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br. Tutti, almeno a parole, vogliono una vita più "naturale". Più a contatto con la natura e che la salvaguardi. Ma che cos'è la natura? In un'epoca dominata da nuove scoperte, dalla crescita tecnologica, da una nuova sensibilità ecologica, ma anche da nuovi fenomeni inquietanti, come pandemie globali e squilibri dell'ambiente, risuona potente la domanda su cosa sia un comportamento veramente naturale nella vita di una persona. La parola "natura" è inevitabilmente fonte di confusione e tensioni, spesso usata per motivare scelte opposte. Forse, allora, per riaccostarci veramente alla natura (e alla nostra natura) occorre una sapienza antica e sempre nuova. Vogliamo una vita più naturale? Chiediamo ai poeti. E loro ci guideranno. Con uno stile che unisce saggio e narrazione, Davide Rondoni perlustra gli interrogativi che sorgono intorno al tema della natura, senza pregiudizi e senza censure, sfidando molti luoghi comuni e toccando temi che oggi occupano la nostra quotidianità e le frontiere dei nuovi saperi. Una riflessione personale sulla natura che prende spunto dal pensiero e dalle parole dei grandi poeti. Un libro attuale che ragiona sui temi della modernità attraverso le voci di autori classici e contemporanei come Lucrezio, Keats, Leopardi, Szymborska, Luzi, per una visione del mondo più completa che possa indagare al meglio il rapporto inevitabile dell'uomo con la natura.
1830580251Saumur: Degouy. 1830. VIII.; 408. 21cm. Zustand: Gut min. gebräunt, leicht wellig, eher selten gering fleckig im Text (Innen); Innenbandbereich, die ersten und letzten Seiten, max. gering braunfleckig; Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Außenecken etwas bestoßen; Halbleder
br. Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l'impatto del conflitto mondiale nell'universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l'avvento della società di massa, la ricerca di un'alternativa all'esistente, la controversa questione circa l'identità storico-culturale dell'Europa e, più in generale, dell'Occidente e del suo destino. Dall'esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d'essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall'altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della "società aperta", ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione - libertà o non-libertà - che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l'età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.
K. Marx - F. Engels Critica dell'anarchismo. , Einaudi 1972, Legatura ed. Copertina tutta tela ombrata. Sovraccoperta plastificata con alette informative ingiallita, con segni lievi d'usura ai margini. Pagine ingiallite ai margini. Firma con data alla guardia libera ant. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'intreccio fra capitalismo e democrazia ha fatto guadagnare alla fine di questo secolo un enorme successo al liberalismo. La sua conquista si può dire "globale" nel campo economico grazie ai mercati aperti, alla libera concorrenza, mentre in campo politico, con la separazione dei poteri, il decentramento delle istituzioni, inizia a far sentire i suoi effetti. Nei cinque saggi che compongono il volume viene preso in esame il liberalismo di filosofi quali Croce, Carlo Antoni, Guido De Ruggiero, Hannah Arendt e Isaia Berlin. "La ricostruzione della mappa intellettuale del liberalismo si può formare seguendo tracciati diversi. Il presunto eclettismo del pensiero liberale non è un punto debole, semmai è una ragione di forza". Così Valerio Zanone nella presentazione al volume "Critica della ragion liberale", che si richiama, evidentemente, alla Critica kantiana come simbolo del tentativo di rileggere senza pregiudizi la teoria liberale per affermarne la validità. La ricchezza del liberalismo a cui si riferisce Zanone consiste nell'aver presentato diverse dottrine riferibili, in ultima istanza, a diverse concezioni filosofiche del mondo. Il liberalismo tradizionale si rifà, com'è noto, all'empirismo lockiano, al razionalismo e, in senso lato, all'Illuminismo. Ed è qui che si situa l'originalità del volume, sintetizzabile nell'interrogativo che si pone Paolozzi nell'Introduzione: "E' possibile - si domanda - una filosofia liberale non illuminista? O meglio, è possibile pensare una filosofia della libertà fondata sulla ragione dialettica, senza