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Pages 255-294 plus xvi pages of great vintage ads. Many great black and white photos. Features: "Maxwell Court," The Residence of Francis T. Maxwell, Esq., at Rockville, CT; Leaded Glass Windows for Domestic Use; "Kinnekort," - The Residence of Edward K. Cone, Esq., at Colonia, NJ; Etching on Copper and Brass; Glimpses of Tokeneke - Some Attractive Homes at Rowayton, CT, including those of Mr. H.D. Taintor, Mr. E.H. Norton, Esq., Mr. Walter Blabon, Mr. Thomas Alsop, Mr. Gerrit Smith, Joseph D. Sawyer, Jr., and Mr. Charles H. Pope; Summer Gardening in France; The Home and Studio of Artist Miss Cecilia Beaux at East Cloucester, MA, designed by architect Mr. Charles K. Cummings of Boston; Chickering Piano ad on back cover; and more. Printed on glossy stock. Complete and unmarked with average wear. Some pages loose but all present. A quality copy of this great vintage issue. Magazine
Pages 333-372 plus xvi pages of great vintage ads. Many great black and white photos. Features: Fences, Walls and Hedges; Homes of Minneapolis - featuring the homes of J.F. Atwood, Esq., L.K. Thompson, Esq., T.E. Cootey, Esq., and Dr. E.C. Pickler; The Handicraftsman - Cabinet Making as a Handicraft; Post-And -Board Fence of Concrete; Decorations and Furnishings for the Home - VII - Built-in Furniture; The Summer Residence of Mr. Charles H. Bond; Eight Low Cost Houses in the Suburbs of Chicago - nice two-page photo spread presenting the homes of Mr. Walter Herrick, Mrs. Charlotte Wyman, Mr. Charles M. Mock, Mr. Whiting T. Lovell, Mr. Bert Wallace, Mr. C.E. Simmons, Mr. A.M. Briggs, and Mr. Edward Middleton; The Danger of the Use of Milk from Tuberculosis Cows; The Country Seat of G.St. L. Abbott, Concord, MA; An American Potter, Her Home and Studio - Mrs. Samuel Robineau; Garden Notes - Bedding with Evergreens; Autumn Work in the Garden; The Hydrangea; L. Wolff Mfg. Co. ad features photo of the Marshall Apartments in Chicago; Nostalgic color back cover ad for Waterman's Ideal Fountain Pen features photos of company shops, offices and factories in London and North America; and more. Printed on glossy stock. Complete and unmarked with average wear. Some pages loose but present. A worthy copy of this great vintage issue. Magazine
212 pages. Features: Straight Line Architecture - the modern trend in office buildings; Organizing a Modernizing Campaign for Your Town; Ornamental Flashings - New York Architect Henry J. McGill starts a new trend in design; Firesafe and Rigid Construction - light steel joists and masonry bearing walls used by the Warren E. Richards Company of Cincinnati; Standard Loading Table for Open Web Steel Joists; San Antonio's Parkmoor Place successfully developed by Guaranty Building Corporation, L.E. Fite, President; Your Clients Want Kitchen Ventilators!; Chicago Three-Family Co-op Apartment Design; The Livingston Apartments, Forest Hills, Long Island; The Benjamin Franklin Apartments, Los Angeles; Beaux-Arts Studio Apartments, New York City; Home Plan Suggestions - residence of W.F. Spencer, Esq., of Erie, PA; Moderne Electric Home; Graceful Gambrels; Modern Home Interiors - details of a breakfast room; All-feature Home - complete working plans for an English style house of eight rooms presented in one-eighth-inch scale drawings; Getting the Most Out of Power Saws; Joining Different Pitches; Common Sense in Fireplace Construction; Dozens of sensational illustrated ads - some in color - are sure to tickle any modern designers with a taste for the past; and more. Writing on front cover. Above-average wear to color-illustrated covers. Back cover barely holding. Binding intact. A worthy copy of this marvelous vintage issue. Book
