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52535Paris, PUF (Collection "Peuples et civilisations"), 1930, fort in 8° broché, 592 pages.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Un libro composto a più voci, che cerca di affrontare il tema della felicità liberandolo dalle manifestazioni New Age e anche dalle lamentele dei professionisti dei disastri. La felicità come possibile, come impegno e immaginazione. Due saggi dei curatori affrontano l'analisi uno dal punto di vista storico e l'altro dal punto di vista sociologico. Seguono quattro scritti, tre molto personali, e chiude la riflessione di una psicologa, Flavia Flacco, che affronta il tema del pensare positivo a tutti i costi come pericoloso sintomo di rimozione e di paura. In principio la felicità era un sentimento privato, come la tristezza o la malinconia. Oggi, invece, sembra quasi una costrizione pubblica. Dalla propaganda New Age agli spot televisivi, dalle pubblicazioni di manuali che pretendono di insegnare come essere o vivere felici ai film di una comicità accomodante ed epidermica, un trionfale irritante edonismo impone dappertutto le sue regole, allontanando i dolori, nascondendo in angoli appartati le magagne quotidiane dell'esistenza. E' un modo superficiale di affrontare la vita, cui questi saggi invitano a opporsi, non per cedere nell'eccesso opposto di visioni apocalittiche o di lamentele passatiste, ma per riflettere sulle assurde procedure che spostano meditazioni profondamente individuali e soggettive verso atteggiamenti codificati. Se la felicità è un dovere, afferma Filippo La Porta che apre introduttivamente la sequenza dei saggi da lui curati insieme ad Alessandro Carrera, è comunque un dovere che va interpretato, e, da Epicuro a Robert Nozick attraverso Leopardi e una rilettura di Adorno, la sua analisi è una sollecitazione a vivere senza conformismi di sorta. A La Porta segue il punto di vista sociologico - da Thomas Jefferson ad Audrey Hepburn - e autobiografico di Alessandro Carrera sui concetti di felicità americana ed europea e le considerazioni di Rachel Wetzsteon sulle difficoltà di essere felici in due. Flavia Facco invece affronta da psicologa il tema del pensare positivo come pericoloso sintomo di rimozione e di paura, mentre Emily Fox Gordon racconta la sua odissea terapeutica di disadattata infelice in un centro rieducativo. Una segnalazione a parte merita Cynthia Ozick e il suo particolare contributo. La scrittrice ebrea americana, i cui romanzi sono tradotti anche in Italia, indaga sul suicidio di primo Levi, la cui motivazione, secondo lei, è già implicita ne "I sommersi e i salvati" suo ultimo libro. E la Ozick sembra quasi richiamarci a una conclusione: quanto sia difficile o impossibile il ritorno alla felicità laddove l'umanità venga così crudelmente oltraggiata. A book composed of many voices, which seeks to address the issue of happiness by freeing it from New Age events and complaints of the professionals of the disasters. Happiness as possible as commitment and imagination. Two essays by curators face tracing one from a historical point of view and the other from the sociological point of view. Follow four written, three very personal, and closes the reflection of a psychologist, Flavia Flaccus, which deals with the theme of positive thinking at all costs as dangerous symptom of removal and of fear. Descrizione bibliografica Titolo: Il dovere della felicità Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Alessandro Carrera, Filippo La Porta Editore: Milano: Baldini & Castoldi, Maggio 2000 Lunghezza: 186 pagine; 22 cm ISBN: 8880898124, 9788880898122 Collana: Volume 162 di I saggi Soggetti: Scienze sociali, Gioia, Psicologia sociale, Felicità, Filosofia morale, Etica, Metafisica, Mentalità, Modernità, Conoscenza, Ricerca, New Age, Dolore, Edonismo, Mass Media, Industria culturale, Meditazione, Epicuro, Robert Nozick, Sociologia, Analisi, Thomas Jefferson, Audrey Hepburn, Rachel Wetzsteon, Flavia Facco, Gruppi sociali, Divertimento, Tempo libero, Concezioni filosofiche, Stati Uniti d'America, Costituzione, Benessere, Collettività, Infelicità, Illusione, Individualismo, Liberalismo, Pensiero