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br. Il pensiero liberale nell'Italia repubblicana ha avuto illustri rappresentanti: dall'ultimo Croce a Luigi Einaudi, da Guido Calogero a Carlo Antoni, da Norberto Bobbio a Nicola Matteucci, da Giovanni Sartori a Rosario Romeo. Naturalmente, ciascuno di questi autori ha privilegiato alcuni temi rispetto ad altri, ciascuno ha avuto una propria ispirazione e un timbro particolare. Il libro ricostruisce il pensiero di ognuno, ma mette altresì in rilievo come tutti in una Italia in cui il marxismo e il cattolicesimo politico avevano l'egemonia - abbiano condotto una decisa battaglia in difesa della società pluralistica (sia a livello economico, sia a livello politico, sia a livello culturale), e, al tempo stesso, abbiano combattuto le grandi disuguaglianze sociali e abbiano rivendicato una società più giusta. Il libro mostra che, per ricchezza di cultura e per capacità di riflessioni teoriche, il pensiero liberale italiano dell'Italia repubblicana occupa un posto di tutto rispetto nella contemporanea cultura europea.
br. Questo libro rivaluta la grande esperienza del "centrismo" degasperiano, che non fu (come la maggior parte della storiografia sostiene) un periodo di conservazione, bensì di forte impegno riformatore. Esso pose le premesse del "miracolo economico", che fece dell'Italia una grande nazione industriale. Il "centro-sinistra" fu del tutto inadeguato a sostenere questo sviluppo e a correggerne gli squilibri. Tale inadeguatezza pose le premesse del lungo Sessantotto e dell'"autunno caldo" del 1969, che ebbe influssi assai negativi sull'economia e che destabilizzò la società civile. Di qui un successo sempre più grande del PCI, il quale però non riuscì mai a diventare un partito democratico, nel senso occidentale della parola. La democrazia italiana è rimasta quindi sempre, nella "prima Repubblica", una democrazia "bloccata", priva di alternanza fra schieramenti politici diversi. Tale "blocco" ha impedito qualunque rinnovamento della società e ha determinato una profonda degenerazione della politica.
br. Il liberalismo è un'idea controversa: la parola (nel suo significato attuale) è entrata nel linguaggio politico solo nella prima metà dell'Ottocento; inoltre ci sono state diverse correnti di pensiero liberale. In questo libro Bedeschi sviluppa un'ampia indagine storico-dottrinale: approfondisce in primo luogo i presupposti sociali e culturali del liberalismo (in autori come Locke, Montesquieu, Smith, Kant, Humboldt); espone e discute il liberalismo francese nell'età della Restaurazione (i "dottrinari", Constant); approfondisce il rapporto fra liberalismo e democrazia in Tocqueville e in Mill; esamina i grandi pensatori liberali del Novecento (Kelsen, Croce, Popper, von Hayek, Aron). Ne esce un quadro assai variegato e complesso, che evidenzia sia le peculiarità dei singoli pensatori liberali, sia il loro convergere su alcuni motivi di fondo, che sono ancora al centro della nostra cultura politica.
br. Un bilancio del pensiero del Presidente degli Stati Uniti, in occasione delle Elezioni Presidenziali del novembre 2012.
Seconda edizione. Un volume (20,5 cm) di 83 pagine. Brossura editoriale. Belle condizioni.
Un volume (21 cm) di (6)-154 pagine. Brossura editoriale, nella Biblioteca di Cultura Moderna. Prima edizione.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. La libertà intesa come «religione», come «unione di una visione totale del mondo con la passione civile e morale»- teoria che è al centro di tutto il Croce storico – trovò il suo perfetto dispiegamento in questa Storia d’Europa, che rimane una delle opere strutturalmente più audaci di Croce. Dal magma della storia europea dell’Ottocento viene qui estratto, con prodigiosa capacità espositiva, una sorta di teorema della libertà, che ci permette di capire molte delle innervature segrete degli eventi nella grande età borghese. Oggi poi che l’Europa è costretta dalle cose stesse a riflettere sulla propria natura, più che mai sarà preziosa quest’opera che, già nel suo progetto, non volle perdersi nella moltitudine degli eventi ma catturare quella essenza dell’Europa su cui continuiamo a interrogarci. Storia d’Europa nel secolo decimonono fu pubblicato per la prima volta nel 1932. Descrizione bibliografica Titolo: Storia d'Europa nel secolo decimonono Autore: Benedetto Croce (1866-1952) Editore: Bari: Laterza, 1965 Edizione: seconda, 2 Lunghezza: 326 pagine; 18 cm Collana: Volume V (5) di Opere di Benedetto Croce in edizione economica Soggetti: Storia contemporanea, Moderna, Europea, History, Criticism, Storicismo, Filosofia