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Mm 120x195 Prima edizione italiana. Collana "I Coralli". Volume rilegato in tela rossa, sovraccoperta originale, 174 pagine. Traduzione di Raffaello Uboldi. Libro in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Un libro che racconta, attraverso la voce di un protagonista, gli orrori di quella che fu una vera e propria dittatura e una fra le più crudeli: il regime di Stalin. L'autore, alto dirigente prima durante il governo di Lenin e poi di Stalin decide di ribellarsi all'"epurazione" del partito che vede coinvolti tanti colleghi e amici stimati per il solo fatto di non essere d'accordo con le decisioni impopolari prese da quest'ultimo e, soprattutto, alla direzione politico-sociale che stava intraprendendo il regime e di rivelare, dunque, la verità sulla Russia staliniana. Uno dei primi "miti" a cadere è proprio l'idea comune che Hitler e Stalin fossero nemici mortali. "Questo non è altro che un mito - ci racconta l'autore ? si tratta di un'immagine deformata della realtà, creata apposta da un'abile propaganda. La realtà, invece, è che Stalin, per quanto respinto per molti anni, ha sempre corteggiato Hitler. Se si può parlare d'un germanofilo al Cremlino, questo va identificato proprio con Stalin". Un volume, dunque, che finalmente racconta in maniera lucida e spietata gli abomini per troppo tempo nascosti e le ingiustizie del governo staliniano e ne ribalta moltissimi luoghi comuni, addirittura mettendo in luce come Stalin abbia favorito la politica di cooperazione con la Germania sin dal momento della scomparsa di Lenin.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Ensayo sobre la evolución y situación actual de la democracia en España, que pone de relieve cómo el régimen de libertades afirmado por la Constitución de 1978 ha ido perdiendo su efectividad, dando paso a una auténtica "dictadura silenciosa". La experiencia periodística del autor le suministra fuentes de conocimiento abundantes, variadas y solventes, lo que le ha permitido construir sus argumentos respecto a lo que considera la progresiva transformación, íntima y no aireada, del régimen democrático español en una realidad de signo totalitario, dados el monopolio político de un solo partido, el nacionalismo creciente de Cataluña y el País Vasco, los defectos del liberalismo económico socialista y la creciente tensión contra la libertad informativa. Tanto la visión histórica de los mecanismos totalitarios de diversos regímenes como el informe sobre la situación actual en España significan una aportación al conocimiento de estas realidades y la fundamentación del deterioro democrático. El texto es descriptivo y valorativo con una de orientación democrática liberal y progresista en la que se detecta una visión temporalista o laicista de algunos conceptos o citas de la Iglesia. Saggio sull'evoluzione e l'attuale situazione della democrazia in Spagna, che evidenzia come il regime di libertà affermato dalla Costituzione del 1978 abbia perso la sua efficacia, cedendo il posto a una vera e propria "dittatura silenziosa". L'esperienza giornalistica dell'autore gli fornisce fonti di conoscenza abbondanti, varie e accertate, che gli hanno permesso di costruire le sue argomentazioni su ciò che considera la progressiva trasformazione, intima e non sopravvalutata, del regime democratico spagnolo in una realtà di segno totalitario, dato il monopolio politico di un unico partito, il crescente nazionalismo della Catalogna e dei Paesi Baschi, i difetti del liberalismo economico socialista e la crescente tensione contro la libertà di informazione. Sia la visione storica dei meccanismi totalitari dei vari regimi che la relazione sull'attuale situazione in Spagna attraverso un contributo alla conoscenza di queste realtà e al fondamento del deterioramento democratico. Il testo ha un orientamento democratico liberale e progressista in cui viene rilevata una visione temporalistica o secolarista di alcuni concetti o citazioni della Chiesa. Descrizione bibliografica Titolo: La dictadura silenciosa: mecanismos totalitarios en nuestra democracia Titolo tradotto in italiano: La dittatura silenziosa: meccanismi totalitari nella nostra democrazia Autore: Federico Jiménez Losantos Editore: Madrid, Ediciones Temas de Hoy, 1993 Edición: Quinta (Junio de 1993) Lunghezza: 270 pagine; 23 cm ISBN: 8478802746, 9788478802746; 8478806105, 9788478806102 Collana: Volume 7 di Colección Grandes temas Idioma: Español Lingua: Spagnolo Language: Spanish Soggetti: Política, Generalidades, Ciencias Sociales, Gobierno, Estudios, Referencias, Historia de Europa, Libros, Libri in