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br. Questo è un lavoro di sintesi e di interpretazione che esplora come e perché l'Islam radicale, a seguito della sconfitta del regime nazista nel 1945, sia emerso come il più importante movimento politico e ideologico sulla scena mondiale avente come propria ragione d'essere l'odio nei confronti degli ebrei.
1897LFA-126720215Un ouvrage de 112 pages, format 120 x 190 mm, broché, publié en 1897, P. Lethielleux Libraire-Editeur (Paris), bon état, rare
1942122711942 broché (paperback) in-octavo, dos et couverture verts imprimés (green spina and cover printed), quatrième de couverture ornée d'une illustration (back cover decorated with a illlustration), gouttière non coupée (fore-edge uncut), sans illustration (no illustration), 367 pages, 1942 à Paris Sequana Editeur,
1941113541941 broché (paperback) in-octavo, dos marron insolé (brown spine - fading), couverture imprimée (cover printed), tranches non rognées (edges no smooth), sans illustration (no illustration), 335 pages, 1941 à Paris Sequana Editeur,
200x150mm. 162 pages. Softcover. Cover and spine yellowing and somewhat age-stained. Pages yellowing. Else in good condition.
2005122338La société des Ecrivains 2005 In-8 broché 21,1 cm sur 14,5. 224 pages. Bon état d’occasion.
1939185979Editions S.A.C.L Paris, Editions S.A.C.L, 1939. In-12 carré broché de 139 pages, photos hors-texte. Couverture un peu salie sinon bon état, peu courant
197972361979 édition Syros 1979 In8 broché 212 pages index un cahier d illustrations
Broch?. 189 pages.
190x130mm. 330 pages. Hardcover. Cover corners slightly worn. Spine slightly loose. Spine slightly yellowing. Else in good condition.
Cm. 21,7, br. edit., pag. 238 (10). Prefazione di Simone De Beauvoir. Ottimo esemplare. Si tratta del testo integrale del film realizzato dall'Autore.
8°, 21 cm, pp. 633; traduzione dal francese di Tito A. Spagnol, 11 cartine nel testo. Rilegatura editoriale in tela, titolo in oro al dorso, sovracoperta editoriale illustrata, esemplare molto buono
17 cm, pp. (126), una tavola ripiegata fuori testo, storia dell'ebraismo dalla prima guerra mondiale al 1927. Rilegatura editoriale, titolo in oro su tassello al dorso, esemplare molto buono. Manca il primo volume. Ex libris privato applicato al contropiatto
br. Alla fine del XIX secolo la Francia è spaccata in due sull'Affaire Dreyfus, l'ufficiale ebreo ingiustamente condannato per alto tradimento. È soltanto l'iceberg di una questione antisemita più radicata. Fra i primi a sollevarsi in difesa di Dreyfus c'è Bernard Lazare, un giovane intellettuale di idee anarco-socialiste, pure lui ebreo, che proprio negli stessi anni dà alle stampe un saggio in due volumi sull'antisemitismo dove, fra le altre cose, imputa agli ebrei una parte di responsabilità nell'origine del fenomeno, come conseguenza del loro "comportamento asociale". In realtà, l'Affaire Dreyfus è l'inizio di una presa di coscienza per Lazare della condizione di "paria" in cui versa l'ebreo nelle società europee tra fine Ottocento e primo Novecento.
