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br. Il liberalismo sottolinea il valore positivo della libertà individuale, l'autonomia del singolo, l'opposizione al conservatorismo sociale. Sorto come una giustificazione teorica della necessità della limitazione del potere statale, il liberalismo non è però riuscito a declinare in termini universalistici il suo discorso ideologico. Come per ogni movimento storico, si tratta di indagare sì i concetti ma anche in primo luogo i rapporti politici e sociali in cui esso si è espresso. E la storia dei paesi in cui il liberalismo ha gettato radici più profonde risulta inestricabilmente intrecciata con la storia della schiavitù e dello sfruttamento.
br. In tutta Europa è in atto una vera e propria contro-rivoluzione che attacca i fondamenti liberali del continente. Alcuni dei 'controrivoluzionari' sono neofascisti, altri sono neocomunisti; alcuni sono contro l'austerità, altri contro i musulmani; alcuni sono secessionisti, altri nazionalisti; alcuni sono moderati, altri estremisti. Ma tutti hanno una cosa in comune: sono contrari all'ordine liberale e ai suoi progetti chiave come l'integrazione europea, il liberalismo costituzionale e l'economia liberista. In tutta l'Europa il sistema liberale pare sgretolarsi. Non solo a Varsavia o Budapest, ma anche a Londra, Roma, Atene e Parigi. I cittadini europei si sentono arrabbiati e in pericolo. La violenza politica è in aumento. Come è possibile che un continente prospero e pacifico stia andando in pezzi? Jan Zielonka, liberale di lungo corso, riflette in modo critico e autocritico sulla caduta del liberalismo e sulla nascita di movimenti populisti in tutto il continente partendo da un dato: i populisti guadagnano voti perché i liberali hanno completamente screditato il loro nobile progetto. La lista delle colpe dei liberali dal 1989 è lunga: le diseguaglianze sono drammaticamente cresciute, l'evasione fiscale si è diffusa, i tagli alla spesa sociale sono ben noti. I liberali non hanno davanti una strada facile: quanto prima capiranno il senso di quel che sta accadendo, tanto maggiori saranno per loro le possibilità di rendere di nuovo credibile il loro progetto.
In-8 (cm. 23), brossura illustrata, con alette, pp. 169, (1). Prima edizione. Timbro editoriale al risguardo posteriore e piccola etichetta al medesimo piatto; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
br. Tra tutti i sistemi politico-economici, il liberalismo è quello che più volte nella sua storia ha subito sconfitte epocali e rinascite inaspettate. Già «orfana» dell'Ottocento, secolo del trionfo della cultura e delle abolizioni di antichi privilegi, con l'affermarsi dei totalitarismi e di ambiziosi progetti di ingegneria sociale, l'idea di una rigida limitazione dei compiti e degli strumenti della politica apparve del tutto anacronistica, così come l'ambizione di fondare la pace fra nazioni attraverso il libero scambio di merci e persone. In questo contesto l'economista austriaco Friedrich von Hayek (1899-1992) fu tra i primi a comprendere la necessità di rifondare una teoria politica in cui non solo il mercato, ma anche il diritto e il suo linguaggio fossero considerati istituzioni in continua evoluzione, regolate dall'incontro fra domanda e offerta e non da governi o intellettuali. Dal trasferimento in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale al premio Nobel, in questo ritratto a tutto tondo Alberto Mingardi prende spunto dalla biografia dell'autore della "Via della schiavitù" per raccontare il percorso del pensiero liberale dal secondo dopoguerra a oggi, in cui il riaffacciarsi di nuove forme di nazionalismo sembra mettere a repentaglio ancora una volta un modello di società aperto e plurale.
Mm 135x210 Brossura editoriale spillata di 14 pagine. Esemplare in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Davvero pochi pensatori politici spagnoli sono stati ammirati e detestati in tutta Europa e America come Juan Donoso Cortés. Riscoprire il principio religioso, denunciare la strada senza uscita del progressismo, proclamare che dietro ogni grande questione politica vi è una grande questione teologica, professare che una società che rinuncia alla propria religione presto o tardi perde la propria cultura, enunciare che la storia non ha altro senso se non quello della salvezza, affermare che all'origine dei disordini vi è la dimenticanza del cattolicesimo: da ciò scaturiscono le ragioni profonde, sebbene non confessate, della sua ammirazione o esecrazione. Il nostro mondo postmoderno sembra accettare il declino ineluttabile delle profezie secolarizzate che fino a ieri annunciavano il raggiante futuro dell'uomo moderno. Giudicata arcaica, la critica donosiana dell'individualismo, del collettivismo, dell'economicismo, del materialismo e della grande mescolanza mondialista, oggi è più attuale che mai.
br. Il Liberalismo con la sua astrattezza e incapacità di affermare il mondo nella sua complessa condizione reale, non è forse divenuto il cavallo di Troia di tendenze e fenomeni che stanno portando all'autodistruzione della civiltà occidentale?
