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In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza con cui si stabilisce la possibilita' di alienare fondi 'per lo piu' di poco valore' il cui ricavato sara' destinato alla Congregazione primaria generalissima di carita' di Torino.
Manifesto (cm. 30,5 x 39). Stemma e capolettera fig. xilog. Piega nel mezzo. Alcune mancanze ai margg. sup. e inf. della c. Ordinanza con cui si vieta a qualunque cittadino di insultare od oltraggiare le Guardie degli Ospedali di Carita' quando queste vanno alla ricerca dei mendicanti e questuanti, tanto meno di dar loro 'impedimento nel loro Uffizio ne' di togliergli dalle mani con forza, o con minacce, ne' di contribuire in qualunque altro modo alla fuga di detti questuanti'. Allo stesso modo i locandieri e i proprietari di case non potranno impedire alle guardie l'accesso alle abitazioni durante la caccia ai mendicanti stessi.
In 4, pp. (4) con tavv. sinott. n.t. Br. ed. Interessante circolare inviata dall'amministratore generale della 27o Divisione militare ai sei prefetti in merito alle sostanze alimentari da usarsi per le minestre economiche che devono costituire il nutrimento dei poveri negli ospizi e negli ospedali e dei carcerati, secondo le indicazioni del filantropo conte di Rumphort. Di particolare interesse le tabelle indicanti le porzioni che si ottengono con determinate quantita' di ingredienti e la spesa corrispondente.
In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza con cui si stabilisce la possibilita' di alienare fondi 'per lo piu' di poco valore' il cui ricavato sara' destinato alla Congregazione primaria generalissima di carita' di Torino.
In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza firmata dal conte di Brusasco che stabilisce che ogniqualvolta alcun 'Ospizio o Congregazione di Carita' stimi di divenire ad acquisti di stabili, od impieghi, debba preventivamente ricorrere a Noi per ottenerne il permesso, spiegando la qualita', quantita', situazione, prezzo, e verosimile reddito de' Beni da acquistarsi'. Allo stesso modo le Opere Pie, prima di intraprendere lavori di ristrutturazione ed ampliamento delle sedi, devono 'ricorrere a Noi e giustificare la necessita', od utilita', la qualita', e quantita' della fabbrica da costruirsi, od ampliarsi'.
In 4, pp. 4. Stemma xilogr. e capolettera. Manifesto che proibisce di insultare e oltraggiare i pubblici Officiali in cerca di mendicanti: 'alcuni poco zelanti del ben pubblico... si fanno lecito d'insultare, e maltrattare in parole, ed in fatti le Guardie dello Spedale di Carita', in occasione che vanno in cerca de' Mendicanti, anzi che cert'uni sono gionti a tal segno di toglierli a viva forza dalle lor mani nell'atto... che li conducevan a detto Spedale...'.
In 4, pp. (4). Stemma xilogr. al fr. Capolettera figurato xilogr. Manifesto a firma Pozzi con cui si stabilisce come ospizi e congregazioni di carita' eretti 'o che si erigessero in avvenire, debbano gioire del beneficio de' poveri in tutte le occorrenze, e per le cause istesse per cui dalle Generali Regie Costituzioni ne viene ai poveri medesimi accordato il privilegio'.
In 8, pp. 45 + (1) + (2b). Br. muta coeva. Discorso sulla necessita' di porre un argine al fenomeno della mendicita'. Scrive l'A. nell'incipit: 'Siamo circondati, siamo giornalmente assediati dagli accattoni; e tale e' il loro numero che, anche nella supposizione che tutti fossero veramente poveri e non viziosi, non sarebbe pero' possibile di avere ne' i mezzi ne' il tempo di fermarsi con tutti, e di soccorrerli tutti'. Tra la folla di persone che chiede l'elemosina alcuni sono 'veramente poveri, malaticci, incapaci di lavoro, degni percio' di tutta la nostra miserazione', altri invece 'sono viziosi che non vogliono far niente. Nel primo caso la societa' e' tenuta rigorosamente a soccorrrerli, ed a soccorrerli con ogni maniera di carita': nel secondo poi non si deve assolutamente ne' tollerare ne' autorizzare cotanta scioperataggine'. Tuttavia l'uomo benefico deve guardare 'questi esseri degenerati come particolarmente degni della sua compassione. Sono essi senza dubbio da compatire perche' sono viziosi, e si deve tentare ogni sforzo per ricondurli nel buon sentiero e far perdere loro le cattive abitudini'. L'A. propone quindi di ripartire dalle provvidenze, cadute in disuso ma non abrogate, emanate da Vittorio Amedeo II nel 1716-17 per la fondazione degli istituti di carita'. Se all'interno degli stabilimenti 'l'indolenza viene convertita in attivita'', si puo' risparmiare sulla gestione degli stessi ed ovviare al piu' grave dei problemi, ovvero la necessita' di reperire fondi troppo ingenti in grado di sostenere simili strutture. I profondi cambiamenti in atto nella societa' piemontese e l'inadeguatezza degli antichi provvedimenti settecenteschi, cui pure viene fatta menzione in questo scritto, tornano al centro del dibattito nella societa' carloalbertina. Si incomincia a pensare che la sola repressione non possa essere risolutiva e che a questa debba associarsi anche l'idea di assistenza. Sara' in particolare Ilarione Petiti di Roreto a dare maggior respiro a questi temi, entrando cosi' di diritto tra i teorici delle riforme ottocentesche a livello europeo. Certo stava realizzandosi a Torino un fenomeno di inurbamento da parte dei ceti poveri agricoli dello Stato Piemontese simile a quello di altre capitali europee, con la differenza che questa massa di diseredati non arrivava a Torino attratta da possibilita' di lavoro nella nascente industria, che qui non esisteva ancora, bensi' attratta dalle strutture di assistenza, inensistenti o quasi nelle altre citta' dello stato. Cfr. Levra, Il controllo sociale nell'800..., p. 180 cit. in La scienza e la colpa, 1985.