spagnolo, Saggi, Democrazia, Scienze sociali, Filosofia politica, Storia contemporanea, Spagna, Europa, Dittatura, Democrazia, Parlamentarismo, Totalitarismo, Partecipazione, Chiesa, Potere, Elites, Classi dirigenti, Regimi politici, Nazionalismo, Populismo, Teorie e ideologie politiche, Rivoluzione, Guerra Fredda, Comunismo, Proletariato, Partitocrazia, Partiti politici, Diritto, Diritti umani, Libertà, Pensiero, Liberalismo, Liberismo, Capitalismo, Comunicazione, Elezioni, Riformismo, Progressismo, Sinistra, Destra, Secolarizzazione, Cristianesimo, Amministrazione, Burocrazia, Stato, Diritto, Opinione pubblica, Mass Media, Giornali, Stampa, Editoria, Monopolio, Libri Vintage Fuori catalogo, Intellettuali, Linguaggio, Dopoguerra, Fascismo, Neofascismo, Movimenti politici, Separatismo, Books in Spanish, Essays, Democracy, Social Sciences, Political Philosophy, Contemporary History, Spain, Europe, Dictatorship, Democracy, Parliamentarism, Totalitarianism, Participation, Church, Power, Leading classes, Political regimes, Nationalism, Populism, Political theories and ideologies, Revolution, Cold War, Communism, Proletariat, Partitocracy, Political parties, Law, Human rights, Freedom, Thought, Liberalism, Liberalism, Capitalism, Communication, Elections, Reformism, Progressiveism, Left, Right, Secularization, Christianity, Administration, Bureaucracy, State, Law, Public opinion, Newspapers, Press, Publishing, Monopoly, Out of print books, Intellectuals, Language, Postwar period, Fascism, Neofascism, Political movements, Separatism Parole e frasi comuni Antena Antonio cabo cadena cambio Canal casi castellano catalán Cataluña ciudadanos Civil clase comunicación Conde Constitución control corrupción crítica cultural defender democracia democrático derecho dictadura económica embargo empezó empresas entonces España española Felipe frente fuerza futuro García González grupo Guerra hablar Herrero historia humana idea institucional intelectual izquierda lengua liberal libertad libro lingüística Luis Madrid Martín Ferrand mecanismos mejor millones modo muerte mundo nacionalismo opinión OTAN país pasado periódico poder Polanco política primera principio privada problema PSOE pública pueblo radio razón régimen siglo silenciosa sistema sociedad soviético televisión totalitarismo trabajo vasco voto revolucion comunismo cultura proletaria evangelio Franco Archipelago Gulag URSS Solgenitsin partidogracia felipismo PSOE Asensio Aznar Boyer Silvio Berlusconi Carrasacal Cebrian Mario Conde Camus Berlinguer Ceausescu Cervantes Fidel Castro Fukuyama Fraga Marx Feuerbach Gonzales Herrero Hobbes Hitler Hayek Kautsky Benito Mussolini Pujol Ortega y Gasset Poulantzas Popper Orwell Polanco Tocqueville Sciascia Sartori Salazar Rushdie Solchaga Romero Thatcher Stalin Unamuno Wojtyla Vargas Llosa Manica Catalani Catalogna cittadini Costituzione controllo culturale critica corruzione difendere democrazia democratica dittatura economica aziende Spagna forza futuro Gruppo García González Discorsi guerra Blacksmith storia umana idea intellettuale libertà lingua liberale libro linguistico Luis Madrid Martín Ferrand meccanismi morte nazionalismo mondiale opinione NATO potere Polanco politica principio privato PSOE pubblico villaggio ragione regime sistema silenzioso Società sovietica televisione totalitarismo Lavoro basco società civile
brossura Il titolo allude a "I demoni" di Dostoevskij, che sono assunti a simbolo dei due grandi mali che hanno condotto alle tragedie del Novecento e hanno alimentato le ideologie totalitarie: il mito della palingenesi sociale e il mito della gestione scientifica dei processi sociali. L'idea aberrante che l'umanità debba essere ricostruita dalle fondamenta ha generato quell'"odio di sé" che ha corrotto la civiltà europea e che François Furet ha definito come la capacità di generare uomini che odiano l'aria che respirano senza averne mai conosciuta un'altra. Le manifestazioni estreme di questa malattia - lager e gulag - esprimono quei miti fondatori: i miti palingenetici (politica razziale o purificazione sociale di classe), la gestione scientifica della deportazione, del lavoro forzato e dello sterminio di massa. L'umanità europea compie azioni di penitenza ma sembra non aver compreso le radici della catastrofe che l'ha devastata. L'"odio di sé" si manifesta nelle ideologie postcomuniste e dell'estremismo pacifista; mentre l'adesione critica all'ideologia scientista assume le forme di un relativismo radicale che nega ogni spazio all'etica, alla morale e alla religione nella vita pubblica, e oltretutto nega la scienza come conoscenza, aumentando così il degrado civile.
