1 876 résultats
Mm 220x310 Volume in copertina rigida, 311 pagine con illustrazioni in nero nel testo e tavole a colori fuori testo. Opera in buone condizioni, presenta una dedica al risguardo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Firenze, Vallecchi, (1928), in-8, br. edit., pp. 426. Asportato l'occhietto. Prima edizione.
ill., ril. Questa biografia è stata al centro di appassionate polemiche in Gran Bretagna perché ha messo in discussione non solo la vulgata anglosassone sul dittatore fascista, secondo la quale Mussolini sarebbe stato soltanto un "grottesco buffone", ma anche quella marxista che lo liquida come un burattino dei ricchi. Questi stereotipi non sarebbero in grado però, secondo Farrell, di spiegare il fatto che Mussolini sia riuscito a impadronirsi del potere e a tenerlo saldo per tanti anni, e neppure spiegherebbero come egli abbia potuto essere considerato "un genio" da sir Winston Churchill e osannato da molti, né perché godette per così tanto tempo del consenso della maggioranza degli italiani.
Milano, Bompiani, 1963, in-8, legatura editoriale in cartoncino, pp. VI, 476, [8]. Con bibliografia.
ill., br. In questo nuovo libro-inchiesta, Roberto Festorazzi ricostruisce le operazioni del Soe e degli altri servizi segreti inglesi nel settore decisivo della Lombardia nordoccidentale, tra Milano, Como e la Svizzera: il corridoio terrestre di tutte le comunicazioni e dei contatti negoziali, il Checkpoint Charlie della Seconda guerra mondiale. La "mano invisibile" di Londra non soltanto ha guidato la partita della fine del fascismo e della conclusione del conflitto in Italia, ma ha continuato, nei decenni, a presidiare l'area in cui si è consumato l'epilogo del dittatore, per gestire, secondo gli interessi inglesi, l'eredità di quella direzione strategica degli eventi.
ril. A marzo del 1912, il ventinovenne Benito Mussolini è solo un marxista di provincia. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore del-l'«Avanti!», è idolatrato dalle masse. Ma nell'autunno del 1914 sostiene l'intervento nella Grande Guerra: allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i Fasci di combattimento, nel marzo del 1919, raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un movimento rumoroso ma marginale. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure «duce»: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E con spregiudicatezza è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.
Mm 120x200 Collana "Diapason" - Seconda edizione. Brossura originale, 87 pagine con un disegno di Enzo Rossi nel testo e con l'introduzione di Alberto Frattini. Fascetta editoriale conservata e, all'interno, la scheda bibiliografica e un "santino" sulla collana "Diapason" mantenute. Copia in ottime condizioni; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1 Vol. In-8 pag. 76 PROG 35025 CATT_ATT 47
Mm 170x240 Introduzione di Renzo De Felice - Brossura editoriale a stampa, 269 pagine. Margini di copertina lievemente bruniti, peraltro ottimo esemplare. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 170x240 Opera completa in due volumi. Brossura editoriale rispettivamente di VII-243 e 194 pagine. Esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x185 "Testi per i Corsi di Preparazione politica" - Volume con copertina in cartoncino telato con titolo e stemma PNF impresso al piatto, 187 pagine. Copia in condizioni paragonabili al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x185 "Testi per i Corsi di Preparazione politica" - Volume con copertina in cartoncino telato con titolo e stemma PNF impresso al piatto, 99 pagine. Copia in condizioni paragonabili al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x185 "Testi per i Corsi di Preparazione politica" - Volume con copertina in cartoncino telato con titolo e stemma PNF impresso al piatto, 171 pagine. Copia in condizioni paragonabili al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x185 "Testi per i Corsi di Preparazione politica" - Volume con copertina in cartoncino telato con titolo e stemma PNF impresso al piatto, 145 pagine. Copia in condizioni paragonabili al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 125x180 Brossura editoriale a stampa, 358 pagine. Brunitura al dorso e ai margini delle carte, peraltro esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x185 Brossura editoriale verde con titoli in oro incisi al piatto e al dorso, 740 pagine. Opera in ottimo stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 140x205 Brossura editoriale di 98 pagine. Esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
CAROCCI 2009 ALLO STATO DI NUOVO La teoria gramsciana della democrazia trae origine dalla crisi novecentesca dello Stato-nazione che, per Gramsci, è il soggetto costitutivo del mondo moderno. La democrazia è una possibilità iscritta nella morfologia del "moderno" che si rivela aperto a forme della soggettività non del tutto prevedibili e mai definitive. La risposta di Gramsci alla crisi della sovranità statale è la democrazia cosmopolitica: una prospettiva che oltrepassa l’identificazione di politica e Stato e apre la via a nuove forme di sovranità. La lettura filosofica dei Quaderni del carcere proposta nel volume ha radici lontane: nasce dalla esigenza di reagire alle “grandi narrazioni" incentrate sulla "crisi della ragione" impostesi negli ultimi decenni. La democrazia oltre lo Stato si prospetta come forse l’unica alternativa efficace alla presunta equazione di modernità e nichilismo, alla riduzione della filosofia alla teologia, alla regressione della politica alla pura potenza, alla inevitabilità della guerra. Introduzione 1. I Marx di Gramsci La critica al socialismo positivista/Contro il protezionismo/La guerra e il nazionalismo/La rivoluzione russa/Lenin contro Bordiga/I Quaderni del carcere/Marx filosofo della prassi/La traducibilità dei linguaggi/Egemonia e rivoluzione passiva 2. Filosofia della prassi e concezione della modernità 3. Teoria del soggetto storico 4. Machiavelli filosofo della prassi Politica e storia. Machiavelli e Cesare/Machiavelli scienziato o uomo appassionato e politico in atto?/Gli interlocutori del Principe: il tiranno o il popolo? 5. Dalla territorialità all’industrialismo: la democrazia oltre lo Stato nei Quaderni del carcere 6. Nazione e cosmopolitismo nei Quaderni del carcere 7. Tre Convegni gramsciani 8. Lo storicismo e la riforma intellettuale e morale. Il Gramsci a due facce di Luporini 9. «I due mondi». Tatiana Schucht, Antonio Gramsci e Piero Sraffa sulla questione ebraica Indice dei nomi
8vo., First Edition, with frontispiece and plates; green tweed cloth, gilt back, a near fine copy in price-clipped dustwrapper. Enser, p.280.