positivo, Leopardi, Adorno, Letteratura, Romanzi, Cinema, Emily Fox Gordon, Paura, Rimozione, Primo Levi, Follia, Suicidio, Esistenzialismo, Terapia, Diritti sociali, Diritto, Doveri, Anticonformismo, Destino, Karma, Biografie, Personaggi illustri, Storia, Saggi, Libri Vintage Fuori catalogo, Rivoluzionari, Ideali, Relazioni sociali, Matrimonio, Coppie, Daniela Matronola, Woody Allen, Comicità, Depressione, Malattia mentale, Disagio, Natura, Ananke, Rilke, Costumi, Kant, Perfezione, Moralismo, Louis Stevenson, Sermone di Natale, Romanzi, Salinger, Religione, Social sciences, Joy, Social psychology, Happiness, Moral philosophy, Ethics, Metaphysics, Mentality, Modernity, Knowledge, Research, Pain, Hedonism, Cultural industry, Meditation, Epicurus, Sociology, Analysis, Social groups, Fun, Leisure, Philosophical conceptions, Constitution, Wellbeing, Collectivity, Unhappiness, Illusion, Individualism, Liberalism, Positive thinking, Literature, Novels, Fear, Repression, Madness, Suicide, Existentialism, Therapy, Social rights, Law, Duties, Nonconformism, Destiny, Biographies, Characters Illustrious, History, Essays, Out of print books, Revolutionaries, Ideals, Social relations, Marriage, Couples, Comedy, Depression, Mental illness, Discomfort, Nature, Customs, Perfection, Moralism, Christmas sermon, Novels, Religion
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. I due saggi di Bastiat, tradotti da Antonio Falato sono pubblicati per la prima volta in Italia, rappresentano un importante strumento di analisi nell'attuale dibattito sulla crisi del capitalismo e sulla forma di Stato. Dal punto di vista interpretativo, infatti, viene proposta una soluzione all'interrogativo "quale Stato?", proposizione con cui deve fare i conti anche il moderno liberalismo. La chiave del pensiero di Bastiat, nell'interpretazione fatta da Falato, è semplice: il liberalismo non è solo una buona regola di governo, ma il vero principio regolatore di una società libera. E agli intellettuali spetta il ruolo di "giardinieri" della società in cui vivono. Informazioni bibliografiche Titolo: Il potere delle illusioni Collana: Volume 2 di Quaderni Fondazione Einaudi. Testi Autore: Frédéric Bastiat A cura di: Antonio Falato Note generali: Scritti vari Editore: Napoli: Alfredo Guida Editori, 1998 ISBN: 8871882466, 9788871882468 Lunghezza: 124 pagine; 20 cm Soggetti: Politica, Società, Francia, '800, Ottocento, Libera impresa, Teorie economiche, Saggistica, Capitalismo, Protezionismo, Ideologie politiche, Concorrenza, Mercato, Lavoro, Diritti sociali, Legge, Diritto, Scuola austriaca, Giusnaturalismo, Sophismes économiques, Sofismi economici, Proudhon, Jean-Baptiste Say, Charles Comte, Diritti naturali individuali, Libertà, Responsabilità, Proprietà, Patrimonio preda, Spoliazione legale, Racconto della finestra rotta, Costi occulti, Petizione dei produttori di candele, Cobden e la Lega, Liberalismo cattolico, Cultura, giustizia, Economia politica, Saggi, Pamphlet, Stato, Filosofia, 1848, Moti, Polemisti francesi, Bibliografia, Ideologie, Pensiero economico, Melanges d'economie politique, Hobsbawm, Hayek, Antiseri, Classici, Libertarianismo, Libri Vintage Fuori catalogo, Economisti francesi, Politics, Society, France, 19th century, Free enterprise, Economic theories, Non-fiction, Capitalism, Protectionism, Political ideologies, Competition, Market, Labor, Social rights, Law, Austrian school, Natural law, Economic sophisms, Individual natural rights, Freedom, Responsibility, Property, Prey heritage, Legal dispossession, Tale of the broken window, Hidden costs, Petition of candle makers, Catholic liberalism, Culture, justice, Political economy, Essays, State, Philosophy, Motions, French polemics, Bibliography, Ideologies, Thought Economics, Classics, Libertarianism, Out of Print Books, French Economists Parole e frasi comuni Adam Smith Algeria aratro Aristus Armonie economiche attività aumentare benefici bisogni capitale caso cento milioni cento soldi centomila uomini cittadini coercitivo commercio concorrenza conseguenze consumatore contratto sociale contribuenti costi Dario Antiseri economia denaro diritto lavoro