Mm 180x255 Brossura originale con restauri e lievi perdite della copertina originale, 368 pagine con il testo in buon ordine e legature salde. Sentita dedica in apertura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Si può scampare alle persecuzioni dei due grandi regimi totalitari del Novecento e poi scrivere un libro di memorie come questo: sobrio, indomito, luminoso. Heda Bloch è fuggita dalla marcia della morte verso Bergen-Belsen, ma Praga la riaccoglie con ostilità: troppo forte, per i suoi amici, è il terrore delle rappresaglie naziste. Dopo la liberazione e la «rinascita comunista», nel 1952 il marito, Rudolf Margolius, alto funzionario governativo - un «mercenario al servizio degli imperialisti» -, verrà condannato all'impiccagione nel clima plumbeo e maligno del processo contro il segretario generale Slànsky. Inizia il periodo del «silenzio attonito, terrorizzato»; solo le seconde nozze con Pavel Kovàly salveranno Heda e il figlio Ivan da una lunga, tragica vita da reietti. E quando sta per giungere il lieto fine, quando dopo la Primavera di Dubcek tutta la popolazione di «una città che non riusciva a dormire per la gioia» si riversa festosa in strada, ecco l'estremo orrore: l'arrivo dei carri armati sovietici.
Mm 165x235 Seconda edizione - Brossura editoriale con bandelle, 796 pagine, in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 235x300 Catalogo della Mostra, realizzata con il Centre Pompidou di Parigi e la Tate Modern di Londra, tenuta presso le Scuderie del Quirinale di Roma tra il 20 febbraio 2008 e il 26 gennaio 2009. Brossura originale con bandelle, 359 pagine profusamente illustrate a colori. Testo in lingua italiana - italian text. Condizioni del libro: nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura La degenerazione dello Stato liberale ha prodotto come risultato una tra le immani tragedie dell'umanità, un sonno della ragione che ha condotto al baratro della seconda guerra mondiale. Reo il fascismo, complice la monarchia. Eppure il fascismo inizialmente ha incontrato il favore di molti che speravano in una rinascita dopo la "vittoria mutilata" della prima guerra mondiale. Ma quali furono le ragioni che condussero il fascismo al potere? Perché il re, che avrebbe potuto proclamare lo stato d'assedio nel giorno della marcia su Roma, rifiutò di sottoscrivere il decreto? Perché si può parlare di "Stato totalitario" solamente dal 1938 in poi? Perché lo Stato totalitario e non la dittatura? Una serie di domande a cui quest'opera tenta di rispondere attraverso un'analisi dello Stato totalitario nel caso italiano, con un occhio al presente, poiché soltanto nell'indagine di ciò che è successo sta l'antidoto per il futuro.
Mm 140x210 Collana "Homo Abscontitus" - Volume nella sua brossura originale, 125 pagine. Copia pari al nuovo, solo una piccola etichetta di biblioteca privata dismessa in apertura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Roma, Cinque Lune, 1975, 16mo brossura editoriale, pp. 147.
