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168040987BBNürnberg, In Verlegung Wolffgang Moritz Endter und Johann Andreae Endter 1680. 8°. 11 n.n. Bl., 1265 (recte 1256) S., 17 n.n. S. Register und 2 gefaltete Tabellen. Mit gestochenem allegorischem Frontispiz von Cornelius Nikolaus Schurtz. Pergamentband der Zeit.
1634104750BBColoniae Agrippinae (Köln), Cornelius für Egmondt, 1634. 12° (11,2 x 6 cm.). [3] Bl., 152 S., [1] Bl. mit illustr. gestoch. Titel u. 12 Kupfertafeln (von Raphael Sadeler). Prgt. d. Zt. [12 Warenabbildungen]
222043Paris, iouxte la copie imprimée par Anthoine Du Breuil, 1614 petit in-8, 16 pp., demi-toile cerise (reliure moderne).
In 16 (cm 12 x 19,5), pp. 107 + (1) con alcune illustrazioni astronomiche e tabelle intercalate al testo. Nome manoscritto al frontespizio e varie annotazioni con grafia coeva ai margini bianchi del testo. Brossura rifatta con carta d'epoca. Edizione originale di questo trattato con nozioni sui pianeti, le stelle fisse, il firmamento, lo zodiaco e l'oroscopo. Sono presenti tavole numeriche associate ai diversi pianeti. Raro. Il libro e' anonimo ma ascritto a Masson in "Catalogo poligrafico dei libri... che si trovano presso li fratelli Reycends, librai in Torino ed in Milano...", 1786, p. 73. Cantamessa, "Biblioastrology", 1150.
In 4° (205×145 mm). (8), 6, (2), 371, (13). Bella legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto al dorso. Il secondo libro inizia a p. 109 con proprio frontespizio. Con moltissimi diagrammi astrologici incisi in legno nel testo a metà pagina. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli manoscritti al dorso, un po’ allentata internamente. Seconda edizione, rara al pari se non più rara della prima, due soli esemplari censiti in ICCU. La seconda parte che inizia a pagina 109 analizza la situazione astrologica e l’oroscopo, illustrato da numerosissime tabelle, della vita e delle malattie di numerosi personaggi eccellenti dell’epoca tra i quali i pontefici Sisto V, Clemente VIII, paolo V, e ancora Enrico II, Odoardo farnese, Ferdianndo Gonzaga, Ranuccio farnese, card. Alessandro Orsini, Scipione Borghese, Federico Borromeo e ecc. Andrea Argoli (Tagliacozzo in provincia dell’Aquila, 1570 – Padova, 27 settembre 1657) fu un celebre matematico, astronomo e medico italiano. Studiò all’Università di Napoli medicina, matematica ed astronomia. Nel 1621 si trasferì a Roma e suo mecenate fu il cardinale Lelio Biscia. Nel 1622 ottenne la cattedra di matematica all’Università di Roma la Sapienza. A causa della sua passione per l’astrologia fu costretto a trasferirsi a Venezia. Nel 1632 ottenne la cattedra di matematica all’Università di Padova. Ebbe grande rinomanza tra i contemporanei per la sua erudizione, scrisse molte opere e fu detto l’Euclide dei Marsi. Il Senato Veneto fu tanto soddisfatto del suo insegnamento da conferirgli l’onorificenza dello “Stemma di San Marco”. Nel 1648, ancora vivente fu scolpita in suo onore una lapide nella Cappella del Tesoro della Basilica di Sant’Antonio di Padova che dice:”… Andreas Argolus S. C. Eques Divi Marci, et in Patavino ginnasio publ. mattheseos prof. pro familia sua inter Marsos jamdudum clarissitna, non magis quam pro republica astronomica…. pene laboribus per functus, animum aeternae quieti advertens V. S. L. M. anno aetatis 77 red. Mundi MDCL VIII…”.”la vera passione dell’A. fu l’astrologia giudiziaria. Nel 1639 ne pubblicò la prima opera, nella quale il contenuto era mascherato dal titolo, De diebus criticis et de Aegrorum decubitu libri duo (Patavii 1639): è un trattato di astrologia medica, nel quale si teorizza la soggezione delle interne ed esterne parti del corpo ai pianeti e ai segni zodiacali; sono dati anche gli oroscopi di personalità ragguardevoli tutte morte, papi e re, principi e cardinali. Opera analoga, ma non specificamente medica, è il citato Ptolemaeus parvus, ristampato più volte nel corso del secolo, preceduto da una prefazione in cui si esalta l’astrologia e si sostiene che essa non viola le leggi ecclesiastiche, né nega il libero arbitrio, perché il cielo “est sicut liber omnia futura in se scripta continens”, che tuttavia Dio può distruggere o variare a suo piacimento. I due trattati sono documenti della diffusione dell’astrologia nel XVII secolo”. “Il “cuore” dell’opera, la più importante di astrologia medica, tra quelle, numerose, pubblicate da Argoli, è rappresentato dal rapporto tra parti del corpo, relative malattie e astrologia. I 126 oroscopi hanno in effetti quale oggetto assolutamente prevalente l’identificazione, attraverso lo strumento astrologico, delle malattie (e del loro corso) dei soggetti esaminati da Argoli” (Biblioastrology). Rif. Bibl.: Biblioastrology; Thorndike VII, 122-4; Graesse I 194; Piantanida 2150; Caillet I 382.
