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br. Abbiamo finito le scuole medie e inizieremo presto quelle che una volta si chiamavano "scuole superiori" e oggi "secondarie di II grado". Stiamo per entrare in un ambiente sconosciuto, dove non ritroveremo i nostri compagni né i nostri professori. Che cosa ci verrà richiesto? Cosa cambierà rispetto a prima? Questo libro è stato scritto per aiutarti a capire come si deve studiare alla scuola superiore. Sarà uno studio più impegnativo e approfondito, ma sarai perfettamente in grado di affrontarlo se inizierai con la grinta giusta e qualche consiglio. La scuola secondaria diventerà una sfida da affrontare con energia e coraggio ma senza sacrificare entusiasmo e divertimento. Nella prima parte parleremo del metodo di studio. Per ogni argomento inizieremo a dire "Come non..." fare le cose, cioè elencheremo gli errori più comuni che i ragazzi e le ragazze rischiano di commettere. Poi ci porremo alcune "Domande per scaldare i motori", cioè parleremo di cosa fare "prima" di mettersi al lavoro; proporremo per ogni capitolo un "Attrezzo del lavoro" indispensabile per lo studio. Infine arriveremo a presentare "Le cose da fare" e seguiremo passo dopo passo l'attività di studio e di verifica. Abbiamo aggiunto anche "La bottega degli e/orrori", una parte in cui ti presenteremo alcuni esempi di errori (od orrori) da evitare. La seconda parte invece affronterà il tema della vita scolastica. Perché la scuola non è solo studio ma anche vita, partecipazione, collaborazione e crescita.
Mm 245x290 Volume cartonato con sovraccoperta, 280 pagine profusamente illustrate in nero e a colori. Dedica al frontespizio, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-16 (cm. 19.20), brossura, pp. 377, (3) prime carte leggermente allentate, timbro di biblioteca estinta al frontespizio. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 (cm. 26), brossura, titolo al dorso, pp. 197. In buono stato di conservazione (good copy).
cm. 17 x 24, xii-190 pp. Istituto nazionale di studi sul Rinascimento - Quaderni di ?Rinascimento? Un postumo omaggio al pi? grande conoscitore delle fonti della storia dell?arte toscana che ha individuato in questi registri anche un tramite per penetrare nelle fibre pi? intime della societ? e dello stato fiorentino sottraendoli al monopolio degli storici dell?arte per affidarli anche a chi si dedica alla storia fiorentina nel suo complesso soprattutto per il Quattrocento e l?inizio del Cinquecento. A belated homage to the greatest expert on the source of the history of Tuscan art who has located in these registers a means to penetrate even the most intimate fibres of the Florentine society and state subtracting it from the monopoly of art historians to bestow it upon those devoted to Florentine history on the whole and above all to 1400 and the beginning of 1500. 390 gr. xii-190 p.
cm. 17 x 24, iv-214 pp. Biblioteca di ?Lettere italiane? - Studi e testi 610 gr. iv-214 p.
62 pages. Features: Dave Black - world-class sports classic; America 24-7 - a look at what it took to create the book; John Solano and Brian Marcus capture a wedding; SP&D's guide to PDAs; Bruce Boyajian escorts Miss America into digital realm; and more. Clean and unmarked with moderate wear. Magazine
58 pages. Features: Celebrity Portraits; Fashion Flaire; Digital Freedom; Jerry Avenaim; Carl Zapp; Dan Lim; and more. Moderate wear. Unmarked. A sound copy. Magazine
72 pages. Features: Mark Seliger's bigger-than-life celebrity images; Quad/Photo's unique approach to delivering photographic services; Q & A with Dr. Stoffel, Eastman Kodak's CTO; Ready for Color Management; The Art of Seduction; It's a Family Affair; Bright New Ideas; and more. Clean and unmarked with light wear. A nice copy. Magazine
