697 résultats
In 16, pp. 13 + (1b). Br. ed.
Editions du Centre Paul Hymans, 1964, 525 + 605pp.
Mm 170x240 Supplemento a Storia e Politica Anno VII - 2015. Brossura editoriale di pagine 465, Atti del Seminario Internazionale (Palermo, 30-31 ottobre 2014). Saggi in italiano e francese. Pari al nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Perché così tanti malintesi a proposito del liberalismo, che ha comunque ampiamente dimostrato la sua rilevanza politica, la sua efficacia economica e la sua importanza storica? Come mai così tanti intellettuali lo rifiutano addirittura per principio? È davvero solo perché svolgono un ruolo critico in una società dove il capitalismo è dominante? Boudon smonta i luoghi comuni che rendono odioso il capitalismo agli occhi degli intellettuali e fornisce una sottile prospettiva sui pregiudizi che da più di trent'anni affollano il dibattito politico. Autori: Raymond Boudon.
349pp., br., dans la série "Bibliothèque de philosophie scientifique", bon état
40pp., 18cm., brochure originale, peu de rousseurs, bon état, F93196
Mm 130x200 Volume nella sua brossura originale, 119 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e gore al dorso. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
<p>25 cm, brossura editoriale; p. 117, timbretto privato, intonso</p>
Mm 170x240 Brossura editoriale di 173 pagine+10 allegati + xv corrispondenza + indice. Volume pubblicato nel bicentenario della nascita di Giovanni M. Mastai Ferretti. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x210 Biblioteca Storica. Volume di pagine 623, sovraccoperta figurata. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 150x215 Brossura editoriale di pp. 373.Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Prima edizione. Un volume (19 cm) di 342 pagine. INVIO autografo di Missiroli alla pagina bianca. Piccolo timbro di proprietà. Brossura editoriale (qualche difetto al dorso brunito). Dal Dizionario biografico degli italiani: “ Negli anni del dopoguerra, il M. fu uno dei più attivi sostenitori di F.S. Nitti. Cercò di giustificare il «collaborazionismo» a cui guardava Nitti operando una distinzione, destinata a grande fortuna, fra «partito liberale» e «funzione liberale»: in Italia, essa «da almeno quindici anni, è passata […] ai socialisti. Il capo del liberalismo italiano, da quindici anni, è Filippo Turati». Tale «funzione» poteva tornare nelle mani del partito liberale, solo se esso si fosse mostrato capace di far propri e risolvere i programmi politici altrui e di usare anche le forze apparentemente ostili per un’opera di rinnovamento: così doveva esercitare una certa tolleranza nei confronti della violenza proletaria e ricercare una collaborazione con il socialismo «riformista» (Polemica liberale, Bologna 1919)”.
1 Vol. In-8 pag. LX-342.Alc.sottol. a margine Menda al dorso inferiore PROG 22603 CATT_ATT 34
brossura La fine dei regimi autoritari di destra e di sinistra e la crisi del neocapitalismo liberista hanno restituito credibilità a una visione della politica in grado di intrecciare, senza indebiti unilateralismi, libertà e giustizia, individuo, società e Stato, principio di sussidiarietà e principio di solidarietà. Sta in questo la ragione principale dell'attualità del cattolicesimo democratico, che è essenzialmente un modo di stare nella politica, facendo riferimento a presupposti valoriali che affondano le loro radici nel concetto di "persona" e nel riconoscimento della sua assoluta dignità. La politica, che rifugge dalle logiche individualiste e collettiviste, diviene così il luogo della mediazione tra istanze personali e sociali e di esercizio di una democrazia partecipativa che ha come obiettivo il perseguimento del "bene comune".