1661327Paris, Antoine de Sommaville, 1661 ; in-12 de 114 pp. (préface), [7] ff. (table), 439 pp., basane mouchetée de l'époque, dos à nerfs orné, tranches marbrées.
176654299Ulm-Frankfurt-Leipzig, August Lebrecht Stettin, 1766. Kl.-8°. Mit gest. Frontispiz, einer kl. Holzschn.-Titelvignette, zahlr. schemat. Textholzschnitten u. 3 gefalt. Kupfertafeln. 1 Bl., 173 S. - Angeb. - Veridikus Horoskopus (Pseud.). Vier und zwanzigmal ein Kind in diesem Monat gebohren oder Wahrsagungen des Verdikus Horoskopus aus einer ziemlich arabischen Handschrift zu einem leserlich teutschen Druke befördert. Frankfurt-Leipzig, ohne Verlag bzw, Drucker, 1765. Mit Holzschn.-Titelvignette. 1 Bl., 78 S. (zahlr. weiße Bll. angebunden), HPgmt. d. Zt. m. goldgepr. Rückenschild u. dreiseitigem Rotschnitt.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Contemporary dark cloth bdg. in its period with ornamental art-nouveau embossing on board. Title gilded on spine in Turkish with Latin alphabet, probably in ca. 1930s. Foxing on pages and edges. Several notes b pencil in Ottoman script by ex-owner. Otherwise a good copy. Demy 8vo. (21 x 14 cm). In Ottoman script (Turkish with Arabic letters). 141, [2] p., [blank pages]. This book generally describes the types of "Ilm-i nücum", using the letter symbolism of worshiping the stars, making sense of the positions and movements of the stars, and looking at fortune-telling with the zodiac. In addition, the book, which uses the mawâlid (prophecy by looking at the position of the star in the zodiacal zone during human birth) and ihtiyârât (deciding by choosing the times that are considered auspicious and ominous), mentions a system based on seven planets, twelve lunar months and twelve signs. For those who want to learn about the future from the stars, the book tells that each of the seven days of the week is under the influence of a star according to classical teaching and counts these stars: Sun, Moon, Mercury, Venus, Mars, Jupiter and Saturn. OCLC 33196122, 780209495.; Özege 23441. First Printed Edition.
0676-21o.O.,Vlg. u. J. [vermutl. 18.Jhdt.]. kl.8°. 1 Bl.,(7),39 S. mit 1 Titelholzschnitt u. 1 gefalt. Tab. Tapetenbroschur d.Zt., stärkere Gebrauchsspuren, Fehlstellen im Umschlag passend ergänzt, innen durchgehend fingerfleckig, Seiten mit tls. stärkeren Eselsohren, Tabelle mit kleinem hinterlegten Ausriß (Text v. alter Hand hs. ergänzt), insges. trotz dieser Mängel aber noch ordentl. Expl. [2 Warenabbildungen]
Opera completa in quattro volumi (uno di soli indici), brossure editoriali figurate (con otto diverse illustrazioni, una per ogni piatto anteriore e posteriore), titoli al piatto ed al dorso, sguardie, occhielli, frontespizi, 3313 pp., oltre ad alcune carte n.n., e numerose illustrazioni a piena pagina n.t.. Questa splendida opera fa seguito ad Astrologia, pubblicato da Leo S. Olschki Editore nel 2007, ma deve considerarsi opera autonoma. Da un lato l’arco temporale è ampliato di 34 anni e, dall’altro, sono stati descritti e commentati anche lavori che soltanto sfiorano i temi dell’astrologia. Quest’ultima, antica, disciplina è dunque trattata quale fil-rouge che traversa altre, anche lontanissime, scienze, inoltre i commenti alle singole opere sono numerosissimi e in buona parte dei casi leggibili in sé, quali pièces dotate di vita propria. E’ la prima e la sola bibliografia che ha quale oggetto esclusivo opere di astrologia, e opere che ne trattano passim, pubblicate dall’inizio della stampa fino al 1930. Le descrizioni dei testi sono per quanto possibile complete e in ogni scheda sono indicati i riferimenti bibliografici e le biblioteche sul web che posseggono la relativa edizione. In perfetto stato, rara e preziosa.
