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In-8 (cm. 22.40), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. (6), 374, (4). Prima edizione. In buono stato di conservazione (good copy).
br. Stratega astuto e fulmineo nel prendere decisioni, amante della storia antica e degli eroi romani; curioso di tutto. Durante la spedizione di guerra portava sempre al suo seguito un folto gruppo di professionisti in diverse specialità, per approfondire la conoscenza e il valore die territori che conquistava, trarne benefici per la sua Francia che tanto amava. Era abile nel cambiare i piani di guerra, anche all'ultimo istante: flessibile, audace, imprevedibile. Capace di compiere imprese inimmaginabili: all'inizio di una battaglia impostava la sua strategia sul modello di Carlo Magno, in seguito imitava le tattiche di guerra di Giulio Cesare, così da disorientare gli avversari. Fu console e imperatore portò il vento di libertà e dell'Europa; rimarrà ancora un enigma e non si finirà mai di parlare di lui, per comprenderlo fino in fondo. "..era estraneo al mondo. tutto in lui era mistero", così lo definisce Madame De Stael. Aveva quattro grandi amori: la madre, Giuseppina, il figlio e la Francia. Nato in un isola, morirà in altra isola. L'uomo, signore della guerra inizierà il suo mito.
br. Il 5 maggio 1821 Napoleone Bonaparte muore in esilio sull'isola di Sant'Elena. Tre isole sono state protagoniste, nel bene e nel male, della vita di questo straordinario personaggio. Innanzitutto, la Corsica, in particolare Ajaccio, dove il futuro imperatore nasce il 15 agosto 1769 e dove un profumo intenso, misto di leggenda e mirto selvaggio, avvolge la sua vita. Poi l'Elba, poco distante dall'isola che gli aveva dato i natali, simile nei suoi colori mediterranei, dove Napoleone sbarca in esilio nel 1814, dopo l'abdicazione, accompagnato dai suoi fedeli soldati, e da cui fugge nel febbraio del 1815 per tornare a Parigi in trionfo. Infine, Sant'Elena, poco più di uno scoglio in mezzo all'Oceano Atlantico, che lo accoglie definitivamente sconfitto dopo la battaglia di Waterloo e dove morirà per una malattia nel 1821. Attraverso le sue parole si svela l'essenza di un uomo dallo spirito indomito, colto nel momento della disfatta, del rinnovato entusiasmo e, da ultimo, della fine di ogni speranza.
(Codice SR/0021) In 16° 288 pp. Prefazione di Gian Dàuli: "Libro utilissimo alle persone colte e agli eruditi, indispensabile a tutti coloro che dell'esistenza napoleonica conoscono più leggenda che verità". Con 8 tavole fuori testo. Brossura originale. Lievi ingialliture. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Edizione del 1934 di questa monografia su Napoleone e le donne di Federico Masson. Traduzione di M. T. Massa con prefazione di Gian Daulì. All'interno alcune planches. Tra gli argomenti trattati: Giuseppina di Beauharnais, la cittadina Bonaparte, la Grassini, Incoronazione di Giuseppina, Stefania de Beauharnais, Ortensia, Madama Walewska, Maria Luisa, Isola d'Elba, I cento giorni ecc... Ex libris al contropiatto anteriore e firma datata 1937 al frontespizio. In discrete condizioni Copertina in mezza pelle in mediocri condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso mancante. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in ottime condizioni con rare fioriture. In 16. Dim. 18,5x13,5 cm. Pp. 285+(1).Edition of 1934 of this monography about Napoleon and women by Federico Masson. Translation by M. T. Massa with prefation by Gian Daulì. All'interno alcune planches. Tra gli argomenti trattati: Giuseppina di Beauharnais, la cittadina Bonaparte, la Grassini, Incoronazione di Giuseppina, Stefania de Beauharnais, Ortensia, Madama Walewska, Maria Luisa, Isola d'Elba, I cento giorni ecc... Ex libris in the front counterplate and signature dated 1937 in the title page. In fair conditions. Half leather cover in poor general conditions lightly worn in the extremities and spine lacking. Binding in good conditions. Inside pages are in very good conditions with occasional foxings. In 16. Dim. 18,5x13,5 cm. Pp. 285+(1).
ill., br. Napoleone intuì che la musica poteva diventare funzionale all'affermazione del proprio potere personale... Durante gli anni del suo potere, e anche nei giorni dell'esilio all'isola d'Elba, si circondò dei più importanti e geniali compositori e musicisti del tempo, da Le Sueur a Méhul, da Paisiello a Cherubini e Spontini... Famosa la dedica a Napoleone, poi violentemente cancellata dal frontespizio, che il geniale Beethoven appose alla sua Terza Sinfonia, l'Eroica. Stupenda la sonata "Napoléon" che Paganini compose per la sola quarta corda del violino, accompagnata dall'orchestra (di cui nel volume si presenta l'autografo). Numerose le musiche che nel corso dei secoli scorsi sono state composte per o in ricordo di Napoleone: nel volume ne sono presentate alcune, tra le più note (Nino Rota, Arnold Schoenberg, Niccolò Paganini, Paul Ertel, ecc.).