164 pages. Features: Editorial discusses the likely impact of the October 29 stock market crash on the building business; Optimistic Outlook for Sound Construction Projects - interview with Nicholas Roberts of S.W. Straus & Co.; President Hoover Enlists Builders to Stimulate Business - article with group photo; "Modernesque" - unique home built by McWilliams and Meloney outside Philadelphia; Mortgages Yielding Higher; How to Build the Colonial Entrance Pictured on Front cover; Waste not high wages makes building costly; The Story of the Development of Gladstone Manor, located in Lansdowne Borough, PA; Public Garages - a discussion of the layout of special buildings devoted to the handling and storing of motor cars - article with photo of the Glenn E. Holmes Garage, Chicago; A Sound Proof Studio Apartment - The Sherman Square Studios, West 73rd St., New York, are built to interest singers, artists and writers; Conveniently Equipped Kitchens Help Builders Sell; Six Model Homes in Cleveland; Home Plan Suggestions; All-Feature Home - complete workings plans to one-eighth inch scale for a model brick bungalow; Where Stores and Apartments are Combined - Rissman and Hirschfeld Architects designed a triangular structure at the diagonal intersection of Milwaukee Ave. and Diversey Blvd. in Chicagp; Framing the Gambrel Roof; Dozens of sensational illustrated ads, some in color, are sure to tickle any modern designer with a taste for the past; and more. Some writing on heavily-worn color-illustrated covers. Binding intact. A worthy reference copy of this wonderful vintage issue. Book
Mm 230x295 Due volumi nella loro brossura originale con titolo al dorso e al piatto: vol. I, "Testo" di xi-507 pagine con 189 figure in nero nel testo; vol. II, "Tavole" con 65 tavole in nero e a colori. Leggere, tenui fioriture concentrate nel primo tomo, peraltro l'opera è in buone condizioni nelle sue legature ben salde.Spedizione i n 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Volume numero 11 appartenente alla collana Profili letterari, diretta da Gorizio Viti. Seconda edizione del volume. All'interno introduzione e guida allo studio dell'opera siloniana, storia e antologia della critica. Copertina leggermente usurata agli angoli, ai margini e alle estremità del dorso; piatti con presenza di pieghe. Presente firma di appartenenza a penna all’occhiello. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine, lievemente brunite, così come i tagli. Controguardia posteriore strappata per metà. Numero pagine 205. USATO
Volume numero 5 appartenente alla collana Profili letterari diretta da Gorizio Viti. All'interno introduzione e guida allo studio del romanzo, storia della critica, antologia critica, appendice cronologica e topografica. Copertina leggermente usurata agli angoli e alle estremità del dorso; piatti con presenza di pieghe, leggermente sbiaditi. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine, lievemente brunite, così come i tagli. Numero pagine 344. USATO
China e matita misure: mm 112 x 141 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni, è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblica Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinacoteca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica- da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Nel foglio si vedono tre figure a penna. A sinistra l'abbraccio tra una figura seduta, probabilmente un uomo, caratterizzato da morbidi ciuffi di capelli e da un abito panneggiato, che sostiene una bimba dal lungo abito in piedi davanti a lui. Sulla destra viene raffigurato un bambino, il suo corpo e il suo volto sono costruiti mediante la linea di contorno, apparentemente sovradimensionato rispetto alle altre due figure. Fitte linee parallele danno profondità e creano le zone in ombra. Esemplare grafico elegante, studio preparatorio. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983. F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.
Penna misure: mm 185 x 146 In questo foglio l'autore realizza uno studio di uomini. Dall'alto verso il basso, l'artista attraverso linee di contorno marcate e ponendo la sua attenzione sui volti dei personaggi realizza un immagine piramidale; il primo uomo coperto da un abito panneggiato, con le braccia alzate e il volto contratto dall'ira sembra scagliare, contro il secondo personaggio indagato due volte, la sua forza. In primo piano il soggetto è visibilmente spaventato, i suoi occhi sono terrorizzati e cerca di coprirsi il volto con il braccio destro. L'espressione di paura e terrore è enfatizzato nello studio del suolo volto, occhi sbarrati e bocca aperta tra stupore e urlo. In alto, al centro e a destra, sempre a penna troviamo il numero 183, molto probabilmente stava ad indicare una catalogazione. Al verso sempre con un tratto rapido e vibrante che conferisce dinamismo e pathos viene rielaborata una scena da una composizione di Raffaello. Esemplare su carta vergata. Discreto stato di conservazione, mancanza dell'angolo inferiore sinistro.
