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br. «Questo libro di Cinzia Leone ci presenta la figura, in Italia poco conosciuta o comunque dimenticata, di Karl Lueger, borgomastro di Vienna tra fine '800 e inizio '900, protagonista della vita politica nell'ultimo scorcio dell'impero asburgico. Vale la pena ricordare questo avventuriero della politica che ruppe molti schemi tradizionali della vita pubblica austriaca, anche perché costruì il suo straordinario successo personale sull'antisemitismo e ne impresse il marchio sulla finale storia asburgica. Un antisemitismo volgare, rozzo, efficacissimo nell'uso della modernità tecnica e psicologica. Questo antisemitismo popolare, di massa, cui forse neanche lo stesso Lueger credeva, ebbe una grande diffusione e preparò il terreno all'avvento dell'ideologia nazista. Fra gli ammiratori più convinti del borgomastro viennese c'era il giovane Adolf Hitler, che da lui apprese come rendere mediatico e contagioso il disprezzo per gli ebrei. Hitler era segnatamente interessato all'uso politico di tale disprezzo e Lueger lo ispirò durevolmente. [...] La lettura di questo libro, costruito su fonti rare e non sempre facilmente accessibili, si raccomanda per questo scandaglio in Lueger delle radici dell'antisemitismo nazista, ma anche per la descrizione appassionata della Vienna ebraica degli ultimi decenni imperiali. Una Vienna colma di talenti ebraici nella letteratura, nella finanza, nella scienza, si potrebbe dire in ogni ramo del sapere e delle attività umane.» (Prefazione di Roberto Morozzo della Rocea).
br. Sono trascorsi quasi settant'anni dalla Liberazione e dalla chiusura dei lager, testimonianza diretta dell'infernale macchina genocidaria nazista, eppure trovano ancora eco le teorie negazioniste che contestano l'esistenza dello sterminio di massa della popolazione ebraica e non solo, minando al contempo la memoria delle vittime e la verità storica. In questo volume, per la prima volta nel nostro Paese, viene articolata una discussione interdisciplinare tra filosofi, giuristi, storici, museologi e islamisti che condividono il bisogno di contrastare attivamente risorgenti teorie negazioniste e revisioniste, nonché le subculture ideologiche di cui sono veicolo, interrogandosi sugli strumenti culturali, politici e giuridici più opportuni ed efficaci nelle attuali condizioni storiche.
In-8 (cm. 23), brossura illustrata, pp. 281, (9), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Due tavole genealogiche ripiegate fuori testo. In allegato, un Dvd “Intervista a Lica Steiner”. Etichetta al piatto posteriore. In buono stato (good copy).
In 8', br. ed. ill. con risv., pp. 399, in ottimo stato, prima edizioneLuogo di pubblicazione RomaEditore Editori RiunitiAnno pubblicazione 2002Collana Biblioteca di storiaMateria/Argomento Storia, AntisemitismoPrima Edizione si
Brossura editoriale, vol. 141 della collana, con una nota di Luciano Canfora, traduz. di P. Faimezza, copertina muta avvolta da sovraccoperta non removibile, lievemente segnata al margine da sfregamento o compressione, n. 86 della collana, interno ben preservato, velo di ossidazione vintage ai fogli e tagli. N. pag. 335. USATO
IN HEBREW. 23x16 cm. 280 pages. Hardcover. Cover slightly rubbed. Spine upper edge slightly bumped. Else in good condition.
IN HEBREW AND GERMAN. 24.5x17.5cm. 59+80 pages (altogether 139 pages). Gilt hardcover. Cover slightly rubbed. Cover corners slightly bumped. Sticker on spine. Spine slightly bent. Pen writing on inner cover. Ex-library copy with usual marks. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
br. Scritta negli anni immediatamente successivi al processo di Norimberga, l'opera di Poliakov costituisce ancora oggi la più completa meditazione complessiva sulla storia e le ragioni dell'antisemitismo. Attraverso una ricca documentazione e l'indagine di un vasto arco cronologico, l'autore mostra l'evoluzione delle forme di persecuzione contro gli ebrei nel corso dei secoli e svela in che modo l'intreccio di fattori sociali, economici e religiosi ha portato allo sviluppo della "questione ebraica" proprio nelle società occidentali dominate dalle religioni figlie dell'ebraismo, il cristianesimo e l'islam. In questo volume Poliakov esamina la diffusione dell'antisemitismo dall'antichità pagana ai primi secoli cristiani, dall'alto Medioevo al Rinascimento, e porta alla luce le radici del fanatismo che ha colpito l'Europa contemporanea. Prefazione di David Bidussa.
Mm 140x210 NUOVO - Collana "Sagittari Laterza". Brossura editoriale, xi-323 pagine. Libro in condizioni di nuovo, solo un timbro commerciale dell'Editore alla prima carta. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
205x135 mm. 151 pages. Hardcover. Gilt spine. Cover corners and edges worn. Spine edges worn and bumped. Ex-library copy with usual marks. Few pages age stained. Binding slightly visible between several pages. Pages yellowing. Else in good condition.
