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1 Vol. In-8 m. tela con ang., tit. oro su tass. al dorso. Copt. orig. cons pag. 356 alc. cart. ripieg. f.t PROG 29727 CATT_ATT 41
In-16° pp. 310 con 3 carte ripieg. f.t. Bross. edit. con sovracoperta ill.
br. In questo saggio, che incrocia esemplarmente storia, geopolitica ed economia, Thomas W. Zeiler ricostruisce la genesi e l'evoluzione dell'interdipendenza economica globale sottolineando il decisivo ruolo svolto dagli Stati Uniti nel promuovere un sistema commerciale, di investimenti e transazioni aperto e interconnesso (il «regime americano della open door»), che si sarebbe rivelato la vera e propria anticamera della globalizzazione economica contemporanea. Si trattò di una politica variamente intrecciata alla strategia americana dell'epoca della guerra fredda, finalizzata a consolidare la potenza economica degli alleati occidentali di contro alle nazioni del blocco sovietico, anche se talvolta i due obiettivi - economico e geopolitico -si dimostrarono tutt'altro che compatibili. Infatti, mentre la guerra fredda favoriva la divisione del globo in blocchi, le forze economiche mondiali dopo il 1945 stavano convulsamente premendo in direzione opposta. Se la liberalizzazione delle pratiche commerciali portò al rilancio economico e politico di grandi potenze devastate dal secondo conflitto mondiale, altri paesi emergevano prepotentemente in virtù di essa, imponendosi ormai come agguerriti concorrenti dell'invincibile gigante americano.
Cm. 20, cart. edit. con sovracop., pag. 274 (6). Con alcune carte geogr. nel testo. Ottima e dettagliata relazione su Singapore in particolare sotto l'aspetto strategico e geopolitico alla vigilia dell'entrata in guerra degli Stati Uniti. Ottimo esemplare, intonso.
2 voll. in 8 grande (cm 22 x 29), pp. 112 con cartine e foto in bianco/nero nel testo e 1 grande carta finale piu' volte ripiegata; 130 + (2) con cartine e foto in bianco/nero nel testo e 1 grande carta finale piu' volte ripiegata. Timbri al piatto anteriore e alla prima pagina. Interessante e poco comune pubblicazione. Fra gli argomenti: La frontiera italo francese; italo-svizzera; italo-austro-germanica; italo-jugoslava; il Mediterraneo; il Mediterraneo occidentale; il bacino franco-iberico; il Mediterraneo centrale; il Mediterraneo orientale. Qualche fioritura alle pagine. Danni riparati ai dorsi. Sporadici segni con lapis ai margini del testo. Brossura editoriale.
PREFAZIONE DI VITTORIO GORRESIO PARENTI 1962 XVIII - 343 PP. FONDO DI MAGAZZINO: UN MIRACOLO DI CONSERVAZIONE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, CON TUTTE LE PAGINE CHIUSE, DA APRIRE.
Legatura commerciale, copertina rinforzata, sovraccoperta plastificata, titolata in bicromia, segnata da comuni sgualciture da scaffale al dorso e alle punte e da bordi stanchi, carte velate da delicati toni giallognoli, in perfette condizioni di conservazione e come nuove, I edizione, traduzione di Marco Bosonetto, Alfredo Colitto, Emma Gasperoni, Gian M. Giughese e di Rosanna Carrera, risguardi illustrati. N. pag. 423. USATO
Mm 140x210 Nuova edizione con saggio introduttivo dell'autrice. Collana "I Draghi" - Brossura editoriale di 407 pagine. Volume in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Inglese, traduzione di Agnieszka Wosik, rilegatura editoriale rigida, cartonata, illustrata, con piccola macchia al piatto anteriore e minime tracce d'uso, all'interno pagine candide, pulite ed ottimamente conservate, con 10 cartine a colori fuori testo. Numero pagine 531 USATO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE/OTTIME CONDIZIONI GENERALI, LIEVE BRUNITURA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. DEDICA IN ANTIPORTA. Nel suo La diplomazia delle grandi potenze, Hayter ha detto della diplomazia statunitense: "Gli americani non sono bravi a l'osservazione di sottili gradazioni, i calcoli a lungo termine, la paziente sopportazione di inconvenienti irrimediabili." Ha accusato i sovietici di "... alienante brutalità, l'incapacità di ispirare fiducia e, soprattutto, una quasi totale mancanza, forse incorreggibile, di comprensione del vero carattere, motivazioni, sentimenti e dei paesi stranieri e dei popoli". Mentre egli considerava i diplomatici francesi come di un "alto ordine intellettuale", ha trovato i loro due punti deboli fondamentali per essere un eccesso di