In 8, pp. 157 + (3b) con tavv. sinott. n.t. Stemmi xilogr. n.t. Legatura in mz. pl. coeva con caratteri e filetti oro al d. Raccolta di norme e statuti relativi all'amministrazione degli Istituti di Carita' del Regno di Sardegna. Ottimo esemplare. Einaudi, II, 5063, p. 752.
In 8, pp. 26. Br. ed. con dec. tip. ai p. Regolamento della pia societa' provinciale di soccorso, ricovero e lavoro di Torino, nata con l'intento di fornire assistenza 'ai poverelli per il loro maggior bene temporale e spirituale' e bandire, quindi, 'la mendicita' da questa citta' e provincia, e toglierne i malori che vengono dall'ozio, fatali agli stessi vagabondi, ed alla civile societa''. A tal scopo la societa' procura che 'mentre gl'inabili al lavoro hanno gli alimenti e soccorsi necessari, gli abili (ed in particolare i giovani) siano allettati a lavorare con ragionamenti, esempj, retribuzioni, secondo la varieta' delle circostanze in cui si trovano i ricoverati'. L'Istituto, caldeggiato dall'aristocrazia piemontese, entro' in funzione nel 1840. Pur avendo una dichiarata funzione assistenziale, i ferrei regolamenti, la disciplina, l'impossibilita' pressoche' totale di poter uscire una volta appreso un lavoro e trovato qualcuno che si accollasse la responsabilita' della dismissione, si traducevano in una esasperata ricerca dei modi per emendare la grande colpa della devianza. Roccia, Assistenza e internamento: Il Ricovero... p. 192, cit. in: La scienza e la colpa, 1985.
In 16, pp. 28. Firma di possesso al p. ant. Aloni al p. ant. Br. ed. con ill. xilogr. ai p. Regolamento del ricovero di mendicita' della provincia di Torino emanato da Vittorio Emanuele II, destinato a 'ricevere gli accattoni dell'intiera Provincia dell'uno e dell'altro sesso, di ogni eta', validi, ed invalidi, nati o residenti da 10 anni nella Provincia di Torino'. La Torino di questi anni non e' ancora la citta' abitata dalle 'classes dangereuses' descritte da Fregier. I poveri piemontesi stavano al loro posto ma, nonostante cio', incomincia a delinearsi, verso la meta' del secolo, un ammodernamento delle strutture assistenziali e, soprattutto, accanto all'idea settecentesca di una devianza voluta e viziosa, iniziano a comparire cause di ordine strutturale, come la disoccupazione, le crisi produttive, la fluttuazione del mercato. Accanto al concetto di reclusione si intravede quello di rieducazione. Levra, Il controllo sociale..., p.179 cit. in La scienza e la colpa, 1985.
In 8, pp. 57 + (2) + (1b) con 1 tav. sinottica n.t. Lievi danni rip. al d. Br. ed. Regolamento interno e pianta organica dei funzionari della Pia Opera della Commissione Provinciale di Beneficenza di Torino. Si individuano le funzioni dei vari organi che compongono la commissione: presidente e vicepresidente, direttore di spirito (colui che provvede che 'i Ricoverati abbiano una conveniente istruzione religiosa e morale'), il direttore di segreteria, il direttore della contabilita', il direttore dell'economia interna ed esterna, il direttore dei lavori, il direttore del contenzioso, che esprime il proprio parere 'ogni qual volta si sollevi qualche dubbio o questione giuridica che possa interessare il ricovero', il direttore sanitario, il direttore delle questue e beneficiate, i visitatori che hanno il compito 'di vegliare sull'osservanza dei regolamenti e di promuovere il benessere morale e materiale dei Ricoverati', il comitato per l'accettazione definitiva ed il licenziamento dei ricoverati, commissioni, cooperatori di carita', ecc.
