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Settecentina, Memorie storiche di S. Rainaldo Concoreggio Arcivescovo di Ravenna Con un'appendice di documenti Per gli Eredi di Marco Moroni, Verona 1790, cm 29x20,5, pp. XVI-180, con qualche capolettera e piccoli fregi incisi, frontespizio con marca tip. incisa in b/n. Mancanza della legatura (vedi foto), presenza delle carte bianche originali. Condizioni di conservazione Esemplare in condizioni più, che discrete con tracce d'uso e del tempo, mancanza della legatura con conseguente distacco dei fascicoli e delle carte bianche, alcune piccole leggere / lievi bruniture e pressoché, trascurabili accenni di sporco, angolo inf. di qualche pagina con minima pieghetta, alcune pagine con tracce di vecchia umidità, che non compromettono la lettura del testo (vedi foto), margini e angoli delle carte bianche con alcuni strappetti. PP. 95-97 con una piccola mancanza rispettivamente all'angolo inf. e al margine est. (vedi foto). Esemplare molto raro, comprensivo delle carte bianche originali. Da rilegare (vedi foto e descrizione). SETT139.L13447 N
Rome, Imprimerie Editrice Romana (poi:) Stab. Tip. Garroni, 1904-1920, fasc. 87, raccolti in voll. 15, in-8, leg. eterogenee: voll. 6 in mezza tela coeva (asportate le br. edit. dei fasc.), gli altri con copp. fittizie (ma conservate le br.), pp. 80, da 165 a 244, da 333 a 420 - 1552 - 1152, da 1281 a 1408 - 768, 256, 187 - 850 - 1642 - 708 - 136, da 393 a 906 - da 395 a 864 - 328, da 399 a 1002 - 116, da 309 a 407, da 505 a 596, 288, 68, da 289 a 380. Alcune mancanze alle copp. e difetti minori. Articoli di C. Duprè, C. de Saint-Grat, J. Nordet, L. Luzzatti, B. Croce, N. Colajanni, A. Agnelli, P. Molmenti, C. Pellegrini, F. Momigliano, M. Mignon... su politica internazionale (in specie l'area mediterranea), diplomazia, colonie, industria, finanza; cronache letterarie ed artistiche.
24539Berger-Levrault et Cie Editeurs 1885. In-12 broché de 198 pages au format 12 x 19 cm. Magnifique couverture illustrée. Dos carré, légèrement bruni avec petites taches en haut. Coins avec petits frottis et minuscule manque au coin inférieur du 1er plat. Intérieur frais. Rarissime édition originale en très bel état général.
<p>17 cm, ril. coeva in cartone ricoperto, tit. in oro su tassello al dorso; p. xx, (4); 280; grande vignetta incisa al frontespizio, incipit e finalini incisi</p>
In 16 (cm 11,5 x 19), pp. XVI + 211 + (1). Legatura coeva in mezza pelle con angoli. Edizione originale, pubblicata anonima ma attribuita a Jean Jacques Rutledge, di quest'opera di politica internazionale uscita alla vigilia dell'intervento francese nella guerra per l'indipendenza americana delle tredici colonie britanniche del Nordamerica. Rutledge voleva dimostrare che l'imminente guerra che, secondo lui, sarebbe stato persa dalla Gran Bretagna, avrebbe condotto alla formazione di un nuovo ordine mondiale che avrebbe sostituito quello scaturito dai trattati di Westphalia e Utrecht del 1648 e del 1715. Questi trattati avevano di fatto ratificato delle ineguaglianze fra i vari stati in un sistema immorale di bilanciamento dei poteri che aveva perpetuato le ingiustizie, la miseria e la schiavitu' fra i popoli dell'Europa. Il cardine del nuovo assetto sarebbe stato alla fine un asse anglo francese che avrebbe protetto l'Europa a lungo termine dalla minaccia della Russia a est e dall'emergere del Nuovo Mondo ad ovest. Jean Jacques Rutledge nacque nel 1742 a Dunkirk. La madre era francese e il padre irlandese, ed egli crebbe con una cultura bilingue. Partecipo' alla causa giacobita e combatte' nella guerra dei Sette anni. Nel 1775 si trasferi' a Parigi per iniziare una carriera di scrittore e giornalista, compose alcune opere, anche per il teatro, e gli Essais politiques, la sua opera politica piu' importante nella quale tenta di conciliare - come aveva fatto anche in letteratura - l'anima inglese con quella francese che avevano sempre convissuto nella sua formazione.
