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Mm 140x210 Collana "Antidoti". Introduzione di Luigi Spaventa, traduzione di Renato Spaventa e Fabio Bernabei. Nuova edizione aggiornata. Brossura editoriale con bandelle, XLV-264 pagine. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
13x20 cm., 88 pp., bross. edit., cop., ottimo stato. 1130
br. Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l'impatto del conflitto mondiale nell'universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l'avvento della società di massa, la ricerca di un'alternativa all'esistente, la controversa questione circa l'identità storico-culturale dell'Europa e, più in generale, dell'Occidente e del suo destino. Dall'esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d'essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall'altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della "società aperta", ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione - libertà o non-libertà - che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l'età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.
Mm 125x195 Collana "Oche del Campidoglio". Volume nella sua brossura originale con alette, xxv + 211 pagine. Copia in ottime condizioni, contiene un' etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Una società liberale è una società in cui dominano la supremazia dell'individuo isolato, l'ideologia del progresso e dei diritti dell'uomo, l'ossessione della crescita, lo spazio dominante attribuito ai valori mercantili. Il liberalismo è all'origine della mondializzazione, la quale non è altro che la trasformazione del Pianeta in un immenso mercato, e ispira quello che oggi si chiama "pensiero unico". E come ogni ideologia dominante, è anche l'ideologia della classe dominante. Il liberalismo è una dottrina filosofica, economica e politica e deve essere studiato e giudicato in quanto tale. Il vecchio spartiacque destra-sinistra è a questo riguardo inutile, poiché la sinistra dei costumi - dimenticando le ragioni sociali - ha aderito alle logiche del mercato, mentre la destra del denaro - alimentando il capitalismo - distrugge sistematicamente tutto ciò che andrebbe conservato. Questo libro si propone di andare all'essenziale, al cuore dell'ideologia dell'Homo oeconomicus, criticandone i fondamenti antropologici: l'individualismo e il materialismo pratico.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'intreccio fra capitalismo e democrazia ha fatto guadagnare alla fine di questo secolo un enorme successo al liberalismo. La sua conquista si può dire "globale" nel campo economico grazie ai mercati aperti, alla libera concorrenza, mentre in campo politico, con la separazione dei poteri, il decentramento delle istituzioni, inizia a far sentire i suoi effetti. Nei cinque saggi che compongono il volume viene preso in esame il liberalismo di filosofi quali Croce, Carlo Antoni, Guido De Ruggiero, Hannah Arendt e Isaia Berlin. "La ricostruzione della mappa intellettuale del liberalismo si può formare seguendo tracciati diversi. Il presunto eclettismo del pensiero liberale non è un punto debole, semmai è una ragione di forza". Così Valerio Zanone nella presentazione al volume "Critica della ragion liberale", che si richiama, evidentemente, alla Critica kantiana come simbolo del tentativo di rileggere senza pregiudizi la teoria liberale per affermarne la validità. La ricchezza del liberalismo a cui si riferisce Zanone consiste nell'aver presentato diverse dottrine riferibili, in ultima istanza, a diverse concezioni filosofiche del mondo. Il liberalismo tradizionale si rifà, com'è noto, all'empirismo lockiano, al razionalismo e, in senso lato, all'Illuminismo. Ed è qui che si situa l'originalità del volume, sintetizzabile nell'interrogativo che si pone Paolozzi nell'Introduzione: "E' possibile - si domanda - una filosofia liberale non illuminista? O meglio, è possibile pensare una filosofia della libertà fondata sulla ragione dialettica, senza con ciò pregiudicare le acquisizioni teoriche fondamentali dell'Illuminismo e del liberalismo tradizionale?". A questa domanda i cinque autori del volume rispondono sostanzialmente di sì. L'idea di fondo, che rende unitario il percorso compiuto dagli autori, consiste infatti nel porre in relazione il liberalismo politico con lo storicismo e con la filosofia del giudizio della grande studiosa ebrea la quale, non a caso, si richiama frequentemente a Kant e a Tocqueville. Sappiamo che Berlin è tributario della filosofia di Giambattista Vico, dello stesso croce e del grande storico inglese, di origine crociana, Collingwood. Sappiamo che Guido De Ruggiero si formò filosoficamente fra Gentile e Croce e sappiamo, com'è ovvio, che Croce è il primo grande filosofo che cerca, attraverso una profonda riforma della dialettica hegeliana e dello storicismo ottocentesco, di coniugare la filosofia trascendentale con il