59 pages - quelques cartes dépliantes en noir et blanc hors texte. T1 : 2e plat très légèrement déchiré. Dos plié. Mors légèrement fendus en coiffes. T2 : Plats manquants. Coiffe de pied abîmée. Manque en coiffe de tête. Dernière page quasiment désolidarisée. T3 : Plats désolidarisés. Dos déchiré, manques en coiffes. T4 : Dos plié, mors très légèrement fendus en coiffes. T5 : 1er plat et page de titre manquants. Dos cassé, livre désolidarisé en deux parties. Avec en supplément un livret de 59 pages sur l'Europe : Espagne consitution du 9 décembre 1931.. . . . Classification Dewey : 320-Science politique
138087La Domenica del Corriere - Anno I completo - 1899 - da n. 1 dell'8 gennaio al n. 52 del 31 dicembre - Pag. 12 / 16 ogni fascicolo. - Copertina rigida - Testo in italiano. - Dimensioni: 29 x 38 x 35 cm ca. - Buone condizioni generali. Qualche piccolo strappo restaurato su alcune pagine del primo numero. unknown
1 volume in-folio, (56), 59, (1), 509, (63), legatura in pergamena coeva, sbiadito il dorso, bel titolo manoscritto al taglio inferiore, stemma di Alfonso II d'Este sul frontespizio. Tracce di tarlo tra le carte 130 e 190 circoscritte ai margini bianchi, piuttosto ampie ad alcune carte; qualche occasionale brunitura delle carte; nel complesso copia ben conservata. Numerose tavole sinottiche. Testo in greco e latino. Bella traduzione del Montecatini segretario e ambasciatore di Alfonso d'Este. Non comune edizione ferrarese.
1 volume in-8°, pp. (8), 1221, più indice, legatura tedesca in piena pelle di scrofa decorata a secco con ritratto non identificato inciso al centro del piatto anteriore e il motto INSPICE NUMEN VIRTUTES ANIMI MAIESTAS EXPLICATORES AUGUST VULTU e uno stemma araldico al piatto posteriore con la frase: AUGUSTUS HERZOG ZU SAXEN UND CHURFIRST VON GOTTESGNADEN. Una nota manoscritta alla prima carta bianca. Abrasione con mancanza al margine superiore del piatto posteriore, nel complesso buon'esemplare. Rara edizione tedesca stampata da Cornelius Sutor a Oberursel, di uno dei testi principali del pensiero politico moderno.
Cm. 18, pp. (52) 583 (1). Bel frontespizio interamente figurato. Legatura strettamente coeva in piena pergamena molle con unghie, filetti in oro al dorso e ad inquadrare i piatti. Tagli colorati. Un trascurabile tarletto alla base delle prime 3/4 carte, peraltro esemplare marginoso, genuino ed in eccellente stato di conservazione.
Cm. 21, pp. 223; 24. Graziosa legatura coeva in cart. dipinto. Esemplare marginoso (in barbe e con testimoni) e stampato su cata forte. Ex libris nobiliare. Edizione originale ed unica, rara. Opera in cui il Gonzaga, ultimo discendente dei Gonzaga di Castiglione delle Stiviere, propone la sua opera più matura e originale, in cui rifiuta il dispotismo illuminato ed abbraccia senza riserve gli ideali democratici.
Cm. 20,5, pp. (40) 559 + (1) bianca. Grande marchio tipografico in xilografia al frontespizio ed alcuni capolettera istoriati. Legatura settecentesca in piena pergamena rigida, dorso liscio co titoli su tassello e fregi in oro. Tagli corati con una graziosa decorazione. Bell'esemplare, genuino, fresco e ben conservato. Cfr. Gamba (1577) il quale, citando l'edizione di Ziletti (1560), afferma: "E' una delle opere più pregevoli e meglio scritte dal Piccolomini, ed è quella stessa che col titolo d'Institutione dell'uomo nobile ec., si pubblicò in Venezia, 1542, in 4, ma poi riformata e quasi rinnovata...".
Cm. 35,5, pp. (8) 591 (1). Con grande marchio xilografico al frontespizio, testate e capolettera ornati. Legatura recente in mezza pergamena con punte, dorso liscio con titoli impressi,. Entro custodia. Esemplare pulito, marginoso ed in ottimo stato di conservazione. Edizione originale di questa trattazione che è da ritenere il primo tentativo, condotto con perizia storiografica, di gettare luce sugli avvenimenti italiani tardomedievali. Non disgiunte dalla narrazione storica sono le ampie notizie sulle famiglie nobili d'Italia, duchi, principi, marchesi, conti, vescovi, abati, ecc.