Nouvelle édition revue, corrigée et augmentée. - In 8o di XXIV-427 pagine. Frontespizio inciso di Martinet. Su carta pesante. Bella legatura coeva in mezza pelle; dorso ornato e dorato. Edizione aumentata, dopo la prima del 1777, di questo piano di riforma dello stato francese suggerito al re proprio per evitare pericoli rivoluzionari. La Bnf registra l’edizione del 77, segnala una dell’82 mentre manca questa dell’80. “Plusieurs passages consacrés à des question économiques. Reflexions sur les impots et sur les richesses en général”: Ined 2037.
Pistoia, 1972, A. III n 16 - 1980, A. XI n. 59, 60, 61 - 1981, n. 62/63, 64 - 1982, n. 65/66, 67, 68/69, 70/71, 72/73 - 1983, n. 74, 75/76, 77, 78/79, 80/81, 82/83 - 1984, n. 84, 85, 86, 87 - 1986, n. 88, 89, 90, 91/95 - 1987, n. 96, 97, 98, 99, 100, 101/104 - 1988, n. 105, 106, 107, 108 - 1989, n. 110, 111, 112, 113, 114 - 1990, n. 115, 116, 117, 118, 119 - 1991, n. 120, 121, 122, 123 - 1992, n. 124, 125, 126, 127 - 1993, n. 128, 129, 130, 131, 132 - 1994, n. 133, 134, 135, 136, 137 - 1995, n. 138, 139, 140, 141, 142, 143 - 1996, n. 144, 145, 146, 147, 148, 149 - 1997, n. 151, 152, 153, 154 - 1998, n. 156, 157, 158, 159/160 - 1999, n. 161, 162, 163, 165, 166 - 2000, n. 167, 168, 169, 170, 171 - 2001, n. 172, 173, 174, 175, 176 - 2002, n. 177, 178, 179, 180 - 2003, n. 181, 182, 183, 184, 186 - 2004, n. 187, 188 - 2005, n. 190, 191, 192 - 2006, n. 193, 194, 195, 196 - 2007, n. 197, 198, 199, 200 - 2008, n. 201, 202, 203, 204, 205 - 2009, n. 207, 208, 209, 210,211, 212 - 2010, n. 213, 214, 215, 216, 217, 218 - 2011, n. 219, 220, 221, 222, 223, 224 - 2012, n. 225, 226, 227, 228, 229, 230 - 2013, n. 231, 232, 233, 234, 235, 236 - 2014, n. 237, 238, 239, 240, 241, 242 - 2015, n. 243, 244, 245, 246, 247 - 2016, n. 249, 250, 251, 252 - 2017, n. 253, 254, 255. Tutti (centosettantatre) fascicoli a :
Prima edizione. Bell’esemplare, fresco, in barbe e intonso. Primo volume dei cinque che costituiscono un’importante collezione di leggi dello Stato Ponificio in materia di amministrazione pubblica. A c. 2S1r (p. 321) inizia con proprio frontespizio e sottoscrizione con data 1817 il «Riparto dei governi e delle comunità dello Stato Pontificio con i loro respettivi appodiati».
31317Petit in-8, cartonnage chagriné (XIXe), 61, (3) p., vignette au titre. Paris, Jean Petit-Pas, 1610.
48979Paris.Masson.1860.In-8 relié.531 P. BE.Demi-reliure d'époque au dos orné;plats grainé.qques piqùres.
