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Torino, ERI/Edizioni RAI Radiotelevisione Italiana, 1975, in-8, br. editoriale, pp. 268.
Nel 1926 Keynes scrisse il saggio The end of laissez-faire nel quale sosteneva che il capitalismo senza regole doveva essere considerato finito e, tra il 1944 e il 1946, propose con Beveridge di dare vita al welfare e alle politiche di piena occupazione. Nell'arco di vent'anni la convivenza civile registrò un netto miglioramento delle rilevanti conquiste liberali raggiunte nei secoli precedenti. La tesi di questo lavoro è che il liberalismo, entrato in concorrenza con le forze culturali e politiche che si sono avvalse delle sue proposte propugnando istanze più avanzate in termini di benessere, ha subito a opera della giustizia sociale un'attrazione che si è mostrata fatale e ha condotto alla fine della liberaldemocrazia. Da questi eccessi non sono restate immuni neanche le correnti di pensiero politico alternative che hanno accolto, senza saperle controllare, le spinte crescenti provenienti dalla domanda di assistenza; il combinato effetto di aumenti salariali eccedenti la produttività e di un'azione pubblica sulla redistribuzione del reddito, unita alla negazione dell'utilità del mercato nel contribuire alla crescita e alla giustizia sociale, hanno creato inflazione prima e deflazione poi. Dopo quasi mezzo secolo di conquiste, l'orologio della storia è tornato indietro e ha consentito il ritorno di politiche conservatrici propiziate dall'avvento del processo di globalizzazione, caratterizzato da grandi oligopoli e dall'esplosione di una finanza incontrollata. Autori: Paolo Savona.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. All'uscita dalla guerra e con il ritorno dell'Italia nel consesso delle nazioni democratiche entro i nuovi equilibri della guerra fredda, la Democrazia cristiana elaborò una propria visione dell'identità del paese e del suo ruolo internazionale. Questa originale ricerca approfondisce l'intenso lavoro di costruzione di miti politici e ideologie svolto dal gruppo dirigente Dc con l'obiettivo di contribuire a un ordine nazionale e internazionale cristianamente fondato. Partendo dalla tradizionale immagine dell'Italia nazione cattolica e mediterranea erede della civiltà latina, la Dc si spostò in quegli anni sul nascente ideale di una nuova patria europea e sull'appartenenza dell'Italia a una comunità atlantica, dove nell'antagonismo con l'Europa orientale comunista l'accento era posto sulla comune radice "occidentale". Paolo Acanfora è ricercatore all'Istituto Sturzo e insegna all'Università Lumsa di Roma. Ha pubblicato «Un nuovo umanesimo cristiano. Aldo Moro e Studium (1945-1948)» (Studium, 2011). Descrizione bibliografica Titolo: Miti e ideologia nella politica estera Dc. Nazione, Europa e Comunità atlantica (1943-1954) Autore: Paolo Acanfora Editore: Bologna: Il Mulino, 2013 Lunghezza: 253 pagine; 22 cm ISBN: 8815247300, 9788815247308 Collana: Volume 661 di Studi e ricerche Soggetti: Società, Scienze sociali, Scienza Politica, Destra, Comunicazione, Governo, Ideologie politiche, Liberalismo, Centro, Democrazia Cristiana, DC, Storia repubblicana, Novecento, Politica estera, Relazioni internazionali, Geopolitica, Dottrine, Dopoguerra, Europa, NATO, Patto Atlantico, Difesa, Civiltà europea, Internazionalismo, Dossetti, De Gasperi, Nazionalismo, Mito, Patria, Unità, Cristianesimo, Patriottismo, Sinistra, Martin Bull, Vera Capperucci, Daniela Saresella, Maria Chiara Mattesini, Antonio Varsori, Daniela Preda, piano Schuman, Bruxelles, Studi di Storia Contemporanea, Altiero Spinelli, Guerra fredda, Mediterraneo, De Michelis, Mario Scelba, Giuseppe Pella, Aldo Moro, Andreotti, Kissinger, crisi di Suez, Integrazione, Medio Oriente, Formigoni, Pietro Nenni, anni Cinquanta, Diritto romano, Chiesa, Cristianesimo, Alleanza Atlantica, Storia d'Italia, Society, Social Sciences, Political Science, Right, Communication, Government, Political Ideologies, Liberalism, Center, Christian Democracy, Church, Republican History, Twentieth Century, Foreign Policy, International Relations, Geopolitics, Doctrines, Postwar Period, Atlantic Pact, Defense, European Civilization, Internationalism, Nationalism, Myth, Motherland, Unity, Christianity, Patriotism, Left, Studies of Contemporary History, Cold War, Mediterranean, Integration, Middle East, Fifties, Roman Law, Christianity, Atlantic Alliance, History of Italy, Political Science