ril. I grandi condottieri della storia, Alessandro come Cesare, Annibale come Carlo Magno, sono stati dei solitari. Hanno però avuto, tutti, un rapporto intenso con i loro soldati, reparti scelti che costituirono lo strumento della vittoria in battaglia e contribuirono a forgiare una leggenda capace di proiettarsi nel tempo. Ad accompagnare Napoleone «nel percorso di occupazione non solo militare dell'Europa e di creazione dell'ultima grande figura di conquistatore prodotta dall'Occidente» furono i "grognards", i brontoloni, come lui stesso li battezzò affettuosamente, i soldati della Guardia imperiale. Sergio Valzania è andato alla ricerca della loro storia, dalla nascita in terra italiana come scorta personale del generale Bonaparte allo scioglimento avvenuto alcuni mesi dopo la battaglia di Waterloo, per opera di Luigi XVIII che diffidava, a ragione, di un esercito che dopo avergli giurato fedeltà lo aveva abbandonato per seguire Napoleone nella sua ultima impresa. Napoleone cercò sempre di evitare perdite nella Guardia, che considerava preziosa. Perciò ogni suo intervento in combattimento risultò significativo. A Marengo, nella seconda campagna d'Italia, quando la battaglia sembrava perduta la Guardia consolare resistette agli assalti austriaci «come una colonna di granito», nelle parole dell'imperatore; ad Austerlitz la cavalleria della Guardia travolse l'ultima resistenza dell'arciduca Costantino sul centro alleato; a Eilau salvò Napoleone dalla cattura da parte dei russi; in Spagna, a Somosierra, ancora la cavalleria aprì ai francesi la strada per raggiungere Madrid; durante la campagna di Francia, al comando diretto dell'imperatore, la Guardia vinse cinque battaglie in sei giorni. I "grognards" non potevano mancare all'ultimo appuntamento dell'epopea: a Waterloo, quando ormai tutto era perduto, i soldati del primo reggimento granatieri si chiusero in quadrato a protezione di Napoleone e lo scortarono al sicuro lontano dal campo di battaglia. In un importante volume, Valzania prosegue la rivisitazione delle imprese napoleoniche rendendo omaggio al mito della Guardia imperiale e ripercorrendo i momenti salienti che le permisero di conquistare la considerazione e il rispetto che da oltre due secoli la circondano.
brossura Molto è stato scritto su Napoleone e sulle sue imprese militari. Un aspetto che tuttavia non è stato ancora adeguatamente illuminato è il ruolo di Napoleone Bonaparte nella invasione e nella distruzione della più antica Repubblica aristocratica italiana, quella di Venezia. «Solo recentemente nel muro dell'idolatria napoleonica sono state aperte brecce, subito liquidate come revisionismo, sostantivo che (...) ha mantenuto il connotato negativo anche in campo culturale in base all'assunto che i fatti storici codificati nelle varie "vulgate" non devono essere sottoposti ad analisi e ad eventuali reinterpretazioni. Con questo libro (...) l'autore sceglie come oggetto dell'indagine storica i diciotto mesi (primavera del 1796 - autunno del 1797) che vanno dall'aggressione napoleonica di Venezia fino alla soppressione della Repubblica. (...) Il volume ha la cadenza di una serrata istruttoria con ampio "uso della prova" come nel caso - centrale sotto il profilo storico e determinante al fine di chiudere l'annosa polemica sollevata dagli ammiratori di Bonaparte - della presenza o meno di una regolare dichiarazione di guerra prima che la Francia assestasse il colpo di grazia alla già agonizzante Repubblica».
In 8°, legatura editoriale in mezza pelle marrone, al dorso titoli in oro ed impressioni a secco, piatti in cartone avorio con stemma imperiale dorato impresso al centro entro cornici a secco, custodia in cartoncino martellato con titoli in rosso e ritratto di Napoleone Bonaparte in sanguigna, guardie decorate, pp. 868,(4), con un disegno al frontespizio e tavole fuori testo con illustrazioni virate in violetto e facsimili di lettere, documenti e decreti. Esemplare fresco e ben conservato.
In-4 (cm. 31.80), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 267, (3), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).
ril. "Napoleone e i suoi due papi" propone al pubblico un punto di vista originale sul personaggio Bonaparte: la sua visione della religione - anche nella vita privata - e i suoi rapporti con la Chiesa cattolica e con i due papi che la guidarono negli anni del suo potere: Pio VI, che nel 1798 i francesi cacciarono da Roma e costrinsero a morire in esilio in Francia e Pio VII, che fu prigioniero di Napoleone dal 1809 al 1814. Per la Chiesa, furono anni di aperta persecuzione, con la requisizione forzata di beni ecclesiastici, la dispersione di interi ordini religiosi, la chiusura dei conventi, la nomina di vescovi fedeli al sovrano francese. Tutto questo meritò a Napoleone il titolo di "Anticristo"... che egli meritò ampiamente.