Diciannove volumi di cm. 20, pp. oltre 5.000 complessive. Bel ritratto inciso all'antiporta del primo volume. Legatura ottocentesca uniforme in mezza pelle, dorsi lisci con titoli e fregi in oro. Esemplare genuino e ben conservato. Gli ultimi due volumi titolano: BAILLEUL J.CH. Examen critique de l'ouvrage posthume de Mme. la B.nne. De Stael avant pour titre: Considérations sur les principaux événements de la Révolution francaise. A Paris, Bailleul, 1818. Prima edizione delle opere complete. Cfr. Longchamp: "La première et la meilleure des éditions collectives des Oeuvres complètes de Mme de Staël". Cfr. lanche Vicaire (VII, 655).
Quattro volumi di cm. 21, pp. 1.200 circa complessive. Legatura novecentesca in mezza tela blu con piatti in carta marmorizzata e titoli in oro su tasselli ai dorsi. Preservate all'interno le brossure originali. Dorsi un po' schiariti e qualche fioritura sparsa. Come riscontrato in altri esemplari i primi due volumi portano al frontespizio la menzione: "Douzième édition" mentre il terzo ed il quarto: "cinquiéme édition".
"Incisione popolare, "Execution de Marie Antoniette sur la Place de la Revolution" Mancanza dei dati tipografici, s. d. (fine Settecento circa), bellissima incisione popolare su carta che raffigura l'esecuzione della Regina di Francia Maria Antonietta, colorazione d'epoca a mano (acquarello), cm 33x47,5. Didascalia in francese. Condizioni di conservazione Esemplare in buone condizioni con tracce d'uso, minime tracce di pieghe di conservazione, margini rifilati e con pochissimi minuscoli strappetti, un angolo sup. con una minima mancanza. Retro con qualche breve rimovibile annotazione a matita, angoli con piccoli residui di nastro adesivo probabilmente dovuti a precedente conservazione dell'esemplare entro raccolta o album, margine sup. con una lieve traccia di precedente incollatura e tre piccole strisce di carta applicate (vedi foto). Bellissima incisione popolare d'epoca che raffigura l'esecuzione della Regina di Francia Maria Antonietta. SC03.D10279 N F "
EDIZIONE ORIGINALE! (non è una riproduzione / copia) assai rara e di difficilissimo reperimento. Il giornale, infatti, veniva fatto entrare in Italia clandestinamente ed era molto pericoloso possederne una copia per cui divenne difficile da reperire già negli anni in cui era stampato. Per questi motivi le copie conservate fino ad oggi sono una vera rarità. Numero di pagine: 262 (mancano 4 pagine finali). Dimensioni: 14 x 22 cm circa. In totale uscirono 6 numeri de "LA GIOVINE ITALIA": tre nel 1832, due nel 1833 e uno nel 1834. L'esemplare in vendita manca della brossura originale in carta gialla (sulla quale era indicato il numero del fascicolo) e sul frontespizio è indicato solo l'anno (1832) ma, da delle accurate ricerche bibliografiche, risulta essere il secondo numero del 1832 (peraltro uscito in concomitanza con il primo numero, il 18 marzo 1832). Stato di conservazione: Evidenti e marcati segni del tempo e dell'utilizzo. Il volume manca della copertina originale (in carta gialla) e delle ultime 4 pagine di testo. L'esemplare in vendita, infatti, termina con pagina 262 ma, dalle ricerche efettuate (è presente una scansione del fascicolo su Google Libri) si evince che il testo continuasse fino a pagina 266. Inoltre l'ultimo foglio di questo esemplare in vendita (contenente le due pagine 261 e 262) risulta essere strappato con un'ampia mancanza dell'ultima parte (il testo stampato su questo foglio risulta quindi essere incompleto). L'esemplare in vendita si apre con il foglio sul quale è stampato (a piena pagina) il ritratto di Ciro Menotti. Tale foglio e il successivo foglio (di velina, posto a protezione della stampa) presentano ampie mancanze e i bordi decisamente frastagliati. Sono presenti numerose "orecchie" e pieghette dei margini delle pagine e macchioline gialle e ossidazioni della carta ma il testo è leggibile e l'interno del volume anche abbastanza ben conservato. Rilegatura molto allentata. Questo esemplare è conservato all'interno di un cofanetto in cartone rigido che abbiamo fatto realizzare su misura così da poter proteggere l'opera (data la deicatezza della stessa). Insieme assai raro e di grande prestigio in questa edizione originale. Il giornale, infatti, divenne raro già ai tempi della sua pubblicazione sia per la difficoltà di diffusione (entrava di soppiatto in Italia) sia perchè era pericoloso possederne una copia. Scritti presenti in questo numero: 1) "Discorso de generale Colletta, intorno alla storia de' greci moderni" 2) "Del giuramento prestato al tiranno. Lettera d' un esule a un soldato italiano" 3) "D'Alcune Cause che impedirono lo sviluppo della libertà in Italia" (Mazzini) 4) "Poche memorie delle vicende napoletane accadute negli anni 1799 - 1815 - e 1821" (Gio. La Cecilia) 5) "Intorno allo scritto del Generale Armandi" 6) "appendice alle osservazioni del generale Sercognani" 7) "Carlo Alberto" 8) "Il Cristianesimo distrutto dal dispotismo" 9) "Il 1° luglio dell'anno 1820, o la memoria di due martiri" (Gio. La Cecilia) 10) "Fratellanza de' popoli" 11) "Tribuna alemanna. Doveri dell'alemagna" 12) "Alleanza del popolo francese col popolo d'Alemagna" 13) "La Giovine Italia ai popoli della Germania, e gli uomini liberi della Francia". Opera da collezione.