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. (6), 195, collana "Studi Superiori Nis / 24.Scienza politica", nota di possesso al frontesp., per il resto esemplare molto buono. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 4? (cm 30), Cart. edit., pagg.31 con numerose ill. a colorio e b.n. n.t. di Giorgio Bacchin, sguardie illustrate, buon es. Prima edizione. Collana "Ottocento & Novecento", 3. ISBN: 88-16-57194-2. Dal Sommario: "Macchine e concimi: scienza e tecnica nelle campagne"; "il sapone e il vaccino: le pratiche e i progressi della medicina"; "Metropoli e moltitudini: citt? del Nord e citt? del Sud", "Taylor e Ford: la produzione in serie invade il mondo"; "L'oro nero e la civilt? della plastica", "Moderne alchimie: la fabbrica chimica"; "La velocit? a buon mercato: cicli e motocicli"; "La via dell'etere: l'epopea della radio"; "Il secolo delle guerre mondiali"; "Il totalitarismo: deologia, poliitca, societ?; "Crisi del progresso e nuovi paradigmi scientifici".
br. Qual è la differenza tra un regime autoritario e uno totalitario? Come spiegare la progressiva crisi della democrazia liberale nell'Europa occidentale e il processo di brutalizzazione della politica conseguente alla fine della prima guerra mondiale? Quali strategie consentirono a Hitler, Mussolini, Franco e Salazar di sedurre le popolazioni suscitando la loro adesione? In questo libro, che rifiuta ogni scorciatoia deterministica - per cui ogni dittatura sarebbe da considerarsi un arcaismo, una tragica e mostruosa parentesi, superata da un ineluttabile processo di civilizzazione che sfocerebbe nella democrazia - Johann Chapoutot, basandosi sulle più recenti acquisizioni della storiografia, rintraccia le principali ragioni sociali, economiche e culturali che hanno consentito ai diversi regimi totalitari l'occupazione dello spazio politico europeo, in Germania, Italia, Francia, Spagna e Portogallo, tra il 1919 e il 1945 e oltre.
br. 20 ottobre 2011, il colonnello Gheddafi cade in un'imboscata nei pressi di Sirte e viene ucciso dopo uno spietato linciaggio. L'immagine del suo volto ferito fa il giro del mondo. Si conclude così la sua parabola di più di quarant'anni ininterrotti di potere. Il suo sogno autoritario di leader dei leader arabi, re dei re dell'Africa e imam dei musulmani, come amava definirsi, si è infranto quando migliaia di giovani arabi hanno dato vita a una rivolta civile alimentata da forze esterne e supportata da forze aeree della coalizione patrocinata dalla Nato. Una fine violenta per un regime autocratico. Ma una fine che, sotto la bandiera del ripristino della democrazia e dei diritti umani, nasconde in realtà gli interessi dell'Occidente per una nuova spartizione delle ingenti risorse del paese. Angelo Del Boca accoglie la sfida di una biografia a tutto tondo e racconta le molte facce del leader libico: lo statista, l'agitatore, il politico, il dittatore...
br. Il corporativismo in Portogallo fu l'elemento fondamentale dell'ideologia dell'Estado Novo (1933-74). Asse portante della Costituzione, questo rappresentò una potente arma di propaganda del governo salazarista, che raffigurandolo, nella teoria, come frutto del decennale dibattito cattolico e laico-democratico, sviluppatosi tra la fine del XIX secolo e gli anni venti del successivo, nella pratica, lo modellò secondo l'esempio del corporativismo dell'Italia fascista. Questa ricerca parte, dunque, dal pensiero cattolico sulla materia corporativa di fine Ottocento, per giungere ai primi dieci anni (1933-1943) del governo guidato da Antonio Oliveira Salazar, esplicando il processo evolutivo di un fenomeno che in varie forme sorse in tutta Europa tra le due guerre e che in Portogallo si sviluppò in modo piuttosto originale.
