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br. La rappresentazione del Novecento come il secolo del totalitarismo è ormai da anni un luogo comune. Questo libro ricostruisce l'itinerario di un concetto fra i più diffusi e al tempo stesso più ambigui del nostro lessico politico. Tra gli anni Venti, quando apparve nell'Italia fascista, e la fine della guerra fredda, esso ha attraversato campi ideologici opposti. Totalitarismo designa un'epoca che ha sperimentato l'eclissi della politica: la sfera pubblica in cui si esprime la pluralità degli esseri umani. Sotto questo nome sono state scritte alcune delle pagine più profonde del pensiero critico - da Hannah Arendt a Herbert Marcuse - ma sono anche state condotte campagne propagandistiche mistificatrici, quando la lotta contro il totalitarismo è servita a legittimare colpi di stato e dittature militari. Ripercorrere la storia di questo concetto significa, per molti versi, interpretare il Novecento con le sue tragedie, le sue passioni e i suoi inganni. Significa anche studiare il passaggio dalla crisi europea degli anni tra le due guerre all'età della globalizzazione, in cui il "nemico totalitario" non veste più i panni del comunismo ma quelli del terrorismo islamico. La storia intellettuale s'intreccia con quella delle mitologie politiche: questo libro cerca di decostruire entrambe.
br. «Il male radicale ha celebrato la sua più grande vittoria nel Ventesimo secolo». Nei saggi raccolti in questo volume Ágnes Heller analizza il tema dal punto di vista storico e letterario e offre una profonda riflessione sul paradossale rapporto fra Olocausto e modernità. Il mondo moderno ha infatti fornito al male le condizioni necessarie alla sua estensione planetaria. L'ideologia, le nuove tecnologie e il pensiero strumentale hanno reso lo sterminio di massa una questione di efficienza e freddo calcolo. Allo stesso tempo però, la modernità ci ha consegnato anche l'antidoto a tutto questo: le idee di tolleranza, libertà e uguaglianza, e i diritti umani, la cui difesa può impedire al male di vincere ancora.
Mm 135x210 Terza edizione aumentata - Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata a colori, 289 pagine con tavole in nero fuori testo. Opera in buone/ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x215 Collana "tendenze". Volume in copertina rigida, sopracoperta originale, 245 pagine. ottima copia mai letta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Actes du congrès de Sion, 1964. In-8 broché, sous jaquette de 155 pages. Bon état.
Mm 140x210 i Robinson/Letture. Brossura editoriale con alette, pp. 272. Pari al nuovo (as new). Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Paris, 2001, in-16, br.
Mm 115x200 Volume cartonato rigido di pagine 215, sovraccoperta figurata. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Paris, Denoël, 1982. In-8 broché de 256 pages. Quelques passages soulignés au crayon de papier sinon bon état
brossura Pubblicato per la prima volta a Buenos Aires nel 1998, il volume prende corpo dalle testimonianze - a cominciare da quella dell'autrice - dei sopravvissuti alla Guerra sporca per denunciare le atrocità commesse dal potere argentino negli anni della dittatura militare. I campi di concentramento, i centri di detenzione e di tortura, le sofferenze e la morte pianificate in ogni minimo dettaglio: in Potere e desaparición Pilar Calveiro passa al setaccio meccanismi di spersonalizzazione e annullamento del singolo che vanno ben oltre il "banale" - per quanto vile e brutale - assassinio e assumono le proporzioni di un infame progetto politico, di un delitto di massa, di un orrore programmato. Prologo Juan Gelman.
brossura Cosa hanno in comune Sofia Prats, figlia di un alto ufficiale dell'Esercito cileno, e Jessica Tapia, figlia di un minatore comunista? Entrambi i loro padri furono assassinati da Augusto Pinochet e dal Terrorismo di Stato delle dittature latinoamericane. Attraverso la storia orale, la metodologia che aiuta a capire come le persone comuni abbiano affrontato i grandi passaggi delle loro epoche, leggiamo le testimonianze originali, a volte drammatiche, a volte serene, su come i figli dei desaparecidos in Argentina, Cile e Uruguay abbiano preso in mano le loro vite. La storiografia serve così a sciogliere stereotipi consolidati sul Continente. "Todo cambia", come canta Mercedes Sosa. Decenni di lotte per la verità e la giustizia fanno sì che oggi molti dei torturatori e assassini che negli anni Settanta aprirono le vene dell'America latina, dopo processi esemplari, qui studiati attraverso fonti giudiziarie inedite, stiano pagando per i loro crimini suturando le ferite di una società intera.