Matita misure: mm 187 x 238; 150 x 260; 160 x 327 Pittore e disegnatore italiano. Fratello minore di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 - Roma 1964) importante e conosciuto artista internazionale, si trasferisce a Roma a partire dal 1958. Parmeggiani è un autore che, come Annigoni, decide di abbracciare in pieno il realismo e la pittura intesa come mestiere. Le sue composizioni e le sue atmosfere sono ancora ricche delle suggestioni metafisiche e surrealiste della prima metà del secolo. Tre disegni compiono un preciso e puntuale studio di un uomo disteso a terra tra fili d'erba. La figura è studiata prima di profilo destro, poi sinistro, quindi con il volto coperto o con le mani appoggiate sulla testa mentre si riposa sdraiato. Attraverso un tratto sciolto e incisivo, accentuando le zone d'ombra in modo da intensificare la luce radente che colpisce le superfici, lo spettatore viene trasportato sul prato e può rendersi conto del corpo che schiaccia i fili d'erba. Tutto è descritto nei minimi dettagli: i pantaloni, le scarpe, le dita affusolate e il volto stanco e pensieroso. Lo sfondo è lasciato neutro, il forte realismo ci fa pensare ad una calda ma ventilata mattina primaverile. In basso firma a matita: R. Parmeggiani. Ottimo stato di conservazione. I disegni si presentano montati nella cornice originale.
Disegno n° 73 raffigurante uno schizzo di un luogo fantastico, attribuito al famoso pittore bergamasco Pietro Ronzoni (Serina 1781 - Bergamo 1862). Opera pubblicata in "La Bergamasca / e dintorni / di / Pietro Ronzoni" di Lanfranco Ravelli critico d'arte bergamasco. Pubblicazione di 60 disegni edita sia dalla Banca di Bergamo che dalla Galleria Previtali di Bergamo. Montato in elegante cornice di ciliegio chiaro della misura di cm. 34x44. Al disegno è allegato uno dei volumi prima citati su cui è stato pubblicato
Disegno n° 16 raffigurante uno studio di un paese ideale, attribuito al famoso pittore bergamasco Pietro Ronzoni (Serina 1781 - Bergamo 1862). Opera pubblicata in "La Bergamasca / e dintorni / di / Pietro Ronzoni" di Lanfranco Ravelli critico d'arte bergamasco. Pubblicazione di 60 disegni edita sia dalla Banca di Bergamo che dalla Galleria Previtali di Bergamo. Montato in elegante cornice di ciliegio chiaro della misura di cm. 34x44. Al disegno è allegato uno dei volumi prima citati su cui è stato pubblicato
Sanguigna misure: mm 320 x 220; 305 x 210 Lo studio di queste due teste, forse due monaci o due filosofi, è affidato al tratto lungo e morbido della sanguigna. Nel primo foglio viene raffigurato un uomo, con la testa rivolta leggermente a destra, l'attenzione per i particolari evidenzia il suo sguardo fiero, intenso, osserva dritto negli occhi lo spettatore. Ha una lunga barba bianca, il volto solcato dalle rughe del tempo e la fronte corrugata. Un cappuccio copre i capelli, ma un ricciolo ribelle fa capolino al centro. E' notevole l'effetto di morbidezza che l'artista riesce ad ottenere sfruttando il bianco della carta, sembra di poter affondare la mano nella barba folta e morbida, il volto è pieno benché solcato dal tempo, il naso aquilino sporge. Nel secondo foglio il volto di un altro uomo barbuto è costruito mediante un tratto allungato ma più franto, l'effetto è un volto più mosso, più sofferente. Lo sguardo è rivolto a destra all'esterno del foglio. E' interessante soffermarsi sulla scritta antica al verso del primo foglio: Fatta al'oscuro. E' improbabile che l'autore abbia eseguito il disegno completamente al buio, perciò supponiamo che la scritta sia da interpretare: fatto con l'ausilio della camera oscura. Le proprietà della luce vennero studiate dai cinesi già nel V secolo a.c., dunque si sapeva che praticando un forellino sulla parete di un ambiente completamente buio, l'immagine esterna si riflette rovesciata sulla parete opposta al foro. Il primo disegno è dunque un risultato dell'applicazione pratica di tale principio ottico. E' dunque un'interessante documento peraltro condotto da un professionista a giudicare dal notevole risultato ottenuto. Ottimo stato di conservazione, eccetto qualche piega che non disturba la comprensione dell'opera. Filigrana: agnello pasquale entro un quadrifoglio (Italia XVI)