In 8°, br. edit., pp. 111,(1); coll. "Atti e documenti del partito liberale italiano XI"; "bozze di stampa", copia molto buona. (x058) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
159pp., 24cm., br.orig. (peu tachée), bon état, B81198
64pp., 23cm., br.orig. peu usée, bon état, B81161
FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA; LIEVISSIMA BRUNITURA. MAI SFOGLIATO. Informazioni bibliografiche Titolo: Comunismo, compromesso storico e società italiana: profilo di un innesto fallito Collana: Volume 7 di Occidente : Collana di studi sulla civiltà occidentale Autore: Giuseppe Are Editore: Lungro di Cosenza: Costantino Marco, 2004 ISBN: 8888897356, 9788888897356 Lunghezza: 333 pagine, 22 cm Soggetti: Politica, Ideologie politiche, Storia, Liberalismo e ideologie democratiche di centro, Partito comunista italiano, History, 20th century, Communism, Italy, Politics and government, 1945-1976, Novecento, Dopoguerra, Berlinguer, Togliatti, DC, Democrazia Cristiana, Chiesa, Unione Sovietica, USA, Anni settanta, Stalinismo, Mosca, Prima Repubblica, Elezioni, Aldo Moro, Andreotti, Riformismo, Politica estera, Imperialismo, NATO, Varsavia, Guerra Fredda, Sindacalismo, URSS, Democrazia, Sinistra Parole e frasi comuni amministrazioni Anarchia sindacale atteggiamenti attività autonomia base blocco capacità capitalismo capitalistico centrale centralismo democratico certo ceti medi classe compromesso storico comunisti italiani condizioni conquista considerare controllo crescita crisi critica cultura culturale economia URSS democrazia dibattito diretta dirigenti diventare economica elettorale elezioni europei fattori formule forze politiche funzionari funzione governo Gran Bretagna gruppi ideologica industriali intellettuali interna internazionale iscritti Krusciov kruscioviana Europa laburista lavoro leninista livello lotta maggiore marxista massa mercato mondo nazionale operaia organismi organizzazione PCUS politica estera posizioni potere problemi processo proprio pubblica realtà rispetto rivoluzionario sembra serpente monetario Settanta settore sezioni sindacali sindacati sinistra sistema situazione socialdemocratici socialismo socialisti europei società sovietico stalinismo storia strategia strumenti struttura successi sviluppo tasso tendenze Vietnam voti Welfare
cm. 16,5 x 24,5, 162 pp. con 4 tavv. f.t. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi 375 gr. 162 p.
Mm 150x225 Terza edizione. Senza data di stampa ma prefazione datata al 1892 - Volume rilegato in mezza pelle con piatti marmorizzati, XXVII-580 con 9 piantine nel testo. Macchie di umidità solo al margine destro delle pagine da 2 a 7, le quali non interessano in alcun modo il testo, peraltro copia in eccellente stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La biografia attenta e documentata che Alexander Stille ha dedicato a Silvio Berlusconi è stata subito accolta come un libro fondamentale per capire le ragioni di un successo imprenditoriale, politico e mediatico che dura da decenni. "Citizen Berlusconi" è un'inchiesta condotta secondo il modello del miglior giornalismo anglosassone, ma allo stesso tempo un avvincente racconto. Silvio Berlusconi, con le sue luci e le sue ombre, è anche l'eroe di uno straordinario romanzo popolare. Intorno alla sua figura ruota uno dei grandi enigmi della politica contemporanea: che cosa può accadere alla democrazia nell'era dei grandi conglomerati dell'informazione, delle enormi fortune personali, delle vertiginose ambizioni? Le vicende mediatiche e giudiziarie di questo libro sono un tassello utile per capire l'equilibrio dei media nel nostro paese e come si possono usare le aule di tribunale per intimidire le voci scomode. Soprattutto, "Citizen Berlusconi" racconta gli ultimi anni dell'Italia berlusconiana e il declino del paese. Questa edizione è arricchita da una nuova prefazione dell'autore.