23 fascicoli in 8 di questa rara rivista che riprende, nel titolo, l'omonima rivista del sindacalismo rivoluzionario creata nel 1906 a Lugano da Angelo Oliviero Olivetti. La serie luganese si interruppe a seguito delle diverse posizioni sulla guerra di Libia, ma riprese il suo corso a Roma tra il 1906 e il 1922 per poi interrompersi nuovamente. Nel 1946 la rivista comincio' il nuovo corso editoriale divenendo l'espressione sindacale della Destra nazionale. Nel comitato di redazione figuravano il direttore Vito Panunzio, figlio del giurista fascista Sergio, Nicola Cimmino, Renato Melis, Silvano Panunzio, Vittorio Zincone. Possediamo i seguenti numeri. Anno I (1946): no 1 (maggio), 2 (giugno), 3 (luglio), 4-5 (agosto-settembre), 6-7 (ottobre-novembre); anno II (1947) annata completa: no 1 (novembre), 2 (dicembre); anno III (1948) annata completa: no 1 (gennaio), 2 (febbraio), 3-4 (marzo-aprile), 5-6 (maggio-giugno), 7 (luglio), 8-10 (agosto-settembre-ottobre), 11-12 (novembre-dicembre); anno IV (1949) annata completa: no 1-2 (gennaio-febbraio), 3-4 (marzo-aprile), 5-8 (maggio-agosto), 9-11 (settembre-novembre), 12 (dicembre); anno V (1950): no 1-3 (gennaio-marzo); anno VI (1951): no 4-5 (aprile-maggio), 6-9 (giugno-settembre), 10-12 (ottobre-dicembre). I fascicoli sono legati in br. ed., in alcuni casi le copertine presentano aloni e segni d'umido alle cc. Fra gli articoli si segnalano: Nicola Cimmino, L'Italia non esiste; V. Panunzio, Il candore degli ipocriti (Nuove e vecchie leggi sindacali); Arturo Labriola, Lettera a Pagine libere; Regdo Scodro, La ratifica della nuova costituzione; Silvano Panunzio, Per il decentramento e contro il regionalismo; A. De Ambris, Preparazione tecnica politica e culturale degli operai; Mario Pepe, Il diritto al lavoro nella Costituzione di Capodanno, G. Bruno Roccia, La dottrina politica di Calvino e la nascita dell'individualismo moderno; La carta del Carnaro (Costituzione di Fiume, promulgata dal comndante Gabriele d'Annunzio l'8 settembre 1920); etc...
Cm. 21, cart. muto orig., pag. (8) 184 (1 c.b.) più antiporta inciso in rame e 4 carte manoscritte di sonetti. Contraffazione dell'edizione originale. Cfr. Bustico, n° 321 e Fava, 430. Mancanza al dorso e lievi usure ai piatti. Internamente buon esemplare ad ampi margini.
Edizione originale. Ottimo esemplare, senza particolari difetti da segnalare. Rara opera prima, pubblicata dietro incitamento e con cura editoriale di Leo Longanesi. Nel 2006 l’editore Boroli di Milano, per le cure di Pasquale Guadagnolo, ha riedito il titolo — di cui esiste anche un’edizione anastatica non facilmente distinguibile dall’originale — con una breve premessa inedita dell’autore e una postfazione di Francesco Prefetti: «Pubblicato nel 1945 per le Edizioni della Bussola, questo “Concerto a sei voci”, scritto a caldo da un Giulio Andreotti giovane ma già affermato uomo politico, è un testo che ben merita, ancora oggi, non solo di essere letto a anche di essere preso in considerazione dagli storici [...] una vera e propria fonte storiografica poco conosciuta relativa a un periodo di grande importanza per le vicende storiche del nostro Paese [...]. La crisi di cui parla il volume è quella che porterà il 21 giugno 1945 alla formazione del governo Parri destinato a rimanere in carica fino al 10 dicembre dello stesso anno» (Prefetti). -- «Leo Longanesi era in quello scorcio di 1944 spiacente a Dio e agli “inimici sui”. [...] mi consigliò di iniziare un diario e alla fine dell’anno fu lui a suggerirmi di pubblicarlo. Mi disegnò la copertina, imperniata su una scritta che campeggiava sul muro a due passi dal Senato: “De Gasperi in Sagrestia e Nenni al Governo”. Non immaginavo allora che le annotazioni quotidiane — che avrei continuato e tuttora compilo — mi sarebbero servite anche per difendermi da una decennale imboscata giudiziaria sul finire del secolo» (Andreotti).