Elephant Folio - over 15" - 23" tall "This book is dedicated to Richard Avedon, Ara Gallant and Giorgio di Sant'Angelo". Volume cartonato, legatura editoriale in tela nera, titoli in bianco al dorso e al piatto anteriore, custodia editoriale, 136 pagine profusamente illustrate in nero e colori con immagini applicate. Esemplare in ottime condizioni. Testo in inglese - english text - box edition. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Fra la 2a e la 3a opera è legato un manoscritto bifolio, scritto in chiara grafia a inchiostro nero (2 facciate) su carta vergellata, firmato e datato al verso: "Lod.° Ant.° Muratori" in cui l'erudito modenese, corrispondente degli arcadi Petracchi (Lettore di Filosofia Morale presso lo Studio cittadino), Formagliari (Cancelliere maggiore) e Bianconi (poligrafo ed insegnante di greco all'Archiginnasio), si pronuncia in merito alla controversia storiografica circa la legittimità del diploma teodosiano che avrebbe istituito come primario lo Studio di Bologna. Di grande interesse perché il manoscritto s'inserisce nella schermaglia erudita fra Petracchi e Formagliari. Le 5 opere e il manoscritto rilegati in un unico volume in bella legatura posteriore in mezza pelle ed angoli, dorso a 5 nervi con titolo e fregi oro negli scomparti, piatti marmorizzati. Mancanza ben reintegrata all'angolo inferiore esterno del frontespizio. Gora non deturpante che interessa la metà superiore di gran parte delle carte e in specie l'ultima opera, ma buone condizioni. La Congregazione dei Celestini di cui l'accademico Petracchi era membro, fondata da Pietro da Morrone divenuto papa col nome di Celestino V, aveva il controllo dell'Abbazia di S. Stefano dal sec. XV e la mantenne fino alle soppressioni del 1797.
Pietra nera misure: mm 400 x 255 Pittore. Probabilmente entra giovanissimo nella bottega di Giambattista Piazzetta diventandone senza ombra di dubbio il migliore e il più longevo dei suoi allievi. Ne assimila così profondamente lo stile e la pennellata che ancora oggi diverse sono le opere che dividono la critica circa la loro attribuzione ad una o all’altra mano. Francesco è citato per la prima volta in un documento del 1744 della Fraglia dei Pittori veneziani, tuttavia è molto probabile che già da tempo fosse celebre in città. La sua prima opera documentata è un Immacolata Concezione per la chiesa parrocchiale di Cortona, oggi conservata presso l’oratorio della Villa Tommasi a Metelliano. Nel 1749, grazie all’interessamento del Conte Giacomo Carrara di Bergamo, gli fu commissionata la Pala dei Quattro Santi che adorano la Croce e i due laterali con Santa Lucia e Santa Apollonia per la chiesa di San Martino ad Alzano Lombardo. I dipinti ebbero un grande successo e valsero al pittore la protezione del Conte Carrara ma attirarono l’attenzione anche dei Conti Albani che divennero anch’essi suoi committenti invitando il pittore nel 1757 ad eseguire gli affreschi per casa Albani a Bergamo. Tali affreschi sono considerati dalla critica come il momento centrale dell’attività dell’artista. Pur accettando nel 1755, su segnalazione tra l’altro di Tiepolo e di Pittoni, la nomina a professore del Collegio dell’Accademia di Venezia, l’attività nella bergamasca si fa sempre più intensa. Nel 1762 Capella si trasferisce definitivamente a Bergamo dove apre anche una scuola di pittura particolarmente fiorente. Si tratta di uno studio preparatorio per l'importante pala nella Basilica di San Martino ad Alzano Lombardo, così come attestato anche dalla scritta a matita sul verso, e a giudicare dalle pieghe, fu probabilmente ripiegato e spedito a mo' di lettera. Questo insolito invio di disegni doveva essere una prerogativa dell’autore poiché si conosce un altro suo disegno, proveniente dalla collezione del Conte Carrara ed oggi presso l’Accademia Carrara (Inv. n, 14), che presenta le medesime caratteristiche. Nella metà inferiore del disegno si vede il gruppo di quattro Santi: Santo Stefano a sinistra, San Vincenzo Ferreri, San