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In 16, pp. (7) con ill. in b/n n.t. Br. ed. Testo di presentazione di Guido Fontana alla mostra 'Le teste', con le opere di Franco di Vito.
Mm 110x195 Collana " Nuovi Coralli ". Brossura editoriale con copertina a colori, pp. 207+indice. Libro in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
30pp., br.orig., "vendu au profit du service sanitaire des Armées Franco", bel état
Mm 125x190 Collana "Il Cammeo" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta editoriale, 299 pagine. Minimi segni di usura ai margini della sovraccoperta, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
(Collana : Collana d'oro - n. 5) (39d).
Leg. edit. mz. tela verde con bei fregi e tit. oro al ds., copert. con cornice floreale e tit. neri e rossi, pp. V-(3)-267-(5), testo in gotico, bei capolettera. Ottimo.
In8°, pp. VII,328, bross. edit.
EINAUDI PBE 1980 LVI - 211 PP. GRINZA AL MARGINE INFERIORE DELLA COPERTINA, COME DA FOTO, SEGNI DEL TEMPO VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.<br/>
in-8°, 342 pages, broche, couv. Bel exemplaire [HI-4][CA27-3]
In-8°, pp. 48, brossura editoriale riquadrata rosa. Intonso, in ottime condizioni. Prima edizione. All'opuscolo ne fecero seguito altri due, perfettamente autononi, relativi ad altri momenti della vita di Napoleone III. Italiano
Mm 125x195 Collana "biblioteca Tancabile". Brossura editoriale, 145 pagine con alcune illustrazioni in nero nel testo. Volume in ottimo stato, mai letto. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Basato su precisi documenti storici, questo libro fa luce sulla formazione tecnico-vocale dei due grandi tenori e sui loro rapporti con la scuola del cosiddetto "affondo", spazzando via le numerose fandonie autopromozionali e le falsificazioni storiche, fatte circolare dai fautori di questa scuola. Prima rivali e poi amici, accomunati dalla stessa passione per la ricerca tecnico-vocale, Del Monaco e Corelli dovettero entrambi fare i conti con i due idola tribus della moderna didattica vocale, la "maschera" e l''affondo', due espedienti tecnici ignorati sia dal belcanto storico, sia da grandi cantanti del Novecento come Enrico Caruso e Tito Schipa. Gli alterni rapporti di amore-odio con queste due tecniche vocali furono alla base dei loro percorsi artistici e sono analizzati in questo libro in tutte le loro sfaccettature.
ill., br. Franco Serantini conobbe molte celle: dell'orfanotrofio, del collegio, del riformatorio - senza colpe se non d'essere orfano e povero - sino alla cella numero 7 del carcere Don Bosco di Pisa. Qui morì il 7 maggio 1972. Due giorni prima era stato arrestato ai bordi di una manifestazione antifascista e massacrato da agenti dell'ordine pubblico. Restò ad agonizzare nell'inerzia del magistrato, dei medici, di infermieri, agenti e funzionari della prigione. Poco dopo, alla «vita e morte dell'anarchico Serantini», Corrado Stajano dedicò uno splendido libro. Raccontò la sua storia, si interrogò sul conflitto tra i poteri dello Stato e una persona sola e inerme. Mezzo secolo dopo, questo testo rintraccia le carte dei tribunali e degli archivi degli avvocati di parte civile e di singole persone di buona e integra volontà, la cui azione fu determinante per impedire che i documenti di un omicidio venissero cancellati. Sono ora depositati e consultabili presso l'archivio della Biblioteca pisana che alla memoria di Franco Serantini è intitolata. Là dove si decise per un «non luogo a procedere», l'indagine storiografica e la ricostruzione del contesto politico portano assai lontano dalle conclusioni dei giudici di allora. L'archivio del caso custodisce i riscontri di un crimine e gli indizi sulle responsabilità. Ma le carte hanno serbato anche, nonostante loro, il testamento politico e morale del ventenne anarchico. E con esso un prezioso sguardo sulla ribellione operaia e studentesca in una delle città cruciali del lungo Sessantotto italiano, e sulle sue radici nelle culture eretiche marxiste e libertarie di due secoli. E la vita breve e la lunga agonia di Franco Serantini riconducono al destino di Giuseppe Pinelli e alla tormentosa vicenda giudiziaria e storica che da Piazza Fontana arriva ai processi per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.