br. «L'Affaire Dreyfus aveva cambiato il modo di vedere di Lazare - scrive Stefano Levi Della Torre -, e un effetto analogo aveva avuto su Theodor Herzl, giornalista e scrittore ben inserito nella società viennese, ebreo quasi dimentico ormai di essere tale. Di fronte al massiccio fenomeno antidreyfusardo, entrambi, Herzl e Lazare, scoprivano che, contrariamente alle loro aspettative, l'assimilazione, la normalizzazione degli ebrei nelle società europee era una prospettiva precaria se non illusoria. Herzl concepì un'altra strada e un altro tipo di normalizzazione: il popolo ebraico disperso in ogni paese, senza terra propria ed esposto alla persecuzione avrebbe normalizzato se stesso e i propri rapporti con gli altri popoli se avesse costituito un proprio Stato su una propria terra... Lazare convenne in un primo tempo con Herzl: la questione ebraica era un problema di riscatto nazionale. In una conferenza agli studenti russi del 1898, Lazare aveva spiegato la sua concezione della questione nazionale ebraica. Che cosa c'è di comune tra gli ebrei del mondo? Non la religione: ci sono ebrei credenti e non credenti, panteisti alla maniera di Filone di Alessandria o a quella di Spinoza, ci sono dei positivisti, dei materialisti e degli atei. Non la razza... Ciò che unisce gli ebrei è soprattutto la storia, che comporta tradizioni e costumi comuni. "Noi guardiamo le cose sotto una visuale che ci è comune". Gli antisemiti hanno ragione quando sostengono che l'essere ebrei non si riassume nel fatto religioso, "certo non sanno perché, ed è semplicemente il loro odio a conferire a essi una Confusa chiaroveggenza"; che li fa più vicini alla verità che non i giornali che difendono l'ortodossia religiosa come elemento principale dell'appartenenza ebraica. Lazare registrava la resistenza degli stessi ebrei ad accettare una prospettiva nazionale... Ma vedeva "qualche milione di esseri umani che sono stati sottoposti per secoli alle stesse leggi interne ed esterne, che hanno vissuto in conformità agli stessi codici, che hanno le stesse concezioni e gli stessi costumi: essi chiamano ancora se stessi con il loro medesimo nome di ebrei e hanno la coscienza di appartenere a uno stesso gruppo; Che cosa posso ragionevolmente concludere? Che questi milioni di individui formano una nazione"».
1934417811934. A Paris, editions Jean Cres, 1934. 2 volumes au format 12x19 cm, broches, 298 et 293 pages. En frontispice un portait de l'auteur dans un volume et un fac-simile d'une lettre de l'auteur dans l'autre. Les couvertures sont defraichis, les dos abimes et casses. Etat acceptable.
Mm 140x220 Collana "Le Porpore" - Brossura originale con sovraccoperta figurata a colori, 125 pagine. Condizioni del libro: nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
75147Coll. "Perspectives Critiques", Paris, éd. Presses Universaitaires de France, 1982, EDITION ORIGINALE, in-8, cartonnage souple à rabats, couv. texte en blanc sur fond bleu foncé éd., 256 pp., biographie d'Otto Weininger, bibliographie, index, table des matières, Très belle étude sur l'antiféminisme et l'antisémitisme d'Otto Weininger à la fin du XIXe et au début du début du XXe siècle. Pas courant Très bon état
245x175 mm. 215 pages. Hardcover with dust jacket. Sticker on inner cover. Pencil marks on few pages. Else in good condition.
19906477France-Empire, 1990, gr. in-8°, 278 pp, 8 pl. de gravures et documents hors texte, un plan, broché, couv. illustrée, bon état
25698P., Plon, 1945, in 12 broché, 179pp. ; non coupé ; des rousseurs ; couverture fanée ; complet du feuillet volant d'errata.
Paris, Librairie Gallimard - Editions de la Nouvelle Revue Française, 1925, in-16, br. editoriale, pp. 253, (3). Intonso. Terza edizione (settembre) dello stesso anno dell' edizione originale. Di famiglia ebrea ucraina, Lecache fu attivista dei diritti umani, vicino agli ambienti anarchici, ed uno dei primi membri del PCF, da cui fu espulso perché affiliato alla massoneria; fondò e diresse (1927-1968) la "Lega Internazionale contro l'Anti-Semitismo".
In-8° pp. 322, bross. edit. ill. con tracce d'uso.
20071152322007 Editions Larousse, Collection "A Présent" - 2007 - Petit in-8, broché, couverture illustrée - 310 p.
br. Nella società francese del XIX secolo, cattolicesimo sociale e questione ebraica si incontrano e si incrociano. Con l'avvento del capitalismo, il rapido sviluppo dell'industria trova ingenti risorse presso i grandi esponenti della finanza del tempo, in larga parte ebrei, come i Rotschild o i Pereire. Questa configurazione genererà una situazione sociale catastrofica per il mondo del lavoro e una ventata antigiudaica molto marcata nella seconda metà del secolo. Essa investirà anche la maggior parte degli attori sociali cattolici dell'epoca, fra cui p. Leone Dehon. In due giornate di studio svoltesi a Parigi, storici e teologi hanno approfondito tale questione, tentando almeno in parte di rispondere a una domanda che non si può non porsi: a quali condizioni può effettuarsi un'analisi critica del giudaismo del XIX secolo senza parlare necessariamente di antisemitismo, nel senso in cui oggi lo si definisce?