14X22 cm. 78 pages, Softcover. Cover and spine slightly stained and yellowing. Else in good condition.
22.5x21 cm. 72 pages. Softcover. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
15.5x22.5 cm. 64 pages. Paperback. In good condition.
23.5x14.5 cm. VIII+339 pages. Softcover. In good condition.
Menahem Mendel Beilis was a Russian Jew accused of ritual murder in Kiev in the Russian Empire in a notorious 1913 trial, known as the "Beilis trial" or "Beilis affair". 23.5x16 cm. 241+26 pages. Gilt hardcover with dust jacket. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
135X210 mm. Soft cover. Cover and spine slightly stained, slightly worn at edges and corners. Else in good condition.
28x21.5 cm. 287 pages. Hardcover. Cover corners and edges slightly bumped. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
Mm 140x220 Collana "i Nodi". Volume in copertina rigida, sopracoperta figurata a colori, 396 pagine. Esemplare in perfette condizioni, come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8°, tutta tela con sovraccoperta editoriale illustrata, pp. 179, (9); ottimo esemplare. (XC4/B) 9788845267062 (XC4/B)
237 p.; 21 cm. Brossura editoriale. Ottimo
br. «L'Affaire Dreyfus aveva cambiato il modo di vedere di Lazare - scrive Stefano Levi Della Torre -, e un effetto analogo aveva avuto su Theodor Herzl, giornalista e scrittore ben inserito nella società viennese, ebreo quasi dimentico ormai di essere tale. Di fronte al massiccio fenomeno antidreyfusardo, entrambi, Herzl e Lazare, scoprivano che, contrariamente alle loro aspettative, l'assimilazione, la normalizzazione degli ebrei nelle società europee era una prospettiva precaria se non illusoria. Herzl concepì un'altra strada e un altro tipo di normalizzazione: il popolo ebraico disperso in ogni paese, senza terra propria ed esposto alla persecuzione avrebbe normalizzato se stesso e i propri rapporti con gli altri popoli se avesse costituito un proprio Stato su una propria terra... Lazare convenne in un primo tempo con Herzl: la questione ebraica era un problema di riscatto nazionale. In una conferenza agli studenti russi del 1898, Lazare aveva spiegato la sua concezione della questione nazionale ebraica. Che cosa c'è di comune tra gli ebrei del mondo? Non la religione: ci sono ebrei credenti e non credenti, panteisti alla maniera di Filone di Alessandria o a quella di Spinoza, ci sono dei positivisti, dei materialisti e degli atei. Non la razza... Ciò che unisce gli ebrei è soprattutto la storia, che comporta tradizioni e costumi comuni. "Noi guardiamo le cose sotto una visuale che ci è comune". Gli antisemiti hanno ragione quando sostengono che l'essere ebrei non si riassume nel fatto religioso, "certo non sanno perché, ed è semplicemente il loro odio a conferire a essi una Confusa chiaroveggenza"; che li fa più vicini alla verità che non i giornali che difendono l'ortodossia religiosa come elemento principale dell'appartenenza ebraica. Lazare registrava la resistenza degli stessi ebrei ad accettare una prospettiva nazionale... Ma vedeva "qualche milione di esseri umani che sono stati sottoposti per secoli alle stesse leggi interne ed esterne, che hanno vissuto in conformità agli stessi codici, che hanno le stesse concezioni e gli stessi costumi: essi chiamano ancora se stessi con il loro medesimo nome di ebrei e hanno la coscienza di appartenere a uno stesso gruppo; Che cosa posso ragionevolmente concludere? Che questi milioni di individui formano una nazione"».
274pp. 22 cm. Hardcover Very good condition good
14.5x21, ix+225pp, hardcover (slightly worn), ex library with the usual marks, in a good condition.
COME NUOVO. Informazioni bibliografiche Anno XI, 1980, 1 ISSN: 0039-1875 SAGGI Theodor Armon, Fra tradizione e rinnovamento. Su alcuni aspetti dell'antisemitismo della Guardia di ferro, p. 5 Brunelli Vigezzi, L'imperialismo e il suo ruolo nella storia italiana del primo '900, p. 29 NOTE E DISCUSSIONI Dino Cofrancesco, Due saggi sulla cultura di destra, p. 59 Giovanni Gozzini, La Federazione Giovanile Socialista tra Bordiga e Mussolini (1912-1914), p. 103 Piero Melograni, Un altro po' di polemica su Lenin e la rivoluzione in Italia, p. 127 Recensioni, p. 141 Segnalazioni e notizie, p. 159 Soggetti: Studi storici, Storia, Storiografia, Interpretazioni, Saggi storici, Imperialismo, Socialismo, Comunismo, Turati, Agosti, Terza Internazionale, Ebrei, Antisemitismo, Bordiga, Mussolini, Riviste, Periodici, Rassegne, Articoli, Novecento, Fascismo
Roma, 1905, 26 novembre copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di 16 pagine de "La Tribuna Illustrata".