con ciò pregiudicare le acquisizioni teoriche fondamentali dell'Illuminismo e del liberalismo tradizionale?". A questa domanda i cinque autori del volume rispondono sostanzialmente di sì. L'idea di fondo, che rende unitario il percorso compiuto dagli autori, consiste infatti nel porre in relazione il liberalismo politico con lo storicismo e con la filosofia del giudizio della grande studiosa ebrea la quale, non a caso, si richiama frequentemente a Kant e a Tocqueville. Sappiamo che Berlin è tributario della filosofia di Giambattista Vico, dello stesso croce e del grande storico inglese, di origine crociana, Collingwood. Sappiamo che Guido De Ruggiero si formò filosoficamente fra Gentile e Croce e sappiamo, com'è ovvio, che Croce è il primo grande filosofo che cerca, attraverso una profonda riforma della dialettica hegeliana e dello storicismo ottocentesco, di coniugare la filosofia trascendentale con il liberalismo moderno. Descrizione bibliografica Titolo: Critica della ragion liberale Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Ernesto Paolozzi Presentazione di: Valerio Zanone Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2000 Lunghezza: 109 pagine; 20 cm ISBN: 8871883349, 9788871883342 Collana: Volume 5 di Quaderni della Fondazione Einaudi: Saggi Soggetti: Filosofia politica, Storia contemporanea, Ideologie, Partiti, Masse, Scienze politiche, Sociali, Political Science, General, Collected essays, Liberalism, Social sciences, Philosophy, History, 20th century, Critics, Idealismo, Cicerone, Machiavelli, Storiografia, Universalismo, Empirismo, Ermeneutica, Marxismo, Modernità, Libertà, Novecento, Correnti Parole e frasi comuni arendtiana astratta attività Benedetto Croce Carlo Antoni classica comune comunitarismo concetto concezione concreto condizione confronti Critica della ragion crociana culturale agire individuo democrazia diritti visita dottrina economico empirista Etica etico-politico filosofia forme giusnaturalismo Guido De Ruggiero Hannah Arendt Hegel ideale idee ideologia individuali intrinseca Isaiah Berlin Kant kantiana legno storto liberalismo politico sociale negativa positiva libertà-per logica Matteucci mente metafisica moderna mondo morale natura nazismo nozione pensatore pensiero politico personalità pluralismo polemica pratica principio Prodromo pubblico ragion Rawls razionalità repubblicanesimo riflessione ritorno rivoluzione scienza sfera società specifica spersonalizzazione spirito storia storicismo storicistici teoretico teoria giudizio teorico totalitarismo tradizionale tradizione trascendentale umana universale uomini valore Viroli
br. Il periodo storico in cui siamo collocati è informato da una visione di matrice liberale e da un indirizzo economico capitalista. Ma cosa significhi qui davvero "liberale" e quale nesso vi sia con il capitalismo è tutt'altro che ovvio. Il primo compito che questo testo si assume è dunque quello di fornire un chiarimento circa la genesi di lungo periodo della "ragione liberale" in Occidente, seguendone la maturazione dal XVII secolo al presente. Questo passo è necessario per identificare cosa conti come nucleo centrale e cosa come periferia accessoria nello sviluppo liberale. In seconda battuta il testo mira a identificare la logica di fondo che alimenta la ragione liberale, logica che nutre i processi capitalistici, ma va ben al di là di essi. Ne emerge un quadro in cui la ragione liberale non ha più bisogno di essere "rappresentata" perché ha occupato tacitamente l'intero spazio concettuale del politico. Essa gioca oramai tutte le parti in commedia, maggioranze e opposizioni, destra e sinistra, dissimulando la sistematica operazione di distorsione di senso che ha operato. Accade così che le ramificazioni della ragione liberale si siano insediate in intellettuali e movimenti che si ritengono "neutrali", o persino "anticapitalisti". E questa occupazione, pervasiva quanto inavvertita, sta alla base della percepita impossibilità di concepire alternative, e dunque dello scacco perenne in cui si agita la coscienza contemporanea.
br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei). Critica liberale segue il filo rosso che tiene assieme protagonisti come Amendola e Croce, Gobetti e i fratelli Rosselli, Salvemini ed Ernesto Rossi, Einaudi e il "Mondo" di Pannunzio, gli "azionisti" e Bobbio.
br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei).