della Storia, Europe, 1789-1900, Scritti di storia letteraria e politica, Settecento, Liberalismo, Ottocento, Novecento, Works, interpretation, Marxismo, Saggi storici, Storiografia, Religione, Guerre Mondiali, Nazionalismo, Internazionalismo, Fascismo, Politica, Moti, Democrazia, Reazione, Potenze, Stati, Età liberale, Identità, Imperialismo, Colonialismo, Socialismo Parole e frasi comuni alleanza assolutistici austriaco Belgio Bismarck bisogni borghesia cattolicesimo cattolici Cavour Chiesa cattolica civiltà classi clericali comune concetto condizioni contrasto coscienza costituzionale costituzione democratici economica effetto europea fede filosofia forma forza francese Francia Germania giacobini governo guerra Crimea Hohenzollern ideale Inghilterra inglese istituzioni italiani Austria Italia lavoro legge liberale libertà lotta Luigi Napoleone maggiore Marx marxistica Mazzini mercé mezzo ministro moderna monarchie assolute mondo morale Napoleone nazionale operai paese papa parlamento passato pensiero Piemonte politica Polonia popolo potenza poteva pratica principi problema Prussia reazionario regimi religione religiosa Repubblica restaurazione riforme rivoluzionari rivoluzione luglio Rivoluzione francese romantica romanticismo Russia Santa Alleanza sarebbe scienza sentimento sociale società sorta spirito Storia d'Europa storico suffragio taluni tedeschi verso
br. Una società liberale è una società in cui dominano la supremazia dell'individuo isolato, l'ideologia del progresso e dei diritti dell'uomo, l'ossessione della crescita, lo spazio dominante attribuito ai valori mercantili. Il liberalismo è all'origine della mondializzazione, la quale non è altro che la trasformazione del Pianeta in un immenso mercato, e ispira quello che oggi si chiama "pensiero unico". E come ogni ideologia dominante, è anche l'ideologia della classe dominante. Il liberalismo è una dottrina filosofica, economica e politica e deve essere studiato e giudicato in quanto tale. Il vecchio spartiacque destra-sinistra è a questo riguardo inutile, poiché la sinistra dei costumi - dimenticando le ragioni sociali - ha aderito alle logiche del mercato, mentre la destra del denaro - alimentando il capitalismo - distrugge sistematicamente tutto ciò che andrebbe conservato. Questo libro si propone di andare all'essenziale, al cuore dell'ideologia dell'Homo oeconomicus, criticandone i fondamenti antropologici: l'individualismo e il materialismo pratico.
2006116974Dalloz 2006 Dalloz, 2006, 570 p., broché, environ 24x16cm. Un pli de lecture sur le dos, de petits frottements épars en bordure de couverture, bon état pour le reste et intérieur bien propre.
Perrin, 2013. Fort In-12 broché de 741 pages. Rares passages soulignés discrètement au crayon de papier sinon très bon état
brossura Nel panorama politico-istituzionale dell'Italia repubblicana, Cesare Merzagora simboleggia l'immagine di uno statista senza dubbio atipico poiché, pur tra i padri della rinascita del paese dopo il secondo conflitto mondiale, fu certamente tra coloro che denunciarono con veemenza la corruzione governativa. Personalità libera, non esitò mai a biasimare le gravi manchevolezze del sistema; antifascista, criticò sempre un certo tipo di antifascismo viscerale e di maniera. Il suo complesso percorso istituzionale di uomo liberale, liberista, europeista e anticomunista, fu contraddistinto dall'intransigente difesa dello Stato e dalla perentoria condanna del sistema partitocratico. Queste furono, accanto all'impegno per la costruzione di un'Europa politicamente unita, le direttrici perseguite da Merzagora nel corso di tutta l'esistenza, con tenacia e continuità, nelle quali confluirono le sue esperienze di economista, di industriale, di politico, di diplomatico, di giornalista, di musicista, di scrittore, di scultore, in una sintesi armonica ed equilibrata. Fedele agli insegnamenti di Alcide De Gasperi e dunque contrario a ogni forma di nazionalismo, ritenne essenziale, per il paese, un ruolo da protagonista nel processo di integrazione europea. Nel ridimensionamento dell'assemblea parlamentare, Merzagora scorgeva un grave pericolo per la democrazia del paese e si rammaricava che buona parte delle stesse forze antifasciste non sembrassero avvertire tale rischiosa situazione. Le sue preferenze furono sempre espresse per la costituzione di un governo centrista ed europeista, direttamente appoggiato dai partiti laici, in grado di dimostrarsi sensibile alle richieste del mondo produttivo e della borghesia, capace di accogliere al suo interno un elevato numero di tecnici.