grand in-8°, 590 pp, reliure demi.veau, dos a 5 nerfs, titre et filets dorés, ttes tranches jaspees. Bel exemplaire dans une reliure solide et intacte. [GD8-8]
197213509David and Charles, Newton Abbot Malicorne sur Sarthe, 72, Pays de la Loire, France 1972 Book condition, Etat : Bon hardcover, with jacket grand In-8 1 vol. - 256 pages
br. La Grande Guerra fu una questione di vita o di morte per la classe politica liberale. Sia al momento dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, sia dopo Caporetto il 'mondo liberale' si divise, ma la spaccatura tra giolittismo e antigiolittismo non è sovrapponibile a quella tra neutralismo e interventismo: quest'ultimo rappresentò un nuovo cleavage che passò non solo all'interno della classe politica, ma nell'intera società italiana. La guerra, inoltre, portò per la prima volta a una nazionalizzazione delle masse, contribuì a innescare un processo di 'emancipazione' delle donne, un grande take over industriale e un significativo progresso tecnologico e realizzò quell'unità territoriale che era un'aspirazione dei padri fondatori del Risorgimento. Furono risultati che ebbero tuttavia un prezzo molto alto. Le fratture dell'unità nazionale, che già durante la guerra si erano manifestate, deflagrarono subito dopo, prendendo forma sociale, politica ed istituzionale. E mutati erano anche i rapporti di forza internazionali. Solo alcuni settori minoritari della classe dirigente liberale avevano presagito questi esiti, ma una consapevolezza dei problemi da affrontare non era maturata. Cosicché, attraverso un complesso processo storico, già avviato dalle vicende della guerra, che sono oggetto delle pagine di questo libro, invece del passaggio dallo Stato liberale alla democrazia liberale, si ebbe l'avvento del fascismo.
in-8°, 82 pages, broche, couverture illustree en couleurs. Tres bel exemplaire DEDICACE par l'auteur. [NV-15]
br. Il giorno in cui si riordina la soffitta della memoria saltano fuori dalla scatola dei ricordi anche frasi che hanno significato qualcosa. E supponiamo che la frase di tale professoressa Rapposelli "supponiamo di supporre un metro lungo due metri", suggerisca che certi fatti non funzionino con il sistema bianco/nero o vero/falso. La realtà difficilmente si presta a letture unilaterali e il giudizio, di conseguenza, si fa incerto. Supponiamo che Mauro Orletti decida che sia conveniente adottare la logica di "un metro lungo due metri" per affacciarsi in modo eccentrico sulle vicende personali e nell'intimità domestica di un notabile di stazza della Prima Repubblica, personaggio buffo e antipatico, innocuo e autoritario, senza cercare di dirimerne le ambiguità. Sembrerebbe poi che la stessa logica sfocata, svincolata dal criterio giusto/sbagliato, pigiama/non pigiama caratterizzi anche le scelte del nostro uomo. E in questo girare attorno alla vita di Remo Gaspari, sconosciuto ai più ma sedici volte ministro, protagonista assoluto nella gestione dell'alluvione in Valtellina, emerge un passato recente, in parte già finito nel dimenticatoio: la guerra, gli anni '40, la Democrazia cristiana, i dorotei, le Brigate rosse. De Mita e il 2rinnovamento", gli anni '80, il rampantismo socialista, Craxi e Nilla Pizzi, Lupo Alberto e l'amaro Ramazzotti. Vicende e figure che costringono a osservare anche solo un pezzo di mondo in un'ottica e in una postura del tutto particolari: quelle del collezionista di storie.
brossura Filippo Ugolini è qui considerato soprattutto nella sua qualità di uomo politico, caratterizzato da sinceri sentimenti religiosi e sensibile al progresso economico e sociale delle classi più disagiate. Dopo una fallimentare parentesi carbonara e dopo una momentanea, e poco convinta, iscrizione alla Giovine Italia, si orientò verso un liberalismo di tipo moderato, scelta che non gli avrebbe impedito di collaborare con la Repubblica Romana del 1849. Esiliato, ebbe stretti legami di amicizia con il migliore ambiente culturale toscano, impegnandosi attivamente con il circolo di Giovan Pietro Vieusseux. Solo in vecchiaia poté infine far ritorno nelle Marche, sua terra d'origine, a ridosso dell'unificazione nazionale. La figura dell'Ugolini emerge da questa ricerca come modello esemplare per ricostruire in un'area periferica dello Stato Pontificio la travagliata evoluzione del sentimento nazionale nella coscienza di un cattolico liberale, verificata nel mutare dei tempi e ripensata nelle diverse contingenze della politica.