in-12° (132x70 mm), leg. moderna in piena pergamena; pp. [24], 477, [3]. Insegna xil. dei Gesuiti sul frontespizio. Testatine, iniziali e finalini ornati incisi in xilografia. Prima edizione in volgare, tradotta da quella latina stampata a Colonia nello stesso anno, di questo curioso lunario secentesco scritto dal gesuita francese Caussin (1583-1651), teologo, mistico, confessore di Luigi XIII, accanito divulgatore delle teorie neoplatoniche. Per ogni mese viene riportata l'effemeride astrologica con il sorgere del sole, il sorgere e il tramonto delle stelle; numerosi riferimenti storici di ogni sorta sono contenuti nell'opera (tra gli altri, a Paolo II, all'Imitazione di Cristo, al rogo di 38 ebrei in Germania nel 1510, ecc.). L'opera presenta chiose e note manoscritte nel testo ed è integrata con numerosissime pagine, con antiche annotazioni, integrazioni e commenti manoscritti, successivamente legate nel volume, che impreziosiscono e rendono unico e raro questo esemplare. Rif.: IT\ICCU\BVEE\032541. OCLC, 14322599. Cond.: Carte leggermente brunite. Esemplare di studio, in condizioni generali molto buone. -- First edition in Italian, translated from the Latin one printed in Cologne in the same year, of this curious seventeenth-century lunar, written by the French Jesuit Caussin, with handwritten notes in the text and numerous pages, with ancient annotations, additions and manuscript comments, later bound in the volume, which embellish and make this copy unique and rare. VG copy.
7138traduits nouvellement en françois suivant la vérité du texte grec, avec un mélange de paragraphes d’éclaircissement es lieux plus obscurs et la clef de cette doctrine par le moyen de la circulation du sang & d’autres nouvelles découvertes de ce siècle en anatomie et chymie. Ouvre nécessaire aux médecins, chirurgiens & apoticaires,& utile à plusieurs autres sortes de personnes,curieuses et sçavantes comme l’avis au lecteur le montre amplement.In 12 plein cuir fauve raciné à nerfs, titre et caissons dorés, tire, XXXIV, 316 pages, tranches jaspées.A Lyon chez Pierre Compagnon & Robert Taillandier 1684.Une pâle mouillure en partie inférieure,sans gravité,pratiquement à tout le volume.Complet du sommaire des sentimens de L. Meyssonnier, extraits des œuvres sur les comètes de 1664 à 1665 dont les effets dureront dix neuf ans,& le moyen de remédier aux maladies qui en peuvent provenir.
FAKS0160Gedruckt zu Basel/bey Sixt Heinricpetri/im Jar/M.D.LXX. Als Faksimile wieder verlegt durch Editione Perkunos Bernae. Fol., ca. 500 nn. Bl., OLdrbd. auf 4 Bünden in OKartonschub., dieser etwas abgegriffen u. leicht staubig, der Band in tadellosem Zustand. Gedruckt in 600 Exemplaren zu Bern in der Offizin Benteli am 29. Aufust 1977. Exemplar Nummer 78. - Selten!