68pp., 21cm., br.orig., bon état, B81134
brossura Il libro spiega perché la cultura politica ispirata al popolarismo sturziano e al liberalismo classico sia alternativa tanto al populismo contemporaneo quanto alle forme di paternalismo nelle quali il leader di turno guida il popolo come il pastore governa le greggi o come un burattinaio manovra le marionette. Ogni capitolo analizza una nozione chiave: il potere - con il messaggio cristiano entra in gioco l'idea che è la coscienza di ogni uomo a giudicare il potere politico -, la società civile, l'argine critico che limita le pretese delle autorità politiche e delle mega organizzazioni economiche. Infine, si prende spunto dalla Laudato si' di Papa Francesco: la cultura dello scarto è il criterio di giudizio per individuare soluzioni istituzionali a misura d'uomo che implichino la responsabilità personale.
Mm 150x210 Brossura editoriale di 297 pagine alcune delle quali sottolineate con uso di evidenziatore color rosa, peraltro buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-12, broché, couverture éditeur, (2), III, 435 p. Edition originale posthume publiée par les fils de Jules Simon, Gustave et Charles, d'après les papiers de leur père, complétés par quelques lettres. Jules Simon relate, sur un ton personnel et intime, ses premiers souvenirs, son enfance en Bretagne, le collège, l'Ecole Normale, le professorat, les débuts dans le journalisme, l'élection en Bretagne, la monarchie de Juillet et la Révolution de 1848. Rousseurs.
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Prima che la cultura politica prevalente nel Mezzogiorno assumesse quella curvatura risarcitoria contestata a lungo, a cavallo dell'Unità il mondo moderato meridionale elaborò una proposta politica e costituzionale che, pur nata all'interno della storia del Regno delle Due Sicilie, si misurò con i problemi di fondo aperti dall'unificazione e aspirò a dare una propria fisionomia alle nuove istituzioni. Nonostante la sua difficoltà a sciogliere il nodo della rappresentanza essa promosse un tentativo di comporre quei due termini, liberalismo e nazione, la cui divaricazione ha costituito a lungo una sorta di "anomalia" della storia nazionale. Di questo progetto Carlo de Cesare fu esponente di primo piano. Informazioni bibliografiche Titolo: Prima del meridionalismo: tra cultura napoletana e istituzioni unitarie, Carlo de Cesare Collana: Volume 5 di Storici e storia Autore: Ennio Corvaglia Editore: Napoli: Guida Editori, 2001 ISBN: 8871884701, 9788871884707 Lunghezza: 358 pagine; 23 cm Soggetti: Storia moderna, Storiografia, Meridionalismo, Mezzogiorno, Sud, Napoli, Biografie politiche, Liberalismo, Diritto, Letteratura, Cultura, Zanardelli, Giambattista Vico, Troya, Rattazzi, Scialoja, Carlo Poerio, Risorgimento, Patrioti Parole e frasi comuni Acerenza agrario amministrativo banche popolari Bari Basilicata borbonico capitale Carlo de Cesare Carte centrale ceto civile classe dirigente commerciali commercio commissione controllo corso forzoso costituzionale costituzione credito culturale d'Italia amministrazione democratici deputati diritto amministrativo economica esponenti Finanze fondo forze funzione giornale Giovanni Manna giudizio Giulio Petroni governo governo Minghetti gruppo industriali intellettuale interessi istituzioni italiana lavoro legge lettera libera liberale Luigi Dragonetti Luzzatti Manna Mezzogiorno Minghetti Ministero modello monarchia morale municipale napoletana napoletano Napoli nazionale nazione necessità paese parlamentare piemontesi politica popolo potere principio problema progetto proprietario province meridionali pubblica Puglia questione Raffaele de Cesare rapporto rappresentanza regionali Regno riflessione riforma rivoluzione ruolo Scialoja scienza Sella Silvio Spaventa Sindacato sistema sociale società Spagnoletti Spaventa Spinazzola storia storico successivo Torino trattato unitario uomini
Autori: Dario Antiseri.