br. Vittorio Occorsio, classe 1929, famiglia napoletana, era sostituto procuratore della Repubblica a Roma. Il 21 settembre 1981 è una data scolpita nella Storia della musica italiana: quel giorno Franco Battiato pubblica il suo undicesimo album, "La voce del padrone". È il più pop e al tempo stesso il più difficile, infatti che cosa vorrà mai dire «cerco un centro di gravità permanente»? E un'atmosfera così festosa, i testi quasi incomprensibili ma che rimango- no subito in mente, le musiche coinvolgenti ma spiazzanti, che cosa significano? Questo disco non è meno raffinato dei precedenti, anzi, però ha qualcosa che agli altri mancava: una volontà di comunicazione, di stupire sin dal primo ascolto, e il proposito, quasi folle, di arrivare all'immaginario collettivo pur nella complessità di riferimenti, giochi di parole, ermetismo. In ogni caso, Battiato ci riesce: "La voce del padrone" diventa il disco più venduto di sempre in Italia (oltre un milione di copie). E oggi è ancora venerato: appena set- te tracce, mezz'ora di melodie perfette impresse nella me- moria di intere generazioni. Per l'eternità, come capita solo ai capolavori. "Segnali di vita", scritto da uno dei massimi esegeti del Maestro siciliano, ripercorre la genesi dell'opera: gli antefatti, la creazione di un personaggio scostante e irresistibile, le ragioni di un record così clamoroso, il contesto sociale e musicale nell'Italia di quegli anni, la voglia del Nostro di non ripetersi mai, il suo desiderio di sbancare le classifiche ma di continuare le sue ricerche senza clamori, lo studio dettagliato del metodo compositivo, delle registrazioni, della copertina, delle singole canzoni, l'impatto sul pubblico. Soprattutto su un ragazzino di 13 anni che, grazie a questo album, imparerà ad amare visceralmente la musica e si porrà molte domande su ciò che Battiato voleva comunicare e su quanto ci fosse da imparare grazie a lui. Fino a rendersi conto che "La voce del padrone" sarebbe diventato il disco che più di ogni altro gli avrebbe cambiato la vita. A lui, come a tantissimi altri. Introduzione di Morgan. Prefazione di Aldo Nove.
PENDRAGON 1999 152 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO Il libro di Alessia Ferrarini affronta un tema fondativo e attuale: la forma dell’origine della modernità, analizzata in una delle figure che più di ogni altra è mito e protagonista della storia: la locomotiva. Il treno inaugura un diverso rapporto visivo con il paesaggio e una diversa percezione con il mondo esterno. Il viaggio si trasforma in un’esperienza personale e sentimentale: anche se rivestita di un carattere tetro e commerciale, luogo di solitudine e spaesamento, la stazione è il misterioso motore della nuova storia urbana. Il biglietto del treno è il biglietto per uno spettacolo grandissimo in cui il paesaggio diventa geografia e l’uomo, memore delle letture di Zola, Kafka, Benjamin, è piccola parte di ciò che si attraversa, nella visione di una perenne simultaneità.
IL POLIGRAFO 2002. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI.
Firenze, Kappaesse, 1974, album in-8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. nn. (100 circa) completamente illustrato da tavole in nero e a colori.
Castelfranco, 1869, marzo 16, rogito originale di pp. 10 in cartella con bella cornice xilografica, timbro a secco, firma del notaio Giovanni Pieraccini di Castelfraco
Castel Franco Emilia, 1869, 26 ottobre, rogito originale di 8 pp, in cartella con bella cornice xilografica, timbro a secco, tassa di registrazione, timbro e firma del notaio Giovanni Pieraccioni di Castelfranco
[Storia Locale] (17x24), pp. 184 ill. b.n. e colori. Dalla prefazione di Sergio Angori:¿Quanti cittadini conoscono il faticoso e, al tempo stesso, preziosissimo lavoro di organizzazione e gestione delle moltiplici attività svolte dalla Confraternita della Misericordia ¿Santa Maria della Misericordia¿ - Camucia-Calcinaio? Quanti riescono ad apprezzare i tratti di umanità e di professionalità con cui i ¿volontari¿ che vi operano adempiono ai propri compiti? Quanti si interrogano su che cosa potrebbe accadere qualora il numero di costoro dovesse ridursi, o nel caso in cui le ristrettezze finanziarie dovessero ripercuotersi anche sui servizi svolti da associazioni di volontariato come questa. Quanti sono, infine, le persone desiderose di sapere come e quando la Confraternita è nata, quali le figure che si sono adoperate per tenerla in vita e per poterziarne la attività adeguandole ai tempi?¿ L¿autore, Costantino Lazzeri, deceduto nel 1995, negli anni Ottanta, oltre a rendersi disponibile come Confratello e come componente del Magistrato, mise pazientemente mano alla ricostruzione della lunga storia della Congregazione (o Compagnia) della Buona Morte, nata alla fine del 1700, corredandola di documenti e di fotografie, ma difficoltà di vario genere ne impedirono la pubblicazione. Solo adesso, grazie alla tenacia dei figli e alla determinazione del Governatore Franco Burzi, l¿oneroso impegno di Lazzeri viene realizzato, completato anche dalla storia relativa alla successiva Confraternita di Misericordia "S. Maria delle Grazie" Camucia-Calcinaio, a cura di Sergio Angori.