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192pp., geïllustreerd, linnen band met stofwikkel, 28cm., mooie staat, B25747
2004B91862Gent, Liberaal Archief 2004 264pp. met zw/w ills., 25cm., gebroch., zeer goede staat, B91862
1996B25747, Liberaal Archief 1996 192pp., geïllustreerd, linnen band met stofwikkel, 28cm., mooie staat, B25747
Ouvrage complet en 4 tomes, 211 + 446 + 440 + 390 pp., avec frontispice dans chaque tome, 24cm., jolies reliures modernes bleues, titre doré aux dos, brochure originales conservées et reliées, peu de rousseurs, bon état, [Contenu: Tome I: Rogier avant la révolution de 1830, II: Rogier pendant la lutte pour l'indépendance 1830-1839, III: 1839-1852, IV: 1852-1885], poids: 3.7kg., B104294
12 dei 16 numeri usciti in totale di questa pubblicazione liberale che viene considerata una delle più rare riviste francesi dell’800. Brossure originali, ottime condizioni. – Benoit Yvert, nel suo catalogo Politique libérale, Bibliographie sélective du libéralisme politique français (1814-1875) fornisce alcuni dati. «Directeur: Guizot. Principaux collaborateurs: Ampère, Barante, Broglie, Carrel, Duchatel, Dunoyer, Duvergier de Hauranne, Guizard, Lerminier, Passy, Rémusat, Rossi, Saint-Aulaire, Saint-Marc Giradin, Thierry, Thiers, Villemain, Vitet.... Guizot y publie certains de ses meilleurs textes».
Negli ultimi tempi, il linguaggio politico della sinistra sembra riguardare la democrazia quasi come un'ancella del liberalismo, sì da definire "democratico ma non liberale" qualsiasi leader populista capace di ottenere consenso di massa per attuare politiche vantaggiose per i soliti padroni. Contro quest'uso improprio dei termini, il saggio intende ristabilire il senso storico e concettuale di democrazia e liberalismo sia per contribuire a un dibattito più sereno e pacato tra gli interessi e i valori in conflitto, sia per tenere distinte due modalità della politica iscritte, entrambe, nell'umano e degne, pertanto, di essere preservate dall'incuria e dall'oblio. Autori: Dino Cofrancesco.
br. Romano Paci è stato un protagonista della vita politica pistoiese negli anni Ottanta e Novanta. A dieci anni dalla morte, questo volume ne ricostruisce accuratamente il percorso politico - iniziato nelle Acli e nella Dc, proseguito poi nel Pci e nel Pds - riproponendo anche per intero alcuni suoi scritti. Una sezione a parte è dedicata al fondo documentario di Paci: l'archivio, donato dai familiari all'Associazione Centro di Documentazione di Pistoia, è stato sottoposto a un lungo lavoro di ordinamento e inventariazione ed è oggi liberamente consultabile. Il volume racchiude anche l'inventario dell'archivio e una selezione di scritti rari o inediti di Romano Paci.
Nouvelle Librairie Nationale, 1914. In-12 broché de 310 pages. Couverture un peu salie sans gravité. Rare.
1914130349Nouvelle Librairie Nationale, 1914 Nouvelle Librairie Nationale, 1914. In-12 broché de 310 pages. Couverture un peu salie sans gravité. Rare.
Mm 145x230 Brossura editoriale di pagine XXII-433. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Diaz, Furio L'utopia liberale. , Laterza 1995, Volume in copertina morbida cartonata. Gli interni si presentano poco consultati, pagine avorio come da origine, non si notano segni o simili, tagli regolari, rilegatura integra. Nella Collana Il Nocciolo n. 18.Usato come nuovo. Molto buono (Very Good) . <br> <br> perfect <br> 102<br> 9788842047322
In-8 (cm. 23), brossura illustrata, con alette, pp. 169, (1). Prima edizione. Timbro editoriale al risguardo posteriore e piccola etichetta al medesimo piatto; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
In-8° pp. 64, bross. edit.
Mm 170x240 Volume nella sua brossura originale, 124 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa e la firma dell'autore alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
8°, pp.291 (1), br. ed. Contiene: 'Rivoluzione liberale' e minoranze borghesi, da Gioberti a Rosselli; Nodi del liberalismo; Antifascismo e postfascismo; Gramsci tra antifascismo e leninismo; Polemiche sul liberalismo; Cultura italiana e anni '60: momenti positivi e antinomie; Costituione e suoi problemi; Coscienza laica e cattolica nel Risorgimento; Gentile e l'ultimo decennio dell' '800.
br. Aldo Moro è rimasto nei cuori di molti italiani. Sicuramente è il politico di cui si è parlato più di ogni altro, dagli anni Settanta in poi. Ma si è parlato di Moro soprattutto per la tragedia che lo ha visto coinvolto e che lo ha portato alla morte, rischiando di appannare la valenza etica e la capacità dell'uomo di governo. Moro si è mosso sullo scenario politico con la consapevolezza che solo la Democrazia Cristiana poteva garantire all'Italia il permanere di un sistema democratico, a tutela delle libertà. E questo suo progetto si è articolato con una Dc, affaticata, che a volte cercava di galleggiare nella prospettiva di rinnovarsi. Aldo Moro è stato grande protagonista, fino al rapimento e all'uccisione. Con questo libro ridiamo la parola allo Statista democristiano, attraverso i suoi discorsi, i suoi articoli e le sue gesta. È un modo per capire direttamente dalle sue parole il suo pensiero, superando tutte le libere interpretazioni di cui si è arricchita la pubblicistica in questi decenni a partire dalla sua scomparsa.
