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Volantino di cm. 20x17. Propaganda comunista per il referendum del 1946
In 16°, br. edit., pp. 99. Es. intonso.
In 8°, br. edit., pp.35. Minime fiorit. sparse.
Foglio doppio di cm. 57,6x43. pp. 4. con 1 foto e 17 fotoritr. (tra cui PARRI e ANTONICELLI). Manifesto della Concentraz. Ricostruzione e Costituente. Crisi dei Governi del C.L.N. Pace. la sinistra liberale. Articoli di Luigi SALVATORELLI ecc. Foto e profili de CANDIDATI. La Concentrazione Democratica Repubblicana fu un partito politico italiano fondato in vista delle elezioni politiche del 2 giugno 1946. La formazione si costituì a seguito della confluenza di due distinti soggetti politici: il Movimento della Democrazia Repubblicana, nato su iniziativa di Ferruccio Parri e di Ugo La Malfa; e il Movimento Liberale Progressista, oalizione cui aderirono, oltre al PLI, Democrazia del Lavoro di Ivanoe Bonomi, l'Unione Nazionale per la Ricostruzione di Francesco Saverio Nitti e Alleanza Democratica della Libertà di Arturo Labriola. Prestigioso e fondamentale documento, subito prima del Referendum e della Costituente.
br. Dal 1970 a oggi i referendum previsti dalla Costituzione sono stati utilizzati ripetute volte e con obiettivi molto diversi: talvolta per pronunciarsi su questioni di grande rilevanza per la vita sociale e democratica del Paese (il divorzio, l'aborto, le leggi elettorali, la giustizia, le riforme costituzionali), talvolta per battaglie episodiche (si pensi alla raccolta firme contro il green pass). Ma il ricorso al referendum è sempre intrecciato al contesto politico, alle scelte o alle non scelte del parlamento e dei partiti, la cui funzione di mediazione oggi si mostra in crisi, specie di fronte al consolidamento di forze antisistema e sovraniste. Qual è stato e come cambia il ruolo dei referendum nello svolgersi della democrazia italiana? Qual è la relazione che la politica italiana intrattiene con l'unico, vero, istituto di democrazia diretta che prevede la Costituzione? La chiave interpretativa della «Repubblica dei partiti» mantiene ancora una validità, o siamo (diventati) anche, parallelamente, una «Repubblica dei referendum»? Ora che la firma digitale ne espande le potenzialità politiche e apre il dibattito sulle possibili riforme, questo libro risponde all'urgenza di comprendere un fondamentale istituto del diritto costituzionale all'interno della storia politica italiana.
4 16,5x12 cm., cuciti con punti metallici, pp. 16 cadauno, la prima met? argomenti e lingua francese, la seconda met? argomenti e lingua italiana, i primi 2 con quartino esterno in rosa; gli altri 2 in beige. Buoni e interessanti esemplari
Insieme di 4 fogli volanti, cm. 24x16 c.ca: "Questa scala puoi rovesciarla con facilità. Vota Libertas"; "Il diritto di voto e i compiti della donna italiana"; "La propaganda dei comunisti tenta di incantare gli elettori italiani ... la propaganda comunista non dice mai la verità ..."; "Contadini, leggete! ... come avviene la ripartizione dei prodotti in URSS .. Non votate la lista rossa!!!" Minimi segni d'uso.
Manifesto cm. 100x70. Comitato regionale toscano del P. S.I.U.P. Viaggio di Richard Nixon in Europa (9 febbraio 1969 - 6 marzo 1969). Restauri su alcuni punti di piegature.
In 16° poesia a stampa in ottava rima, 72 versi su quattro facciate (formato mm. 165x115). La poesia si riferisce alla polemica politica fra De Gasperi e Togliatti. Rara e interessante pubblicazione di questo poeta improvvisatore di Anchiari attivo e ricordato negli anni '50. Appunto manoscritto.
Mm 140x210 Opera completa. 3 volumi rilegati in tela, sovraccoperta originale, custodia protettiva, 874 pagine complessive con tavole in nero in ogni volume. Opera in eccellenti condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
grand in-8°, XXXIV-191 pp., broche, couv. Bel exemplaire, en partie non coupe. [NV-11] [F]
br. Dopo una serie di contributi generali, il libro analizza paese per paese la nona elezione del Parlamento europeo, luogo di rappresentanza politica (art. 14TUE) di cinquecento milioni di cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e quindi cittadini europei, ai sensi dell'art. 9 TUE. All'interno del testo non si manca di evidenziare la necessità che il Parlamento riprenda il centro del sistema politico; che gli Stati membri - se vogliono preservare questo splendido giocattolo che è l'Unione europea - accettino di lasciar giocare questo ruolo al Parlamento; che la Commissione si ponga in funzione veramente servente del progetto politico che saprà uscire dal luogo della rappresentanza; che il sistema giudiziario europeo sappia rispettare - all'interno e nel rispetto dei principi e delle tradizionali costituzionali comuni - le scelte che la rappresentanza politica dovrà compiere.