58 pages. Features: Dan Doke reveals marketing secrets; Increase sales with DVD proffing; photo industry goes 'Green'; Tripod trends and buying tips; and more. Clean and unmarked with light wear. A nice copy. Magazine
58 pages. Features: Nigel Barker's fashion photography; Gregor Halenda's commercial photography; Bringing your work to potential clients; Add revenue through ancillary products; Charitable captures; and more. Clean and unmarked with very light wear. An excellent copy. Magazine
Penna, acquerello grigio e acquerello color bistro chiaro misure: mm 424 x 255 L’imponente studio architettonico è composto da un solido basamento a forma circolare su cui poggiano delle colonne con capitelli delineati in un riecheggiante stile corinzio. Al centro della composizione vi è la Sacra Famiglia, con la Vergine inginocchiata posta sulla sinistra mentre sorregge il Bambino in fasce. Sopra di esso tre cherubini lo vegliano. A destra San Giuseppe stante osserva il tenero gruppo tenendo le mani appena alzate in un delicato atteggiamento di amorevole contemplazione. Nella parte superiore la porzione centrale della trabeazione e il tetto sono spettacolarmente squarciati da un trionfo di angeli e angioletti; che emergono dall’apparizione celestiale emanata dalla figura del Padre, posto sull’apice della composizione. La luce propagata dal divino intervento si diffonde in tutte le direzioni, concentrandosi con grande effetto scenografico sulla Sacra Famiglia sottostante. Nonostante a tutt’oggi rimanga ancora anonimo, l’autore ci rivela qualcosa di sé grazie ad un linguaggio che riporta con una certa immediatezza alla cultura grafica francese del XVIII secolo, ed in particolare al vasto seguito di Francois Boucher, maestro incontrastato del gusto Rococò. Le fisionomie delle figure, le anatomie infantili affrontate con soffici volumi, le acquerellature dai toni leggeri stese con veloci campiture attentamente distribuite e ancora l’ariosità e teatralità della composizione fanno propendere per la cultura figurativa d’oltralpe. Nonostante ciò vi sono elementi che curiosamente riportano anche al linguaggio barocco, come ad esempio le vesti di San Giuseppe e della Vergine, che nel loro complesso svolgimento rimembrano i panneggi della Roma del ‘600. La stessa accentuata teatralità strizza l’occhio ai grandi progetti barocchi della lunga stagione berniniana. Segno forse di un viaggio di formazione in Italia che l’autore, come del resto molti del suo tempo, può aver affrontato per scoprire i tesori della Penisola e studiare da vicino i Maestri del passato. Ed è forse a quel periodo della vita dell’artista che il disegno risale, magari come esercizio di copia di un progetto o di un altare ad oggi noi ignoto o non ancora identificato; oppure come prova in cui il disegnatore mette in pratica le nozioni apprese a seguito del lungo pellegrinaggio in Italia. Opera in ottimo stato di conservazione, con le parti acquerellate ben apprezzabili in tutti i delicati passaggi tonali. Leggero foxing nella parte superiore a destra. Una piega centrale orizzontale appena visibile. Foglio applicato su supporto cartaceo del XVIII secolo. In basso a sinistra a china color seppia: “Boucher”. Filigrana: “Serpente”. Bibliografia: J. Bean, “15th-18th Century French Drawings in the Metropolitan Museum of Art”, the Metropolitan Museum of Art, 1986.
In-8° pp. 208. Bross. edit. Stato di nuovo salvo una firma all'interno.