Mm 130x210 Brossura editoriale di pagine 287, un po' ingiallito ma in buonissime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8 (24,5x17) Legatura in tutta tela; pp.581; Molto buono, manca la sovracopertina
Mm 160x220 Brossura editoriale di pagine 299, carte ingiallite, lOpera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
0415996740New. Never used book
1978104577London, Henley & Boston: Routledge & Kegan Paul 1978. XXVIII, 300 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Pappband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
senza data ma anni settanta del xx secolo. stampato in francese in portogallo dove l'autore era andato in esilio nel 1944
2010168512Grand Livre du Mois Grand Livre du Mois, 2010. In-8 relié cartonnage souple éditeur de 521 pages. Très bon état
19464774Calmann-Lévy 1946 241 pages in12. 1946. broché. 241 pages. Roman d'Arthur Koestler situé pendant la Guerre de Cent Ans explorant les tensions politiques et religieuses de l'époque à travers une intrigue mettant en scène des personnages pris dans les conflits entre la France et l'Angleterre
Coperta lievemente imbrunita e leggermente segnata da fattore tempo, tagli minimament imbruniti, pagine in buono stato, testo completamente fruibile, volume n. 12 della collana "Studies in International Communism", con presentazione di Ernst Halperin, prefazione dell'autore, traduzione di Joel Carmichael e Ernst Halperin, presenti note a piè di pagina, numero pagine 284 (XVIII, 266) USATO
1971490656New York: Harper & Row Publishers. 1971. XXV.; 1696. 24cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Hinterdeckel wackelt etwas, es gibt jedoch keine Risse; Schutzumschlag (hat leichte Gebrauchsspuren - im Vorderdeckel oben etwas rissig); Gewebe (Schwarzer Leinen)
1981490645New Brunswick, NJ [u.a.]: Transaction Books. 1981. 688 Seiten. 20,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Einband am oberen und unteren Kapital leicht eingerissen; 4th Ed. Broschiert
"Il linguaggio delle idee senza parole. Neofascismo sacro e profano : tecniche, miti e riti di una religione della morte e di una strategia politica". In 8°, brossura editoriale, pp. 170,(6). Collana "Saggi blu". Prima edizione. Una firma di proprietà al recto dell'occhiello. Volume ben conservato.
Mm 125x195 Collana "I Fatti e le Idee" - Brossura editoriale con sovraccoperta, 513 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 145x225 "Studi e ricerche di scienze sociali", 59 - Volume cartonato di xlii-839 pagine. Minimi segni del tempo esterni, ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ALFREDO GUIDA EDITORE 2012 175 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, MAI SFOGLIATO. Quale il ruolo dell'intellettuale? Quale ia sua identità, Il profilo che egli traccia di se stesso? Le risposte, oggi, sono rese difficili, ben più che In passato, da diversi Fattori I problemi socio-economiche non solo richiedono una competenza specifica ma sono anche divenuti, plù che un tempo, complessi e conflittuali; la crisi delle ideologie sl è tradotta in un ventaglio variegato di scelte possibili, non riconducibili a facile bipolarità; gli strumenti mediatici invadono spazi molteplici Finiscono col costituire un potere che si aggiunge a quelli che in passato erano più chiaramente Identificabili, esercitando una pressione inaudita sulla formazione dell'opinione, anch'essa definibile come "potere", più o meno occulto. Per far chiarezza, I saggi qui raccolti si propongono di illustrare come il problema sia stato visto nel tre secoli che ci hanno preceduti, dall'illuminismo al romanticismo, al decadentismo, alla belle époque, fino al Novecento con le sue contraddizioni. VI si incontrano proposte e opinioni diverse: la soluzione mecenatesca, da Voltaire a D'Alembert, si configura come collaborazione con un potere illuminato e riformistico mentre, su un versante opposto, da una parte Diderot propone la più strenua sorveglianze dall'altra, da Rousseau ad Alfieri, a Chénier, a Madame Roland, si delinea il profilo dello scrittore assolutamente indipendente. Più tardi, prendono spazio Il profilo del "dotto" e l'idea del suo contributo all'avanzamento storico (Fichte), la proposta della possibile