1376040Bruxellas [Bruxelles]: , 1833 2 ouvrages reliés en 1 vol. in-8, 80 et 69-(1) pages. Demi reliure toile lég. usagée, autrement bon état. Texte portugais. Edition originale. Récit d'un exilé libéral politique portugais en Belgique. De nombreuses critiques se réfèrent à des hommes politiques mentionnés par leurs initiales. Notre exemplaire inclut des notes manuscrites, notamment les noms correspondant aux initiales, ce qui en fait un très intéressant document historique. Rare.
2 volumi in 8 (cm 18,5 x 24 circa), pp. VIII + 264 con tavola all'antiporta incisa all'acquaforte con bel ritratto di Antonio Genovesi di Benedetto Cimarelli, vignetta xilografica al frontespizio raffigurante Minerva in piedi davanti al sole e tra nuvole con elmo, scudo e un libro in mano, in cornice figurata e motto: 'Litterarum felicitas', capilettera e testatina xilografate; (4) + 242 con vignetta xilografica al frontespizio, capolettera e testatina xilografata. Leggera gora all'angolo esterno superiore dei fogli del I tomo. Qualche brunitura sparsa alle pagine. Testo su due colonne. Legatura tardo ottocentesca in mezza pergamena. Edizione originale postuma di quest'opera di Antonio Genovesi: "non senza grande fatica dall'editore riordinata. Era stata ideata e cominciata sin dall'anno 1742, dicendo l'Autore di voler riservarla per gli ozii della vecchiaia. Il manoscritto aveva parecchie cose scorrettamente scritte d'altrui mano, ed altre in carattere si' pessimo che se ne poteva appena comprendere il senso" (B. Gamba, "Opuscoli e lettere familiari di Antonio Genovesi", 1822, p. 20. Nell'opera Genovesi prende posizione in favore dell'anticurialismo auspicando una netta distinzione tra Stato e Chiesa soprattutto nell'ambito delle mansioni dall'uno e dall'altro esercitate nell'ambito della collettivita' nazionale. I due poteri sarebbero dovuti essere vicendevolmente subordinati: la Chiesa allo Stato in tutto cio' che fosse di ordine politico; lo Stato alla Chiesa nelle questioni di carattere spirituale.
<p>22 cm, brossura editoriale d'attesa in carta verdine con fregi, p. viii, 136. Il volume si presenta con le copertine editoriali che riportano informazoni su altre pubblicazioni disponibili. Pagine con barbe in parte intonse.</p>
23127Londres Chez Jacques Tonsson 1740 in 12 (17x10) 2 reliures plein veau fauve granité de l'époque, dos à nerfs très ornés, pièces de titre de maroquin rouge, pièces de tomaison de cuir beige, tranches teintées rouge, XX et 395 pages, pagination continue. Bel ex-libris armorié XVIIIème. Francis Bacon, Londres 1561 - Highgate 1626, baron de Verulam, vicomte de Saint Alban, Lord Chancelier d'Angleterre, scientifique, philosophe et homme d'Etat anglais. Très bel exemplaire, très frais ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Seconda edizione latina. Due forellini di tarlo al frontespizio, leggere fioriture su alcune carte, ma bell’esemplare. Timbri di antico possessore alle prime sguardie e all’ultima pagina. L’unica opera storica mai scritta dal celebre filosofo inglese Francis Bacon, il volume disegna una biografia di Enrico VII che avrà grande influenza in tutti gli studi successivi e costituisce al contempo un raffinato trattato di scienza politica. La prima edizione in inglese uscì nel 1622, la prima in latino nel 1642.
19610Editions du point du jour, collection "Incidences", 1946, fort in-8, broché, couverture crème rempliée, CLXV + 277pp., non rogné. Édition Originale de l'importante préface de Sartre. Typographie en vert et noir. Un des 300 exemplaires numérotés sur vélin de Rives ivoire. Très agréable exemplaire.