AA.VV. (Bellotti, Paola: Editore e Direttore responsabile) Studio Marconi 1966/76: Dieci anni in Italia/ Ten Years in Italy: Accame Argan Aspesi Bocca Brera Caroli Carrega Cerati Contessi Del Buono Dorfles Eco Fachinelli Fofi Lodi Manzoni Paolini Perazzi Pericoli Quadri Quintavalle Rovatti Simonetti ( Milano, 14 ottobre 1976, n. 8). Milano - Cologno Monzese (MI), Edizioni Studio Marconi (Via Tadino 15) - Intergrafica (stampa) 1976 italian, in ottavo 128 I ed.: Settembre 1976 (distribuito da Idea Books). Catalogo periodico della galleria Studio Marconi (Via Tadino 15), 1966/76: Milano, 14 ottobre 1976, n. 8. Testi in italiano/inglese. traduzioni: Rodney Stringer. VIII grande/ (2)+126/ brossura patinata con titoli in bianco su fondo illustrato con riproduzione fotografica in b/n (Ugo Mulas, lo Studio Marconi). Illustrazioni in b/n nel testo e f.t.. Fotografie di: claudio Abate, ballo e Ballo, Mario Carrieri, Enrico Cattaneo, Giorgio Colombo, Sergio Lai, Tommaso Le Pera, Gianfranco Mantegna, André Morain, Maria Mulas, Ugo Mulas, Publifoto, Donatella Rimoldi, Mario Tursi, Gianni Ummarino, Jaqueline Vadoz. Stato buono (usura della copertina ai margini (pagine brunite). Arti Visive/ Visual Arts: G. Carlo Argan; 1966/76 Arti Visive/ Visual Arts - Architettura/ Architecture: Gianni Contessi; Tra Classicismo e Manierismo/ Amid Classicism and Mannerism - Design: Gillo Dorfles; Chiaroscuro del Design Industriale/ The chiaroscuro of industrial design - Fotografia/ Photography: Arturo Carlo Quintavalle; Fotopolitica/ Photopolitics - Cinema: goffredo Fofi; Ideologia del cineasta/ Ideology and the cinema - Teatro/ Theatre: Franco Quadri; L'altro teatro/ The other theatre - Musica/ Music: Giacomo Manzoni; maturazione di un processo nella società/ Ripening process in society - Poesia Visiva/ Visual Poetrty: Ugo Carrega; Parole da guardare/ Words to look at - Critica d'arte/ Art Criticism: Flavio Caroli; Avanguardia (e non)/ Avant-garde and not - Editoria/ Publishing: Roberto Cerati; Libri adulti/ Books for adults - Poesia/ Poetry: Vincenzo Accame; Spostamenti/ A turning point - Narrativa/ Fiction: Alcide Paolini; Tra contestazione e mercificazione/ Amid protest and commercialization - Fumetto/ Comics: Oreste Del Buono; Azzerare il fumetto/ Back to the beginning - Giornalismo/ Journalism: Giorgio Bocca; La bancarotta del giornalismo/ Bankruptcy in journalism - Cronaca/ Reporting: Mario Perazzi; Cronaca a Piazza Fontana/ After Piazza Fontana - Controinformazione/ Counterinformation: Gianni Emilio Simonetti; 1966/76: La "parole" scende nelle strade/ 1966/76 The "parole" takes to the streets - Costume: Natalia Aspesi; Donne e Signore/ Women and Ladies - Sport: Gianni Brera; Siamo tutti seduti a veder bruciare Troia/ Watching Troy burn - Filosofia: Pier Aldo Rovatti; 11°: rinnovare la Filosofia/ 11th: renew thy Philosophy - Psicanalisi: Elvio Fachinelli; La scena psicanalitica italiana/ The italian psychoanalitical scene (con un intervento di/ with a contribution by Tullio Pericoli) - Semiolagia: Umberto Eco; L'ondata dei segni/ The sign wave - Scuola: Mario Lodi; Conservatori e Rinnovatori/ Conservatives and Reformers - Studio Marconi: Le mostre dal 1966 al 1976/ Exhibition from 1966 to 1976.
This is a very good hardcover copy with just light cover wear. Completely clean inside and out. Text in French and English. This catalog was prepared to accompnany the exhibition at the Montreal Museum of Fine Arts from April 2010 through January 2011. Anna and Joe Mendel are professionals within the studio art glass movement, and began collecting in the early 1980's. Checklist of 180 objects. All illustrated in color. 12" high X 9" wide, 150 pages. This book will be securely packed and shipped with tracking.
8°, pp.(54), con lo stemma del Comune di Fermo e la chiesa di S.M. Piccinina dis. da Serafino Botticelli xil. n.t. + 4 tavv. xil. f.t. rip. con riprod. di antiche inc. Br. edit. Introd. del reggente, Mario Santoro, che nel 1955 dette vita allo Studio Firmano, istituto che doveva continuare idealmente la tradizione dell'antica Università di Medicina di Fermo. L'opuscolo contiene i resoconti delle riunioni bienneli dello Studo dal 1955 al 1980 e il programma dei festeggiamenti per il 25°.