br. Che rapporto deve avere un artista con il potere? Che ruolo deve interpretare uno scrittore quando il suo Paese è governato da un regime? Julio Cortázar, il grande scrittore argentino, aveva le idee chiare: un artista non può resistere a un regime avverso, che impedisce l'attività intellettuale; deve preferire l'esilio. Per la prima volta in assoluto vengono raccolte e pubblicate le carte della polemica che Julio Cortázar ha intrattenuto con Liliana Heker, giovane scrittrice di talento, dal 1978 ai primi anni '80. La Heker aveva scelto di resistere, di scrivere, durante gli anni della dittatura militare argentina. La pubblicazione delle lettere finora inedite di Julio Cortázar ad Abelardo Castillo consente di ricostruire un'epoca e i rapporti tra due generazioni che hanno fatto grande la letteratura Sudamericana.
br. A qualche giorno dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, alcuni attivisti in Italia producono un hashtag - #veritàpergiulio - e un banner che accosta l'immagine dell'italiano a quella di Khaled Said, il ventottenne egiziano ucciso di botte dalla polizia di Alessandria il 6 giugno del 2010. Khaled Said, considerato il "primo martire" della rivoluzione egiziana del 25 gennaio 2011, è uno dei simboli, forse il più forte, di una stagione di lotte che, per molti versi, non è ancora finita.
br. Un'interpretazione nuova del fenomeno totalitario, basata sulle affinità con quello organico virale, e che naturalmente tiene conto della vasta bibliografia novecentesca e successiva sull'argomento. Il totalitarismo come fenomeno parassitario e strumentale, "vampiresco", del materiale culturale, psicologico, sociale e politico contemporaneo. Conseguenti affinità fra i due totalitarismi storici (comunismo e nazismo) e contemporanei (islamismo radicale, nazicomunismo postsovietico) ma anche presenza di humus pretotalitari nelle società democratiche occidentali.
br. L'ascesa al potere in Europa dopo la Grande Guerra dei regimi totalitari, portatori di concezioni dell'uomo e della vita contrarie alla dottrina e all'etica cristiane, obbligò le Chiese e i credenti ad affrontare il problema della compatibilità tra totalitarismo e cristianesimo. Se il bolscevismo suscitò la quasi unanime condanna da parte cristiana, più complesso e ambivalente fu il confronto con fascismo e nazionalsocialismo. Ci furono credenti che seppero comprendere subito la gravità della minaccia dei totalitarismi per il cristianesimo e la civiltà umana, e li combatterono con decisione e convinzione. Tuttavia la Chiesa cattolica in Italia e le Chiese protestanti in Germania cercarono di stabilire un dialogo e un rapporto con gli Stati totalitari. In Italia, il primo paese occidentale con un regime a partito unico che sacralizzava la politica e celebrava il culto del capo, Mussolini si era presentato con il Concordato come difensore della Chiesa, la quale considerava il fascismo, come poi il nazionalsocialismo, un "baluardo" contro il bolscevismo, la modernità liberale e la democrazia laica, ma trovava insieme nella religione politica fascista un potenziale concorrente. In Germania, le componenti neopagane che proponevano il nazionalsocialismo come nuova religione anticristiana indussero vescovi cattolici ed esponenti delle confessioni religiose protestanti alla presa di distanza dal regime di Hitler. Il volume indaga gli ambigui rapporti tra chiese e stati totalitari.
