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1939363811939 Paris, PUF (Collection "Peuples et civilisations"), 1939, fort in 8° broché, 556 pages ; index in-fine ; couverture fanée.
40pp., 22cm., br.orig., bon état, B81150
1905B81150Bruxelles, Impr. F.Vanbuggenhoudt 1905 40pp., 22cm., br.orig., bon état, B81150
1993LFA00f10Un ouvrage de 256 pages, format 240 x 155 mm, broché couverture couleurs, publié en 1993, Editions France-Empire
Firenze, Sansoni, 1965, 8vo brossura editoriale, pp. 275.
Un volume (25 cm) di 223 pagine, con varie illustrazioni. Invio autografo dell'Autore alla pagina bianca. Brossura editoriale con sovracoperta illustrata. Ottime condizioni. Capitoli su Cavour, Bonghi, Cavallotti, Giolitti, Croce, Einaudi, Gobetti, Porzio, Crispo, Cortese.
Un accurato studio sulla condizione dell'economia italiana alla fine della Grande Guerra. Buon esemplare totalmente coevo. Brossura editoriale cartacea a stampa, pp. 23, in 8°
349pp., br., dans la série "Bibliothèque de philosophie scientifique", bon état
1950F33619Paris, Flammarion 1950 349pp., br., dans la série "Bibliothèque de philosophie scientifique", bon état
1 Vol. In-8 pag. LX-342.Alc.sottol. a margine Menda al dorso inferiore PROG 22603 CATT_ATT 34
11pp., 22cm., br.orig., bon état, B81170
1885B81170Bruxelles, P.-A. Parys 1885 11pp., 22cm., br.orig., bon état, B81170
6pp., 22cm., br.orig., bon état, rare, B81156
Introduction 1 23x15,5 cm., in brossura, pp. (4), 248, alcune figure nel testo, prima edizione, in lingua inglese, buone condizioni.
79pp. met ills., in-4, geïll. omslag, zeer goede staat, B93439
2002B93439Oudenaarde, Stichting Herman De Croo 2002 79pp. met ills., in-4, geïll. omslag, zeer goede staat, B93439
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 218, (4), coll. "Saggi", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
<p>23 cm, br. edit; pp. 70</p>
In-8° (cm. 23,2), pp. 31. Broiss. edit. con 2 vistosi aloni in cop., ottimo l'rno. SOLERI, politico e ufficiale degli Alpini; con Giolitti, Croce e Einaudi, il quarto grande liberale italiano del Novecento, nel 1912 sindaco di Cuneo, fautore della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano e del grandioso viadotto all'ingresso della città, deputato dal 1913, interventista; Nel 1921, nel governo Bonomi, ministro delle Finanze e nel 1922, nel secondo governo Facta, ministro della guerra, il più giovane tra i ministri, scrisse nell'ottobre del 1922, la proclamazione dello stato d'assedio che avrebbe permesso di bloccare i fascisti nella marcia su Roma, ma il Re sciaguratamente non lo firmò, anzi chiamò Mussolini a formare il nuovo governo. Né aventiniano, né fascista, si ritirò. Nel 1944 ministro del Tesoro di Bonomi poi di Parri, europeista con Einaudi . Raro discorso liberale, alla vigilia del Fascismo; censito in 4 bibl.
In 8°, brossura editoriale, pp. 205, collana "Il Cammeo", volume 101, nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1991023786Kluisbergen 1991 Stichting herman de Croo Soft cover 1° Edition
A CURA DI MARIO BONFANTINI, 455 PP. FIRMA DI APPARTENENZA IN ANTEPORTA, SEGNI DEL TEMPO E DUE PICCOLE MACCHIE AL RETRO, PER IL RESTO BUON VOLUME.
52535Paris, PUF (Collection "Peuples et civilisations"), 1930, fort in 8° broché, 592 pages.
br. Già deputato popolare, perseguitato e incarcerato dal regime fascista, senza un impiego stabile, nel 1929 De Gasperi fu assunto come bibliotecario nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Lì, in una sorta di esilio interno, trascorse gli anni della dittatura, durante i quali tenne in un suo quaderno segreto il diario che vede oggi la luce. Non un diario intimo ma, dall'osservatorio privilegiato del Vaticano, riflessioni e note sulle relazioni fra la Chiesa e lo Stato fascista, la situazione dei cattolici in Italia e nella Germania nazista, più tardi sugli albori della Democrazia cristiana. Si tratta di pagine assai rilevanti per il loro valore storico e documentale, che gettano luce sul percorso intellettuale di De Gasperi ma anche sull'evoluzione della politica cattolica durante il pontificato di Pio XI e Pio XII.
br. La biografia di Oscar Luigi Scalfaro è in larga misura una "biografia della Nazione". E questo libro - dovuto ad uno dei giornalisti più attenti al ruolo della Presidenza della Repubblica nel delicato equilibrio tra poteri disegnato dalla nostra Costituzione - dopo i primi capitoli dedicati alla formazione, alle vicende familiari, e all'ingresso in magistratura di Scalfaro, ci offre un attento e acuto esame della vita politica italiana durante tutto l'arco dei primi sessanta anni della nostra storia repubblicana: dalla felice era della ricostruzione e delle grandi scelte di politica economica ed internazionale al miracolo economico; dalla fine del centrismo alla nascita del centrosinistra; dagli anni di piombo del terrorismo alla crisi della prima repubblica e ai nuovi equilibri. Durante tutto l'arco di questi decenni Scalfaro si rivela un democristiano anomalo, lontano da logiche correntizie, fedele in primo luogo alle istituzioni. Non a caso, è a Scalfaro che i partiti si rivolgono nei momenti di crisi eleggendolo alle massime cariche, dalla Presidenza della Camera alla Presidenza della Repubblica. Dell'Aquila, che negli anni della presidenza Scalfaro seguì le vicende del Quirinale quale capo della redazione politica per il TG3, tratteggia la figura di questo grande protagonista della nostra storia politica, sottolineando il suo rapporto con i grandi leader del dopoguerra, da De Gasperi a Fanfani; gli aspetti salienti dello scontro tra le correnti democristiane; il rapporto tra la DC di Moro e il PCI di Berlinguer; il conflitto con Berlusconi negli anni del settennato. Né vengono tralasciati alcuni degli episodi più famosi che hanno caratterizzato l'esperienza politica di Scalfaro: il "non ci sto" televisivo a reti unificate con cui rintuzzò il tentativo di coinvolgerlo in una falsa accusa di improprio uso di fondi riservati; il rifiuto opposto a Berlusconi di nominare Previti ministro della giustizia; l'analogo rifiuto di sciogliere le Camere dopo il cosiddetto "ribaltone"; il famoso supposto "schiaffo" ad una signora scollacciata; la sua attività di giovane giudice e la condanna a morte pronunciata contro i responsabili di alcuni efferati delitti commessi durante la guerra di liberazione. Ne risulta un ritratto che non è solo l'immagine di un uomo integerrimo e di forti principi, ma il quadro del divenire e progressivo mutare della nostra repubblica.