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Mm 200x270 Testo a cura di Cesare Giardini - Opera in due tomi rilegati in piena pelle marrone, quattro nervature e titoli in oro al dorso, xxii-927 + 1045 pagine con numerosissime illustrazioni in nero nel testo. Esemplare in ottimo stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
PRECEDUTA DALLA VITA DELL'AUTORE SCRITTA DA FRANCECO LATTARI (NON PRESENTE IN QUESTO QUARTO VOLUME). DAL COMPENDO DELLA STORIA DI FRANCIA FINO AL 1774 DI F. BODIN E SEGUITATA DA NOTE E DOCUMENTI STORICI. PRIMA EDIZIONE NAPOLITANA VOLUME QUARTO IV 4, NAPOLI DALL'OPIFICIO E TIPOGRAFIA DELL'OMNIBUS 1842 559 PP. DORSO IN PELLE COEVA CON INCISIONI IN ORO, PIATTI IN CARTA FRANCESE. SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI, FIORITURE SPARSE, PIATTI E UNGHIE CON QUALCHE ABRASIONE, NEL COMPLESSO BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI, CONSIDERATI GLI OLTRE 170 ANNI DEL VOLUME.
Mm 170x240 Opera completa in due volumi, 597 + 686 pagine. Solida ed elegante rilegatura editoriale in piena in piena pelle, titoli su tassello al dorso, scritte ai contropiatti dei due volumi. Fa parte di Raccolta completa di storici. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x225 Collana "Biblioteca Universale Rizzoli (BUR). Saggi". Traduzione di Maria Grazia Meriggi. Brossura editoriale di 517 pagine. Note a penna all'occhietto e rare sottolineature, peraltro esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
A CURA DI NICOLA MATTEUCCI VOLUME PRIMO LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA IN FRANCIA, 1071 PP. + INDICE; VOLUME SECONDO: LA DEMOCRAZIA IN AMERICA 867 PP. + INDICI, UTET 1969 E 1968. TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, ACETATI DI SOVRACCOPERTA CON QUALCHE LIEVE MANCANZA, NEL COMPLESSO CONDIZIONI BUONE SE NON OTTIME, CONSIDERATI I QUASI 50 ANNI DEI VOLUMI
Mm 160x220 Volume rilegato in tela con ritratto impresso in nero e oro al piatto, sopracoperta in acetato con titolo stampato, 454 pagine corredate da illustrazioni in nero. Opera in condizioni eccellenti, interno pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Maximilien Robespierre: tiranno, fanatico, salvatore, ideologo. Considerato da alcuni il primo, sanguinario dittatore moderno, e da altri il grande martire della Rivoluzione, da tutti stimato come uomo di incredibile fermezza l'Incorruttibile -, il teorico del Terrore è una delle figure storiche più controverse della modernità, capace di polarizzare le reazioni degli studiosi e di alimentare intorno alla propria persona un mito che spesso scolora nella leggenda. Quella di un ragazzo gracile, concepito al di fuori del matrimonio e ai margini della buona società di provincia; di un giovane che legge clandestinamente Rousseau durante gli anni del collegio, e che agli ideali di fratellanza ed eguaglianza decide di consacrare tutta la propria vita; del "difensore del popolo" che nel 1789 arriva a Versailles come rappresentate del Terzo Stato; del politico che piega il proprio sentire alle contingenze caotiche della Rivoluzione. È da questi snodi cruciali che parte Peter McPhee - fra i più autorevoli storici della Francia e dell'ancien regime - per raccontare la vicenda, personale prima ancora che politica, di Robespierre, la cui ombra si staglia imponente sulle alterne vicende della Rivoluzione: passioni, limiti, desideri confluiscono in un profilo psicologico in cui, alla volontà d'acciaio e alla distaccata carica morale, si associa una purezza idealistica a cui l'inflessibilità conferisce un minaccioso ascendente, e alla quale l'inasprirsi del conflitto diede i tratti di una ferocia estrema.
In 16°, pp. 190 con numerose ill. anche a piena pag. in nero n.t. Bross. edit.
Trad.di Roberto Massari.<BR>24°, pp.160, 1 tav. con ritratto, br.edit.
Les sables d'Olonne Jean Huguet 1992. In-8 carré pleine cartonnage illustré de 327 pages. Reproductions. Très bon état.
br. In molti hanno provato a cambiare l'umanità applicando dei principi ritenuti perfetti, e "l'incorruttibile" Robespierre è uno degli esempi più celebri. In questa biografia scritta nel 1935 come un romanzo con uno stile quasi cinematografico, Friedrich Sieburg riflette le inquietudini della sua epoca, quella dei totalitarismi, a partire dalla barbarie del Terrore scaturita dall'applicazione delle dottrine illuministe. Ispirato da Rousseau, infatti, Robespierre portò in politica la logica totalitaria di un sistema universale di ispirazione religiosa, fatto di ombra e di luce: la sua "volontà generale" non era certo la volontà della maggioranza ma la volontà di coloro che sono virtuosi e in possesso della verità, i giacobini, setta eretta come nuova Chiesa nella Francia rivoluzionaria (Saint-Just, l'arcangelo della Rivoluzione, è qui dipinto come un protocomunista). E questo nonostante "l'incorruttibile" fosse un uomo piuttosto timido e cupo sin dall'infanzia, capace di umanità solo nelle tristi pareti dell'intimità domestica.