Bari, Giuseppe Laterza & Figli, 1922, in-8, br.editoriale, pp. XXXII, 304. Con ritratto in antiporta e bibliografia degli scritti dell' autore. Ottime condizioni.
Consapevole che la politica debba far riferimento a una cultura, a uno sfondo ideale, a un sistema per quanto flessibile di pensiero, l'autore di questo libro ha costruito un suo particolare pantheon di pensatori utili nell'elaborazione di una cultura politica riformista capace di rispondere alle sfide della realtà attuale. Arendt, Beck, Bobbio, Dahl, Giddens, Habermas, Hirschman, Nozick, Nussbaum, Rawls, Rorty, Sen, Sennett, Vargas Llosa, Walzer: i capitoli che compongono il volume sono dedicati ognuno a un protagonista della cultura contemporanea, di cui vengono presentate le coordinate del pensiero in un'ottica divulgativa. Essi delineano una sorta di Dizionario per autori del riformismo possibile. Il libro è scritto con una particolare attenzione al linguaggio e al contenuto: è chiaro e accessibile ad un lettore mediamente colto; sintetico ma esaustivo, permette, con opportune citazioni, di approfondire, a chi lo desideri, il discorso sui pensatori trattati. Autori: Corrado Ocone.
br. Come combattere il fascismo? Come ripensare la politica nel vortice della crisi che sconvolse la società italiana ed europea degli anni trenta? Come progettare un nuovo ordine post-fascista, a partire dalla cesura della Grande guerra e delle sue tragiche conseguenze? A queste e altre domande Giustizia e Libertà offrì risposte tanto originali quanto radicali nel panorama dell'antifascismo internazionale, intrecciando in forme innovative le tradizioni socialiste e liberali. Il gruppo, fondato da Carlo Rosselli in esilio a Parigi nel 1929 e scioltosi nel 1940, rivendicò diverse concezioni della nazione e dell'Europa e maturò una riflessione lucida sulle tirannie, senza rinunciare a molteplici (e talvolta contraddittorie) prospettive rivoluzionarie. Il volume propone la prima lettura complessiva della vicenda di Giustizia e Libertà e delle sue reti transnazionali nell'emigrazione e nella cospirazione. I percorsi e i dibattiti dei giellisti sono inquadrati nella storia politica e intellettuale del Novecento italiano ed europeo, seguendone le sotterranee e controverse eredità fino a oggi.
ill., br. Al civico 14 di via della Chiosa Nuova, a due passi da piazza Navona e da Montecitorio, c'è un elefante palazzo con le persiane in legno laccato e un portoncino a volta. In apparenza, uno dei tanti edifici del centro storico di Roma; in realtà, luogo di ritrovo di uno dei più straordinari cenacoli del dopoguerra: la Comunità del porcellino. Tra fine anni quaranta e inizi anni cinquanta, il periodo delle grandi speranze della neonata Repubblica italiana, alcuni fra i massimi rappresentanti del cattolicesimo politico italiano trovarono in quel palazzo la calorosa accoglienza delle sorelle Portoghesi. Nella Comunità del porcellino transitarono molti protagonisti dell'irripetibile stagione dell'Assemblea costituente: da Giuseppe Dossetti a Giorgio La Pira, da Laura Bianchini ad Amintore Fanfani, che nella casa di via della Chiesa Nuova viveva con moglie e figli. Nella Comunità del porcellino si poteva passare per mangiare un piatto di pasta e fagioli, essere ospitati a lungo, discutere, programmare, dissentire, proporre. E fare la Costituzione. Il libro è il ricordo appassionato - e privato - di quella singolare comunità, il ritratto degli uomini che ne fecero parte e il resoconto di una delle esperienze più influenti e meno conosciute della nostra storia politica. Attraverso ricordi, testimonianze, lettere e foto d'epoca, Telemaco Portoghesi Tuzi, nipote delle sorelle Pia e Laura Portoghesi, rievoca insieme alla figlia Grazia quegli anni straordinari.