8vo., First Edition thus; green cloth, gilt back, a fine copy in unclipped dustwrapper. Published in Arms & Armour's 'Special Forces Library', this is a good quality facsimile (but without the plates) of the original edition of 1954. Classic account of the wartime exploits of Otto Skorzeny, including the liberation of Mussolini, the snatching of Horthy from Budapest Castle and the 'disguised brigade' which confused the Americans on their way into Germany. Laycock's foreword gives the historical context and looks ahead to the increasing need for units like the RM Commandos and the SAS in the future of military operations.
8vo., First Edition, with plates; green cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper.
8vo., First Edition thus; green cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper. The German edition appeared in 1967. Enser, p.52.
br. Fra il 1934 e il 1943 il giovane giornalista Yvon De Begnac ebbe numerosi incontri con Mussolini, di cui intendeva scrivere una monumentale biografia. Davanti al suo biografo l'intervistato si abbandonava a lunghi monologhi sulla sua vita trascorsa, le sue idee, gli uomini e i fatti della sua rivoluzione. Mussolini parlava, De Begnac annotava riempiendo, incontro dopo incontro, migliaia di pagine nei suoi taccuini. Da quel materiale è nato questo volume, che al suo primo apparire è stato salutato come una fonte per cogliere appieno la personalità, le opinioni, la cultura e la vita stessa del duce del fascismo. Prefzione di Renzo De Felice.
br. «Cent'anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidata da un uomo spietato e cattivo. Un uomo capace di tutto; persino di far chiudere e morire in manicomio il proprio figlio, e la donna che l'aveva messo al mondo». Comincia così il racconto di Aldo Cazzullo su Mussolini. Una figura di cui la maggioranza degli italiani si è fatta un'idea sbagliata: uno statista che fino al '38 le aveva azzeccate quasi tutte; peccato l'alleanza con Hitler, le leggi razziali, la guerra. Cazzullo ricorda che prima del '38 Mussolini aveva provocato la morte dei principali oppositori: Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, don Minzoni, Carlo e Nello Rosselli. Aveva conquistato il potere con la violenza - non solo manganelli e olio di ricino ma bombe e mitragliatrici -, facendo centinaia di vittime. Fin dal 1922 si era preso la rivincita sulle città che gli avevano resistito, con avversari gettati dalle finestre di San Lorenzo a Roma, o legati ai camion e trascinati nelle vie di Torino. Aveva imposto una cappa di piombo: Tribunale speciale, polizia segreta, confino, tassa sul celibato, esclusione delle donne da molti posti di lavoro. Aveva commesso crimini in Libia - 40 mila morti tra i civili -, in Etiopia - dall'iprite al massacro dei monaci cristiani -, in Spagna. Aveva usato gli italiani come cavie per cure sbagliate contro la malaria e per vaccini letali. Era stato crudele con tanti: a cominciare da Ida Dalser e dal loro figlio Benitino. La guerra non fu un impazzimento del Duce, ma lo sbocco logico del fascismo, che sostiene la sopraffazione di uno Stato sull'altro e di una razza sull'altra. Idee che purtroppo non sono morte con Mussolini. Anche se Cazzullo demolisce un altro luogo comune: non è vero che tutti gli italiani sono stati fascisti. E l'antifascismo dovrebbe essere un valore comune a tutti i partiti e a tutti gli italiani.
ill., br. Secondo gli autori, la scelta di Mussolini - a causa della Prima guerra mondiale - di abbandonare il socialismo internazionalista a favore del socialismo nazionalista (che poi diventò il fascismo), fu una tra le scelte più importanti del Novecento, non solo per l'Italia ma anche per l'Europa e per il mondo. La scelta che Mussolini fece nel 1914, però, non fu da cinico assetato di potere o da corrotto al soldo della borghesia, ma da devoto socialista rivoluzionario: la guerra gli aveva fatto capire che gli uomini sono più fedeli alla loro nazione piuttosto che alla loro classe. Per Mussolini dunque la Prima guerra mondiale fu una guerra rivoluzionaria e non reazionaria.