16174Paris, chez Pillet, 1817-1823. 9 vol. in-8, 22-27-30-29-32-36-32-32-32-32-32-32+362+332+344-344+336-344+344-314+272-272+272-272+272-272-62 pp., demi-basane fauve de l'époque, dos lisse orné de caissons dorés, pièce de titre rouge, pièce de tomaison verte, tranches marbrées (frottements, petits manques).
"Mons. Pietro Balan, Storia d'Italia di Mons. Pietro Balan già, sotto archivista della S. Sede seconda edizione aumentata e corretta dall'autore, curata ed accresciuta di note dal sacerdote dottor Rodolfo Majocchi professore di Storia nel Seminario Vescovile di Pavia 11 volumi - opera completa 11 voll., Tip. Pontificia ed Arcivescovile dell'Immacolata Concezione, Modena 1894-1899, cm 23,5x15,5, pp. XII-624 (vol. I), pp. 680 (vol. II), pp. 700 (vol. III), pp. 608 (vol. IV), pp. 564 (vol. V), pp. 640 (vol. VI), pp. 548 (vol. VII), pp. 592 (vol. VIII), pp. 540 (vol. IX), pp. 544 (vol. X), pp. 352 (vol. XI-indici generali), legatura d'epoca in mezza tela con titolo e fregi impressi in oro al dorso, piatti marmorizzati con applicate le brossure ed. originali dei volumi. Al frontespizio (e in alcuni casi all'antiporta o al risguardo ant.) dei volumi timbro di vecchia biblioteca, esemplari regolarmente annullati. Alle cuffie applicate vecchie etichette. Opera completa in 11 volumi. Condizioni di conservazione Buone condizioni con tracce d'uso, coperte con qualche minima abrasione ai margini dei piatti e alle cuffie, cuffie superiori con lievi / leggere abrasioni, tagli superiori con leggere tracce di sporco. Interni buoni con bruniture per lo più, di leggera entità,. Opera molto rara da reperirsi completa di tutti gli undici volumi. Seconda edizione del 1894-1899, meno tendenziosa e lacunosa della prima in quanto riveduta e arrcchita di numerose note. Monumentale pubblicazione storiografica, che nel suo genere "fece scuola" e che, all'epoca, godette di una certa notorietà,. Punto di riferimento della corrente storica di pensiero conservatore. SETT229.L24918 N "
3 voll. in 16, pp. (24) + 480; (24) + 504; (24) + 504. P. pg. coeva (legg. allentata). Bruniture diffuse. Timb. e ex libris di est. bibl. Contraffazione dell'edizione originale elzeviriana che si distingue da questa per la presenza al f. della tipica sfera degli stampatori olandesi. Il Cardinalismo segue di un anno 'Il Nipotismo' e con il meno presentabile 'Puttanismo' forma una trilogia. In quest'opera, di cui esiste anche una traduzione inglese del 1670, si tratta nella prima parte dell'essere della chiasa, delle differenze tra le religioni e tra li principi e clero. Dell'autorita' del Pontefice, come la si intende a roma e come la devono intendere i Sovrani. Nella secondasi discorre del poco conto che tengono li cardinali di difendere la chiesa dalla rapacita' del nepotismo. Nella terza si parla di tutti i trattati maneggi, dispute e discorsie avvenute tra cardinali popolo e imperatori nell'elezioni di tutti i Papi. Poco da dire sul Leti, noto per la sua vasta libellistica anti papista e per le sue movimentate vicende biografiche tra l'Italia, la Svizzera e l'inghilterra