ill., br. Si chiamavano Clara, Nadia, Magda, Felismina, Jang Qing, Elena, Caterina, Mira... Sono state spose, amanti, muse, ammiratrici... Si sono innamorate di un uomo crudele, violento e tirannico, l'hanno convinto che era bello, affascinante, onnipotente. A volte l'hanno dominato, a volte sono state tradite e ingannate. Alcune di loro sono state quasi più feroci del loro uomo. Spesso l'hanno seguito fino alla morte. Hanno tutte contribuito a plasmare le personalità più potenti e terribili del XX secolo. Del resto, uno degli ingredienti fondamentali del successo politico dei grandi dittatori è proprio il fascino esercitato sulle donne, che li inondavano di lettere d'amore. Come aveva capito Adolf Hitler, "l'importante è conquistare le donne, il resto arriva dopo". Diane Ducret ricostruisce gli incontri, le strategie seduttive, gli amori, il peso politico, il destino delle donne che hanno intrecciato le loro vite con quelle di Mussolini, Lenin, Stalin, Salazar, Bokassa, Mao, Ceausescu, Hitler, fino a entrare nel loro letto. "Le donne dei dittatori" esplora così i meccanismi più profondi e segreti del rapporto che lega sesso e potere. E, raccontandoci la storia da un'angolatura inedita, ci aiuta a capire l'attualità.
309pp. + planches hors-texte, 24cm., br., qqs.cachets, bon état, G69778
ril. Lisbona, 1942. Da quasi un decennio, il professor Salazar è dittatore del Portogallo. La sua è una "rivoluzione spirituale", scrive Mircea Eliade, addetto stampa presso la Legazione di Romania, nella capitale, atta a reintegrare il Paese nella propria tradizione, invertendo di segno le forze che ne hanno retto la storia degli ultimi secoli. Democratismo, liberalismo, massoneria: è contro queste correnti che si è scatenata la controrivoluzione salazariana, nella costruzione di uno Stato cattolico, lusitano e corporativo. La genesi e le sorti di questo pamphlet, illustrate nei saggi che corredano la sua prima edizione italiana, ne fanno un documento d'eccezione per comprendere la storia del XX secolo, in un'ottica che non pretenda di scindere luci e ombre del "secolo breve", ma che lo affronti in tutte le sue maschere, secondo un metodo d'indagine scientifico e libero da pregiudizi.
br. Questo libro intende descrivere e interpretare il funzionamento dei lager anche attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e analizzare le forme di potere che governavano la vita quotidiana nei campi, attraverso l'esercizio del terrore organizzato. Tesi portante del saggio è il dimostrare come la logica del terrore nei lager non sia una temporanea caduta nella barbarie, ma un esito possibile della società moderna.
ril. Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all'avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l'intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere "rivoluzionario" e, per non pochi aspetti, "totalitario".
In-8° pp. 234, bross. edit. Segnature a matita all'interno.
Book is in excellent condition, as new. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear only, no tears. 161 pages. Contents include: Voegelin's theory of archetypes, Form and content of the race-idea, Classification and theory of race, Race theory, Transformation of Christian body-ideas, Race and state, Totalitarianism, Race and mystery, Race and history, etc.
br. La marcia su Roma nell'ottobre 1922 rappresenta un vero e proprio spartiacque per le destre rivoluzionarie e conservatrici di tutta Europa. A partire da questo momento, infatti, il fascismo diviene un modello vincente: non una proposta teorica ma una nuova forma di governo, autoritaria e golpista. La crisi del regime liberale e l'avvio delle dittature in Italia, Spagna e Portogallo, esperienze considerate spesso come non confrontabili e non significative dell'Europa tra le due guerre, si rivelano in realtà paradigmatici di una crisi che negli anni Trenta si manifesterà nel continente con tutta la sua forza distruttiva.
ill., br. I totalitarismi del Novecento sono stati quasi integralmente liquidati. Sopravvivono fragili fasce di resistenza sui fronti politici, atteggiamenti emotivi non facili da qualificare che si sviluppano tra mitologia e folclore. Restano, soprattutto, tracce architettoniche vistose e magniloquenti, portatrici non solo di storia ma anche di cultura, spettacolo, mentalità. In questa chiave, i saggi qui presentati affrontano il problema della monumentalità totalitaria e delle sue svariate applicazioni in regimi diversi. I Paesi coinvolti non coprono, per ovvi motivi, tutte le possibilità che la situazione universale offre a chi si voglia occupare di rovine o macerie architettoniche, estetiche della politica, ideologie manifeste o criptate. I contributi raccolti nel volume riguardano Italia, Germanie (DDR e Terzo Reich), Cecoslovacchia, Jugoslavia, Unione Sovietica, Albania, Corea del Nord, Cuba. Letture, interpretazioni, indagini illustrate da immagini che coinvolgono architettura, cinema, antropologia, filosofia, storia culturale, cultura visuale, scienze umane.