effetti ferro belga forza francese franchi Frédéric Bastiat garantire Giacomo Bonomo governo guadagno incoraggiato individuale individui inganno interessi intermediari Lamartine nazionale legge legislatore legittimo Leviatano liberale liberale classica libero scambio macchine Marsiglia mercato Mondor Montagnardi morale mostrare nazione necessario Odessa organizzazione paese paga polemica politica popolo possibile prestito prezzo privato problema produzione progresso protezionismo responsabilità risparmio risultato Robert Nozick Rothbard salari servizi Signor Proibizionista Smith sociale socialismo francese società libera solidarietà spende spesa pubblica statale sviluppo tasche tasse teoria teorico uomo vantaggio
TRADUZIONE DI ADRIANA ZARRI SOCIETà EDITRICE INTERNAZIONALE SEI 1965 252 PP. TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA ALL'ANTIPORTA, ALLA PAGINA DEL FRONTESPIZIO E ALL'ULTIMA PAGINA, SEGNI DEL TEMPO, OTTIME ED ECCELLENTISSIME CONDIZIONI GENERALI, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
Mm 160x230 Collana "Interrogarsi". Brossura editoriale di 187 pagine, copertina figurata, etichetta di biblioteca dismessa in apertura. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
grand in-8°, 381 pp, broche, couv. Décharges d'adhésif aux 1ères et dernières pages sinon bel exemplaire. [CL-2][SO-8+]
195967729Couverture rigide. Reliure toile de l'éditeur. 301 pages.
1948047353Centre Social Des Jeunesses Libérales brochure Bruxelles 1948 39 pages en format 16 - 24 cm
122870aafs. d., vers 1980, gr. in-8vo, 24 p. n. n., envoi à Pierre Languetin sur 3 lignes signé par l’auteur, brochure originale.
122379aafKönigshausen & Neumann, 1996, gr. in-8vo, 114 S., Original-Broschüre.
cm. 16,5 x 24,5, 162 pp. con 4 tavv. f.t. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi 375 gr. 162 p.
ill., br. Catalogo dell'omonima mostra allestita dal 5 novembre al 31 dicembre 2014 nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il volume è dedicato alla figura di Giorgio La Pira e al suo messaggio europeo come fondamento delle istituzioni comunitarie, nel contesto attuale di globalizzazione dei processi economici, sociali e culturali. I testi e le immagini ripercorrono la vita dello statista e i momenti cruciali della sua missione, orientata alla pace e al dialogo tra i popoli, che egli portò avanti instancabilmente incontrando i grandi della terra. I manoscritti antichi, assieme alle foto e agli articoli di giornale, testimoniano inoltre le basi del suo pensiero e le fonti di ispirazione del suo agire politico. "La Pira", scrive Maria Letizia Sebastiani, "fu grande sostenitore della pace e dell'unità dei popoli a tutti i livelli, e, in particolare, fu ispiratore dell'idea che il Mediterraneo non dovesse essere un mare che divide i popoli ma il 'lago del dialogo' tra le tre grandi religioni monoteistiche, allo scopo di far dialogare tra loro cristiani, ebrei e musulmani, cioè i popoli, le nazioni e le città che nei vari millenni hanno sviluppato la loro storia
In-8° picc. pp. 349, bross. edit.
br. Davvero pochi pensatori politici spagnoli sono stati ammirati e detestati in tutta Europa e America come Juan Donoso Cortés. Riscoprire il principio religioso, denunciare la strada senza uscita del progressismo, proclamare che dietro ogni grande questione politica vi è una grande questione teologica, professare che una società che rinuncia alla propria religione presto o tardi perde la propria cultura, enunciare che la storia non ha altro senso se non quello della salvezza, affermare che all'origine dei disordini vi è la dimenticanza del cattolicesimo: da ciò scaturiscono le ragioni profonde, sebbene non confessate, della sua ammirazione o esecrazione. Il nostro mondo postmoderno sembra accettare il declino ineluttabile delle profezie secolarizzate che fino a ieri annunciavano il raggiante futuro dell'uomo moderno. Giudicata arcaica, la critica donosiana dell'individualismo, del collettivismo, dell'economicismo, del materialismo e della grande mescolanza mondialista, oggi è più attuale che mai.
cm. 16,5 x 24,5, vi-156 pp. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi 260 gr. vi-156 p.
