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In-16°, pp. 143, copert. edit. N. 103 nella collezione "Il Timone". Dall'Indice: I mille volti degli affari esteri; Tra conoscienza e immagine; La Comunità degli Stati e la rottura del tempo; L'Europa e il sistema mondiale.
Vissol , Thierry È tutta colpa dell'Europa. Euroscettici ed eurocritici in 56 vignette satiriche. Roma, Donzelli 2014, Interventi cm 20 cm. IX, 133 p. (0000000009557)
Vissol , Thierry È tutta colpa dell'Europa. Euroscettici ed eurocritici in 56 vignette satiriche. Roma, Donzelli 2014, Interventi cm 20 cm. IX, 133 p. (0000000025237)
brossura "I libri di storia sono pieni di guerre, di genocidi e di immani atrocità, tutte giustificate da ipotetiche migliorie a beneficio dell'umanità che alla fine sono state prerogativa di una ristretta cerchia di auto-eletti. Chi ha avuto l'interesse a mantenere sotto controllo le popolazioni ha presentato l'anarchia come portatrice di caos, disobbedienza e illegalità, celando abilmente che senza l'apporto di queste non si sarebbero potuti ottenere i diritti fondamentali della nostra attuale "società civile". Essere anarchici significa smettere di considerare se stessi, e nel peggiore dei casi qualcun'altro, il centro dell'universo, a favore del più esteso concetto di comunità, infrangendo se ne fosse il caso, quelle regole che rappresentano l'attuale sistema di ingiustizia legalizzata. Nello svolgersi del saggio verranno evidenziate le problematiche insite nella società attuale, ogni istituzione viene analizzata da un punto di vista anarchico, privo cioè di ogni influenza politica e/o religiosa, evidenziando le criticità che stanno portando l'umanità ad una lenta e inesorabile fine. Questo saggio non vuole imporre un pensiero politico, ma solo fornire degli spunti, secondo i dettami della filosofia anarchica, su cui meditare e con cui, magari, costruire una società che sia realmente civile. Se siete fondamentalmente ancorati al vostro stile di vita, alle vostre camice firmate, alla fuoriserie parcheggiata nel vialetto, è probabile che questo libro non faccia per voi, ma se siete dell'avviso che sia arrivato il momento di fare qualche cambiamento potreste considerare questo libro come uno spunto su cui meditare e perché no ad una possibile strada da seguire. Quale sia la giusta VIA in verità non ci è dato saperlo, ciò che però si dovrebbe intuire è che proseguire su questa strada difficilmente porterà a risultati diversi e/o apprezzabili."
Bussoni, Ilaria; Martino, Nicolas a cura di È solo l'inizio : Rifiuto, affetti, creatività nel lungo '68. Verona, 2018, culture 192 cm 21 199 p. 199 p. ; 21 cm (0000000047197)
br. L'impresa di dare forma a un ideale comprensibile di giustizia globale è strettamente connessa a due questioni cruciali: la relazione fra giustizia e sovranità e l'ampiezza e i limiti dell'eguaglianza, intesa come una naturale richiesta di giustizia. Se guardiamo allo sviluppo storico delle concezioni di giustizia e di legittimità dello Stato-nazione, sembra che di solito la sovranità abbia preceduto la legittimità e mai -come sarebbe più ovvio aspettarsi - viceversa. Persino nel caso più famoso di creazione di una federazione democratica, l'illegittimità precedette la legittimità: la fondazione degli Stati Uniti dipese dalla tutela della schiavitù, senza la quale non si sarebbe mai raggiunta l'unanimità fra le tredici ex-colonie. Regimi ingiusti e palesemente illegittimi costituiscono insomma i precursori necessari del progresso verso la legittimità e la democrazia, perché creano il potere centralizzato che si può a quel punto contestare, e forse volgere in altre direzioni senza distruggerlo. "È improbabile che assisteremo alla diffusione di una giustizia globale nel lungo periodo, a meno di non creare prima istituzioni sovranazionali forti che non mirano alla giustizia, ma perseguono piuttosto interessi comuni e riflettono le diseguaglianze nel potere di contrattazione fra gli Stati ora esistenti." Il punto è capire se tutto questo può essere fatto di comune accordo, e non con l'imposizione violenta.