In 4°; (56), 384 pp. e antiporta allegorica incisa in rame dalla celebre artista Isabella Piccini. Bella legatura coeva in tutta pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Frontespizio in rosso e nero. Piccolo stemma nobiliare al frontespizio. Qualche lieve foxing ai margini esterni della alla prima e alle ultime 4 carte, ininfluenti e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Non comune edizione, nessun esemplare censito in ICCU, che porta sempre la traduzione del grande intellettuale originario di Cortona, Francesco Baldelli, della più celebre opera del grande umanista urbinate naturalizzato inglese, Polidoro Virgili (Urbino, 1470 - Urbino, 18 aprile 1555). Polidoro Virgili (o Virgilio, noto pure come Polydore Virgile o ancora Polydore Vergil) è stato un sacerdote, storico ed umanista italiano naturalizzato inglese. È anche conosciuto come PV Castellensis o Castellesi. Precursore della storiografia scientifica, è noto particolarmente per aver pubblicato, su commissione prima del re Enrico VII e poi di Enrico VIII, la storia delle isole britanniche come pure una storia delle invenzioni. William Shakespeare si avvale delle sue opere per inquadrare storicamente le sue piéces teatrali ambientate in Inghilterra. De Inventoribus (Parigi, 1499). Scritta in soli tre mesi tratta dell'origine di ogni cosa. Autentica opera enciclopedica, in essa l'autore sviluppa numerosi aneddoti sull'origine delle scienze, l'astrologia, la musica, la divinazione, i giochi, lo sport, la religione, le eresie. Una parte riguarda l'agricoltura, il frumento, la frutta, i cibi, la selvaggina la scoperta dell'uva e l'arte di produrre il vino ecc. Originalmente consisteva di sette volumi, fino ad aumentare ad 8 nel 1521. Questo secondo libro è dedicato al tutore Guido, Lodovico Odasio, di Urbino. Quest'opera diventa molto popolare ed è presto tradotta in francese (1521), tedesco (1537), Inglese (1546) e spagnolo (1551). Tutte le edizioni, però, eccetto quelle che seguono il testo sanzionato da Gregorio XIII nel 1576, vengono messi all'indice dei libri proibiti. Nel libro primo tratta l'origine degli dèi e investiga il significato della parola "dio". Discute, inoltre argomenti come la creazione, il matrimonio e la religione. Il secondo libro copre, fra l'altro, la legge e la scienza militare, ma anche il denaro ed i metalli preziosi. Il terzo libro procede nella trattazione del commercio in agricoltura, architettura ed altre attività. Dato che questo libro conquista grandissima popolarità, Virgili aggiunge cinque ulteriori libri dedicati a le initia institorum rei Christianae. Questo libro serve pure uno scopo importante: è una concessione alla Chiesa che aveva dichiarato la sua opera eretica e depravata, non criticandola ma analizzandola con metodo scientifico. Virgili, così, anticipa di molto i tempi. Egli stesso considerava Inventoribus e Adagia come i suoi capolavori. Sono questi, più che l'Anglica Historia che fanno di Virgilio una celebrità, sia in Inghilterra che nel continente. Pure la sua fama posteriore è basata su queste opere. Rara edizione in bella legatura coeva.
192416274Berlin, Linser, 1921-1924. 96, 172, 288, 399 Seiten. (zus. in) Halbleinwand d. Zt.
166833653ABFranckfurt am Mäyn [Frankfurt/Main], Gedruckt und verlegt durch Balthasar Christoph Wust, (1668). Ca. 20,5 x 17 cm. 16 Blätter (Kalender, Bericht vom Aderlassen u.a.) mit illustriertem Holzschnitt-Titel in Rot u. Schwarz mit Ansicht von Frankfurt am Main und Porträt des Kalendermachers, das Kalendarium ebenfalls zweifarbig gedruckt u. mit je einem Monatsbild (sowie teils mit Notizen von alter Hand); 16 [nn.] Seiten "Calenders ... Bey-Satz/ Darinnen ... beschrieben wird/ was auß dem gestirnten Himmel/ nach Anweisung Astrosophischer Gründe vermuthlich gesonnen ...". Mit Vierteljahrs-Illustrationen u. Buchschmuck; 8 Seiten "Tob. [Tobias] Müntzer: Iusta Nemesis, Oder Gerechte Bestraffung des zwar närrischen und unbesonnenen/ aber auch abscheulichen/ ärgerlichen und boßhafftigen Muthwillens/ welchen M. Christian Grüneberg/ Pomeranus, ... wider Herrn M. Stephanum Fuhrmann ... gantz unchristlicher weise verüben wollen."; 4 Seiten Verzeichnis etlicher ... Märkte. Heftung locker, teils gelöst. Titel rückseitig gestempelt u. diskret nummeriert. Gebräunt, Ränder teils braunfleckig, mehrere geknickte u. angestaubte Ecken. Äussere Blätter stärker angestaubt/angeschmutzt u. abgegriffen, 2 Blätter Jahrmarktsverzeichnis am Falz eingerissen u. an einer
166598470BBParis, Jean Dupuis, 1665. Kl.-8°. Gestoch. illustr. Frontispiz, [7] Bl., 312 S., [1] w. Bl. u. 70 (2 gefalt.) gestoch. Tafeln. Hldr. d. 19. Jahrhunderts mit goldgepr. Rückentitel u. Linienverg. [14 Warenabbildungen]
ONE OF ONLY 50 COPIES PRINTED OF THE FIRST EDITION OF THIS CLASSIC BOOK ON ASTROLOGY BY AN IMPORTANT FRENCH WRITER. 299 pp. Edition limited to 50 numbered copÏes printed on fine wove paper. 8vo. Loose as issued in original wraps. Entirely uncut. FINE AND BRIGHT. Housed in original (and slight worn) chemise and slipcase. VERY RARE.