Mm 170x235 Collana "Biblioteca siciliana di storia e letteratura". Introduzione di Francesco Renda. Brossura editoriale con bandelle, XXIII-362 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Quale potrebbe essere l'esito del tormentato processo di transizione che stiamo vivendo? Quale blocco sociale si dovrebbe o potrebbe costruire per marciare verso una civiltà postcapitalista? Quali forme dovrebbe o potrebbe assumere il socialismo del XXI secolo? Dopo il tramonto dell'egemonia americana ci aspettano la rivoluzione o il caos sistemico? Quali idee per una nuova alleanza tra ambientalismo e socialismo? Perché rivendicare la sovranità nazionale non implica regredire ai nazionalismi del secolo scorso? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i dieci autori - Pierluigi Fagan, Carlo Formenti, Carlo Galli, Manolo Monereo, Piero Pagliani, Onofrio Romano, Raffaele Sciortino, Alessandro Somma, Alessandro Visalli e Andrea Zhok - che hanno collaborato alla stesura di questo volume sugli scenari ipotetici di un futuro che potrebbe ridisegnare la geopolitica mondiale e rivoluzionare i rapporti di forza tra classi sociali, popoli e nazioni.
198624401986 Paris Hachette coll Pluriel 1986 Deux volumes in°12 broché 378 et 520 pages LR14
ill., br. In un decennio, quello degli anni ottanta, così complesso e incerto per lo Stato italiano, Giovanni Goria emerge dalla compagine democristiana come esponente equilibrato e lucido, dalle posizioni decise e lungimiranti. Presidente del consiglio dei ministri, più volte ministro egli stesso, Goria è personaggio centrale in un discorso che coinvolge politica ed economia, partiti e governo. Con il suo operato affronta e disamina questioni tuttora di enorme attualità, quali la riduzione del debito, il taglio alla spesa, le privatizzazioni. In un momento di crisi e di passaggio, il politico astigiano coglie i punti di snodo e le evoluzioni della società, i suoi mutamenti, le sue incertezze. Non solo: dalla fine degli anni ottanta Giovanni Goria comincia a proiettarsi in Europa, proponendo un'idea di politica moderna e non più rinserrata in se stessa, bensì in costante dialogo. Il presente volume vuole essere l'analisi di un'opportunità di riforma del sistema politico, riforma proposta con acume da Goria negli anni della sua attività. Francesco Marchiano e Paolo Giaccone s'interrogano sul lascito e sul ruolo di questa importante figura della fine della prima Repubblica, ricostruendone la vita e le oculate iniziative. Prefazione di Marco Damilano.
Mm 165x235 Seconda edizione - Brossura editoriale con bandelle, 796 pagine, in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura C'era una volta la Democrazia cristiana, il partito dei cattolici. C'erano i cattolici e i comunisti, due entità opposte, definite e apparentemente inconciliabili. E c'era la Politica. Oggi, di tutto questo, in questi termini, non c'è più nulla. Ci sono ancora i cattolici ma dispersi su più fronti e spesso in micro partiti, senza riuscire a farsi sentire con voce comune se non con l'intervento diretto della Chiesa. I comunisti di fatto non ci sono più, c'è una sinistra che è un'altra cosa e che - se guardiamo alle ultime elezioni del 4 marzo 2018 - rischia l'irrilevanza. Nuove forze, di rottura e antisistema, conquistano il campo e raccolgono il senso di disagio che serpeggia ormai da anni nei confronti dell'establishment. Un mondo nuovo. Con nuovi colori. Così la democrazia cambia pelle, passa da picchi di astensionismo a dilaganti voti di protesta. Alle urne, ma contro. Al voto senza comizi, senza manifesti, senza dibattiti e faccia a faccia in tv. Solo fiumi di post e tweet, per una politica virtuale di chi la spara più grossa, senza contraddittorio. La politica senza la politica. Settant'anni dopo le elezioni politiche che aprirono la cosiddetta Prima Repubblica può essere utile allora fare un passo indietro, al clima appassionato e ideologico che caratterizzò il 1948, l'anno in cui l'Italia si divise, si schierò in maniera netta da una parte o dall'altra. Democrazia Cristiana e Fronte Democratico in campo in quella che veniva considerata la madre di tutte le battaglie: perché in gioco c'erano la costruzione del nuovo corso istituzionale, i valori fondanti della società e le alleanze nello scacchiere internazionale. Cattolici contro comunisti. Comunisti contro cattolici. In un confronto che si giocava nelle piazze, con i comizi, e attraverso manifesti, radio e giornali. Una infuocata stagione elettorale che viene qui riletta attraverso le pagine di due fra le testate più vicine alla Chiesa: il quotidiano del Vaticano L'Osservatore Romano e la rivista quindicinale dei padri gesuiti La Civiltà Cattolica. Con la testimonianza inedita di Oscar Luigi Scalfaro.