ril. Dopo quasi tre lustri di assenza, che avevano visto l'ascesa del sindacalismo rivoluzionario e l'apparente obsolescenza della prospettiva insurrezionale, nell'agosto 1913 Malatesta ritorna in Italia per prendere direttamente in mano le redini del settimanale "Volontà" ad Ancona e per promuovere un movimento rivoluzionario antimonarchico. Dalle colonne del suo giornale, Malatesta discute il sindacalismo, critica l'individualismo, rintuzza conati revisionistici e riformistici, e in articoli teorici su scienza e determinismo delinea lucidamente la fisionomia del volontarismo anarchico. Nel contempo, percorre l'Italia tenendo una fitta serie di conferenze e comizi e tessendo le fila del movimento anarchico e del fronte antimonarchico. Questo lavoro dà i suoi frutti. In un articolo dell'aprile 1914 Malatesta chiede con malcelata ironia: «È possibile la rivoluzione?» L'articolo si chiude con un esplicito monito: «Che tutti si tengano pronti per domani... o per oggi.»
ril. La burocrazia è stata pensata quale garanzia di legalità in un modello di Stato incentrato sul primato della legge. Le regole sono uguali per tutti, approvate da un Parlamento rappresentativo e applicate in maniera imparziale e quasi automatica da pubblica amministrazione e giudici. Sono passati quasi tre secoli e siamo ben lontani da quell'idea illuministica: da anni (molti, troppi) è diventata una forma di complicazione, che estenua i cittadini e intralcia i procedimenti. Il risultato concreto, quello con cui ognuno di noi si trova quotidianamente ad avere a che fare, è un meccanismo così cavilloso nel quale si perde di vista l'obiettivo finale, cioè l'interesse pubblico. Insomma, la burocrazia è ormai uno dei maggiori "costi" della nostra esistenza, che favorisce la corruzione e potenzia la disaffezione verso lo Stato. Alfonso Celotto, in questo libro, racconta alcuni dei problemi che ci hanno portato al punto in cui siamo: troppe leggi, troppa lentezza, troppi enti, troppa frammentazione di competenze, un linguaggio troppo oscuro. Una volta apposta anche l'ultima marca da bollo necessaria, è davvero possibile vivere secondo la normativa vigente, oppure manca sempre il modulo H-bis?
ril. «L'italia è un Paese che soffre da molti, troppi anni di mali apparentemente incurabili. In tutte le sfere del vivere comune, dalla pubblica amministrazione all'economia, dalla fiscalità alle politiche d'impresa, fino alla giustizia e alla politica estera ci sono incrostazioni, ritardi e lentezze che rendono il nostro paese antiquato, incapace di crescere e quindi poco concorrenziale nella sfida globale. Quali possono essere le ricette da mettere in campo per rendere l'Italia un paese migliore, più competitivo e in definitiva più moderno? Giuseppe Valditara e Alessandro Amadori, con uno stile chiaro, accessibile e accattivante, raccolgono e avanzano alcune proposte e soluzioni per cercare di dare risposte concrete alle problematiche in campo e con un approccio anglosassone, di orientamento liberal-conservatore, ma aperto al contributo di tutti i cittadini che vogliono migliorare il mondo in cui vivono, tracciano le priorità che dovrebbe seguire un partito o una coalizione che ha l'ambizione di governare e gestire i cambiamenti e le trasformazioni in atto nella società italiana, in Europa e nel mondo. Un vero e proprio manifesto per il buon governo.» Prefazione di Matteo Salvini.
br. Nel cuore del ricco Nordest, Verona è il laboratorio italiano dell'estrema destra di potere. Qui ex skinhead e animatori di festival nazirock, capi ultrà che allo stadio inneggiano a Hitler ed esaltano "una squadra a forma di svastica", tradizionalisti cattolici nemici giurati dell'illuminismo, dello Stato unitario e del "dilagante progressismo ecclesiale", avvocati dal saluto romano fin troppo facile, promotori di cene e gite in cui "è gradita la camicia nera" entrano in consiglio comunale nella lista del sindaco, organizzano manifestazioni finanziate dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o della commissione sicurezza, finiscono a capo dell'Istituto per la storia della Resistenza... In questo libro, Paolo Berizzi racconta le vicende e le contraddizioni di una città unica. Riavvolge il filo che risale non solo ai tempi della repubblica di Salò, di cui Verona fu una delle capitali, ma addirittura agli albori del movimento fascista, visto che quello di Verona fu, nel 1919, il "fascio terzogenito", nato appena due giorni dopo la fondazione dei Fasci di combattimento in piazza San Sepolcro a Milano. Mostra il fertile terreno di coltura che ha alimentato l'eversione nera, da Ordine Nuovo alla Rosa dei venti al Fronte Nazionale di Franco Freda, o i deliri dei due serial killer che, firmandosi Ludwig, intendevano ripulire il mondo dalla "feccia morale e sociale", sterminando prostitute, omosessuali, senzatetto, tossicodipendenti, presunti viziosi, preti scomodi. Fotografa un presente in cui la destra radicale monopolizza il tifo calcistico, le proteste ai tempi della pandemia, eventi come il Congresso mondiale delle famiglie. Verona è oggi l'immagine di un possibile futuro per l'Italia e per l'Europa, e questo libro è un invito a non distogliere lo sguardo.