br. Chi era Robespierre? Un incorruttibile paladino del popolo o un sanguinario tiranno? Eroe per alcuni, contraltare negativo per altri, l'enigmatico Robespierre ha incarnato nella maniera più plastica i due volti della Rivoluzione: da campione dei diritti del popolo a fautore della ghigliottina, sotto cui egli stesso cadde. Ci sono due Robespierre: l'«incorruttibile» e il «tiranno», l'eroe e il mostro, per usare le parole dell'epoca. Le due immagini corrispondono alle due fasi della sua carriera rivoluzionaria: l'oppositore e l'uomo di governo. Il problema essenziale che gli storici, e in generale tutti coloro che riflettono sull'eredità della Rivoluzione, si trovano ad affrontare consiste nel dover raccordare tra loro questi due momenti e i due volti che hanno trasmesso alla posterità. Come si passa dall'uno all'altro? Il filo rosso che collega l'intrepido oratore della Costituente e il padrone della Convenzione va ricercato nel pensiero che li anima. Marcel Gauchet ripercorre la parabola politica di Robespierre, attraverso la lettura dell'impressionante mole dei suoi tesissimi scritti, e tenta di rispondere a questi interrogativi mostrando come la transizione dall'affermazione dei diritti del popolo alla fondazione di un sistema politico basato su di essi non sia una cesura ma appunto un passaggio, potremmo dire necessario, con tratti di rottura violenta. Fare i conti con questo apparente paradosso equivale ad accogliere l'idea che le memorie divise della Rivoluzione debbano convivere, e ad oltre due secoli di distanza, in un'Europa in cui le democrazie parlamentari sono sempre più in bilico, la lezione di Robespierre, che incarna la tensione tra i principi fondativi della democrazia e gli imperativi dettati dal suo stesso quadro politico, è più che mai utile a riflettere su una contraddizione che ci riguarda da vicino.
Milano, Casa Editrice Galli, 1897, in-16, brossura editoriale, pp. (8), 200, (2). Buon esemplare con solo qualche fioritura alla brossura esterna.
La tesi che questa nuova biografia sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è il rifiuto di un certo approccio psicologizzante ‘emotivo’ e sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L’autore ci accompagna lungo l’evoluzione dell’uomo, nel rapporto con i suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le stesse esperienze: un’infanzia difficile, un’adolescenza dedita allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria. Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica, anche quelle considerate minoritarie, emerge l’antagonismo con i vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo, nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla storia come l’archetipo del mostro. Senza assolverlo né condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e l’11 Termidoro che videro l’esecuzione di Robespierre, Couthon, Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a denunciare l’”incorruttibile” come il solo responsabile del Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è ancora la versione dei fatti più accreditata. L’autore smonta uno ad uno – dal punto di vista storico – i miti e la leggenda che circondano il personaggio, per ritrovare l’uomo. Una ricostruzione senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l’immagine dell’eminente uomo politico. Autori: Jean-Clément Martin. Traduttori: Alessandra Manzi.
br. La tesi che questa nuova biografia sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è il rifiuto di un certo approccio psicologizzante 'emotivo' e sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L'autore ci accompagna lungo l'evoluzione dell'uomo, nel rapporto con i suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le stesse esperienze: un'infanzia difficile, un'adolescenza dedita allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria. Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica, anche quelle considerate minoritarie, emerge l'antagonismo con i vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo, nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla storia come l'archetipo del mostro. Senza assolverlo né condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e l'11 Termidoro che videro l'esecuzione di Robespierre, Couthon, Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a denunciare l'"incorruttibile" come il solo responsabile del Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è ancora la versione dei fatti più accreditata. L'autore smonta uno ad uno - dal punto di vista storico - i miti e la leggenda che circondano il personaggio, per ritrovare l'uomo. Una ricostruzione senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l'immagine dell'eminente uomo politico.
Paris, Albin Michel, 1929, in-8 piccolo, brossura editoriale, pp. 316, [4]. Invio autografo dell'autore a Blanche Denège sull'occhietto.
2°ed.<BR>8°, pp.548 (2) con 2 facsimili e 2 piantine n.t.+ 12 tavv. f.t. T.tela, tit. oro al dor.
8°, pp.534 (2) + 12 tavv.f.t. Br. edit., ma canze al dorso.
Milano, Arnoldo Mondadori, 1965, in-4, cartone editoriale lucido, figurato a colori, pp. 75. Numerose illustrazioni a colori ed in b.n., e cronologia. Collana "I Grandi di Tutti i Tempi", volume 12°. Ottime condizioni.
Seuil 1984. In-8 broché de 303 pages. Très bon état
Gallimard, 2011. In-12 broché de 467 pages. Collection folio. Bon état.
pp. 422, cm 24x16, bross.
Un fort volume broché de format in 8° de 366 pp.; couverture illustrée Quelques rousseurs sur les gardes; sinon bon état. Voir photo.
Trad. di Valeia Camporesi. <BR>(Biografie). <BR>8°, pp.383 (3) + 12 tavv. f.t. T. cart. edit., sovracop.