In-8° (cm. 16,5), legatura in p. pergamena coeva rimontata con titolo ms. al dorso (leggermente serrata, titolo ms. al taglio inferiore sbiadito); pp. [24] 328 in ottimo stato, frontespizio figurato in silografia con stemma del dedicatario in testa, ritratto dell'autore a p. pagina inciso in legno da Bianchi; piccoli segni d'uso. Edizione originale non comune di questo famoso libro. Da quando Manzoni ironizzò sulla figura dell'autore, riferendo il concetto che di lui aveva don Ferrante, quest'opera che «avrebbe rovinata l'autorità dell'Olevano» assurse a prototipo dei trattati seicentoschi «in punto d'onore» [I Promessi sposi, cap. XXVII]. Cfr. Gelli 115; Piantanida 289. Buon esemplare.
in-16, pp. (8), 149, (3), una tavola incisa in antiporta. Brossura d'epoca. Edizione originale, in prima tiratura (nelle successive l'antiporta è assente). L'opera, che fu data alle stampe anonima e con falso luogo di stampa, è in tre canti in cui si sviluppa la tesi che le religioni dominanti e il regime monarchico siano dannosi all'umanità in quanto forieri di fanatismo, guerre e massacri. Conformemente al suo intento educativo, quest'opera è scritta nel dialetto piemontese per renderla più accessibile al popolo, artificio che anche in seguito l'A. usò quasi esclusivamente nelle sue opere. La stessa incisione iniziale raffigura la Filosofia che mostra al Po (cioè al Piemonte) il Fanatismo Religioso, rappresentato da una figura simile alla morte che guida una processione di religiosi armati di pugnali che calpestano i cadaveri schiacciati dal fanatismo. Seguono le lunghe ''Annotazioni'', attribuite a Giambattista De Gubernatis. Buon esemplare, raro.. Melzi, I, pp. 422-423: ''Siamo assicurati che le note sono del Sig. De Gubernatis, benché diversamente dicasi nel frontespizio''..
2 volumi in-8° (cm. 16,8), legature di poco successive in mezza pelle verde con titolo e filetti in oro ai dorsi; pp. [4] XII 296, [2] 431 [1b] in barbe e in ottimo stato, con 1 tavola allegorica in rame in antiporta e frontespizi con vignetta; sporadiche e lievi fioriture. Bella traduzione italiana sull'originale (Bordeaux 1601) di un libro all'Indice, condannato per le proposizioni di filosofia del dubbio ritenute poi patrimonio dei cosiddetti spiriti forti. Qui Charron, «amico del Montaigne che gli morì tra le braccia», figlio di un libraio che ebbe 25 figli, nell'intento di promuovere la tolleranza nella Parigi devastata dalle guerre confessionali, scivolò nel relativismo sostenendo che «la religione non si tiene che per mezzi umani ed è tutta costrutta di parti infermicce» [Casati III, 78]. Ottimo esemplare.
4 voll. riuniti in due tomi. In 8° (22 x 14 cm). 452 pp. (4) 507 pp. 432 pp. CDIII, 136 pp. Mezza tela ottocentesca. Titoli oro. Invio autografo dell'Autore. Bruniture dovute alla carta. Il primo volume fu stampato per la prima volta nel 1851, e si ristampò assieme al secondo nel 1853.; il terzo ed il quarto sono del 1854. Pubblicazione molto rara. Colins (1783-1859) scrittore belga difensore strenuo del collettivismo fu considerato il fondatore del socialismo razionale.
58491963-1969 reliure pleine toile éditeur, 37 volumes Bon état, quelques rodhoïdes absents ou abîmés, une éraflure sur le tome 29.
Reliure in-4°de 27 fascicules de 32 pages, très nombreuses illustrations et dessins satiriques. - RARE Dessins de (e.a.): ROUVEYRE - DORVILLE - POULBOT -FORAIN - ROUBILLE - RABIER - FEUILLET - VAN DONGEN -RADIGUET, etc. [P-34] Couverture manquante, déchirures à la partie centrale du numéro du 12/11/1902 sinon bon etat.