I genitori italiani scrivono ai loro figli. A cura di Giuseppe Caliceti e Giulio Mozzi. Einaudi Tascabili Stile Libero, 1048. 370 – Ba Buono (Good) Buono. <br> <br> <br> (0000000017114)
In-8°, 193 pp. Prima e unica edizione. Racconto anticomunista ambientato a Napoli del dopoguerra. occupata dai russi, con 15 foto e disegni. Brossura editoriale illustrata. Buono stato.
Cm. 13.5x21, pp. 215. Legato in cartoncino editoriale morbido. Ottimo.
New English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (22 x 15 cm). In Turkish. 423 p. Biographical study on the well known journalist Falih Rifki Atay (1894-1971). Çankaya'nin kalemsoru: Bilinmeyenleriyle Falih Rifki Atay.
New English Original bdg. HC. 4to. (30 x 25 cm). In Turkish. 472 p., color ills. Protocol in Cankaya Kiosk. Çankaya Köskü'nde protokol. Cumhurbaskanligi protokol uygulamalari.
1973258139Grasset 1973 poche. 1973. Broché.
35754Paris Chez l'Auteur. André Figueras 1981 in 8 (23x16) 1 volume broché, couverture illustrée, 237 pages [1]. Préface de Jacques Isorni. André Figueras, Paris 1924 - 2002, écrivain et journaliste pamphlétaire français. Celui-ci un des 300 exemplaires numérotés sur Vergé des Papeteries de Lana. Envoi autographe signé par l'auteur au Ministre Emmanuel Temple. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Dalai , Michele ; Migliore , Gennaro È facile smettere di perdere se sai come farlo. Idee di sinistra per la nostra sinistra. Subito. Milano, PONTE ALLE GRAZIE 2009, Saggi cm 21 cm. 154 p. (0000000022849)
Come suggerito all'interno, si tratta di un oggetto multiuso (manifesto murale, foglio, opuscolo), con illustrazioni in B/N e testi a favore dell'amnistia per i prigionieri politici. Direttore responsabile Frank Cimini, N. 0 in attesa di autorizzazione. In ottimo stato.
Secondo numero (su 3 usciti) della rarissima rivista situazionista nata al liceo Berchet di Milano per iniziativa dell'allora professore Carlo Oliva. Il numero 2 è composto da un foglio giornale dalle evidenti cromie "acide", un inserto illustrato e testi di Marco Maria Sigiani, Mario Abis, Andrea Fidora e Gino Seibilia. L'originario progetto di rivista studentesca, cui aderirono tra gli altri Gianfranco Sanguinetti, Felice Accame, Claudio Pavan e Paolo Salvadori, acquisì sempre più una linea editoriale creativa che arrivò a conquistarsi anche una distribuzione universitaria. In eccellente stato di conservazione. (Gallino Ignazio Maria, "1965-1985 venti anni di controcultura", Milano, 2016, p. 106-107. Amoros Miguel, "Breve storia della sezione italiana dell'Internazionale Situazionista", Viterbo, Stampa Alternativa, 2015)
Terzo numero (su 3 usciti) della rarissima rivista situazionista nata al liceo Berchet di Milano per iniziativa dell'allora professore Carlo Oliva. Il numero 3 è composto da un foglio giornale, uscito come allegato al No. 7 di "Quindici", in realtà pubblicato il 16 gennaio 1968 (e non 1967 come indicato dalla data di stampa), comprende il supplemento "Gli studenti di Milano contro la scuola", opuscolo ripiegato in 4 parti stampato al recto e al verso (completamente svolto misura cm 47x21,5). L'originario progetto di rivista studentesca, cui aderirono tra gli altri Gianfranco Sanguinetti, Felice Accame, Claudio Pavan e Paolo Salvadori, acquisì sempre più una linea editoriale creativa che arrivò a conquistarsi anche una distribuzione universitaria. Normali pieghe ma in eccellente stato di conservazione. (Gallino Ignazio Maria, "1965-1985 venti anni di controcultura", Milano, 2016, p. 106-107. Amoros Miguel, "Breve storia della sezione italiana dell'Internazionale Situazionista", Viterbo, Stampa Alternativa, 2015)
Brossura editoriale con titoli al dorso ed al piatto, perfette condizioni.