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Trieste, Società Teosofica Italiana, 1874. In 16°pp.XV+84n. bross.edit.
br. Questo libro non è un completo ed esauriente libro di testo sulla Teosofia, ma solo una chiave per aprire la porta che conduce al suo studio più profondo. Esso traccia superficialmente l'abbozzo della Religione-scienza, e ne spiega i principi fondamentali; affrontando, nello stesso tempo, le varie obiezioni che possono essere sollevate da un mediocre studioso dell'Occidente, e cercando di presentare delle concezioni poco famigliari in una forma semplice ed in un linguaggio il più chiaro che siano possibili. Ma sarebbe pretendere troppo da questo libro, l'aspettarsi che il medesimo renda la Teosofia intellegibile senza alcun sforzo mentale per parte del lettore; perciò le oscurità che ancora rimanessero, saranno da imputarsi più alla natura dei concetti che non a quella del linguaggio, e più alla profondità del pensiero che alla confusione. A quelli di mente pigra od ottusa, la Teosofia apparirà incomprensibile; perché tanto nel campo mentale quanto nel mondo spirituale, ogni uomo deve progredire merce i suoi propri sforzi. Lo scrittore non può pensare in luogo del lettore, e d'altronde questi non potrebbe diventare alcunché di migliore, dato che questa sostituzione pensante fosse possibile.
brossura La Dottrina Segreta secondo la Blavatsky sarebbe stata, fin dagli albori dell'umanità, la Religione-Sapienza universalmente diffusa, sintesi del sapere totale e del mistero della vita. Il testo appare come un immenso lavoro di reperimento di dati antropologici e scientifici commentati e analizzati alla luce dei racconti dei sacri libri arcaici. I fini molteplici dell'opera possono essere sintetizzati come segue: dimostrare che la natura e l'origine dell'uomo non è il risultato fortuito di un accozzo di atomi, bensì un progetto di evoluzione con precise leggi; specificare il significato e la prospettiva dell'esperienza di vita terrena; salvare e preservare la conoscenza delle origini; dimostrare che molti aspetti e dinamiche della vita terrena non siano ancora state nemmeno sfiorate dalla ricerca scientifica e che il potenziale di conoscenza e sviluppo materiale e spirituale sia ancora enorme.
br. Solo poche verità, dunque, poiché ciò che rimane sotto silenzio non può esser contenuto neppure in cento volumi come questo, né potrebbe essere insegnato alla presente generazione di Sadducei. Tuttavia anche il poco che è stato fin'ora impartito è preferibile al completo silenzio su queste verità vitali.
In-8° (cm. 21), pp. 357, Cartoncino leggero editoriale, sovraccoperta edit.
brossura "Lo scopo di questo libro è chiaramente espresso nel suo titolo, La Chiave della Teosofia, e non richiede che poche parole di spiegazione. Una chiave per aprire la porta che conduce a uno studio più profondo. Traccia un ampio profilo della Religione-Saggezza, e ne spiega i principi fondamentali rispondendo, nello stesso tempo, alle varie obiezioni sollevate dal comune ricercatore occidentale, e sforzandosi di presentare concetti poco familiari in una forma semplice e in un linguaggio chiaro quanto più possibile. Rendere la Teosofia comprensibile senza uno sforzo mentale da parte del lettore, sarebbe pretendere troppo; ma è sperabile che i punti oscuri che dovessero permanere siano imputabili alla complessità del pensiero, non all'esposizione di essi, e dovuti alla profondità dell'argomento, non alla mancanza di chiarezza" H.P.B.
br. La Chiave della Teosofia è proprio quello che il suo titolo dice: una 'chiave' per accedere alla Théos-Sophia o 'Sapienza di Dio'. Tale scoperta, però, ha un carattere del tutto individuale e richiede una volontà di ricerca e di indagine che coinvolgono l'intelligenza e l'intuizione: lo 'Spirito' è universale e ogni uomo, pertanto, non ha uno Spirito, ma è spirito. Così lo studioso (non il ricercatore di erudizione, naturalmente, ma quello che lo è come lo erano i neoplatonici) vedrà che la sua ricerca lo conduce alla conquista della religione individuale (non all'individualismo), cioè alla conquista di sé, in quanto (e questa è la 'chiave' di tutto) è soltanto dal di dentro, dall'uomo interiore - il 'Theos' - che possono essere date le risposte vitali. La teosofia della Chiave insegna a sostituire l'idea del Dio antropomorfico (una proiezione dell'uomo) con quella della Causa Incausata che non si contrappone a nulla. Questo 'Dio' non nasce né muore; tutte le cose vanno e vengono, tra le due sponde del tempo e dell'eternità. Noi, tutte le creature, siamo questa realtà Unica, a tutti i piani o livelli del divenire; e dentro l'uomo sono sopite infinite energie che è possibile suscitare: ma per farlo, occorre imparare e conoscere chi siamo e che rapporti abbiamo con l'Universo in cui viviamo e con gli altri.
