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Bologna, Bandiera, 1968, 16mo punto metallico, pp. 15 (Opuscoli Liberali, 4) .
in 8° pp. 110; bross. edit. con impressione a rilievo sul piatto anteriore; foto dell'autore all'interno.
2017LITTFRA659548540221Paris, Perrin / Genève, Fondation Martin Bodmer, 2017, 17 x 24, 208 pages sous reliure éditeur toilée et jaquette illustrée. iconographie noir & blanc et couleurs. Ouvrage publié à l'occasion de l'exposition présentée à la Fondation du 20 mai au 1er octobre 2003.
1875B30156Bruxelles, M.Closson & Cie. 1875 63pp., estampe, bon état
63pp., estampe, bon état
Bari, Giuseppe Laterza & Figli, 1922, in-8, br.editoriale, pp. XXXII, 304. Con ritratto in antiporta e bibliografia degli scritti dell' autore. Ottime condizioni.
198285AxGarnier 1982 Gros In8 701 pages - broché - très bon etat
198285AxGarnier 1982 Gros In8 701 pages - broché - très bon etat
Le lettere del grande liberale CONSTANT allo storico SISMONDI, acquistate dalla Bibliteca di Pescia, vanno dal 1806 al 1827 e sono riportate in francese e commentate in italiano. Constant si oppose alla guerra (che riteneva superflua) e a Napoleone, affermò la Libertà dei Moderni, basata sul godimento delle libertà civili, sul dominio della legge, e sulla libertà dall'ingerenza dello Stato.n Il fasc. in-8° (cm. 24,2), bross. edit. (dorso cucito ma scollato), è completo delle sue 128 pagine e contienen inoltre: 1) Luigi CHIARINI, "La Domenica del Fracassa", 13 pagine. 2) 12 pagine di un Anonimo giornalista sulle atmosfere caotiche di PIETROGRADO nel novembre 1917 e su un camriere italiano. 3) Santo RAPISARDA "Il gatto tarmato", racconto su un gatto malato di avitaminosi. 9 pp. 4) Bonaventura TECCHI, "L'annata GOETHIANA in Italia", 10 pp. 5) 6 pagine di Leone GINZBURG sugli scrittori sovietici costretti a "prendere posizione nella creazione artistica accettando una retorica puerile e inefficace". 6) 6 pp. di Domenoco BULFERETTI su Luigi PULCI.
In 16°, brossura editoriale illustrata, pp. LX, (2), 166, (8), collana "Einaudi Tascabili. Saggi 887", nota di possesso al frontesp., per il resto esemplare molto buono. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1886B81174Bruxelles, Impr. de l'économie financière 1886 23pp., 21cm., br.orig. (petit manque de papier au verso), bon état, B81174
23pp., 21cm., br.orig. (petit manque de papier au verso), bon état, B81174
In 8°(20,5x13,5); (5), 162, (2), pp. Pregevole legatura in pelle rossa coeva con titoli e fregi in oro al dorso. Esemplare intonso. Terza edizione ma prima per la presenza dei due saggi aggiunti di una delle opere più celebri di Benedetto Croce. Benedetto Croce (Pescasseroli, 25 febbraio 1866 - Napoli, 20 novembre 1952) è stato un filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano. Presentò il suo idealismo come storicismo assoluto, giacché "la filosofia non può essere altro che "filosofia dello spirito" [...] e la filosofia dello spirito non può essere altro che "pensiero storico"", ossia "pensiero che ha come contenuto la storia", che rifugge ogni metafisica, la quale è "filosofia di una realtà immutabile trascendente lo spirito". In funzione anti-positivistica, nella filosofia crociana, la scienza diventa la misuratrice della realtà, sottomessa alla filosofia, che invece comprende e spiega il reale. Fu tra i fondatori del ricostituito Partito Liberale Italiano, assieme a Luigi Einaudi. Con Giovanni Gentile - dal quale lo separarono la concezione filosofica e la posizione politica nei confronti del fascismo dopo il delitto Matteotti - è considerato tra i maggiori protagonisti della cultura italiana ed europea della prima metà del XX secolo, in particolare dell'idealismo. La filosofia politica crociana, tra cui il suo liberalismo sociale, e l'attività di storico ebbero grande influenza sulla cultura italiana, così come il suo pensiero in generale; in particolare è ricordato come guida morale dell'antifascismo con la sua "religione della libertà", tanto che fu anche proposto come Presidente della Repubblica italiana. Alcune riserve alla sua estetica, tra cui alla critica letteraria (in particolare alla sua definizione di "poesia") e alla superiorità attribuita da Croce alla filosofia sulle scienze nell'ambito della logica, sono state, tuttavia, espresse in tempi successivi. D'altra parte, il pensiero di Croce ha goduto di apprezzamenti più recenti e di una "riscoperta" anche al di fuori dell'Italia, in Europa e nel mondo anglosassone. Croce si interessò anche di critica letteraria (saggi su Goethe (1917), Ariosto, Shakespeare e Corneille (1920), "La letteratura della nuova Italia" e "La poesia di Dante") condotta secondo la sua teoria estetica che mirava nel giudizio critico dell'opera letteraria alla scoperta delle motivazioni profonde dell'ispirazione artistica tanto più valida quanto più coerente con le categorie di bello-brutto. La prima parte della teoria estetica la ritroviamo in opere come Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale (1902), Breviario di estetica (1912) e Aesthetica in nuce (1928)[39]. L'estetica, dal significato originario del termine aisthesis (sensazione), si configura in primo luogo come attività teoretica relativa al sensibile, si riferisce alle rappresentazioni ed alle intuizioni che noi abbiamo della realtà. Come conoscenza del particolare l'intuizione estetica è la prima forma della vita dello Spirito. Prima logicamente e non cronologicamente poiché tutte le forme sono presenti insieme nello Spirito. L'arte, come aspetto dell'Estetica, è una forma della vita spirituale che consiste nella conoscenza, intuizione del particolare che: come forma dello Spirito, come creatività non è sensazione, conoscenza sensibile che è un aspetto passivo dello Spirito rispetto ad una materia oscura e ad esso estranea; come conoscenza (prima forma dell'attività teoretica) non ha a che fare con la vita pratica. Bisogna quindi respingere tutte le estetiche che abbiano fini edonistici, sentimentali e moralistici; quale espressione di un valore autonomo dello spirito, l'arte non può né deve essere giudicata secondo criteri di verità, moralità o godimento; come intuizione pura va distinta dal concetto che è conoscenza dell'universale: compito proprio della filosofia. L'arte può essere definita quindi come intuizione-espressione, due termini inscindibili per cui non è possibile intuire senza esprimere né è possibile espressione senza intuizione. Ciò che l'artista intuisce è la stessa immagine (pittorica, letteraria, musicale ecc.) che egli per ispirazione crea da una considerazione del reale, nel senso che l'opera artistica è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile. La distinzione tra arte e non arte risiede nel grado di intensità dell'intuizione-espressione. Tutti noi intuiamo ed esprimiamo: ma l'artista è tale perché ha un'intuizione più forte, ricca e profonda a cui sa far corrispondere un'espressione adeguata. Coloro che sostengono di essere artisti potenziali poiché hanno delle intense intuizioni ma che non sono capaci di tradurre in espressioni, non si rendono conto che in realtà non hanno alcuna intuizione poiché se la possedessero veramente essa si tradurrebbe in espressione. L'arte non è aggiunta di una forma ad un contenuto ma espressione, che non vuol dire comunicare, estrinsecare, ma è un fatto spirituale, interiore come l'atto inscindibile da questa che è l'intuizione. Nell'estetica dobbiamo far rientrare anche quella forma dell'espressione che è il linguaggio che nella sua natura spirituale fa tutt'uno con la poesia. L'estetica quindi come una "linguistica in generale". Dall'estetica deriva la critica letteraria crociana, espressa in molti saggi. Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione.
1996B87241Brussel/ Gent, Vrouw en Vrijheid/ Liberaal Archief 1996 156pp.met enkele zw/w ills., gebroch., 24cm., goede staat, B87241
156pp.met enkele zw/w ills., gebroch., 24cm., goede staat, B87241
30 cm, rilegatura in cartone ricoperto, titolo al piatto; pp. xix, 346 pagine ciclostilate stampate solo sul recto
1905B81178Bruxelles, 1905 16pp., signé avec dédicace par l'auteur, dans "Bibliothèque de propagande libérale", 21cm., br.orig., bon état, rare, 81178
16pp., signé avec dédicace par l'auteur, dans "Bibliothèque de propagande libérale", 21cm., br.orig., bon état, rare, 81178
1870B81184Bruxelles, "chez ttous les libraires" s.d. [+/- 1870's] 16pp., 24cm., br.orig., bon état, B81184
16pp., 24cm., br.orig., bon état, B81184
A bed for the night, by Bertolt Brecht - Introduction 1 23x15 cm., in brossura, pp. (4), 211, prima edizione, in lingua inglese, buone condizioni.
Un volume (21 cm) di XV-228 pagine. Tutta tela blu con tassello di titolo al dorso. “Il suo pensiero si riconduce alla sua educazione liberale e illuministica, alla tradizione piemontese ed a figure come Jean-Jacques Rousseau, Camillo Cavour e Giovanni Giolitti. Burzio elabora la cosiddetta dottrina del Demiurgo, personalità in grado di moderare i comportamenti della società umana e di indirizzarne le aspirazioni. Nel suo pensiero alcuni vedono l'anticipazione di temi di attualità, in particolare di tematiche europeistiche. Collaboratore del quotidiano La Stampa dal 1934, ne tenne la direzione dal 10 agosto all'8 settembre 1943. Per una successiva condanna a morte per antifascismo, fu costretto alla clandestinità fino alla liberazione. Dopo la caduta del Fascismo fu di nuovo direttore del quotidiano torinese.
Un volume (19,5 cm) di XXVIII-108 pagine. Brossura editoriale con ritratto xilografico e fregio alla copertina (mancanze al dorso, bruniture). Ex libris Giorgio Levi Della Vida.
Mm 170x240 Supplemento a Storia e Politica Anno VII - 2015. Brossura editoriale di pagine 465, Atti del Seminario Internazionale (Palermo, 30-31 ottobre 2014). Saggi in italiano e francese. Pari al nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
8vo, br. ed.