formalismo di sostanza e la mancanza di disciplina. Informazioni bibliografiche Titolo: La diplomazia delle grandi potenze Titolo originale: The Diplomacy of the Great Powers Collana: Volume 18 di Cultura e realtà. Universale contemporanea Autore: William Hayter Traduzione di: Amerigo Guadagnin Editore: Milano: Edizioni di Comunità, 1961 Lunghezza: 100 pagine; 21 cm Soggetti: Diplomazia, RELAZIONI INTERNAZIONALI, Politica internazionale, Ambasciate, Politica estera, Grandi Potenze, Corpo diplomatico, Stati Uniti, Unione Sovietica, Cina, Russia, Francia, USA, Gran Bretagna, Inghilterra, Guerra Fredda, Storia contemporanea, Geopolitica, Classici, British Diplomacy, Equilibrio, Imperialismo, Cold War, Separation of powers, Poteri, Foreign Office, Foreign policy, Kremlin, Cremlino, Quai d'Orsay, ONU, NU United Nations, Soviet Embassy, Western alliance, Alleanze, Trattati, Lord Vansittart, colonial, Communist parties, Second World War, Great Powers, Diplomatic Corps, United States, Soviet Union, China, France, USA, Great Britain, England, Cold War, Contemporary History, Geopolitics, Classics, British Diplomacy, Balance, Imperialism, Vintage Books, Libri rari Sir William Hayter Goodenough KCMG (1 agosto 1906-28 marzo 1995) è stato un diplomatico britannico, ambasciatore in Unione Sovietica 1953-1957, in seguito Warden di New College, Oxford , e autore.
ill., br. La Guerra fredda non è stata soltanto lo scontro tra due colossi militari, con i relativi macrosistemi politico-economici e blocchi di paesi alleati, né una semplice partita strategica giocata in territorio europeo. Più di ogni altra cosa, è stata la contrapposizione fra due versioni diverse della modernità, due visioni del mondo che il mondo, per loro stessa natura, aspiravano a cambiarlo. Per Stati Uniti e Unione Sovietica, i paesi chiamati alla prova dell'autogoverno dopo la decolonizzazione rappresentarono il terreno ideale su cui verificare la validità universale delle rispettive ideologie: per questo le svolte rilevanti della Guerra fredda sono strettamente legate agli sviluppi politici e sociali di Asia, Africa e America latina, sviluppi forzati dall'azione diplomatica e propagandistica delle due superpotenze, dalle campagne occulte di Cia e Kgb e, spesso, da brutali interventi militari. Muovendosi in questo quadro interpretativo, suffragato da un impressionante lavoro di documentazione, Odd Arne Westad sposta verso Sud la tradizionale prospettiva con cui si guarda alle relazioni internazionali del secondo Novecento. La sua ricostruzione storica intreccia a vicende come la guerra di Corea, la rivoluzione castrista a Cuba, la guerra del Vietnam e l'invasione sovietica dell'Afghanistan gli interventi più oscuri delle superpotenze, come quelli in Indonesia, Timor Est, Iran, Etiopia, Angola, Mozambico, Nicaragua ed El Salvador.
trad. di alberto Cristofori tela edit. con sovrac. ill., cartine alle sguardie
ril. Nell'agosto 2012, nel pieno della feroce guerra civile che da qualche mese sta dilaniando la Siria, il presidente Bashar al-Assad è disposto a utilizzare qualunque mezzo per restare aggrappato al potere. Quando i servizi segreti rivelano che potrebbe ricorrere all'uso di armi chimiche, il presidente americano Barack Obama lo avverte che così facendo supererebbe una "linea rossa". Assad ignora le minacce statunitensi e ordina di bombardare il sobborgo di Ghouta, a Damasco, con gas sarin, uccidendo centinaia di civili e scatenando la reazione internazionale a quell'orrore. Quando la Russia si offre di mediare per ottenere la dismissione delle armi chimiche della Siria, Obama decide di inviare le truppe USA per eliminare i pericolosi ordigni. Inizia così una corsa per trovare, rimuovere e distruggere 1.300 tonnellate di armi chimiche nel mezzo di una furiosa guerra civile. Presto la strategia della Russia diventa chiara: farà di tutto per preservare il potere di Assad, alleato fondamentale in medio oriente, mentre l'ISIS, che sta costruendo il suo califfato nel territorio devastato dal conflitto, tenta di recuperare e accumulare quelle stesse armi per i suoi scopi. Con una narrazione serrata, costruita su documenti segreti e testimonianze dirette, e un folto cast di eroi e criminali - tra cui cacciatori di armi, politici, medici, diplomatici e spie -, il premio Pulitzer Joby Warrick ci rivela come in Siria si stiano giocando gli equilibri mondiali.