Matita misure: mm 300 x 437 Pittore e scultore italiano. Sin da giovane, sotto la spinta dal padre Antonio, si dedica alla scultura e già nel 1827 si fa conoscere per un gruppo di quaranta busti giganteschi, oggi dispersi, a soggetto mitologico e rurale, per la Villa dei Conti Sabatini a Udine. Contemporaneamente collaborava con il padre dimostrando capacità nel cogliere i dettami dello stile neoclassico allora in voga. Precocemente si avvicina alla pittura; realizza pochi soggetti religiosi, si afferma nella pittura di genere, in quella storica e in quella satirica. Con piglio originale ed estroso attira l'attenzione sia di capi di Stato, nobili ma anche collezionisti italiani che vedevano il suo studio come un ritrovo mondano, un passaggio obbligato durante i soggiorni veneziani. Gli affibbiarono il soprannome di "Goldoni della pittura veneziana". Soddisfatto della posizione sociale ed economica conquistata, abbandonò il lavoro a quarant'anni per godersi la vita. Sue opere sono conservate nei musei di Trieste, Padova e Venezia. In questo disegno l'attenzione dello spettatore è catturata dal michelangiolesco corpo maschile di spalle. Il modello è seduto come su un argine di un torrente. La torsione del corpo, con le mani adagiate a terra come nell'atto di sollevarsi, mostra le braccia muscolose, la schiena in tensione e il volto rivolto a destra caratterizzato da una bocca socchiusa, naso alla greca, lo sguardo fisso verso un punto in lontananza e capelli mossi dal vento. La capigliatura è tipicamente neoclassica. Sembra di vedere uno studio per un dio fluviale, un allegoria. Evidente è la conoscenza della statuaria classica Il tratto è rapido, la linea di contorno è morbida su tutta la figura e l'intersezione fitta del tratteggio regala giochi chiaroscurali che mostrano l'attenzione per gli effetti della luce sul nudo atletico. In basso a destra, a matita, firma. Al verso veloci schizzi a matita. Disegno su carta vergellata color avorio. Buono stato di conservazione, leggero foxing e qualche piega. Filigrana: tre mezze lune (Veneto, XVIII secolo) Bibliografia: A. De Alisi, Le arti figurative nella Venezia Giulia, ms. (sec. XX), ad vocem.
Matita misure: mm 187 x 238; 150 x 260; 160 x 327 Pittore e disegnatore italiano. Fratello minore di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 - Roma 1964) importante e conosciuto artista internazionale, si trasferisce a Roma a partire dal 1958. Parmeggiani è un autore che, come Annigoni, decide di abbracciare in pieno il realismo e la pittura intesa come mestiere. Le sue composizioni e le sue atmosfere sono ancora ricche delle suggestioni metafisiche e surrealiste della prima metà del secolo. Tre disegni compiono un preciso e puntuale studio di un uomo disteso a terra tra fili d'erba. La figura è studiata prima di profilo destro, poi sinistro, quindi con il volto coperto o con le mani appoggiate sulla testa mentre si riposa sdraiato. Attraverso un tratto sciolto e incisivo, accentuando le zone d'ombra in modo da intensificare la luce radente che colpisce le superfici, lo spettatore viene trasportato sul prato e può rendersi conto del corpo che schiaccia i fili d'erba. Tutto è descritto nei minimi dettagli: i pantaloni, le scarpe, le dita affusolate e il volto stanco e pensieroso. Lo sfondo è lasciato neutro, il forte realismo ci fa pensare ad una calda ma ventilata mattina primaverile. In basso firma a matita: R. Parmeggiani. Ottimo stato di conservazione. I disegni si presentano montati nella cornice originale.
Penna misure: mm 185 x 146 In questo foglio l'autore realizza uno studio di uomini. Dall'alto verso il basso, l'artista attraverso linee di contorno marcate e ponendo la sua attenzione sui volti dei personaggi realizza un immagine piramidale; il primo uomo coperto da un abito panneggiato, con le braccia alzate e il volto contratto dall'ira sembra scagliare, contro il secondo personaggio indagato due volte, la sua forza. In primo piano il soggetto è visibilmente spaventato, i suoi occhi sono terrorizzati e cerca di coprirsi il volto con il braccio destro. L'espressione di paura e terrore è enfatizzato nello studio del suolo volto, occhi sbarrati e bocca aperta tra stupore e urlo. In alto, al centro e a destra, sempre a penna troviamo il numero 183, molto probabilmente stava ad indicare una catalogazione. Al verso sempre con un tratto rapido e vibrante che conferisce dinamismo e pathos viene rielaborata una scena da una composizione di Raffaello. Esemplare su carta vergata. Discreto stato di conservazione, mancanza dell'angolo inferiore sinistro.