brossura Napoleone ed il potere. Un connubio inscindibile sempre presente nella sua vita, sia pubblica che privata, quest'ultima completamente assorbita nella prima. Attingendo ad un passato glorioso come quello dell'Antica Roma e di Carlo Magno, circondandosi quindi di un simbolismo che richiamava ogni volta un "placet" dai mondi superiori Napoleone ha saputo plasmare un astuto e attento utilizzo della propria immagine, dando vita a quelle opere emblematiche entrate nell'immaginario collettivo che sono alla base del suo mito e che hanno ancora oggi la forza prepotente di affascinare e commuovere.
brossura Napoleone ed il potere. Un connubio inscindibile sempre presente nella sua vita, sia pubblica che privata, quest'ultima completamente assorbita nella prima. Attingendo ad un passato glorioso come quello dell'Antica Roma e di Carlo Magno, circondandosi quindi di un simbolismo che richiamava ogni volta un "placet" dai mondi superiori Napoleone ha saputo plasmare un astuto e attento utilizzo della propria immagine, dando vita a quelle opere emblematiche entrate nell'immaginario collettivo che sono alla base del suo mito e che hanno ancora oggi la forza prepotente di affascinare e commuovere.
Autori: Ernesto Ferrero.
brossura
A pochi giorni dal colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799) Napoleone raccontò di essere scampato a un attentato di alcuni deputati armati di « stiletto ». In realtà, nessuno in quell'occasione aveva trovato il coraggio di sfoderare il pugnale di Bruto, come invece vorrebbe l'iconografia coeva, che ritrae il presunto tentativo di omicidio di Napoleone alla stregua di un mancato cesaricidio. Il continuo rimando fra passato e presente ha segnato in profondità la Rivoluzione francese, piú di quanto la storiografia sia stata disposta ad ammettere. Per i protagonisti dell'evento rivoluzionario il richiamo alla storia fu un'indispensabile bussola per orientarsi in un presente drammatico. Gli avvenimenti infatti apparivano loro la ripetizione ineluttabile di fatti storici già avvenuti, la messa in scena di un'antica tragedia, magari destinata un giorno a divenire farsa, come dirà Karl Marx. L'idea che la storia si ripete fu un modo per dare senso a una realtà incerta e in vorticoso cambiamento, nonché un tentativo di predire ciò che sarebbe potuto accadere. Si affermava un modello potente che avrebbe segnato lo svolgimento della lotta politica e delle rivoluzioni a venire. Autori: Francesco Benigno, Daniele Di Bartolomeo.
Mm 145x220 'Memorie del primo cameriere ed esecutore testamentario dell'Imperatore' - Prima edizione. Collana "Sidera" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 511 pagine. Piccola menda al dorso della sovraccoperta con lacuna alla bandella posteriore, peraltro ottimo esemplare di un'opera non comune. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8 (cm. 28), 2 volumi, brossura illustrata, con alette, pp. 149, (1); 240, con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Cataloghi della Mostra: Brescia, Palazzo Bonoris e Palazzo Tosio, 15 Novembre 1997 - 25 Gennaio 1998. Due minimi segni d’uso al piatto posteriore e lievissima abrasione alla cuffia inferiore del Secondo volume. Minima abrasione alla cerniera posteriore; peraltro, volumi in buono stato (good copy).
Cm. 32 x 25; pp. XXIII - 424, XII - 419; numerose illustrazioni fuori testo e nel testo sia a colori che b/n; legatura editoriale in similpelle con stemma di Napoleone in oro al piatto anteriore, titolo e fregi oro al dorso; cofanetto editoriale figurato; capitelli; segnalibri.<BR>Coffanetto con qualche segno d'uso; per il resto in ottimo stato.<BR>Prima edizione. Scritti dalle opere di Arnault, Aulard, Chateaubriand, Chuquet, Fournier, France, Houssaye, Kircheisen, Lanfrey, Lavisse, Lefebvre, Madelin, F. Masson, Mignet, Pariset, Lord Rosebery, Seeley, Stendhal, Sorel, Taine, Thibaudeau, Thiers, Tolstoj, Vandal, ecc.
In-8 (cm. 22.20), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 360, (8), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Prima edizione italiana. In buono stato di conservazione (good copy).
(Codice SR/0937) In 8° (19,5 cm) VIII-367 pp. Edizione illustrata da G.Haas TriverIo con copertina xilografica (conservata). Due disegni e un autografo. Con cronologia, bibliografia, indici. Bella legatura mezza pergamena con grandi angoli. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Il conquistatore dell'Europa messo a capo di un'isola di duecento metri quadratri e quindicimila abitanti. Quando nel maggio 1814 Napoleone sbarcò a Portoferraio, l'ingombrante personaggio creò lo scompiglio nella sonnolenta realtà di provincia. Non tutti erano disposti a credere che quello fosse davvero il capitolo conclusivo della sua stella e guardavano a lui ora come una minaccia, ora come una speranza. Tra agenti segreti del Granduca, patrioti con il sogno di mettere il Bonaparte a capo del nuovo Impero Romano e segrete visite femminili, Giovanni Livi, in questo classico della storiografia, attinge a una gran mole di documenti per ricostruire i mesi più strani e forse meno indagati dell'epopea napoleonica.