br. George L. Mosse (Berlino 1918-Madison 1999), ebreo tedesco fuggito dalla Germania dopo l'avvento al potere di Hitler, ha voluto capire da storico i motivi del consenso che il suo persecutore aveva riscosso fra milioni di persone. Nazionalismo, razzismo, antisemitismo, simbolismo politico, rispettabilità borghese, mito della guerra, culto della mascolinità sono i principali temi della sua ricerca, che Gentile ricostruisce attraverso articoli, saggi e scritti inediti di Mosse, mettendo in luce le ideologie e i miti che hanno contribuito alla "catastrofe dell'uomo moderno", cioè un'esperienza di disumanizzazione dell'individuo e delle masse, attuata nel continente che si reputava modello universale di civiltà.
br. Quanto valore ha una libertà priva di dignità? In Albania si può solo obbedire. O morire. L'autore ci consegna la storia di un'emigrazione drammatica resa necessaria dall'amore di generazioni nate tra povertà, oppressione e rivolte armate. La vita di un figlio strappato ai genitori, tra arresti, torture, silenzio. Tutto per il futuro, è la cruda verità su come quarant'anni di dittatura possano portare una popolazione alla totale arretratezza economica, sociale, culturale e le ragioni che spingono un essere umano a oltrepassare i propri confini, nella consapevolezza di dover "attraversare la morte". È la lotta per la dignità, attraverso la libertà.
br. L'autore è il Pm napoletano noto per aver scoperto "Calciopoli". Oltre al suo lavoro ha due grandi passioni: la sua città e l'Argentina. Per caso scopre che nella terribile vicenda dei desaparecidos argentini degli anni Settanta, c'è anche una storia napoletana. È la storia di Rosaria Grillo, nata a Napoli, tra i 30mila desaparecidos assassinati dal regime dei militari dopo il golpe del '76. Con il piglio del Pm, intervistando parenti e sopravvissuti e studiando documenti e quotidiani dell'epoca, compie una vera e propria indagine sulla scomparsa di Rosaria, fornendo un apporto significativo all'investigazione sui responsabili della desapariciòn di altri sei militanti della Juventud Guevarista che come lei scomparvero nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1976. L'analisi dei sequestri dei giovani guevaristi di Buenos Aires dimostra infatti che, tra loro, esiste un filo unico e una stessa regia repressiva. "El minuto" - così chiamavano i militanti la frazione di tempo a loro disposizione per organizzarsi in caso di arrivo della polizia - riassume compiutamente l'esperienza di vita che quei giovani vissero negli anni drammatici della dittatura militare di Videla. Anni in cui l'Italia si limitò a esprimere blande richieste di informazioni sulla sorte dei tanti cittadini italiani desaparecidos, per poi chiedere giustizia, in modo parziale e approssimativo, solo dopo la fine della dittatura. Narducci con questo lavoro prova, per parte sua, a pagare il debito collettivo che il nostro paese ha con tutta questa terribile vicenda, la cui storia rimane in Italia ancora poco conosciuta. E produce un'indagine rigorosa ma con un forte trasporto emotivo, che restituisce anima e corpo a ognuno di quei ragazzi. A chiudere, l'elenco di colpevoli e complici di quello che è stato definito un vero e proprio genocidio.
br. Iniziarono distruggendo la personalità giuridica: migliaia di individui furono posti al di fuori della legge, privandoli dei diritti di cittadinanza e di proprietà. In seguito, giustificarono la loro deportazione come una misura di polizia e di custodia preventiva. Successivamente, annullarono la personalità morale e la struttura relazionale che presiede alla costituzione di un senso morale. Venne imposto di scegliere tra il tradimento dei propri amici, sapendo di condannarli a morte, o la salvezza della propria famiglia. Gli stessi perseguitati divennero complici dei loro aguzzini, annullando ogni distinzione tra carnefice e vittima. Infine, annientarono la personalità individuale, trasformando gli uomini in cadaveri viventi. Durante il trasporto nei lager, uomini, donne e bambini vennero ammassati in vagoni per il bestiame a calci, pugni e spintoni, lasciandoli per giorni senza spazi vitali. Umiliarono il corpo, calpestarono la dignità e distrussero la personalità. Il totalitarismo perseguì il potere totale e, per averlo e mantenerlo, trasformò l'uomo in una marionetta.