1 Vol. pag. PROG 11300 CATT_ATT 20
Matita misure: mm 311 x 235 Pittore italiano del quale si hanno poche notizie, fu attivo soprattutto nel Comasco a metà dell’Ottocento. Nel 1857 affrescò il battistero nella Basilica del SS. Crocifisso in Como; altre sue opere si trovano nel battistero di S. Fedele a Como e nelle chiese parrocchiali di Casasco, Pellio Superiore e Castiglione d’Intelvi. A Nesso nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nell’area presbiterale si trovano dipinti raffiguranti la Consegna delle chiavi a san Pietro, la Disputa di san Paolo nell’Areopago e la Trinità con gli Evangelisti realizzati nel 1864. Nel foglio viene rappresentata una figura stante, colta frontalmente e piegata leggermente in avanti. L'uomo non è indagato nel volto, lasciato allo stato di abbozzo, l'autore si concentra sullo studio dei movimenti della veste. Questa tunica avvolge completamente il soggetto e cade pesante sul suo corpo; il braccio sinistro piegato alla vita regge parte della veste lasciando così visibili le caviglie e i piedi nudi. Attraverso una fitta intersezione di linee si vengono a creare giochi chiaroscurali che rendono tangibile il tessuto. La figura nella sua maestosa ieraticità sembra una scultura di un filosofo o un magistrato romano. Disegno eseguito su carta bianca spessa. Ottimo stato di conservazione.
Carboncino e matita misure: mm 165 x 225 Pittore italiano del quale si hanno poche notizie, fu attivo soprattutto nel Comasco a metà dell’Ottocento. Nel 1857 affrescò il battistero nella Basilica del SS. Crocifisso in Como; altre sue opere si trovano nel battistero di S. Fedele a Como e nelle chiese parrocchiali di Casasco, Pellio Superiore e Castiglione d’Intelvi. A Nesso nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nell’area presbiterale si trovano dipinti raffiguranti la Consegna delle chiavi a san Pietro, la Disputa di san Paolo nell’Areopago e la Trinità con gli Evangelisti realizzati nel 1864. In questo foglio, che reca la tracce di quadratura per definire le posizione reciproche delle figure, vengono rappresentati tre putti a figura intera. Sono colti stanti in pose ed atteggiamenti differenti; quello di sinistra di profilo ma con il busto e il volto rivolti verso lo spettatore, diversi ripensamenti dell'artista alla ricerca dell'esatta posizione del braccio destro forse pensato per tenere uno strumento. Il putto centrale è colto frontalmente, con la gamba sinistra avanti rispetto l'altra, fissa lo spettatore e sembra, con il gesto della mano sinistra protesa in avanti, lo stia invitando. Il putto a destra è di profilo, molti sono i ripensamenti di braccia e volto, sembra tenere tra le mani un flauto. Disegno eseguito su cartoncino ocra. Ottimo stato di conservazione.
China e matita misure: mm 112 x 141 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni, è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblica Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinacoteca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica- da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Nel foglio si vedono tre figure a penna. A sinistra l'abbraccio tra una figura seduta, probabilmente un uomo, caratterizzato da morbidi ciuffi di capelli e da un abito panneggiato, che sostiene una bimba dal lungo abito in piedi davanti a lui. Sulla destra viene raffigurato un bambino, il suo corpo e il suo volto sono costruiti mediante la linea di contorno, apparentemente sovradimensionato rispetto alle altre due figure. Fitte linee parallele danno profondità e creano le zone in ombra. Esemplare grafico elegante, studio preparatorio. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983. F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.
In-8 (cm. 24.20), brossura illustrata, pp. IX, (3), 269, (3), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Saggi critici di Francesco Sapori e Piero Misciattelli. Appendice: Scritti di David Lazzaretti. Minime tracce d’uso ai tagli; peraltro, volume in buono stato (good copy).
ill., br. Il lavoro di Studio Azzurro si legge all'interno dei nuovi paradigmi connessi al mutamento che la scienza, le nuove tecnologie, l'estetica vanno elaborando a partire dagli ultimi tre decenni del XX secolo e oltre. Il libro analizza gli spettacoli musicali, teatrali, di danza del gruppo, parte significativa della articolata produzione in cui il lavoro di Studio Azzurro in questi trenta anni si è dispiegato. All'interno del volume una rigorosa ricostruzione degli spettacoli basata sui documenti conservati negli archivi di Studio Azzurro (schizzi, storyboard, testi, immagini fotografiche, recensioni, locandine) e sulla memoria diretta degli autori. Molte domande attraversano i testi, in particolare: l'uso di dispositivi tecnologici ha narcotizzato o amplificato la dimensione teatrale? Una drammaturgia che ha come dispositivo costruttivo le nuove tecnologie è stata in grado di reinventare il medium teatro?