liberalismo moderno. Descrizione bibliografica Titolo: Critica della ragion liberale Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Ernesto Paolozzi Presentazione di: Valerio Zanone Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2000 Lunghezza: 109 pagine; 20 cm ISBN: 8871883349, 9788871883342 Collana: Volume 5 di Quaderni della Fondazione Einaudi: Saggi Soggetti: Filosofia politica, Storia contemporanea, Ideologie, Partiti, Masse, Scienze politiche, Sociali, Political Science, General, Collected essays, Liberalism, Social sciences, Philosophy, History, 20th century, Critics, Idealismo, Cicerone, Machiavelli, Storiografia, Universalismo, Empirismo, Ermeneutica, Marxismo, Modernità, Libertà, Novecento, Correnti Parole e frasi comuni arendtiana astratta attività Benedetto Croce Carlo Antoni classica comune comunitarismo concetto concezione concreto condizione confronti Critica della ragion crociana culturale agire individuo democrazia diritti visita dottrina economico empirista Etica etico-politico filosofia forme giusnaturalismo Guido De Ruggiero Hannah Arendt Hegel ideale idee ideologia individuali intrinseca Isaiah Berlin Kant kantiana legno storto liberalismo politico sociale negativa positiva libertà-per logica Matteucci mente metafisica moderna mondo morale natura nazismo nozione pensatore pensiero politico personalità pluralismo polemica pratica principio Prodromo pubblico ragion Rawls razionalità repubblicanesimo riflessione ritorno rivoluzione scienza sfera società specifica spersonalizzazione spirito storia storicismo storicistici teoretico teoria giudizio teorico totalitarismo tradizionale tradizione trascendentale umana universale uomini valore Viroli
br. Il periodo storico in cui siamo collocati è informato da una visione di matrice liberale e da un indirizzo economico capitalista. Ma cosa significhi qui davvero "liberale" e quale nesso vi sia con il capitalismo è tutt'altro che ovvio. Il primo compito che questo testo si assume è dunque quello di fornire un chiarimento circa la genesi di lungo periodo della "ragione liberale" in Occidente, seguendone la maturazione dal XVII secolo al presente. Questo passo è necessario per identificare cosa conti come nucleo centrale e cosa come periferia accessoria nello sviluppo liberale. In seconda battuta il testo mira a identificare la logica di fondo che alimenta la ragione liberale, logica che nutre i processi capitalistici, ma va ben al di là di essi. Ne emerge un quadro in cui la ragione liberale non ha più bisogno di essere "rappresentata" perché ha occupato tacitamente l'intero spazio concettuale del politico. Essa gioca oramai tutte le parti in commedia, maggioranze e opposizioni, destra e sinistra, dissimulando la sistematica operazione di distorsione di senso che ha operato. Accade così che le ramificazioni della ragione liberale si siano insediate in intellettuali e movimenti che si ritengono "neutrali", o persino "anticapitalisti". E questa occupazione, pervasiva quanto inavvertita, sta alla base della percepita impossibilità di concepire alternative, e dunque dello scacco perenne in cui si agita la coscienza contemporanea.
Mm 110x180 Collana "Tempi Nuovi". Brossura editoriale di 167 pagine, alcune sottolineature con uso di matita. Lievi segni del tempo alla copertina. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei). Critica liberale segue il filo rosso che tiene assieme protagonisti come Amendola e Croce, Gobetti e i fratelli Rosselli, Salvemini ed Ernesto Rossi, Einaudi e il "Mondo" di Pannunzio, gli "azionisti" e Bobbio.
br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei).
Collana “I fatti della Storia”, 1. Un volume di 273 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13,5x21 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, lieve gora al margine inferiore delle due pagine finali (senza compromissione del testo), per il resto ottime condizioni.
Mm 125x205 Collana "Einaudi Paperbacks. Storia". Volume nella sua brossura originale, xliv + 265 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e una leggera fioritura in copertina. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
8vo., Second Edition, with illustrations in the text; handsomely bound in blue full morocco, back with raised bands ruled in gilt, compartments tooled in gilt, a most attractive copy ideal as a gift or for presentation. A PRESENTATION COPY FROM THE AUTHOR TO PROFESSOR JACK MORPURGO, WITH THE FORMER'S SIGNED HOLOGRAPH INSCRIPTION OPN FRONT FREE ENDPAPER.
in-8°, 150 pp., broche, couv. COMME NEUF. [TX-5]
New English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. 2 volumes set: (456 p.; 344 p.). B/w ills. Former Turkey's energy minister Kayra's historical novel series on Turkish Republican economy. Cumhuriyet ekonomisinin öyküsü. 2 volumes. Vol. I: 1923-1950, Devletçilik: Altin yillar. Vol. II: 1950-1980, Karma ekonomi. Edited by Ayse Görkem Kozanoglu.