Copia ben conservata con normali segni d'uso e del tempo.
1997921748Rom: Ediesse, 1997. 127 S. Broschiert.
16pp., signé avec dédicace par l'auteur, dans "Bibliothèque de propagande libérale", 21cm., br.orig., bon état, rare, 81178
1905B81178Bruxelles, 1905 16pp., signé avec dédicace par l'auteur, dans "Bibliothèque de propagande libérale", 21cm., br.orig., bon état, rare, 81178
268pp., 19cm., br., non-coupé, E68538
br. La biografia di Oscar Luigi Scalfaro è in larga misura una "biografia della Nazione". E questo libro - dovuto ad uno dei giornalisti più attenti al ruolo della Presidenza della Repubblica nel delicato equilibrio tra poteri disegnato dalla nostra Costituzione - dopo i primi capitoli dedicati alla formazione, alle vicende familiari, e all'ingresso in magistratura di Scalfaro, ci offre un attento e acuto esame della vita politica italiana durante tutto l'arco dei primi sessanta anni della nostra storia repubblicana: dalla felice era della ricostruzione e delle grandi scelte di politica economica ed internazionale al miracolo economico; dalla fine del centrismo alla nascita del centrosinistra; dagli anni di piombo del terrorismo alla crisi della prima repubblica e ai nuovi equilibri. Durante tutto l'arco di questi decenni Scalfaro si rivela un democristiano anomalo, lontano da logiche correntizie, fedele in primo luogo alle istituzioni. Non a caso, è a Scalfaro che i partiti si rivolgono nei momenti di crisi eleggendolo alle massime cariche, dalla Presidenza della Camera alla Presidenza della Repubblica. Dell'Aquila, che negli anni della presidenza Scalfaro seguì le vicende del Quirinale quale capo della redazione politica per il TG3, tratteggia la figura di questo grande protagonista della nostra storia politica, sottolineando il suo rapporto con i grandi leader del dopoguerra, da De Gasperi a Fanfani; gli aspetti salienti dello scontro tra le correnti democristiane; il rapporto tra la DC di Moro e il PCI di Berlinguer; il conflitto con Berlusconi negli anni del settennato. Né vengono tralasciati alcuni degli episodi più famosi che hanno caratterizzato l'esperienza politica di Scalfaro: il "non ci sto" televisivo a reti unificate con cui rintuzzò il tentativo di coinvolgerlo in una falsa accusa di improprio uso di fondi riservati; il rifiuto opposto a Berlusconi di nominare Previti ministro della giustizia; l'analogo rifiuto di sciogliere le Camere dopo il cosiddetto "ribaltone"; il famoso supposto "schiaffo" ad una signora scollacciata; la sua attività di giovane giudice e la condanna a morte pronunciata contro i responsabili di alcuni efferati delitti commessi durante la guerra di liberazione. Ne risulta un ritratto che non è solo l'immagine di un uomo integerrimo e di forti principi, ma il quadro del divenire e progressivo mutare della nostra repubblica.
Editions du Centre Paul Hymans, 1964, 525 + 605pp.
Estratto originale dalla Rivista Italiana di Sociologia, a. XIII, fasc. 5-6, sett.-dic- 1909. In-8° (cm. 23,3), pp. 7. Brossura editoriale. cifretta a penna in cop. L'opera "Dei diritti dell'uomo" del siciliano SPEDALIERI (1791) nel primo libro appare la "sintesi del razionalismo politico, il vangelo della democrazia liberale" però nei ciquem libri successivi pare proporre dogmatici "argomenti della filosofia scolastica e perfino difendere l'intolleranza religiosa". DEL VECCHIO, (Bologna 1878 - Genova 1970), filosofo, giurista e accademico, esperto di filosofia del diritto. derì inizialmente al fascismo, ma perse la cattedra universitaria nel 1938 a seguito delle leggi razziali fasciste; nel 1944 avrebbe poi perso nuovamente la cattedra a causa delle sue passate adesioni al regime. Reintegrato nell'insegnamento, nel secondo dopoguerra collaborò con il Secolo d'Italia e con la rivista Pagine Libere (la pubblicazione diretta da Vito Panunzio) nel gruppo avverso al prevalere culturale delle sinistre..
Mm 145x225 Collana "Quaderni di Europa popolare". Volume nella sua brossura originale con alette, 169 pagine. Opera in ottime condizioni, pari al nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.