19108420Stuttgart, Deutsche Verlagsanstalt, 1910. 757; 660 S. Mit 13 Tafeln. Hlwdbde (mit eingebundenem OUmschlag).
ril. Questa storia ha inizio a New York quando, appena ventenne, Barack Obama riceve la notizia della morte di suo padre in un incidente stradale. È una scomparsa improvvisa che scatena un inarrestabile flusso di ricordi: la partenza della famiglia materna da un piccolo villaggio del Kansas verso le Hawaii; l'amore, nutrito dall'innocenza della gioventù e dallo spirito libertario dei primi anni Sessanta, tra sua madre e un giovane e promettente studente keniota; la separazione dal padre quando il piccolo Barack ha solo due anni; i dubbi e le paure che ben presto maturano in lui per l'incapacità di dare un senso al suo tormentoso passato. Questa emozionante odissea, alimentata dal profondo desiderio di comprendere le forze diversissime che hanno contribuito a plasmare la sua personalità, può terminare solamente dove tutto è iniziato: in Kenya. Qui Barack incontra la parte africana della sua famiglia, si confronta con le amare verità sulla vita di suo padre, e nella scelta di condividere le lotte delle sue sorelle e dei suoi fratelli africani si riconcilia finalmente con il proprio passato. Introduzione di Walter Veltroni.
Mm 150x225 Terza edizione. Senza data di stampa ma prefazione datata al 1892 - Volume rilegato in mezza pelle con piatti marmorizzati, XXVII-580 con 9 piantine nel testo. Macchie di umidità solo al margine destro delle pagine da 2 a 7, le quali non interessano in alcun modo il testo, peraltro copia in eccellente stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Introduction 1 23x15,5 cm., in brossura, pp. (4), 248, alcune figure nel testo, prima edizione, in lingua inglese, buone condizioni.
1893B120087Bruxelles, 1893 xi + 394pp. + 2 portraits hors-texte, 25cm., reliure cart. d'époque (plats marbrés, dos en cuir avec titre et faux-nerfs dorés), feuilles de garde marbrées, trois cachets, texte frais, bon état, peu commun, poids: 1.2 kg., B120087
br. In questo volume Martha Nussbaum torna ad occuparsi del liberalismo politico e della teoria del contratto sociale nella versione attualizzata di John Rawls, alla cui memoria il libro è dedicato. L'assunto principale è quello di utilizzare la propria teoria delle capacità, già messa alla prova in "Diventare persone" con le tematiche di genere, per risolvere tre punti deboli della teoria politica di Rawls, fonte di forti asimmetrie sociali: come trattare le persone con disabilità fisiche o psichiche e garantire la loro piena realizzazione come esseri umani, come estendere la giustizia a tutti gli abitanti del pianeta prescindendo dal posto in cui vivono e non discriminandoli per la provenienza, e come conciliare i propri standard di giustizia con il maltrattamento inflitto, soprattutto nella catena alimentare e industriale, agli animali per soddisfare i propri bisogni consumistici. In tutti tre i casi si tratta di soggetti che, contrattualisticamente parlando, non sono "liberi, eguali e indipendenti" né incarnano quella razionalità che il modello del contratto presuppone.
Mm 150x225 Brossura editoriale con bandelle, pp. 182. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
35pp., signé avec dédicace par l'auteur à m. Ch. Potvin, 21cm., br.orig., pour la plupart non coupé, bon état, B81165
1846B81161s.l., "chez tous les libraires" 1846 64pp., 23cm., br.muette, texte en bon état, B81161
1887B81198Bruxelles, Impr. des travaux publics 1887 159pp., 24cm., br.orig. (peu tachée), bon état, B81198
64pp., 23cm., br.orig. peu usée, bon état, B81161
159pp., 24cm., br.orig. (peu tachée), bon état, B81198
1878B81176Bruxelles, Lebègue et cie. 1878 xi + 55pp., 2cm., br.orig., bon état, rare, B81176
xi + 55pp., 2cm., br.orig., bon état, rare, B81176
1864B81154Gand, Vander Schelden 1864 52pp., 22cm., br.orig., pour la plupart non coupé, bon état, rare, B81154