br. Nel panorama della letteratura teosofica, "La Voce del Slenzio" rappresenta qualcosa che è direttamente connesso con le fonti dell'insegnamento teosofico e la testimonianza di esse che Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) seppe fare lungo tutto il corso della sua vita.
br. La storia dell'Evoluzione Cosmica, come delineata nelle Stanze, è, per così dire, la formula algebrica astratta di tale evoluzione. Quindi lo studioso non si aspetti di trovarci il resoconto di tutti gli stadi e di tutte le trasformazioni che occorsero tra il primo inizio dell'evoluzione universale ed il nostro stato presente. Sarebbe impossibile dare un resoconto simile, che del resto riuscirebbe incomprensibile a uomini incapaci di concepire la natura anche dal piano di esistenza successivo a quello al quale, per il momento, la loro coscienza è limitata. Il libro di Dzyan è per eccellenza il "testo misterioso". Un mistero che parte dalla sua stessa esistenza, visto che l'originale non è mai stato in possesso di alcuna biblioteca. Non è una storia della Creazione, ma piuttosto una formula per creare.
br. Gli articoli contenuti in questo libro furono raccolti in volume dalla "Theosophy Company" di Bombay nell'edizione del 1931, ristampata nel 1977. Originariamente apparvero per la maggior parte nel Lucifer dal 1888 al 1891, a eccezione di un paio, apparsi sul Theosophist. La pubblicazione di questa raccolta di articoli va a colmare almeno in parte una lacuna, fornendo uno strumento per un primo approccio al pensiero di H.?P.?Blavatsky. La conoscenza di lei, che traspare dagli articoli qui raccolti, ha radici profonde e si rifà agli antichi insegnamenti psicologici sulla natura umana, sulla realtà dell'Anima e dello Spirito, sulla struttura del cosmo e dell'uomo. Blavatsky cerca di aiutarci a recuperare la nostra identità interiore, la nostra posizione di esseri liberi, pensatori e creatori del proprio destino; di riportare alla luce dalla profondità della nostra psiche la realtà dell'anima, con le sue grandi potenzialità evolutive, non più attraverso la fede cieca o attraverso aride proposizioni filosofiche, bensì per mezzo di una conoscenza pratica dei poteri e delle funzioni dell'Anima e dello Spirito.
brossura
In 8°. Pagine 150. Brossura figurata a colori. Stato di conservazione buono. Volume facente parte della collana "La bottega delle meraviglie"
br. Dopo la pubblicazione del volume "Dalle caverne e dalle giungle dell'Indostan" di H.P. Blavatsky ecco il seguito, la continuazione e fine di quelle avventure di viaggio, nelle quali "alla rievocazione dei complessi miti indiani è congiunta una bella e semplice descrizione di paesaggi e di costumi". "Sono appunti di una turista molto particolare, di una persona misteriosa e profonda, che dilettano e fanno pensare. Si leggono con un interesse sempre crescente anche per la notevole quantità delle notizie storico-religiose, per il colorito schiettamente locale dei paesaggi descritti, per i numerosi piccoli episodi narrati con brio e spesso con fine umorismo. Il lettore, percorrendo queste note, sente di essere a contatto con uno Spirito veramente superiore, in un momento in cui prende riposo dal grave lavoro consueto, abbandonandosi alla gaiezza un po' svagata di un lavoro meno intenso".
br. Questo libriccino vuole essere uno stimolo per tutti coloro che, nell'ambito della ricerca interiore, comprendono che la conoscenza da sola non è elemento sufficiente per acquisire una nuova e più profonda consapevolezza della vita e della manifestazione. Accanto alla conoscenza è infatti necessario sperimentare un approccio al quotidiano ispirato al Bello, al Buono, al Vero. Come a dire che, oltre alla "grammatica", ci vuole anche la "pratica".