ril. Questa storia ha inizio a New York quando, appena ventenne, Barack Obama riceve la notizia della morte di suo padre in un incidente stradale. È una scomparsa improvvisa che scatena un inarrestabile flusso di ricordi: la partenza della famiglia materna da un piccolo villaggio del Kansas verso le Hawaii; l'amore, nutrito dall'innocenza della gioventù e dallo spirito libertario dei primi anni Sessanta, tra sua madre e un giovane e promettente studente keniota; la separazione dal padre quando il piccolo Barack ha solo due anni; i dubbi e le paure che ben presto maturano in lui per l'incapacità di dare un senso al suo tormentoso passato. Questa emozionante odissea, alimentata dal profondo desiderio di comprendere le forze diversissime che hanno contribuito a plasmare la sua personalità, può terminare solamente dove tutto è iniziato: in Kenya. Qui Barack incontra la parte africana della sua famiglia, si confronta con le amare verità sulla vita di suo padre, e nella scelta di condividere le lotte delle sue sorelle e dei suoi fratelli africani si riconcilia finalmente con il proprio passato. Introduzione di Walter Veltroni.
br. La Grande Guerra fu una questione di vita o di morte per la classe politica liberale. Sia al momento dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, sia dopo Caporetto il 'mondo liberale' si divise, ma la spaccatura tra giolittismo e antigiolittismo non è sovrapponibile a quella tra neutralismo e interventismo: quest'ultimo rappresentò un nuovo cleavage che passò non solo all'interno della classe politica, ma nell'intera società italiana. La guerra, inoltre, portò per la prima volta a una nazionalizzazione delle masse, contribuì a innescare un processo di 'emancipazione' delle donne, un grande take over industriale e un significativo progresso tecnologico e realizzò quell'unità territoriale che era un'aspirazione dei padri fondatori del Risorgimento. Furono risultati che ebbero tuttavia un prezzo molto alto. Le fratture dell'unità nazionale, che già durante la guerra si erano manifestate, deflagrarono subito dopo, prendendo forma sociale, politica ed istituzionale. E mutati erano anche i rapporti di forza internazionali. Solo alcuni settori minoritari della classe dirigente liberale avevano presagito questi esiti, ma una consapevolezza dei problemi da affrontare non era maturata. Cosicché, attraverso un complesso processo storico, già avviato dalle vicende della guerra, che sono oggetto delle pagine di questo libro, invece del passaggio dallo Stato liberale alla democrazia liberale, si ebbe l'avvento del fascismo.
br. Come raccontano le testimonianze e la documentazione biografica raccolte in questo volume, Vittorio Sora è stato un amministratore pubblico preparatissimo e apprezzato. Aveva competenze economiche, studi raffinati di economia politica, buone letture di filosofia, di teologia, di urbanistica, di programmazione territoriale. Appassionato della politica, concepita come il dovere di un servizio alla vita in comune, era un abile organizzatore, un fedele costruttore di amicizie, un catalizzatore di energie, un collante di gruppo. Aveva il carattere di chi guarda al futuro, mai rassegnato. Insegnava che c'è sempre qualcosa di buono, qualcosa di meglio. Basta lasciarsi scaldare il cuore. Era fedele ai principi di universalità cristiana, di laicità dello Stato, di responsabilità individuale del cattolicesimo democratico. Credeva nelle utopie che danno speranza agli uomini. Non fu mai avaro di sé stesso. La vita non gli risparmiò durezze e fatiche, ma gli donò il respiro leggero di un uomo probo che continua a vivere nelle storie della Bassa, nelle memorie di una stagione politica quasi esemplare perché non si allontanò troppo dalla vita.