brossura Nel panorama politico-istituzionale dell'Italia repubblicana, Cesare Merzagora simboleggia l'immagine di uno statista senza dubbio atipico poiché, pur tra i padri della rinascita del paese dopo il secondo conflitto mondiale, fu certamente tra coloro che denunciarono con veemenza la corruzione governativa. Personalità libera, non esitò mai a biasimare le gravi manchevolezze del sistema; antifascista, criticò sempre un certo tipo di antifascismo viscerale e di maniera. Il suo complesso percorso istituzionale di uomo liberale, liberista, europeista e anticomunista, fu contraddistinto dall'intransigente difesa dello Stato e dalla perentoria condanna del sistema partitocratico. Queste furono, accanto all'impegno per la costruzione di un'Europa politicamente unita, le direttrici perseguite da Merzagora nel corso di tutta l'esistenza, con tenacia e continuità, nelle quali confluirono le sue esperienze di economista, di industriale, di politico, di diplomatico, di giornalista, di musicista, di scrittore, di scultore, in una sintesi armonica ed equilibrata. Fedele agli insegnamenti di Alcide De Gasperi e dunque contrario a ogni forma di nazionalismo, ritenne essenziale, per il paese, un ruolo da protagonista nel processo di integrazione europea. Nel ridimensionamento dell'assemblea parlamentare, Merzagora scorgeva un grave pericolo per la democrazia del paese e si rammaricava che buona parte delle stesse forze antifasciste non sembrassero avvertire tale rischiosa situazione. Le sue preferenze furono sempre espresse per la costituzione di un governo centrista ed europeista, direttamente appoggiato dai partiti laici, in grado di dimostrarsi sensibile alle richieste del mondo produttivo e della borghesia, capace di accogliere al suo interno un elevato numero di tecnici.
1895B95553Gent, J. Vuylsteke 1895 xvi + 232pp.+ frontispice (portret van G. Bergmann), gesigneerd met opdracht door Willem Bergmann aan Julius De Geyter, grotendeels nog onopengesneden, originele omslag (rug licht hersteld), goede staat, zeldzaam, [bevat memoires van George-Karel-Ldewijk Bergmann, Lier in 1805-1893], B95553
xvi + 232pp.+ frontispice (portret van G. Bergmann), gesigneerd met opdracht door Willem Bergmann aan Julius De Geyter, grotendeels nog onopengesneden, originele omslag (rug licht hersteld), goede staat, zeldzaam, [bevat memoires van George-Karel-Ldewijk Bergmann, Lier in 1805-1893], B95553
1985163758Julliard Julliard, 1985. Fort et grand In-8 broché de 773 pages. Très bon état.
Julliard, 1985. Fort et grand In-8 broché de 773 pages. Très bon état.
1998142716Couverture rigide. Reliure de l'éditeur 950 pages. Jaquette.
37322In-12, demi-chagrin rouge de l'époque, dos à 5 faux nerfs orné de caissons garnis d'un riche décor de jeux de filets d'encadrement, plats de percaline rouge estampés à froid, fer du lycée de Montpellier doré au centre du plat supérieur, tranches mouchetées, (3) f., 466 p. Paris, Hachette et Cie, 1879.
In-12, demi-chagrin rouge de l'époque, dos à 5 faux nerfs orné de caissons garnis d'un riche décor de jeux de filets d'encadrement, plats de percaline rouge estampés à froid, fer du lycée de Montpellier doré au centre du plat supérieur, tranches mouchetées, (3) f., 466 p. Edition originale. Ernest Bersot (1816-1880) avait été le secrétaire de Victor Cousin alors ministre de l'Instruction publique. Devenu professeur de philosophie, en 1851, il refusa de prêter le serment des fonctionnaires et fut contraint de quitter l’enseignement. Dès lors, il se consacra au journalisme et à ses travaux. En 1871, après la fin du Second Empire, il fut nommé directeur de l'École Normale Supérieure. Recueil d'articles, de travaux critiques, commentaires, essais et discours: Philosophie et religion (sur A. Franck), La Montagne (sur Michelet), "La France Nouvelle" de Prévost-Paradol, Les Lettres de Lamennais, journalisme (Avant le siège, vainqueurs et vaincus…), "Œuvres morales de Franklin", etc., etc. Bel exemplaire dans une reliure de prix au fer du lycée de Montpellier.
br. Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l'impatto del conflitto mondiale nell'universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l'avvento della società di massa, la ricerca di un'alternativa all'esistente, la controversa questione circa l'identità storico-culturale dell'Europa e, più in generale, dell'Occidente e del suo destino. Dall'esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d'essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall'altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della "società aperta", ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione - libertà o non-libertà - che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l'età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.
Fine English Paperback. Roy. 8vo. (24 x 16 cm). In Turkish. [ix], 147 p. Modern ekonomilerde para. Para teorisi ve para politikasi.
Bologna, Bandiera, 1968, 16mo punto metallico, pp. 15 (Opuscoli Liberali, 4) .
Bologna, Tamari, 1969, 8vo (cm. 24 x 16,5) brossura, pp. 154 (volume in condizioni eccellenti) .