In 16, pp. 16. Brossura editoriale con firma di possesso al piatto anteriore. Edizione originale di questo rarissimo rendiconto dell'assemblea annuale di questa che puo considerarsi forse la prima delle associazione per l'emancipazione e per i diritti della donna sorta in Europa. L'associazione La solidarite', sorta nel 1872 attorno all'omonimo giornale, fu la diretta filiazione di un'altra associazione, sempre fondata dalla Goegg nel 1868, l'Association internationale des femmes. L'intento di entrambe le associazioni era di migliorare la condizione lavorativa, sociale e intellettuale della donna anche attraverso la conquista del suffragio universale e la possibilita' di accedere a tutti i gradi di istruzione. Grazie a lei, nel 1872 fu permessa l'ammissione delle donne ai corsi dell'Universita' di Ginevra. Il carattere internazione de 'La solidarete' e' testimoniato dal fatto che gia' nel 1875, l'associazione aveva comitati locali in Germania, Alsazia - Lorena, Chigago, Liverpool, Milano, parigi, Lione, Ginevra e Zurigo.
In 4 (cm 23 x 30), pp. 45 + (1 bianca) con tabelle nel testo. Danni riparati al dorso e ai piatti. Piega centrale alle pagine. Brossura editoriale. Rarissima edizione originale di questo memoriale, redatto dal Governo ottomano, con la versione riguardante i fatti avvenuti nella regione di Sandjak (o Sandzak), tra la Serbia e il Montenegro, zona balcanica a prevalenza islamica. Nell'aprile 1876 i Bulgari insorsero contro gli Ottomani dando vita al Risorgimento bulgaro poi sedato dall'Impero ottomano. Il 21 aprile 1876, sotto la guida di Petar Goranov, inizio' la rivolta nel villaggio di Batak a prevalenza cristiana. In questo memoriale, di parte ottomana, si da' conto del numero di muslim morti per mano dei Bulgari con descrizione particolareggiata delle morti islamiche. Ismail Beyle sostiene inoltre che l'Impero ottomano concesse una generale amnistia per cui molti dei Bulgari ed Erzegovini ribelli vennero perdonati e lasciati liberi. L'A. fornisce anche dati statistici in apposite tabelle come quello delle case musulmane incendiate durante la rivolta, il numero dei Musulmani massacrati, ma anche della popolazione di Batak prima della sollevazione popolare (1552 uomini e 1937 donne) con 766 uomini morti o dispersi e 827 donne morte o disperse. L'A. da' anche conto del numero di coloro ritenuti dispersi che fecero poi ritorno alle loro case (135 uomini e 112 donne). Presenti anche dati sul numero dei morti di parte bulgara nel distretto di Filippopoli. Il nome dell'A. di questo memoriale non e' indicato ma ascritto a Ismail Beyle da Ayten Kilic ("The International Repercussions on the 1876 April Uprising within the Ottoman Empire").
3 voll. in 8, pp. 309 + (1) di errata; 389 + (1) di errata; 548. Gora leggera al marg. sup. delleprime carte del II vol. Legatura in mz. pl. coeva (abrasione della carta all'angolo inferiore del II vol.). Opera anonima attribuita a Girolamo Lucchesini stampata fra il 1819 e il 1823: 'vi sono esposte molte notizie istoriche spettanti alla Polonia e specialmente la permanenza e le trattative fatte dall'autore in qualita' di Ministro del Re di Pussia e Varsavia. Nell'articolo necrologico sopra Girolamo Lucchesini morto in Firenze a' 28 di novembre 1825 si legge: - Era gia' destinato ministro regio in Olanda, quando gli venne imposto di recarsi a Varsavia per togliere la Polonia dalla autorita' della Russia e la tolse col farla ligia al Suo Re prussiano. Da cio' vietatogli d'essere a Pietroburgo, ove ad impulso di Caterina stessa era gia' scelto a Ministro fu spedito mediatore prussiano a condurre in Reichenbach la pace composta poi a Sistow tra l'Imperatore Leopoldo e la Porta' (Ciampi, Bibliografia critica delle antiche reciproche corrispondenze politiche, ecclesisastiche... dell'Italia colla Russia, colla Polonia ed altre parti settentrionali, 1834, p. 299). Melzi, p. 404.