Salerno Editrice - Collana: Periscopio, marzo 2007. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Soft cover in good conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
Wallerstein , Immanuel Dopo il liberalismo. Milano, JACA BOOK 1999, Di fronte e attraverso 451 cm 23 cm 271 p. Trad. di Federica Censolo (0000000025406)
Brossura commerciale, copertina plastificata e flessibile, integra e priva di anomalie, appena segnata da esigue velature giallognole al dorso e ai bordi, l'interno del volume appare in ottime condizioni di conservazione, con carte immacolate, perfettamente fruibili ed allo stato del nuovo, tomo parte della collezione " Studi e Ricerche " delle Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli. N. pag. 194. USATO
Brossura tascabile, copertina flessibile, titolata in bicromia, lievemente imbrunita dalla luce, più intensamente al dorso, appena velata da ombre di polvere e segnata da comuni sgualciture da scaffale alle punte e ai bordi, la delicata velatura bruna dei margini delle carte, non altera l'ottima fruibilità e il buon aspetto dell'interno del volume, malgrado l'iniziale allentamento delle cuciture, V edizione ampliata, firma di proprietà a inchiostro al frontespizio. N. pag. 150 USATO
br. Al di là dei rigidi confini dell'Europa dimezzata, l'"Unione Europea" di Bruxelles figlia della guerra fredda, ristagna l'"Altra Europa", alla quale viene spesso negato persino l'aggettivo di "europea". Nonostante la retorica ufficiale, le regioni europeo-orientali e balcanico-occidentali d'Europa pagano il prezzo - che si ritorce sugli stessi Europei occidentali - di un.antistorica barriera escludente che ha gravi conseguenze politiche ed economiche. Il volume, utilizzando percorsi teorici e analitici della Geografia e delle Relazioni internazionali, affronta alcuni nodi e questioni emergenti nell'"altra parte" d'Europa, con l'intento di evidenziarne la ricchezza e vitalità e parallelamente di mostrare le contraddizioni di una concezione invecchiata del confine territoriale.
In 8, cm. 13,5 x 22, pp. 266 + (2), con 41 tabelle intercalate nel testo e 5 fuori testo piu' volte ripiegate. Al fondo elenco delle principali opere consultate, indice dei testi e delle tabelle. Brossura editoriale lievemente brunita. Firma di possesso al frontespizio. Accurata analisi delle importazioni ed esportazioni dei vari paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Volume in buone condizioni.
Brossura filo refe, vol. 21 della collana, comuni mende da scaffale o lettura segnano la copertina illustrata in parte, con bordo leggermente alterato da compressione, e patinato ombrato da polvere da scaffale, piccole becche ai fogli tono avorio ben preservati, velo di pulviscolo ai tagli. N. pag. 333. USATO
Paris, de Guibert 2009. In-8 broché de 280 pages .Parfait état
In-8°, pp. 179 con una carta ripiegata f.t. Bross. edit. illustrata.
Cm.18,8, br. edit., pag. VIII, 232 (4) più 1 carta geogr. rip. f.t.. Interessante studio sulla divisione dei confini tra Ungheria e Romania alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ottimo esemplare.
br. C'erano una volta le Petromonarchie del Golfo, Stati che galleggiavano sul petrolio e seguivano fedelmente le indicazioni in politica estera degli Stati Uniti. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman: sabbia e oro nero, facoltosi sceicchi e lusso fiabesco; scarsa popolazione, democrazia interna molto limitata, forte immigrazione dall'Africa e dal Sudest asiatico e lavoratori in condizioni di semischiavitù. Questa rappresentazione del Golfo Persico - semmai in passato sia stata veritiera - oggi non è più attendibile. Se è vero che le agiatezze di emiri e sultani non sono terminate, gli europei non possono invece prendersi il lusso di ignorare come i Paesi del Golfo influenzino con sempre più forza la politica mondiale: non solo rendita petrolifera ma anche energie rinnovabili, ricerca scientifica, eventi sportivi, alta moda, passione per il made in Italy, architettura all'avanguardia, turismo ed ecologia. E poi armi, politica estera aggressiva, conquista di interi settori di mercato, lenta e difficile emancipazione delle donne, repressione della dissidenza politica, furti archeologici e - strano a dirsi fino a poco tempo fa - autonomia politica proprio dagli Stati Uniti. Il presente lavoro colma un imbarazzante vuoto nella saggistica italiana, quello sull'irrimediabile centralità dell'Arabia Saudita e degli altri Stati del Golfo nella politica globale. Con stile asciutto e approccio analitico gli autori scavano in profondità e spiegano perché, d'ora in avanti, sarà impossibile ignorare questa parte di mondo.
Valori, Giancarlo Elia Il nuovo Mediterraneo : confine o rinascenza d'Europa. Milano, 2011, 228 p. : ill. ; 21 cm (0000000058307)