3 opere leg. in 1, in 8, pp. 36; 187 ed altri 6 regii editti di analogo argomento. Interessante regolamento di questo orfanatrofio cagliaritano, sorto nel 1826, dalla trasformazione dell'ospizio San Lucifero in ricovero per orfanelli su iniziativa di Carlo Felice. In seguito verra' ancora trasformato in scuola di arti e mestieri (1884) e poi in Istituto industriale (1931).
In 4, pp. XX + LXVI. Titolo al f. in rosso e nero, inc. all'acquaf. al f. con allegoria inc. da Ant. Fiori. Cart. coeva. Importante regolamento di questa complessa struttura assistenziale e carceraria romana. Promossa dagli Odescalchi e allestita in uno dei suoi palazzi alle spalle del Porto di Ripa Grande, fu destinata inizialmente all'assistenza degli orfani. Innocenzo XI Odescalchi, nel 1693, implemento' la struttura concentrandovi altrew categorie di diseredati sino ad allora ospitati altrove. Clemente XI amplio' la struttura concentrandovi anche il carcere per i minorenni e Clemente XII vi aggiunse il carcere femminile con un ampliamento su progetto del Fuga. Questa importante relazione rappresenta in realta' il regolamento stabilito per le varie categorie di ospiti della struttura: i vecchi; le vecchie; zitelle orfane; ragazzi (orfani); ragazzi in cacere correzionale. Sono indicate le norme per il vestiario, le attivita', il cibo, le attivita' lavorative ecc. A titolo d'esempio, nella parte dedicata al correzionale, cosi' si parla del vitto: 'Il loro vitto ordinario consiste in due pagnotte e mezza in tutto il giorno, piu' bruno delle altre comunita', in mezza foglietta foglietta di vino e la mattina in una minestra con sola pietanza di tre ocie di carne nei giorni di grasso e di salumi ne' giorni di magro e le sere del venerdi' sabato e vigilie dell'anno e di tutta la quaresima soli frutti o freschi o secchi ...'.
Manifesto in 4 stampato al solo recto. Stemma xilogr. Antica data manoscritta con grafia coeva. Testo che accompagnava una tabella in cui si davano prescrizioni agli Ufficiali delle congregazioni di carita' di prendere nota di vari dati relativi ai ricoverati della congregazione stessa e dei mendicanti che chiedevano asilo.
In 4, pp. 4. Stemma xilogr. alla prima p. Ordinanza firmata dall'intendente Chiaveroti con cui si stabilisce come Carlo Emanuele III debba essere 'distintamente informato su fatto delle opere caritative, che si trovano erette nelle citta', e luoghi della provincia, sia per li ospedali delli ammalati, che d'altro genere'. Sono stabilite quindi tutte le informazioni relative alle Congregazioni di carita' e alle altre opere caritative che devono essere fornite all'intendenza (redditi degli ospedali, numeri del personale salariato impiegato nella struttura, nomi dei benefattori, ecc.).
In 8, pp. 35 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Stemma xilogr. al fr., capilettera xilogr. Elenco di norme per la gestione delle attivita' delle congregazioni di carita' torinesi. Ciascuna congregazione dovra' ogni sei mesi render conto della somma totale di denaro raccolto sia attraverso le private beneficenze sia attraverso le elemosione delle messe domenicali e inoltre 'se la distribuzione delle limosine si e' fatta in pane, se alla distribuzione del pane si e' premessa la Dottrina Cristiana, se si sono diligentemente esaminati i passaggieri, e come si siano discacciati i vagabondi [...], il numero degli ammalati sovvenuti negli ultimi sei mesi, e qual sia stata per loro la spesa fatta dalle Signore di Carita'...'. Bibl. Senato della Repubblica, 3318.
29 dicembre 1792. Ottimo esemplare, a pieni margini in barbe. Editorialmente privo di brossura, pp. 4 nn., in 4° (31,5 x 21 cm.)
In 8, pp. 68. Br. ed. Qualche danno al d. Storia e regolamenti di questa antica confraternita sorta intorno al 1585 su ispirazione di Gaetano Tiene.
In 16, pp. 8. Br. ed. Interessante proposta di costituzione di un' opera di carita' per il prestito gratuito al fine di combattere l'usura.
In 16, pp. 16 con 1 grande carta piu' volte rip. f. t. raff. Opera della Santa Infanzia del Salvatore pel battesimo e riscatto dei bambini infedeli. Resoconto dell'Arcidiocesi di Torino per l'anno 1898. Br. ed. con danno al d.
In 16, pp. 8. Br. ed. Proposta per la costituzione di un'opera pia al fine dare prestiti gratuiti ai bisognosi, da costituirsi un ogni parrochia.
In 8, pp. 24. Br. ed. Regolamento per questo pio istituto fondato in Napoli nel 1822 allo scopo di accogliere fanciulle orfane.
In 8, pp. 40. Br. ed. Statuto e regolamento di questo educandato per fanciulle orfane di famiglie povere.