In 12° (14,3x10 cm); 24 pp. Brossura muta coeva. Antica nota manoscritta a matita al piatto anteriore “Scritto di Mazzini” e antico numero a china all’angolo alto. All’interno qualche lievissima macchiolina di foxing al margine esterno bianco di due pagine, dovute alla qualità della carta e del tutto ininfluenti e nel complesso esemplare ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione di questo celeberrimo pamphlet del grande patriota, politico, filosofo e giornalista italiano, Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872) fra le figure più importanti del movimento risorgimentale italiano che con le sue idee e la sua azione politi ca contribuì in modo decisivo alla nascita dello Stato unitario italiano. Mazzini nel 1830 viene denunciato da un certo Raimondo Doria come “Carbonaro” e per la sua attività politica, arrestato su ordine di Carlo Felice di Savoia. Incarcerato, seppur per un breve periodo, nella Fortezza del Priamar a Savona. Fu durante questa prigionia che formulò il programma politico della “Giovine Italia” viene liberato per mancanza di prove ma obbligato o a risiedere confinato in una cittadina del Piemonte o ad espatriare decide per questa seconda soluzione. Nel febbraio del 1831 lascia l’Italia per recarsi prima a Ginevra, poi a Lione e quindi a Marsiglia dove già vivevano numerosi esuli italiani perseguitati in patria per le proprie idee politiche. Qui apprese della morte di Carlo Felice di Savoia e decise di comporre questa celeberrima lettera rivolta al nuovo sovrano, Carlo Alberto di Savoia nella quale Mazzini esortava il nuovo sovrano, non solo ad assumere atteggiamenti lib erali ma soprattutto ad appoggiare e porsi alla guida di coloro che sognavano un’Italia unita. La lettera così si apriva: "Sire ! Se io vi credessi Re volgare, d'anima inetta o tirannica, non vi indirizzerei la parola dell'uomo libero. I Re di tal tempra non lasciano al cittadino che la scelta fra l'armi e il silenzio. Ma voi, Sire, non siete tale. La natura, creandovi al trono, vi ha creato anche ad alti concetti e a forti pensieri; e l'Italia sa che voi avete di regio più che la porpora. I Re volgari infamano il trono su cui si assidono e voi, Sire, per rapirlo all'infamia, per distruggere la nube di maledizioni di che lo aggravano i secoli, per circondarlo d'amore, non avete forse bisogno che di udire la verità: però io ardisco dirvela, perché voi solo estimo degno d'udirla e perché nessuno di quanti vi stanno intorno può dirvela intera. La verità non è linguaggio di cortigiano; non suona che sul labbro di chi né spera né teme dell'altrui potenza". Opera rarissima ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\1176298.
2 voll. leg. in 1 in 8, pp. 204; 8 + LXVIII + 134 con 16 pp. mss. P. pg. coeva. Ampia gora alle prime cc. Seconda edizione di questo pamphlet antigesuitico attribuito dal Melzi a certo Abate Capriata dimorante in Roma e morto verso la fine del Pontificato di Clemente XIII. Quest'opera satirica indirizzata in particolare contro il Padre Francesco Antonio Zaccaria, fa parte di una serie opere analoghe, pubblicate a Roma nell'ambito di Palazzo Corsini e dell'ambasciata Portoghese con la attiva partecipazione dello stampatore Pagliarini. il Minita secreta cui si fa riferimento nel titolo e' un celebre libello apocrifo, pubblicato a partire dal 1617, e attribuito a un gesuita polacco. In esso erano indicate le istruzione secrete dei gesuiti per arrivare a stabilire il loro dominio sugli stati d'europa al fine di creare una monarchia universale sotto il loro controllo. Guasti, Pagliarini stampatore... Melzi, II, 143.