br. Hanno vissuto in epoche diverse, fronteggiando senza violenza i loro nemici. Hanno scelto di rinunciare a un'esistenza tranquilla in nome di un amore incondizionato per la verità. Hanno rifiutato di sottomettersi tanto all'aggressore venuto da lontano quanto al demone interiore della vendetta. Con "Resistenti", Tzvetan Todorov racconta la passione civile e i destini di otto dissidenti esemplari, di otto indomiti ribelli: Etty Hillesum, la giovane deportata ad Auschwitz, l'oppositrice antinazista Germaine Tillion, i grandi scrittori russi Boris Pasternak e Aleksandr Solzenicyn, i paladini dei diritti dei neri Nelson Mandela e Malcolm X, il pacifista israeliano David Shulman, Edward Snowden, l'informatico che ha svelato l'attività di intrusione e spionaggio dell'Amministrazione americana. E muovendo dai ricordi della sua personale esperienza vissuta sotto l'opprimente regime sovietico, fa rivivere sulla pagina uomini e donne che incarnano la scelta di privilegiare la felicità comune, la fede senza confini nella giustizia, il valore della forza di volontà. Otto vite straordinarie diventano così, nelle riflessioni di un grande maestro, l'occasione di un'analisi lucida e appassionata delle questioni politiche più significative dei nostri giorni, e una fonte di continua, attualissima ispirazione.
An examination of Japan and its relationships with the United Kingdom and subsequent hostilities of the time. With Chronology and Extracts From Treaties Etc. 192 pages. Blue cloth covers. Some loss to edges of marked dust jacket.
br. "La storia dell'umanità è piena di sentenze collettive. Che spesso lasciano il tempo che trovano. Così come le comparazioni fra epoche storiche o, nel caso che ci riguarda, fra due sistemi totalitari come il nazismo e il comunismo. Che hanno avuto sostanziali differenze ma anche innegabili analogie. La sentenza che in un certo senso ha messo sullo stesso piano nazismo e comunismo, attraverso la Risoluzione del Parlamento europeo approvata il 19 settembre 2019, ha diviso gli storici e i politici ma, seppur carente in vari passaggi, ha avuto il merito di rilanciare la questione di una memoria storica condivisa a livello europeo rispetto ai totalitarismi del Novecento. Varie domande sorgono: se accanto al nazismo si colloca il comunismo si finisce per relativizzare il "male assoluto" della Shoah? Oppure, si sottrae il presunto monopolio della rappresentanza del bene a una parte che partecipò attivamente alla costruzione del "male" del Novecento europeo e occidentale? Si tratta di fare i conti con una mentalità che fino a oggi ha voluto concedere al comunismo una dignità che gli altri totalitarismi non hanno mai trovato nel giudizio storico: un giudizio che fa male a molti ma che può diventare parte del terreno comune che deve condurre l'Unione Europea al necessario superamento del Novecento, anche in vista di ciò che attende l'umanità di fronte ai "nuovi totalitarismi" tecnologici. Sono alcune delle questioni che emergono da questo volume, che ha voluto mettere a confronto un numero cospicuo e rilevante di storici, filosofi e politologi del nostro tempo." (Roberto Righetto)
in-12, 316 pages, -, broche, couverture plast. Bel exemplaire [CA30-1] Une topographie bouleversante de l’univers totalitaire tel qu’il était pratiqué à l’Est de l’Europe.
in-8°, 256 pp., cartonnage éditeur, jaquette illustrée. Bel exemplaire. [GD8/5]
Supplemento alla rivista Italia Nuova numero 97 del 24 aprile 1946. Collana "Le verità per la storia". Responsabilità della monarchia negli eventi del fascismo. Pubblicato in occasione delle elezioni a favore o contrari alla monarchia "Prendere conoscenza dei fatti e degli argomenti per votare". pamphlet dell'epoca. piccola strappo sul retro di copertina.