17971781BBO.O., Groote Zegepraal, 1797. Gr.-8°. 1 gestochener Titel, 169 S., 1 Bl. Pappband der Zeit mit handgeschriebenem Titel (berieben und bestossen, Rücken erneuert. - fachmännisch restauriert). + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, 1781B
19801233021980 Editions Club du Livre, Paris - 1980 - Fort in-quarto, pleine basane lie-de-vin estampée de l'éditeur, avec des représentation des signes astrologiques, tranche de tête dorée, reliure sous chemise demi basane, plats toilés noirs, dans un emboitage toilé noir avec ourlets en cuir sur l'ouverture - Exemplaire numéroté sur Arches 98/313, exemplaire signé par Jacquot - Sans pagination - Lithographies originales de Jacquot hors-texte en couleurs
9614Slough: Foulsham Book. Good. Paperback. 12mo - over 6¾" - 7¾" tall. 4.75 x 7.25; 46 pages average per volume; soft card covers; all in good condition with the exception of 1905 and 1962; copies for the years 1918 and 1920 missing; price is for 86 volumes; price includes postage within the UK. Foulsham Paperback
Cm. 13, pergamena rigida antica ma rimontata, pag. (16) 316. Mancano due carte di indice. Frontespizio foderato, per il resto buon esemplare. Fortunata opera che ebbe numerose ristampe. Molto interessante la parte riguardante la medicina astrologica con tabelle astrologiche delle ore planetarie e tavole perpetue. Edizione sfuggita al Riccardi, I, pag. 58.
Barcelone, chez l'auteur, 1978-1979. Ensemble de quatre volumes de format in 8° de 150, 212, 170 et 158 pp.; nombreux graphiques, schémas... Couverture bleu, brique, noir et blanche selon les volumes. Bel état. Rare, édité par l'auteur de façon artisanale. Texte en espagnol.
In 8° (20,5x14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A PSenza titolo-7arma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.
17946894London: Printed for G. Sael 1794. Third edition with additions. Small 8vo 6.5x4.5" v 1 79 1pp. Stitched and bound in later paper wrappers with manuscript title on front wrap and spine which is mostly perished the wraps being loose and chipped. Some dust soiling to title page few marginal marks in pencil otherwise clean and complete. <br /> <br /> The Miraculous Prophecies Predictions and Strange Visions of Sundry Eminent Men &c. from the first dawn of literature touching revolutions that have happened and revolutions to come in which is given a most striking and faithful picture of the times with what is to follow together with an account of Babylon's fall or the destruction of popery and in that glorious event a general reformation over all the World.<br /> <br /> An interesting and scarce collection of prophecies many astrological and including those of Michael Nostradamus from 1555 extracted from the authors' original writings. This sensationalist compilation was published in the throws of the French Revolution many of the writings specifically dealing with that conflict. Also includes works from Christopher Love 1651 John Lacy 1707 Peter Jurieu 1687 Robert Nixon 1702 Baron Swedenbourg 1753 Robert Fleming 1701 Anne Trapnel 1653 John Tillinghast 1654 Complete Magazine 1764 Lord Chesterfield 1753 William Lilly 1645 Bishop Newton 1760 J. Daut 1711 Dr. Gill 1752 Alstedius 1683 Dr. Ebenezer Sibly 1784 and others. <br /> <br /> <br /> The second edition of this work also published in 1794 is held by several libraries according to OCLC. However we find no mention of this expanded third edition of 79 pages vs. 64 in the second. . Printed for G. Sael unknown