446601751 in 16 (15x8,5) 1 volume reliure plein veau fauve marbré de l'époque, dos à nerfs orné, pièces de titre de maroquin rouge, tranches teintées rouge, 240 pages, 1ére partie: Dissertation physique à l'occasion du nègre blanc - 2ème partie:Variétés dans l'espèce humaine. Pierre-Louis Moreau de Maupertuis. Relié à la suite: AMUSEMENT PHILOSOPHIQUE SUR LE LANGAGE DES BESTES, par Bougeant Guillaume (Paris, Gissey, Borderet, Ganeau 1739), 161 pages. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Edizione originale. Gran parte del pubblicato dal numero 1 del 12 settembre 1946 al numero 85 del 25 aprile 1948. Mancano i numeri: 16 - 17 - 34 - 49. Esemplari bruniti e con occasionali lacerazioni, ma nel complesso in stato più che buono se non ottimo per alcuni fascicoli. Fondata nel 1946 a Roma e diretta da un comitato formato da Maccari, Majorana, Pescatore e Scarpelli, «Don Basilio» si proponeva - sulla scia di precedenti e importanti esperienze di satira politica e anticlericale, a cominciare da «L’asino» di Gabriele Galantara e Guido Podrecca - di combattere con l’ironia e l’umorismo «contro le parrocchie di ogni colore», come recita il sottotitolo. Nel clima socialmente e politicamente teso dell’Italia dell’immediato dopo guerra, la redazione del settimanale rese chiarissime la propria posizione e la propria vocazione ferocemente avversa al Vaticano e alla Democrazia Cristiana. E basterebbe del resto guardare al grande titolo che domina il numero di apertura del 12 settembre 1946 per comprenderlo: «De Gasperi è un fantoccio manovrato dalla Compagnia di Gesù» accompagnato da una vignetta in cui Don Sturzo - ritornato in Italia da pochi giorni dopo l’esilio americano - viene accolto proprio da De Gasperi, dal Papa e da un gruppo di inquietanti prelati e guardie svizzere. L’esperienza di «Don Basilio» nel formato originario si concluse nel 1948 dopo 120 uscite, benché una “nuova serie” continuò le pubblicazioni dal gennaio 1949 all’aprile 1950.
Prima edizione. Fascicoli 15 e 16/17, del gennaio 1921 (secondo anno). Più che buoni esemplari (piccola mancanza all’angolo basso esterno che tocca marginalmente le ultime due righe stampate alla prima carta di testo; dorsi leggermente abrasi; piccole mancanze alla testa del piatto posteriore; leggere fioriture alla brossura e alle carte; bruniture e tracce di adesione alle brossure) Era l’organo ufficiale del Comitato Esecutivo della Terza Internazionale (1919-1943). il primo numero uscì il 1 marzo 1919 in quattro lingue (russo, francese, tedesco, inglese), ne possiede un esemplare la Fondazione Feltrinelli. Nel Partito Socialista fu costituita la frazione comunista il 29 novembre 1920 a Imola, prosieguo dell’iniziativa di un comitato provvisorio. L’edizione italiana (che riprende la numerazione “russa”) riteniamo sia intervenuta successivamente e che sia limitata a questi soli due numeri, stampati entrambi nel gennaio 1921 a Roma: non ne abbiamo rintracciati altri, precedenti o successivi. Il gerente responsabile, Ernesto Fratoni, era legato all’area socialista, ma lo ritroviamo nell’ Index di A.G. Bragaglia oltre che in testate come La Russia dei Soviet (Guglielmo Pannunzio, avvocato e padre del giornalista Mario), Il paese (Francesco Ciccotti, riformista controverso), L’Unità (seconda serie, con Salvemini). Si tratta di una pubblicazione assai rara con pochissimi esemplari disponibili per la consultazione; presso la Fondazione Modigliani sono conservati gli stessi numeri qui catalogati e non altri (riferimento: 1608). Il Comitato Esecutivo aveva affidato la direzione redazionale a Grigorij Zinoviev (Hirsch Apfelbaum, ucraino, 1883-1936), in seguito giustiziato da Stalin durante le purghe; la funzione era quella di uniformare le linee teoriche e politiche di tutte le organizzazioni comuniste della Terza Internazionale. Vengono indicati come collaboratori italiani Bordiga (poi espulso), Bombacci (da ultimo a Salò con Mussolini, fucilato dai partigiani ed esposto a Piazzale Loreto), Gramsci, Angelica Balabanov (che non aderirà al PCdI e nel numero successivo, 16/17, viene sostituita da Terracini). Di notevole importanze, per la ricostruzione storica del processo che condusse alla svolta di Livorno, è (pagine 71-80) l’articolo di Lenin (La lotta delle tendenze nel P.S.I.) e l’anticipazione del nuovo partito (pagina 279), ovvero il Manifesto programma del Comitato Provvisorio della Frazione Comunista del Partito Socialista Italiano, sottoscritto da Bombacci, Bordiga, Fortichiari, Gramsci, Misiano, Polano, Terracini. La rivista portava in ogni numero la medesima illustrazione, poi usata per la prima tessera di iscrizione al P.C.dI, nell’anno della fondazione.