collaborazione con un potere democratico (Constant), I'idea della doppia anima del letterato e del poeta visto come uomo delle utopie (Hugo), oppure si torna all'idea e alla pratica di un combattivo impegno in difesa della verità e contro ogni pregiudizio (Zola, poi Rolland, poi Camus), si definisce il concetto di un "tradimento del chiericl" (Benda), si torna all'idea di un engagement (Sartre) facilmente contestabile come faziosa (Aron), oppure all'idea di un'indipendenza definibile come approccio al Divino e idoleggiamento del Bello (Du Bos) o come difesa della memoria dagli assalti del tempo Jaccottet). Dagli aspri conflitti ideologici del secolo scorso (ad esempio Vittorini/Togliatti o Pavese/De Martino) si è usciti grazie a proposte equilibrate e oggi più che mai condivisibili: universalismo, lotta per la giustizia e l'uguaglianza, difesa della libertà e del diritti individuali (Bobbio), sono oggi per tutti gli obiettivi primari, ineludibili e riconducibili, in fondo, agli imperativi dell'antica triade: liberté, égalité, fraternité. Lionello Sozzi è professore emerito dell'Università degli Studi di Torino, socio nazionale dell'Accademia del Lincel, membro dell'Accademia delle Scienze di Torino, dell'Académie de Savoie, dell'Académie de Saint-Anselme, direttore della rivista "Studi Francesi", presidente della Fondazione Sapegno. Pubblicazioni recenti: Rome n'est plus Rome, Da Metastasio a Leopardi, Un inquieto sorriso: lettura di cinque favole di La Fontaine, immagini del selvaggio, Un selvaggio a Parigi, Vivere nef presente, Amore e Psiche, Il paese delle chimere, Gli spazi dell'anima, Perché amo la musica. INDICE Premessa I. Il principe e il filosofo: i dile’mmi di Voltaire II. Sudditanza o indipendenza: Diderot e D’Alembert III. Le chimere di Rousseau IV. Alfieri e gli scrittori di Coppet V. Fichte e la missione del dotto VI. Hugo e la funzione del poeta VII. Il J’accuse di Émile Zola VIII. Romain Rolland e l’indipendenza dello Spirito IX. Julien Benda e il tradimento dei chierici X. Sartre e il dibattito sull’intellettuale nel secondo Novecento Conclusione Soggetti: Illuminismo, Voltaire, Francia, Intellettuali, Cultura, Rousseau, Diderot, D'Alembert, Enciclopedye, Alfieri, Coppett, Fichte, Hugo, Emile Zola, Romain Rolland, Julien Benda, Sartre, Verlaine, Letteratura, Potere, Chiesa, Chierici, Religione, Teologia, Etica, Dottrina, Estetica, Poliziano, Rabelais, Marxismo, Camus, Adorno, Marcuse, Leopardi, Ideologie, Utopia, Società civile, Power, Social sciences, Authors, Political and social views, Critica letteraria, Literature, History and criticism, Spirito, Storia sociale
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FIRMA DI APPARTENENZA IN ANTIPORTA; TIMBRO COPIA OMAGGIO SUL RETRO DI COPERTINA; PAGINE INTONSE, PERFETTE. Descrizione bibliografica Titolo: Cultura e società nel romanzo del Novecento Autore: Renato Bertacchini Editore: Torino: Società Editrice Internazionale (SEI), 1974 Lunghezza: 137 pagine; 22 cm Collana: Letture critiche Soggetti: Critica letteraria, Ideologie, Santo, Fogazzaro, Giovanni Cena, Enrico Corradini, Futurismo, Movimento modernista, Marinetti, Indomabili, Antologie critiche, Gabriele D'Annunzio, Crisi,Tozzi, Pirandelli, Mattia Pascal, Italo Svevo, Coscienza di Zeno, Senilità, Libri rari, Europeismo, Antifascismo, Antonio Beltramelli, Bontempelli, Gobetti, Solaria, La Ronda, Manzini, Carlo Emilio Gadda, Cattolici, Protesta sociale, Romanzo storico, Didattica, Mito americano, Montale, Pavese, Sacramento, Vittorini, Silone, Pratolini, Neoavanguardia, Volponi, Ottieri, Buzzati, Bassani, Cassola, Cultura, Bibliografia, Dopoguerra, Disimpegno, Romanzi industriali Fantascienza, Satira, Sanguineti, Borghesia, Roman, italien, 20e siècle, Littérature et société, Italie, Histoire, Italian prose literature, 20th century, History and criticism, Civilization
brossura Opera di un giornalista pubblicista free-lance, Antonio Rossiello, propenso alla storiografia e alla politica e culture varie. Libero e indipendente, moralmente ed eticamente severo con se stesso in ogni attimo della propria vita, non compromesso con i poteri e i potentati del giornalismo e dell'editoria e dell'industria culturale deviante e manipolatrice.