(Milano), Il Saggiatore, (1967), in-16, br., pp. 254, (2). Blande arrossature da umidità alle ultime pagine ed alla cop. post. ("I Gabbiani", 51).
1 Vol. In-16 pag. 255 PROG 8972 CATT_ATT 43
br. Sindaco di Trieste dal 1978 al 1983, scrittore, giurista, reduce di guerra, membro della Lista per Trieste, rotariano, libero muratore e parlamentare europeo, Manlio Cecovini (1914-2010) è stato un personaggio di spicco sotto molti punti di vista. Il volume ne ripercorre per la prima volta il profilo biografico in modo critico, lontano da atteggiamenti celebrativi e all'interno di un panorama nazionale e internazionale, offrendo insieme uno spaccato sulle vicende culturali e politiche della penisola e del continente nel secolo scorso. Il libro ricostruisce a tutto tondo l'immagine di Cecovini, indagandone il ruolo in una pluralità di contesti differenti. Con scritti di Luca G. Manenti, Ravel Kodri?, Andrea Dessardo, Luigi Milazzi, Aldo A. Mola, Jadranka Cergol, Roberto Norbedo, Fulvio Senardi.
In-16 (cm. 20), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale), pp. 267, (5). In buono stato di conservazione (good copy).
Nel 1926 Keynes scrisse il saggio The end of laissez-faire nel quale sosteneva che il capitalismo senza regole doveva essere considerato finito e, tra il 1944 e il 1946, propose con Beveridge di dare vita al welfare e alle politiche di piena occupazione. Nell'arco di vent'anni la convivenza civile registrò un netto miglioramento delle rilevanti conquiste liberali raggiunte nei secoli precedenti. La tesi di questo lavoro è che il liberalismo, entrato in concorrenza con le forze culturali e politiche che si sono avvalse delle sue proposte propugnando istanze più avanzate in termini di benessere, ha subito a opera della giustizia sociale un'attrazione che si è mostrata fatale e ha condotto alla fine della liberaldemocrazia. Da questi eccessi non sono restate immuni neanche le correnti di pensiero politico alternative che hanno accolto, senza saperle controllare, le spinte crescenti provenienti dalla domanda di assistenza; il combinato effetto di aumenti salariali eccedenti la produttività e di un'azione pubblica sulla redistribuzione del reddito, unita alla negazione dell'utilità del mercato nel contribuire alla crescita e alla giustizia sociale, hanno creato inflazione prima e deflazione poi. Dopo quasi mezzo secolo di conquiste, l'orologio della storia è tornato indietro e ha consentito il ritorno di politiche conservatrici propiziate dall'avvento del processo di globalizzazione, caratterizzato da grandi oligopoli e dall'esplosione di una finanza incontrollata. Autori: Paolo Savona.
(I fatti e le idee - Saggi e Biografie). <BR>8°, pp.297 (7). Ottima mz. perg. con angoli, tass. con tit. oro al dorso, conserva la br. edit. Parte I: Stato e ideologie tra liberalismo e fascismo (Sulla crisi dello stato liberale in Europa; Deperimento dello stato liberale in Italia; Dalla neutralità italiana alle origini del fascismo: tendenze attuali della storiografia; Prefascismo e ideologia nazionalistica; Intellettuali e fascismo; Sulle istituzioni del regime fascista 1925-34) - Parte II: Ruolo storico della magistratura (Politica e magistratura nell'Italia unita; Per una storia politica della corte costituzionale; Storia della magistratura e della società)
Lucca, Stab. Grafico Arte della Stampa, 1927, in-8, br. edit., pp. 18, (2). Con ritratto fotografico dell'autore.
19703375154Neustadt/Aisch, Schmidt, 1970. VIII, 282 S. Mit Porträt. OLwd.
2004B91862Gent, Liberaal Archief 2004 264pp. met zw/w ills., 25cm., gebroch., zeer goede staat, B91862
264pp. met zw/w ills., 25cm., gebroch., zeer goede staat, B91862