brossura Il volume parla del partito politico della Democrazia Cristiana, e dona al lettore la possibilità di capirne la storia passata e recente. "Presento questo partito come un'opera d'arte eseguita dall'uomo in un determinato momento storico, e in determinate circostanze economiche, politiche, sociali del nostro paese. Ma aldilà di questo scopo, questo libro ha lo scopo di richiamare tutti i democratici cristiani , al fine che essi comprendano la necessità di fondersi insieme per ridare vita e continuità a quello che era una volta la Democrazia Cristiana, un partito popolare di ispirazione cristiana".
brossura Cari lettori ho scritto questo libro pensando al popolo uniformemente. Con più attenzione verso le fasce sociali deboli: di fronte all'istituzione e all'ordine attualmente costituito. Un ordine che quando opera ai danni delle classi sociali meno protette, dimostra di non mirare all'interesse pubblico ma a quello privato. Questo libro, puntualizza e fa notare, come i potenti politici, signori di corte e palazzo, non fanno politica, -come si vuol dire nel vero senso della parola-, ma fanno affari economici ed imprenditoriali trasformando i poteri istituzionali in imprese proprie e commerciali. Noi cittadini siamo soli ad affrontare i nostri problemi economici; siamo vittime d'impietosi e di ipocrisia. Abbiamo politici che sono degli oratori benevoli, ma che rappresentano materialmente con le loro azioni, il bene per se stessi. Noi cittadini siamo vittime di mal governanti che pensano solo all'interesse privato. Questo libro dimostra che le mancanze del povero cittadino, sono il fallimento del governo come governante. Il nostro presente e il nostro futuro è soggetto alle scelte politiche ed economiche fatte da funzionari politici in tempo presente. L'uomo non deve governare, un'associazione imprenditoriale (Come è ora). L' Italia necessita di veri politici che sappiano restituire la sovranità al popolo.
[S.l., s.n.t.], 1943, in-8, br. edit., pp. 6, [2], copertine comprese. Titolo dalla copertina. Il testo è datato in calce 2 agosto 1943.
Bologna, Bandiera, 1968, 16mo punto metallico, pp. 15 (Opuscoli Liberali, 4) .
Mensile della pubblicazione di Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini.
Ouvrage complet en 4 tomes, 211 + 446 + 440 + 390 pp., avec frontispice dans chaque tome, 24cm., jolies reliures modernes bleues, titre doré aux dos, brochure originales conservées et reliées, peu de rousseurs, bon état, [Contenu: Tome I: Rogier avant la révolution de 1830, II: Rogier pendant la lutte pour l'indépendance 1830-1839, III: 1839-1852, IV: 1852-1885], poids: 3.7kg., B104294
79pp. met ills., in-4, geïll. omslag, zeer goede staat, B93439
brossura Nel panorama politico-istituzionale dell'Italia repubblicana, Cesare Merzagora simboleggia l'immagine di uno statista senza dubbio atipico poiché, pur tra i padri della rinascita del paese dopo il secondo conflitto mondiale, fu certamente tra coloro che denunciarono con veemenza la corruzione governativa. Personalità libera, non esitò mai a biasimare le gravi manchevolezze del sistema; antifascista, criticò sempre un certo tipo di antifascismo viscerale e di maniera. Il suo complesso percorso istituzionale di uomo liberale, liberista, europeista e anticomunista, fu contraddistinto dall'intransigente difesa dello Stato e dalla perentoria condanna del sistema partitocratico. Queste furono, accanto all'impegno per la costruzione di un'Europa politicamente unita, le direttrici perseguite da Merzagora nel corso di tutta l'esistenza, con tenacia e continuità, nelle quali confluirono le sue esperienze di economista, di industriale, di politico, di diplomatico, di giornalista, di musicista, di scrittore, di scultore, in una sintesi armonica ed equilibrata. Fedele agli insegnamenti di Alcide De Gasperi e dunque contrario a ogni forma di nazionalismo, ritenne essenziale, per il paese, un ruolo da protagonista nel processo di integrazione europea. Nel ridimensionamento dell'assemblea parlamentare, Merzagora scorgeva un grave pericolo per la democrazia del paese e si rammaricava che buona parte delle stesse forze antifasciste non sembrassero avvertire tale rischiosa situazione. Le sue preferenze furono sempre espresse per la costituzione di un governo centrista ed europeista, direttamente appoggiato dai partiti laici, in grado di dimostrarsi sensibile alle richieste del mondo produttivo e della borghesia, capace di accogliere al suo interno un elevato numero di tecnici.