Francesco Saverio e San Nicola di Bari a destra ritratti in movimentate posture e intenti a rivolge le proprie preghiere verso la parte superiore della composizione dove vediamo due angioletti che sollevano in volo la Croce. Rispetto alla redazione finale su tela vi sono alcune differenze. Santo Stefano anziché avere il braccio sinistro alzato a indicare la Croce ha entrambe le braccia alzate con le mani congiunte in segno di preghiera. Il Santo in piedi risulta leggermente più spostato verso destra, ma la modifica più consistente riguarda gli ultimi due Santi che vengono ricollocati spostando più verso il centro la figura di San Nicola e allontanando sensibilmente verso destra l’ultima figura, a cui viene inoltre cambiato atteggiamento nascondendo le mani che nel dipinto sono invece ben visibili. Il disegno è un tipico esempio dello stile grafico di Capella, caratterizzato dai modi soffici e dal tocco leggero, oltre che dall’uso del gessetto nero. Anche il cielo è realizzato con il caratteristico tratteggio obliquo tipico dell’autore che sfrutta la fragile consistenza del gessetto per creare leggere e movimentate campiture chiaroscurali. Opera in ottimo stato di conservazione eccetto le pieghe descritte. Nonostante la tecnica impiegata, il disegno mantiene tutta la leggerezza e la sensibilità di tocco del maestro veneto. Bibliografia: R. Pallucchini, “Francesco Daggiù detto il Cappella”, in Riv. di Venezia, XI (1932); L. Vaccher, “Opere del periodo bergamasco del C.”, in Arte veneta, XXII (1968); F. Rossi, “I Grandi disegni italiani dell'Accademia Carrara in Bergamo”, Silvana editoriale, 1985.
In-folio. 7 carte, 144 pp., 3 cc. (tavola ripiegata con Plani Villae Adrianae), 145-263 pp., 5 cc. Antiporta incisa da Romeyn de Hooghe, ritratto in rame di papa Clemente X, 25 tavole in rame (di cui 15 ripiegate) e 20 incisioni n.t. Qualche fioritura sparsa; Piena pergamena coeva con medaglione centrale e impressioni a freddo sui piatti, decorazioni al dorso. Qualche leggero difetto alle cerniere. Bibliografia: Caillet II, 5777.
Inchiostro e matita rossa misure: mm 291 x 214 Pittore italiano. Dopo un primo periodo a Como presso il ritrattista Girolamo Caprera, si trasferisce a Bologna dove frequenta la bottega del pittore Gabriele Ferrantini. Scoperto poi da Girolamo Curti, detto il Dentone, caposcuola dei quadraturisti bolognesi, diviene suo collaboratore. Inizialmente apprezzato come prospettico, il Colonna si perfezionò nella pittura di figura. Proprio come figurista segue il Curti a Ravenna, a Ferrara, a Parma nel 1628, e ancora a Modena nel 1631-32 e nel frattempo nell'atelier del Curti vediamo anche Agostino Mitelli. Tra i due artisti inizia una forte collaborazione che li vede impegnati in moltissimi e importanti cantieri fra cui nel 1665-67 quello di Bologna per la cappella del Rosario nella chiesa di S. Domenico. Il soggetto di questo straordinario foglio è lo studio preparatorio per uno degli angeli che reggono la grande corona di fiori nella Cappella del Rosario, l'artista studia diverse prospettive scorciate della figura. Opera inedita caratterizzata da un tratto fine e deciso. Due disegni ex collezione Villani oggi presso i Musei Civici di Reggio Emilia e relativi al medesimo cantiere sono un puntuale termine di confronto stilistico. Disegno applicato su carta antica del XVIII secolo, a sua volta montato su controfondo azzurro della fine del XVIII secolo. Iscrizione a penna sul montaggio in basso al centro: "Michele Colona Bolognese”. Il disegno è stato vincolato dalla Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Milano in data 29 ottobre 2019 perché ritenuto di "interesse storico e artistico particolarmente importante" Bibliografia: R.Roli, Pittura bolognese 1650-1800. Dal Cignani ai Gandolfi, Bologna 1977, p. 165; A.D'Amato, I Domenicani a Bologna. 2 1600-1987,II, Bologna 1988, pp.637-669; A Mazza, “Angelo Michele Colonna: frammenti ricomposti di un antico fondo grafico” in Di segno antico. I disegni della collezione Villani donati ai Musei Civici di Reggio Emilia, catalogo della mostra di R. Emilia, Bologna 2000, scheda n 24.
Penna, acquerello grigio e acquerello color bistro chiaro misure: mm 424 x 255 L’imponente studio architettonico è composto da un solido basamento a forma circolare su cui poggiano delle colonne con capitelli delineati in un riecheggiante stile corinzio. Al centro della composizione vi è la Sacra Famiglia, con la Vergine inginocchiata posta sulla sinistra mentre sorregge il Bambino in fasce. Sopra di esso tre cherubini lo vegliano. A destra San Giuseppe stante osserva il tenero gruppo tenendo le mani appena alzate in un delicato atteggiamento di amorevole contemplazione. Nella parte superiore la porzione centrale della trabeazione e il tetto sono spettacolarmente squarciati da un trionfo di angeli e angioletti; che emergono dall’apparizione celestiale emanata dalla figura del Padre, posto sull’apice della composizione. La luce propagata dal divino intervento si diffonde in tutte le direzioni, concentrandosi con grande effetto scenografico sulla Sacra Famiglia sottostante. Nonostante a tutt’oggi rimanga ancora anonimo, l’autore ci rivela qualcosa di sé grazie ad un linguaggio che riporta con una certa immediatezza alla cultura grafica francese del XVIII secolo, ed in particolare al vasto seguito di Francois Boucher, maestro incontrastato del gusto Rococò. Le fisionomie delle figure, le anatomie infantili affrontate con soffici volumi, le acquerellature dai toni leggeri stese con veloci campiture attentamente distribuite e ancora l’ariosità e teatralità della composizione fanno propendere per la cultura figurativa d’oltralpe. Nonostante ciò vi sono elementi che curiosamente riportano anche al linguaggio barocco, come ad esempio le vesti di San Giuseppe e della Vergine, che nel loro complesso svolgimento rimembrano i panneggi della Roma del ‘600. La stessa accentuata teatralità strizza l’occhio ai grandi progetti barocchi della lunga stagione berniniana. Segno forse di un viaggio di formazione in Italia che l’autore, come del resto molti del suo tempo, può aver affrontato per scoprire i tesori della Penisola e studiare da vicino i Maestri del passato. Ed è forse a quel periodo della vita dell’artista che il disegno risale, magari come esercizio di copia di un progetto o di un altare ad oggi noi ignoto o non ancora identificato; oppure come prova in cui il disegnatore mette in pratica le nozioni apprese a seguito del lungo pellegrinaggio in Italia. Opera in ottimo stato di conservazione, con le parti acquerellate ben apprezzabili in tutti i delicati passaggi tonali. Leggero foxing nella parte superiore a destra. Una piega centrale orizzontale appena visibile. Foglio applicato su supporto cartaceo del XVIII secolo. In basso a sinistra a china color seppia: “Boucher”. Filigrana: “Serpente”. Bibliografia: J. Bean, “15th-18th Century French Drawings in the Metropolitan Museum of Art”, the Metropolitan Museum of Art, 1986.
In-folio, (32) carte, inclusa antiporta, 560 [i.e. 558] pagine, (30) carte, errori di numerazione. Bellissima antiporta figurata allegorica incisa in rame da Conelis Bloemaert su disegno di Giovanni Angelo Canini, ritratto di Innocenzo X, 1 grande tavola più volte ripiegata, 5 incisioni in rame a piena pagina (di Pietro Miotte), numerose xilografie nel testo, iniziali xilografiche, testo in carattere romano, corsivo, arabo, greco ed ebraico, marca tipografica in fine volume, brunitura su qualche carta, legatura in pergamena coeava, piccoli difetti.
2 volumi in folio, pp. (20), 690; (2), 462, (38). Frontespizio inciso, ritratto dell'arciduca Leopoldo, entrambi su disegno di J.P. Schor, e 21 tavole numerate a 23, di cui 4 ripiegate. Numerose illustrazioni xilografiche, di cui tre a piena pagine. Foglio di Errata alla fine del vol. II. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo su tassello al dorso. Piccolo strappo alla cuffia superiore